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	<title>guardia di finanza &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Mario Adinolfi ai domiciliari, la Procura di Roma contesta truffa ed evasione fiscale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:14:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza ha eseguito la misura nei confronti del giornalista ed ex parlamentare. Secondo la Procura di Roma, il presunto sistema avrebbe generato un danno vicino ai 5 milioni di euro. Mario Adinolfi è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su un presunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Guardia di Finanza ha eseguito la misura nei confronti del giornalista ed ex parlamentare. Secondo la Procura di Roma, il presunto sistema avrebbe generato un danno vicino ai 5 milioni di euro.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Mario Adinolfi è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su un presunto sistema di raccolta di denaro legato alle scommesse sportive.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il giornalista, ex parlamentare e leader del Popolo della Famiglia, è indagato per truffa ed evasione fiscale. Gli investigatori contestano anche l’esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e l’abusivismo finanziario.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo la ricostruzione della Procura, il circuito denominato “Scommessa Collettiva” avrebbe prodotto un danno vicino ai 5 milioni di euro. Altri 400mila euro sarebbero invece collegati all’evasione fiscale contestata dagli inquirenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il gruppo, promosso anche attraverso i social network, avrebbe raccolto somme da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. In alcuni casi, secondo le denunce raccolte dalla Guardia di Finanza, le somme versate non sarebbero state restituite, in tutto o in parte.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per aderire al circuito sarebbero state previste quote annuali o trimestrali comprese tra 3mila e 10mila euro. Alcune vittime, secondo gli investigatori, avrebbero consegnato importi anche superiori a 100mila euro, confidando nella promessa di rendimenti elevati e garantiti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Guardia di Finanza ha ricostruito movimentazioni finanziarie per oltre 4,7 milioni di euro nell’ultimo quinquennio. Solo una parte delle somme, secondo l’accusa, sarebbe risultata collegata ad attività di scommesse sportive.</p>
<p class="isSelectedEnd">La parte restante dei fondi sarebbe stata destinata ad altri utilizzi, tra cui trasferimenti a soggetti terzi e spese personali. Nella nota investigativa si fa riferimento anche all’acquisto di beni di lusso, viaggi, orologi, lingotti, monete straniere, quadri e imbarcazioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’inchiesta resta nella fase delle contestazioni cautelari. Adinolfi, come ogni persona indagata, deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.</p>
<p>Il caso riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema delle promesse di rendimento elevato e garantito, soprattutto quando vengono presentate fuori dai canali finanziari autorizzati. Per gli investigatori, proprio l’affidamento nella figura del promotore avrebbe spinto numerosi partecipanti a consegnare somme rilevanti.</p>
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		<title>De Laurentiis indagati a Bari, plusvalenze e bilanci nel mirino della Procura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:40:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi di SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro. Luigi e Aurelio De Laurentiis risultano indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari su bilanci, plusvalenze e ipotesi di bancarotta fraudolenta. La Procura di Bari ha disposto perquisizioni nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi di SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro. Luigi e Aurelio De Laurentiis risultano indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari su bilanci, plusvalenze e ipotesi di bancarotta fraudolenta.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">La Procura di Bari ha disposto perquisizioni nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge Luigi e Aurelio De Laurentiis.</p>
