Nella diocesi di Alessandria è in corso da inizio gennaio una visita apostolica disposta dalla Santa Sede, con un’attenzione particolare agli aspetti amministrativi. L’invio dell’ispettore – incaricato di ascoltare sacerdoti, diaconi e laici – viene descritto in modo ufficiale come un passaggio di discernimento e accompagnamento, più che come un provvedimento punitivo.
Secondo quanto riferito nelle ricostruzioni circolate in queste ore, l’approfondimento non riguarderebbe tanto lo stile di vita attribuito al vescovo Guido Gallese (dalle polemiche per la Tesla alle sue passioni sportive), quanto piuttosto questioni legate alla gestione economica della diocesi: bilanci, rendicontazioni e alcune operazioni immobiliari considerate rilevanti. Tra i temi finiti al centro dell’attenzione ci sarebbero interventi su strutture e alloggi, oltre a progetti collegati ad immobili destinati ad attività di accoglienza e servizi.
Sul fronte delle accuse, si parla di segnalazioni e lettere inviate nel tempo da fedeli e ambienti locali, mentre dalla diocesi arriva una linea difensiva netta: nessuna “dolce vita”, nessuna spesa impropria a carico delle casse diocesane e gestione economica considerata regolare, con comunicazioni che sarebbero state mantenute secondo le prassi. Anche sull’episodio dell’auto, la posizione di chi segue il vescovo è che si tratterebbe di una scelta improntata alla sostenibilità e non sostenuta economicamente dalla diocesi.
L’esito della visita chiarirà se si tratti di un controllo di routine, di un passaggio di verifica su criticità amministrative, o di un intervento più incisivo. Per ora, il quadro resta quello di un’ispezione formale che, al di là delle discussioni di contorno, punta a fare chiarezza sui numeri e sulla gestione del patrimonio.

