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martedì, 17 Febbraio 2026

Pordenone, il “colpo d’oro” finisce male: rubano pepite… erano calcoli renali

Avevano la certezza di aver trovato due pepite. Un piccolo tesoro da infilare in tasca e via. Invece erano calcoli renali. È il dettaglio più surreale di un furto avvenuto a Pordenone, dove i ladri, non trovando oggetti di valore, hanno deciso di portarsi via anche una scatolina con due frammenti scambiati per oro.

Il furto a Pordenone è stato messo a segno nella serata di lunedì 16 febbraio, poco dopo le 19, in un appartamento di via Istria. In casa non c’era nessuno. I malviventi sono entrati forzando una finestra che dà su un terrazzino e, una volta dentro, hanno rovistato ovunque, mettendo a soqquadro le stanze alla ricerca di denaro, gioielli e altri beni.

Per guadagnare tempo in caso di rientro improvviso dei proprietari, avrebbero anche lasciato le chiavi inserite nella toppa della porta dall’interno, un accorgimento utile a rallentare l’apertura.

Il bottino, secondo il racconto del proprietario di casa Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del Messaggero Veneto, è stato magro: qualche moneta e banconote in valuta estera, dollari e sterline conservati dopo alcuni viaggi, per un valore complessivo che non supererebbe i 150 euro.

A rendere la vicenda quasi grottesca è l’altro oggetto sparito: una piccola scatola con due frammenti superiori al centimetro. I ladri li avrebbero presi pensando fossero pepite o pietre preziose. In realtà erano calcoli renali, conservati dopo essere stati appena sottoposti ad analisi.

Un errore che non cambia la sostanza di un appartamento violato e di una casa trovata sottosopra, ma che racconta bene come, nel caos di un furto, possa diventare “prezioso” anche ciò che non lo è affatto. E per chi pensava di aver fatto il colpo della vita, la scoperta rischia di essere decisamente amara: altro che oro, era tutt’altra “roba”.

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