<p class="isSelectedEnd">Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e Aurelio De Laurentiis, presidente del consiglio di amministrazione del Napoli e legale rappresentante di Filmauro, risultano indagati per false comunicazioni sociali relative al bilancio 2024 del Bari e per bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per l’insolvenza della società sportiva barese.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’indagine è coordinata dalla Procura di Bari ed eseguita dalla Guardia di Finanza. Le attività investigative riguardano bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società biancorossa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto emerge dagli approfondimenti tecnici, la SSC Bari avrebbe registrato perdite sistemiche per circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025. La società, secondo gli investigatori, risulterebbe gravata da un rilevante deficit patrimoniale e da una consistente esposizione debitoria, senza un concreto piano di riequilibrio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno dei passaggi centrali dell’inchiesta riguarda l’operazione di mercato che ha portato Elia Caprile dal Bari al Napoli.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il portiere era stato acquistato dalla SSC Bari dal Leeds, con premi legati anche a un eventuale valore di rivendita. Successivamente il Bari lo ha ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, senza inserire clausole di partecipazione al futuro plusvalore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo la ricostruzione investigativa, la cessione avrebbe trasferito integralmente al Napoli anche il potenziale valore futuro del calciatore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Napoli ha poi valorizzato Caprile attraverso il prestito all’Empoli, consentendogli di maturare esperienza, visibilità e valore di mercato. Il calciatore è stato infine ceduto al Cagliari per una cifra stimata intorno agli 8 milioni di euro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo gli atti dell’inchiesta, questa operazione avrebbe generato una plusvalenza rilevante, stimata in circa 7 milioni di euro, che sarebbe stata sottratta alla disponibilità economica della SSC Bari.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le perquisizioni disposte dalla Procura mirano ad acquisire documenti utili alle indagini. Gli accertamenti sono stati estesi anche a tre direttori sportivi e a un procuratore di calciatori, che allo stato non risultano indagati.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vicenda tocca un nodo delicato: il rapporto tra gestione sportiva, equilibrio economico dei club e operazioni di mercato tra società riconducibili alla stessa proprietà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli inquirenti dovranno ora verificare se le operazioni contestate abbiano inciso sui bilanci della SSC Bari e se abbiano contribuito alla situazione di insolvenza della società.</p>
<p>Luigi e Aurelio De Laurentiis sono indagati, ma ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.</p>
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		<title>Barche estere non dichiarate, scoperta evasione da 48 milioni</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/05/16/barche-estere-non-dichiarate-scoperta-evasione-da-48-milioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 05:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza di Cagliari ha individuato in Sardegna 100 imbarcazioni riconducibili a residenti italiani. Contestate sanzioni fino a 23 milioni. La Guardia di Finanza ha individuato in Sardegna 100 barche estere non dichiarate al fisco, per un valore complessivo superiore a 48 milioni di euro. Le imbarcazioni, secondo quanto accertato dal Reparto Operativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="241" data-end="411"><strong>La Guardia di Finanza di Cagliari ha individuato in Sardegna 100 imbarcazioni riconducibili a residenti italiani. Contestate sanzioni fino a 23 milioni.</strong></p>
<p data-start="427" data-end="789">La Guardia di Finanza ha individuato in Sardegna <strong data-start="476" data-end="521">100 barche estere non dichiarate al fisco</strong>, per un valore complessivo superiore a 48 milioni di euro. Le imbarcazioni, secondo quanto accertato dal Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, erano riconducibili a persone residenti in Italia ma battevano bandiera straniera.</p>
