Colf, badanti e baby-sitter entrano definitivamente nell’era digitale. L’INPS ha annunciato lo stop all’invio dei bollettini cartacei per il pagamento dei contributi colf e badanti: da quest’anno i versamenti potranno essere effettuati esclusivamente attraverso canali digitali collegati alla piattaforma pagoPA. È una svolta che incide direttamente sulle famiglie datrici di lavoro e sulle scadenze trimestrali dei contributi, che restano obbligatorie.
La decisione si inserisce nel percorso di dematerializzazione e digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione, con l’obiettivo di rendere i pagamenti più tracciabili, sicuri e sempre disponibili. Per chi finora riceveva a casa i modelli di pagamento, cambia il modo di organizzarsi: niente più attese della posta e nessun rischio di smarrimento dei bollettini, con ricevute consultabili online.
3) Contributi colf e badanti: cosa cambia davvero nel 2026
Lo stop ai bollettini riguarda i datori di lavoro domestico con meno di 76 anni che in passato avevano richiesto la spedizione postale dei modelli. L’unica eccezione, prevista come misura temporanea di accompagnamento, riguarda chi ha 76 anni o più: per il solo 2026 continuerà a ricevere la comunicazione cartacea annuale.
Dal 2027, però, anche questa fascia dovrà adeguarsi ai nuovi sistemi online. L’obiettivo dichiarato è favorire un passaggio graduale verso strumenti ritenuti più semplici e accessibili, evitando interruzioni nel versamento dei contributi.
Per pagare, il punto di accesso principale resta il sito ufficiale dell’INPS, nella sezione “Portale dei Pagamenti – Lavoratori Domestici”. Da qui il datore di lavoro può effettuare il pagamento online con carta di credito o debito, pagare tramite conto corrente, utilizzare gli strumenti previsti dal circuito pagoPA, consultare e ristampare le ricevute dei versamenti già effettuati. In alternativa, è possibile generare e stampare l’avviso pagoPA e pagare presso banche, uffici postali, tabaccai e altri prestatori di servizi di pagamento aderenti, usando il codice avviso o il QR code.
I pagamenti possono passare anche da home banking, tramite CBILL per gli istituti che lo prevedono, oppure da smartphone con l’App INPS Mobile e con l’App IO. Per professionisti e intermediari abilitati è disponibile una funzione dedicata per l’emissione massiva degli avvisi pagoPA, utile a chi gestisce più rapporti di lavoro domestico.
Resta attivo anche il Contact center multicanale dell’INPS, con assistenza informativa e operativa. L’Istituto ha precisato che durante le chiamate non verranno mai richiesti pagamenti, credenziali personali o dati bancari, per ridurre il rischio di truffe.
In concreto, per le famiglie datrici di lavoro il cambio di abitudini è netto, ma porta con sé un vantaggio immediato: pagamenti più trasparenti, riduzione degli errori e accesso ai servizi in qualunque momento. E per chi ha un rapporto di lavoro domestico in corso, la regola resta la stessa: contributi da versare regolarmente, ora con strumenti digitali.

