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venerdì, 4 Aprile 2025

Garlasco, Alberto Stasi rompe il silenzio: “Il dna di Sempio? Un motivo ci sarà”

Dna di Sempio. Tre parole che rimettono benzina sul fuoco di un caso che sembrava ormai consegnato agli archivi della cronaca nera. A distanza di anni dalla condanna definitiva, Alberto Stasi torna a parlare e lo fa con un tempismo tutt’altro che casuale: proprio mentre la procura di Pavia riapre il fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi.

Intercettato fuori dal carcere, dove sta scontando una pena di 16 anni, Stasi si è lasciato andare a una dichiarazione che suona più come un’ombra gettata su una verità ritenuta già acquisita: “Ci sarà un motivo se il dna di Sempio è finito sotto le unghie di Chiara”. La frase, semplice ma potente, punta dritta al cuore dell’attuale indagine: nuove tracce biologiche, compatibili con Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, sono state rilevate sui resti di Chiara.

L’ex studente universitario, condannato nel 2015, ha anche precisato di non aver mai incontrato Sempio. Ribadisce così la propria estraneità al delitto, sostenendo che le novità emerse rafforzano la sua versione dei fatti. Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito pubblico, sollevando di nuovo il dubbio: è davvero tutto già scritto?

Il dna di Sempio, oggi al centro di accertamenti da parte degli inquirenti, potrebbe riaprire scenari che si pensavano chiusi. Non si parla ancora di revisione del processo, ma il clima è quello delle grandi attese. In molti, sui social e nelle aule di giustizia, tornano a chiedersi se sia stata fatta luce piena su quel tragico 13 agosto 2007.

Stasi dice di stare “bene” nonostante tutto. Ma in questa storia, più che le condizioni personali del protagonista, è la verità il personaggio ancora mancante.

E se davvero c’è un motivo per cui quel DNA è lì, la giustizia italiana non potrà più permettersi di ignorarlo.

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