<p data-start="791" data-end="1047">L’attività rientra nell’operazione “Red Jack”, condotta dalle Fiamme Gialle nel settore della nautica da diporto. I controlli hanno riguardato barche e navi utilizzate in acque nazionali, ma non risultate nelle dichiarazioni fiscali dei soggetti collegati.</p>
<h2 data-section-id="1fev9zx" data-start="1049" data-end="1114">Barche estere non dichiarate al fisco, i controlli in Sardegna</h2>
<p data-start="1116" data-end="1377">Gli accertamenti sono partiti dai porti sardi e hanno permesso di ricostruire la reale disponibilità delle unità da diporto. Il punto centrale dell’indagine riguarda il cosiddetto utilizzo di bandiere estere da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia.</p>
<p data-start="1379" data-end="1700">La bandiera straniera, da sola, non costituisce un illecito. Diventa però rilevante quando il bene resta fuori dalle comunicazioni fiscali dovute, pur essendo nella disponibilità di contribuenti italiani. In questi casi l’amministrazione finanziaria può contestare l’omessa indicazione del patrimonio detenuto all’estero.</p>
<p data-start="1702" data-end="1976">Il valore delle imbarcazioni individuate supera i 48 milioni di euro. Le sanzioni amministrative, secondo le prime contestazioni, potrebbero arrivare fino a 23 milioni, in base al valore di acquisto o di mercato dei beni non dichiarati.</p>
<h2 data-section-id="1lzx8ea" data-start="1978" data-end="2035">Operazione “Red Jack”, il ruolo del Reparto Aeronavale</h2>
<p data-start="2037" data-end="2318">L’operazione è stata portata avanti dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari. La componente aeronavale del Corpo svolge controlli mirati nei porti, nelle marine e nelle acque territoriali, con particolare attenzione ai beni di elevato valore economico.</p>
<p data-start="2320" data-end="2607">Nel mirino non finiscono soltanto le imbarcazioni di pregio, ma anche la posizione fiscale dei soggetti che ne hanno la disponibilità. L’obiettivo è verificare se il patrimonio sia stato correttamente dichiarato e se siano stati rispettati gli obblighi previsti dalla normativa italiana.</p>
<p data-start="2609" data-end="2821">Il caso conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso il settore della nautica da diporto, dove l’intestazione estera può essere usata per rendere meno visibile la reale proprietà o disponibilità del bene.</p>
<p data-start="2823" data-end="3019">Gli accertamenti proseguiranno sul piano amministrativo. Per i proprietari o utilizzatori delle imbarcazioni individuate si apre ora la fase delle contestazioni fiscali e delle eventuali sanzioni.</p>
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		<title>Superbonus, anche la Puglia paga il conto: truffe, crediti falsi e cantieri fantasma</title>
		<link>https://newsitalynews.it/politica/2026/05/12/superbonus-puglia-truffe-crediti-falsi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 21:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle inchieste di Lecce e Trani ai sequestri anche nel Tarantino: il fallimento del modello voluto dal governo Conte e sostenuto da M5S e centrosinistra lascia macerie economiche, giudiziarie e sociali Il Superbonus in Puglia non è stata soltanto una voragine nazionale nei conti pubblici. È anche una ferita aperta nei territori. E la Puglia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/politica/2026/05/12/superbonus-puglia-truffe-crediti-falsi/">Superbonus, anche la Puglia paga il conto: truffe, crediti falsi e cantieri fantasma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3 style="text-align: left;">Dalle inchieste di Lecce e Trani ai sequestri anche nel Tarantino: il fallimento del modello voluto dal governo Conte e sostenuto da M5S e centrosinistra lascia macerie economiche, giudiziarie e sociali</h3>
</blockquote>
<figure id="attachment_6970" aria-describedby="caption-attachment-6970" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-6970" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_-300x228.jpg" alt="Giuseppe Conte annuncia l'uscita del M5s dalla giunta regionale della Puglia" width="300" height="228" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_-300x228.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_-768x583.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_-150x114.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_-696x528.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2023/09/giuseppe-conte-newsitalynews.it_.jpg 830w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-6970" class="wp-caption-text">Giuseppe Conte</figcaption></figure>
