Il caro diesel in autostrada torna a pesare sulle tasche degli automobilisti. In diversi impianti della rete autostradale il gasolio in modalità servito ha superato la soglia dei 2,6 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria il diesel self resta sopra i 2 euro in quasi tutta Italia. Un aumento che incide subito sul costo dei pieni e che riaccende il confronto sulle misure da adottare per contenere i rincari.
Secondo i dati segnalati dalle associazioni dei consumatori sulla base delle comunicazioni dei gestori al Mimit, i prezzi più alti sono stati rilevati lungo alcune tratte molto trafficate. Sulla A4 Milano-Brescia il diesel servito ha raggiunto 2,654 euro al litro, sulla A21 Torino-Piacenza 2,639 euro, mentre valori oltre quota 2,6 euro sono stati registrati anche sulla diramazione A8/A26 e sulla A13 Bologna-Padova. In molte aree di servizio, inoltre, il gasolio servito risulta stabilmente sopra i 2,5 euro al litro.
Diesel in autostrada, quanto pesa il caro prezzi
Il tema non riguarda solo chi viaggia. Assoutenti stima che un eventuale taglio delle accise di 5 centesimi al litro potrebbe tradursi in un risparmio di circa 3 euro su un pieno da 50 litri e di oltre 73 euro l’anno per ogni automobilista. Con una riduzione di 10 centesimi, il beneficio salirebbe invece a più di 6 euro per rifornimento.
Il rincaro del diesel in autostrada rischia infatti di riflettersi anche sui costi del trasporto e, di conseguenza, sui prezzi al dettaglio. Per famiglie e imprese il nodo è concreto: ogni aumento alla pompa riduce il potere d’acquisto e rende più pesante la spesa quotidiana. Per questo le associazioni chiedono un intervento rapido sulle accise, con l’obiettivo di frenare una corsa dei prezzi che continua a preoccupare consumatori e operatori.

