L’Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità una proposta di legge che mette fine al richiamo del cosiddetto “dovere coniugale” nelle controversie familiari. Il punto centrale è la precisazione, inserita nel Codice civile, secondo cui la “comunione di vita” prevista dal matrimonio non può essere interpretata come un obbligo ad avere rapporti sessuali.
Il testo nasce per chiudere una zona grigia che, pur senza una norma esplicita, ha consentito in passato a parte della giurisprudenza di assimilare la vita comune alla “comunione di letto”. La riforma interviene anche sul piano dei divorzi: l’assenza o il rifiuto di rapporti non potrà più essere utilizzato come elemento per fondare un addebito “per colpa”.
La scelta legislativa viene letta come un passaggio di tutela del consenso e di contrasto a un’impostazione considerata incompatibile con i diritti della persona. Ora il provvedimento passa al Senato, con l’obiettivo dichiarato dai promotori di arrivare alla promulgazione entro l’estate del 2026.