<p>Il <strong>Superbonus in Puglia </strong>non è stata soltanto una voragine nazionale nei conti pubblici. È anche una ferita aperta nei territori. E la Puglia, come dimostrano le inchieste degli ultimi mesi, non è rimasta ai margini di questo gigantesco pasticcio politico, economico e giudiziario.</p>
<p>La misura simbolo del governo Conte, sostenuta dal Movimento 5 Stelle e dal centrosinistra come modello di rilancio, oggi mostra il suo volto più amaro: crediti fiscali sospetti, lavori mai eseguiti, cantieri fantasma, sequestri milionari e indagini ancora aperte.</p>
<p>A livello nazionale, il conto del Superbonus continua a pesare sul deficit e sui conti dello Stato. Il Sole 24 Ore, in un’analisi del 22 aprile 2026, ha parlato dell’incognita dei crediti bloccati che restano nel deficit, richiamando le “numerosissime anomalie” segnalate dal ministro Giorgetti sugli sconti fiscali edilizi.</p>
<p>In Puglia, però, quei numeri diventano volti, fascicoli, cantieri, società e procedimenti giudiziari.</p>
<h2>Lecce, lavori fantasma e sequestri per oltre 1,2 milioni</h2>
<p>Nel Salento, la Guardia di Finanza di Maglie, su disposizione del GIP del Tribunale di Lecce e nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura salentina, ha eseguito un sequestro preventivo di crediti e liquidità per oltre <strong>1,2 milioni di euro</strong>.</p>
<p>L’inchiesta riguarda presunte frodi legate a <strong>Superbonus 110%</strong>, Ecobonus e Bonus facciate. Secondo quanto emerso, in sei cantieri della provincia di Lecce sarebbero stati dichiarati lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica mai realizzati o eseguiti solo in parte.</p>
<p>Nel mirino degli investigatori sono finiti soggetti e professionisti accusati, a vario titolo, di aver contribuito alla creazione di crediti fiscali non spettanti attraverso attestazioni e documenti ritenuti irregolari. È la fotografia di un sistema che ha trasformato una misura pubblica in un terreno minato per lo Stato e per i contribuenti.</p>
<h2>Trani, Bari, BAT e Foggia: 25 indagati e immobili inesistenti</h2>
<p>Un altro filone pesante arriva dall’area barese, dalla BAT e dal Foggiano. La Procura di Trani ha coordinato un’indagine eseguita dalla Guardia di Finanza di Bari che ha portato al sequestro di beni per oltre <strong>5 milioni di euro</strong> nei confronti di <strong>25 persone</strong>.</p>
<p>Secondo l’accusa, sarebbero stati creati crediti fiscali fittizi per lavori edilizi mai eseguiti su immobili inesistenti nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani. I crediti sarebbero poi stati ceduti a un istituto finanziario inconsapevole.</p>
<p>Qui il problema non è soltanto giudiziario. È politico. Perché quando una norma consente di generare denaro fiscale su immobili che, secondo gli investigatori, non esistono nemmeno, vuol dire che il meccanismo è nato fragile, permeabile, pericoloso.</p>
<h2>Taranto, i sequestri nella maxi indagine partita da Nola</h2>
<p>C’è poi il caso del Tarantino, da trattare con precisione. Non si tratta di un’indagine nata a Taranto, ma di una maxi inchiesta nazionale coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola e condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli, che ha coinvolto più regioni, tra cui la Puglia.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni pubblicate, il provvedimento riguarda <strong>7 indagati</strong> e <strong>3 società</strong>, con sequestri per oltre <strong>10 milioni di euro</strong>. Tra i beni colpiti risultano anche immobili nel Tarantino.</p>
<p>È una distinzione importante: la Puglia non è il centro esclusivo di quella indagine, ma ne è comunque toccata. E questo conferma quanto la rete dei bonus edilizi abbia prodotto ramificazioni diffuse, difficili da controllare e spesso estese ben oltre i confini di una singola provincia.</p>
<h2>Il punto politico: chi ha voluto questo sistema?</h2>
<p>Il Superbonus è stato raccontato per anni come una grande misura sociale. Ma oggi la narrazione si scontra con la realtà dei fatti. A beneficiarne sono stati spesso proprietari di immobili, operatori del settore, società e soggetti in grado di entrare nel meccanismo della cessione del credito. A pagare, invece, sono tutti gli italiani.</p>
<p>In Puglia, come nel resto del Paese, il danno non si misura soltanto in milioni sequestrati. Si misura nei cantieri bloccati, nei condomìni lasciati nell’incertezza, nelle imprese finite in difficoltà, nei cittadini che non sanno più a chi rivolgersi e nei conti pubblici appesantiti da una misura nata senza argini adeguati.</p>
