Il Tribunale Penale di Perugia ospiterà l’udienza preliminare di un procedimento che ruota attorno a un presunto giro di macellazione clandestina e maltrattamenti di equini. In quella sede si deciderà se procedere con il rinvio a giudizio: un passaggio tecnico, ma determinante, perché stabilisce se gli atti raccolti siano sufficienti a portare la vicenda in un processo vero e proprio.
Il fascicolo giudiziario nasce da un’attività investigativa complessa che, stando alle contestazioni, avrebbe fatto emergere una gestione illegale di cavalli fuori dai canali autorizzati. La ricostruzione parla di animali movimentati senza le garanzie previste e sottoposti a condizioni ritenute incompatibili con le norme sul benessere animale. Il punto più grave dell’accusa riguarda l’ipotesi di macellazioni effettuate in maniera clandestina, al di fuori delle strutture abilitate e senza i controlli che la legge impone.
Non è soltanto una questione di cronaca giudiziaria: quando si parla di macellazione clandestina, infatti, il tema tocca anche la sicurezza alimentare. Le verifiche sanitarie servono a garantire tracciabilità e idoneità dei prodotti destinati al consumo. Se la filiera legale viene aggirata, diventa più difficile escludere l’arrivo sul mercato di carni prive delle ispezioni necessarie. E questo rende l’episodio un problema che supera i confini dell’inchiesta, perché chiama in causa anche la tutela dei consumatori.
In questo contesto, LEAL ha annunciato la propria iniziativa: “LEAL chiederà la costituzione di parte civile affinché la sofferenza inflitta a questi animali trovi una risposta ferma nelle aule di giustizia.” La costituzione di parte civile, in casi del genere, ha un valore preciso: portare davanti al giudice la richiesta di riconoscere e rappresentare il danno collegato ai fatti contestati, dando voce a un profilo che non riguarda solo le imputazioni penali ma anche le conseguenze reali sugli animali coinvolti.
Perugia, intanto, attende l’appuntamento di febbraio. L’udienza preliminare servirà a chiarire se le accuse dovranno essere discusse in dibattimento e con quali contestazioni. Resta sullo sfondo una certezza: quando la legalità viene aggirata e gli animali diventano “fantasmi”, a svanire non sono solo le regole. Spariscono anche le garanzie, e il prezzo lo pagano i più deboli.

