Il mondo della ginnastica ritmica italiana è di nuovo scosso da gravi accuse: emergono nuove intercettazioni che parlano di presunti maltrattamenti nei confronti di giovani atlete, alcune delle quali sarebbero state costrette a spogliarsi come forma di punizione durante gli allenamenti. A essere chiamata in causa è Julieta Cantaluppi, ex allenatrice della Società Ginnastica Fabriano e della Nazionale juniores, indicata da Olga Tishina – vice storica di Emanuela Maccarani – come responsabile di metodi educativi estremi e umilianti.
Le frasi intercettate non lasciano spazio a interpretazioni: si parla di ragazzine costrette a togliersi i vestiti dopo errori tecnici e chiuse in stanzini freddi senza telefono né contatti con l’esterno. Episodi che, se confermati, getterebbero un’ombra profonda su un sistema sportivo considerato un fiore all’occhiello del Paese.
Nel frattempo, anche i vertici della Federazione Italiana Ginnastica sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Monza, con il coinvolgimento diretto dell’attuale presidente Andrea Facci e dell’ex numero uno Gherardo Tecchi, protagonisti di conversazioni sessiste finite agli atti.
Il caso, esploso dopo le denunce di ex ginnaste come Anna Basta e Nina Corradini, sta assumendo proporzioni sempre più vaste. L’impressione è che non si tratti più di episodi isolati, ma di un sistema da rivedere alle fondamenta.