<p>La responsabilità politica resta enorme. Il Superbonus fu voluto dal governo Conte e difeso dal Movimento 5 Stelle e dal centrosinistra come una bandiera. Oggi quella bandiera è diventata il simbolo di un modello sbagliato: spesa facile, controlli insufficienti, promesse irrealistiche e un conto scaricato sulla collettività.</p>
<h2>La Puglia non può far finta di nulla</h2>
<blockquote><p>Le inchieste di Lecce, Trani e quelle con ramificazioni nel Tarantino dimostrano che anche la Puglia è dentro questa vicenda nazionale. Non come semplice spettatrice, ma come territorio colpito da crediti falsi, lavori fantasma e sequestri milionari.</p></blockquote>
<p>Va riconosciuto il lavoro della Guardia di Finanza, delle Procure e dell’Agenzia delle Entrate, che stanno cercando di ricostruire la rete delle frodi e bloccare crediti sospetti prima che diventino altro debito pubblico.</p>
<p>Ma resta una domanda politica pesantissima: come è stato possibile costruire un sistema così costoso e così esposto alle truffe?</p>
<p>Il Superbonus doveva rilanciare l’Italia. In troppi casi ha rilanciato furbi, speculatori e professionisti del credito facile. E ora anche la Puglia, come tutto il Paese, ne paga il prezzo.</p>
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		<title>Truffe carburante, Codici avverte: attenzione ai distributori durante il rifornimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 05:10:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con benzina e gasolio su livelli elevati, l’associazione segnala i rischi per i consumatori: dalle pompe manomesse ai casi di carburante diverso da quello dichiarato. Fare rifornimento costa sempre di più e, insieme al peso dei prezzi, cresce anche il rischio di comportamenti scorretti ai danni degli automobilisti. È l’allarme lanciato da Codici, che invita i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="135" data-end="319"><strong>Con benzina e gasolio su livelli elevati, l’associazione segnala i rischi per i consumatori: dalle pompe manomesse ai casi di carburante diverso da quello</strong><strong> dichiarato.</strong></p>
<p>Fare rifornimento costa sempre di più e, insieme al peso dei prezzi, cresce anche il rischio di comportamenti scorretti ai danni degli automobilisti. È l’allarme lanciato da Codici, che invita i consumatori a prestare massima attenzione quando si fermano ai distributori di carburante.</p>
<p>Il quadro, già difficile per molte famiglie, è aggravato dall’aumento continuo dei listini. Con la benzina oltre i 2 euro al litro e il gasolio in crescita, il pieno incide sempre di più sul bilancio mensile. In una fase di forte tensione sui mercati energetici, ogni euro speso in più ha un impatto concreto, soprattutto per chi usa l’auto ogni giorno per lavoro o per esigenze familiari.</p>
<p>Secondo Codici, proprio in situazioni come questa possono riemergere truffe che colpiscono il consumatore in modo silenzioso ma costante. Una delle più note riguarda la manomissione delle pompe di carburante. Il meccanismo, spiega l’associazione, consiste nell’erogare una quantità inferiore rispetto a quella segnata sul display. Il danno può sembrare limitato sul singolo rifornimento, ma nel tempo diventa rilevante. La sottrazione, in termini percentuali, può oscillare dal 2% al 5% del carburante pagato, con una perdita economica che su base annua può tradursi in decine di euro.</p>
<p>Non si tratta dell’unico fronte aperto. In questi giorni la Guardia di Finanza ha denunciato il gestore di un impianto di Civitanova Marche nell’ambito di controlli sulla corretta esposizione dei prezzi e sulla comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dagli accertamenti è emerso che il carburante erogato risultava diverso da quello pubblicizzato e di qualità inferiore. Un episodio che conferma quanto sia importante mantenere alta l’attenzione, soprattutto in una fase in cui il costo del rifornimento pesa già in modo significativo.</p>
<p>Truffe carburante, i controlli da fare prima e dopo il pieno<br />
Codici indica alcuni accorgimenti pratici per ridurre i rischi. Il primo è controllare che il display della pompa venga azzerato prima dell’avvio del rifornimento. È poi utile tenere traccia dei rifornimenti effettuati e confrontare i consumi chilometrici dell’auto: un calo improvviso dell’autonomia, in assenza di altri problemi, può essere un segnale da non sottovalutare.</p>
