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sabato, 29 Novembre 2025

Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione equipara i monopattini ai veicoli

La Suprema Corte ha confermato un principio destinato a pesare sulla mobilità elettrica: chi guida un monopattino in stato di ebbrezza risponde penalmente come chi si mette al volante di un’auto. La decisione arriva dopo il ricorso di un uomo condannato per un incidente causato mentre circolava sotto l’effetto dell’alcol.

I giudici hanno chiarito che i monopattini rientrano nella definizione di veicolo prevista dal Codice della strada, poiché assimilati ai velocipedi. Questo significa che, se il tasso alcolemico supera i limiti, scattano le stesse sanzioni penali previste per la guida ubriaca: multe elevate e, nei casi gravi, perfino l’arresto.

Non è invece prevista la sospensione della patente, perché per questi dispositivi non serve alcuna abilitazione alla guida. Resta però intatto tutto l’apparato sanzionatorio penale.

La decisione arriva in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza: gli incidenti che coinvolgono mezzi elettrici sono aumentati, spingendo diversi Comuni a introdurre restrizioni, come Firenze che dal 2026 eliminerà il servizio di sharing, o Roma che sta definendo aree di parcheggio dedicate.

La Cassazione ricorda così un principio semplice: la sicurezza stradale riguarda tutti, indipendentemente dal numero di ruote o dalla potenza del mezzo.

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