L’amministrazione Trump torna a far parlare di sé su due fronti delicati: commercio e scienza. Mentre la Casa Bianca difende i nuovi dazi come misura contro le “pratiche sleali” del commercio internazionale, il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme sugli effetti negativi che questi potrebbero avere su investimenti e fiducia dei consumatori.
Parallelamente, oltre 1.900 scienziati statunitensi – tra cui ben 19 premi Nobel – firmano una lettera aperta contro i tagli alla ricerca pubblica, denunciando una politica miope e dannosa per il futuro scientifico del Paese. La situazione si inserisce in un contesto più ampio, in cui Trump, tra annunci su un possibile terzo mandato e decisioni contro l’inclusione sociale, continua a dividere e polarizzare.
Tra dazi, espulsioni di migranti e proteste del mondo accademico, gli Stati Uniti sembrano attraversare una fase critica, in cui la scienza e l’economia rischiano di pagare il prezzo delle scelte politiche più radicali. L’Europa intanto risponde alle provocazioni ribadendo i suoi valori fondanti: uguaglianza, inclusione e libertà di ricerca.