<p>Un altro passaggio fondamentale è conservare lo scontrino. In caso di contestazioni, resta infatti uno degli elementi più utili per documentare il rifornimento e avviare eventuali verifiche. Se emergono dubbi sulla quantità o sulla qualità del carburante, il consiglio è di segnalare subito il caso alle forze dell’ordine.</p>
<p>Il richiamo di Codici ai consumatori<br />
L’associazione chiede ai cittadini di non abbassare la guardia. “Chi manomette le pompe sa che il consumatore, in questo momento, è già sotto pressione, meno attento e meno propenso a contestare. È il momento di alzare la guardia, non di abbassarla”, dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici.</p>
<p>Per assistenza, i consumatori possono rivolgersi agli sportelli dell’associazione. Sono attivi il numero 065571996, il contatto WhatsApp 3757793480 e l’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.</p>
<p>L’invito finale è semplice: in una fase in cui il pieno costa di più, anche un’irregolarità apparentemente minima può trasformarsi in un danno concreto. Per questo controllare, conservare la documentazione e segnalare eventuali anomalie resta la prima forma di tutela.</p>
<p data-start="321" data-end="630">
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		<title>Foggia, Reddito di cittadinanza e criptovalute per evadere: sequestro da 650mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:10:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Foggia ha sequestrato oltre 650mila euro a un uomo che percepiva il Reddito di cittadinanza mentre, secondo le indagini, evadeva il fisco attraverso operazioni in criptovalute. Un sistema definito dagli investigatori “molto articolato” e considerato un unicum in Europa. L’operazione è stata condotta dal Comando provinciale di Foggia in collaborazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="133" data-end="428">La Guardia di finanza di Foggia ha sequestrato oltre 650mila euro a un uomo che percepiva il Reddito di cittadinanza mentre, secondo le indagini, evadeva il fisco attraverso operazioni in criptovalute. Un sistema definito dagli investigatori “molto articolato” e considerato un unicum in Europa.</p>
<p data-start="430" data-end="877">L’operazione è stata condotta dal Comando provinciale di Foggia in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche di Roma. I militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di un residente nel foggiano, indagato per omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, autoriciclaggio e indebita percezione del Reddito di cittadinanza e dell’assegno di inclusione.</p>
<h3 data-start="879" data-end="945">Criptovalute e Reddito di cittadinanza al centro dell’indagine</h3>
<p data-start="947" data-end="1244">Al centro dell’inchiesta c’è un presunto sistema di evasione fiscale basato sull’uso di tecnologie digitali avanzate. Gli accertamenti avrebbero permesso di individuare diversi wallet di criptovalute con volumi di movimentazioni rilevanti, riconducibili direttamente o indirettamente all’indagato.</p>
<p data-start="1246" data-end="1568">Le plusvalenze sarebbero state generate attraverso attività di trading e tramite una tecnica denominata “inscription”, utilizzata per rendere infungibili frazioni di bitcoin, i cosiddetti satoshi, successivamente rivenduti a prezzi maggiorati. Secondo quanto ricostruito, i redditi non sarebbero stati dichiarati al fisco.</p>
<p data-start="1570" data-end="1894">Le Fiamme gialle, grazie a un’analisi forense supportata da software specialistici in dotazione alla componente speciale del Corpo, avrebbero inoltre accertato l’uso di servizi di mixing di criptovalute. Strumenti impiegati per offuscare la tracciabilità delle operazioni e ostacolare la ricostruzione dei flussi finanziari.</p>
<p data-start="1896" data-end="2153">Parallelamente è emerso che l’uomo avrebbe percepito indebitamente il Reddito di cittadinanza, il Reddito di emergenza e l’assegno di inclusione. I proventi ritenuti illeciti sarebbero stati utilizzati anche per l’acquisto di mobili di pregio e autovetture.</p>
<p data-start="2155" data-end="2488">L’operazione riporta al centro l’attenzione sui controlli legati alle criptovalute e sui requisiti per accedere ai sussidi pubblici. Per i cittadini significa che le transazioni digitali non sono invisibili e che l’incrocio dei dati fiscali può portare a sequestri e contestazioni anche su operazioni ritenute difficili da tracciare.</p>
