Caro benzina, aumenti in Italia sotto la media europea

Il caro benzina torna a pesare sulle famiglie e sulle imprese italiane, ma l’Italia, almeno per ora, regge meglio di molti altri Paesi europei. È quanto emerge da un’analisi di Facile.it sui dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo 2026, mentre l’escalation del conflitto in Iran continua a spingere verso l’alto i prezzi dei carburanti in tutto il continente.

Nel nostro Paese la benzina è aumentata del 5,5%, una crescita inferiore alla media dell’Eurozona, che si attesta all’8,9%. Anche sul diesel l’incremento italiano, pari al 9,8%, resta più contenuto rispetto al +16,8% registrato in media nell’area euro. Un dato che colloca l’Italia a metà classifica europea per variazione dei prezzi, lontana dai rincari più pesanti registrati in Germania, Austria ed Estonia.

Caro benzina, i dati italiani reggono il confronto europeo

Sul fronte della benzina, i rincari più marcati si segnalano in Germania (+13,8%), Austria (+13,2%) e Finlandia (+12,5%). L’Italia, con un prezzo medio di 1,745 euro al litro, è all’ottavo posto tra i Paesi più cari. Per il diesel, invece, il prezzo medio nazionale arriva a 1,869 euro al litro, settimo valore più alto in Europa, ma ancora lontano dai livelli dei Paesi Bassi, dove si registrano i prezzi più elevati sia per benzina sia per gasolio.

Secondo gli esperti di Facile.it, le differenze tra gli Stati membri restano significative. Anche se l’Italia ha assorbito meglio l’ultima ondata di rincari, il quadro resta fragile. L’andamento dei mercati internazionali, legato alle tensioni geopolitiche e ai movimenti del petrolio, potrebbe infatti spingere ancora in alto i listini nelle prossime settimane. Per chi guida ogni giorno, il segnale è chiaro: il caro benzina non ha colpito l’Italia più di altri, ma il rischio di nuovi aumenti resta aperto.

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