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		<title>Maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli: 191mila dosi di botulino in garage</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli ha portato alla scoperta di oltre 191mila dosi di tossina botulinica tipo A stoccate in un garage. I prodotti, destinati a centri estetici non autorizzati, erano stati importati illegalmente da Paesi extra-UE. Un traffico che, secondo le stime, avrebbe fruttato oltre mezzo milione di euro. L’operazione è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="128" data-end="465">Un maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli ha portato alla scoperta di oltre 191mila dosi di tossina botulinica tipo A stoccate in un garage. I prodotti, destinati a centri estetici non autorizzati, erano stati importati illegalmente da Paesi extra-UE. Un traffico che, secondo le stime, avrebbe fruttato oltre mezzo milione di euro.</p>
<p data-start="467" data-end="794">L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza nel quartiere Soccavo. I militari hanno sequestrato, oltre alle dosi di botulino, anche 73mila millilitri di creme anestetiche. Si tratta di farmaci a uso esclusivamente ospedaliero, commercializzabili solo da soggetti autorizzati e sottoposti a rigidi controlli sanitari.</p>
<p data-start="796" data-end="1176">I prodotti erano stati introdotti in Italia attraverso corrieri privati, eludendo i canali ufficiali di distribuzione e i controlli delle autorità doganali e sanitarie. Una volta arrivati a destinazione, venivano conservati in un deposito improvvisato all’interno di un garage multipiano, attrezzato con frigoriferi domestici non idonei alla corretta conservazione dei medicinali.</p>
<p data-start="1178" data-end="1670">Secondo quanto riferito dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, i farmaci avrebbero alimentato una rete di commercializzazione parallela a favore di centri estetici non autorizzati a eseguire trattamenti sanitari. L’organizzatore del traffico è stato denunciato alla Procura di Napoli per ricettazione, esercizio abusivo della professione, commercio di sostanze tossiche pericolose per la salute pubblica e importazione illecita e distribuzione all’ingrosso di medicinali.</p>
<p data-start="1672" data-end="2008">Il sequestro dei farmaci estetici a Napoli riaccende l’attenzione sui rischi legati ai trattamenti effettuati fuori dai circuiti ufficiali. L’utilizzo di medicinali non conformi e conservati in modo inadeguato può avere conseguenze gravi per la salute di cittadini spesso ignari della provenienza e della qualità dei prodotti impiegati.</p>
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		<title>Siracusa, scoperto traffico online di articoli di lusso contraffatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 06:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Siracusa la Guardia di Finanza ha messo fine a un articolato sistema di vendita illegale di prodotti di lusso contraffatti che sfruttava i social network e una villa privata trasformata in punto espositivo. L’operazione, coordinata dalla Procura, ha portato alla denuncia di tre persone con l’accusa di ricettazione e commercio di merce falsa. Secondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="88" data-end="433">A Siracusa la Guardia di Finanza ha messo fine a un articolato sistema di vendita illegale di prodotti di lusso contraffatti che sfruttava i social network e una villa privata trasformata in punto espositivo. L’operazione, coordinata dalla Procura, ha portato alla denuncia di tre persone con l’accusa di ricettazione e commercio di merce falsa.</p>
<p data-start="435" data-end="1001">Secondo quanto emerso dalle indagini, l’abitazione principale di uno degli indagati era stata adattata a vero e proprio showroom, con ambienti arredati come una boutique di alta moda. Qui venivano esposti abiti, borse, accessori e orologi riportanti marchi noti, tutti risultati non originali. Da queste stanze partivano dirette sui principali social, seguite da numerosi utenti, durante le quali la merce veniva presentata e proposta all’acquisto. Per evitare di essere identificati, i venditori si mostravano raramente in volto o utilizzavano coperture e maschere.</p>
<p data-start="1003" data-end="1451">Parallelamente era stato realizzato un sito internet dedicato, curato nella grafica e nei contenuti, con fotografie professionali e descrizioni studiate per dare un’apparenza di qualità e affidabilità. L’analisi delle spedizioni effettuate nel tempo ha consentito agli investigatori di ricostruire un’attività andata avanti per diversi anni, con la vendita di migliaia di articoli e un volume d’affari illecito stimato in oltre due milioni di euro.</p>
<p data-start="1453" data-end="1806">Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati prodotti contraffatti e beni per un valore complessivo di circa 300mila euro, tra cui un’auto di lusso. Le verifiche fiscali hanno inoltre evidenziato che due degli indagati percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza, elemento ritenuto incompatibile con il tenore di vita emerso dalle indagini.</p>
<p data-start="1808" data-end="2012" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso le nuove forme di commercio illecito che sfruttano il web e i social network, strumenti sempre più utilizzati anche per attività criminali.</p>
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		<title>Corruzione negli appalti stradali a Roma: arrestati cinque imprenditori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 02:52:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma è stata scoperta un’organizzazione criminale responsabile di una grave vicenda di corruzione legata alla manutenzione delle strade. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato all’arresto di cinque imprenditori, accusati di aver truccato appalti pubblici attraverso tangenti e favori, ottenendo in modo illecito lavori di rifacimento del manto stradale. Tra gli arrestati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="87" data-end="492">A Roma è stata scoperta un’organizzazione criminale responsabile di una grave vicenda di corruzione legata alla manutenzione delle strade. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato all’arresto di cinque imprenditori, accusati di aver truccato appalti pubblici attraverso tangenti e favori, ottenendo in modo illecito lavori di rifacimento del manto stradale.</p>
<p data-start="494" data-end="874">Tra gli arrestati spicca il nome di Mirko Pellegrini, già soprannominato “mister asfalto” e noto alle autorità per precedenti vicende simili. Le imprese coinvolte, per aumentare i propri profitti, avrebbero utilizzato asfalto diluito e ridotto lo spessore delle pavimentazioni rispetto a quanto previsto nei contratti, compromettendo la qualità dei lavori e la sicurezza stradale.</p>
<p data-start="876" data-end="1205" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Le accuse spaziano dalla corruzione alla turbativa d’asta, fino alla frode in pubbliche forniture e alla bancarotta fraudolenta. L’inchiesta riporta l’attenzione su una piaga ancora presente nella gestione delle risorse pubbliche e solleva serie preoccupazioni sull’efficienza e la trasparenza nel settore degli appalti comunali.</p>
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		<title>Google paga 326 milioni al fisco italiano: indagine archiviata</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 03:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Google ha versato 326 milioni di euro al fisco italiano per chiudere un contenzioso tributario relativo agli anni 2015-2020. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per frode fiscale, riconoscendo che si è trattato di elusione e non di evasione. L’inchiesta, che coinvolgeva Google Ireland Limited, ipotizzava una &#8220;stabile organizzazione occulta&#8221; in Italia, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="70" data-end="339">Google ha versato 326 milioni di euro al fisco italiano per chiudere un contenzioso tributario relativo agli anni 2015-2020. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per frode fiscale, riconoscendo che si è trattato di elusione e non di evasione.</p>
<p data-start="341" data-end="643">L’inchiesta, che coinvolgeva Google Ireland Limited, ipotizzava una &#8220;stabile organizzazione occulta&#8221; in Italia, con tasse non versate su pubblicità e royalties. Nonostante il disaccordo con l’Agenzia delle Entrate, Google ha accettato di saldare il conto, come già accaduto per altri giganti del web.</p>
<p data-start="645" data-end="791" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il caso si chiude con un assegno multimilionario, confermando la tendenza delle Big Tech a risolvere le controversie fiscali con maxi-transazioni.</p>
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