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	<title>società &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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		<title>L’America e la nuova moda dei nomi ispirati alle armi</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 06:56:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti si sta diffondendo una tendenza curiosa e controversa: sempre più genitori scelgono nomi ispirati alle armi per i propri figli. Non si tratta di un caso isolato, ma di un fenomeno in costante crescita, confermato dai dati della Social Security Administration. Tra i nomi più diffusi compaiono Wesson, Colt, Remington e persino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="338" data-end="623">Negli Stati Uniti si sta diffondendo una tendenza curiosa e controversa: sempre più genitori scelgono <strong data-start="440" data-end="467">nomi ispirati alle armi</strong> per i propri figli. Non si tratta di un caso isolato, ma di un fenomeno in costante crescita, confermato dai dati della <em data-start="588" data-end="620">Social Security Administration</em>.</p>
<p data-start="625" data-end="1010">Tra i nomi più diffusi compaiono Wesson, Colt, Remington e persino Cannon. Alcuni richiamano marchi famosi dell’industria bellica, altri evocano un senso di forza, coraggio o ribellione. A influenzare questa moda sarebbero anche il cinema e le serie TV, che riportano in auge l’immaginario dei cowboy e della frontiera americana, dove pistole e libertà erano parte dello stesso mito.</p>
<p data-start="1012" data-end="1340">Secondo diversi studi, la scelta di <strong data-start="1048" data-end="1075">nomi ispirati alle armi</strong> ha anche una valenza culturale e politica. In particolare, i genitori che vivono negli Stati a maggioranza repubblicana sembrano più propensi a optare per appellativi legati al mondo delle armi da fuoco, considerandoli simboli di indipendenza e difesa personale.</p>
<p data-start="1342" data-end="1611">Non mancano, tuttavia, le critiche. Esperti e sociologi mettono in guardia sui rischi di associare i bambini a nomi che rimandano alla violenza. “Un nome è la prima etichetta che diamo a un individuo — sottolineano — e dovrebbe rappresentare identità, non ideologia”.</p>
<p data-start="1613" data-end="1870">Il fenomeno dei <strong data-start="1629" data-end="1656">nomi ispirati alle armi</strong> solleva così interrogativi più profondi: fino a che punto la cultura pop e la politica possono influenzare le scelte familiari? E quanto un nome può davvero incidere sulla formazione dell’identità di un bambino?</p>
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		<title>Italia, il paese che invecchia più velocemente in Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 03:09:07 +0000</pubDate>
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<p data-start="64" data-end="423">L&#8217;Italia detiene un primato poco invidiabile: è il Paese più anziano d’Europa e quello che invecchia al ritmo più rapido. Secondo i dati di Eurostat, l&#8217;età media della popolazione italiana ha raggiunto i 48,7 anni nel 2024, ben quattro anni in più rispetto al 2014. Un incremento doppio rispetto alla media europea, che si attesta su un aumento di 2,2 anni.</p>
<p data-start="425" data-end="650">Nel confronto con gli altri Paesi, l’Italia è seguita da Bulgaria e Portogallo (47,1 anni) e dalla Grecia (46,9), mentre nazioni come Irlanda (39,4), Lussemburgo (39,7) e Malta (39,8) mantengono una popolazione più giovane.</p>
<p data-start="652" data-end="954">Questo rapido invecchiamento è dovuto al calo delle nascite e all’aumento dell’aspettativa di vita, trasformando l’Italia in un Paese sempre più sbilanciato verso le fasce di età più alte. Le conseguenze? Un sistema pensionistico sotto pressione e un mercato del lavoro con meno giovani a sostenerlo.</p>
<p data-start="956" data-end="1127" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se non si corre ai ripari con politiche efficaci a favore della natalità e dell&#8217;occupazione giovanile, il rischio è quello di un’Italia sempre più vecchia e meno dinamica.</p>
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		<title>Report Istat: le donne rinunciano alla libertà per paura</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 03:08:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La percezione di sicurezza in Italia è migliorata, ma il divario di genere resta evidente. Secondo il report Istat 2022-2023, il 76% degli italiani si dichiara sicuro nel camminare di sera nel proprio quartiere, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, le donne si sentono ancora più vulnerabili rispetto agli uomini, con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La percezione di sicurezza in Italia è migliorata, ma il divario di genere resta evidente. Secondo il report Istat 2022-2023, il 76% degli italiani si dichiara sicuro nel camminare di sera nel proprio quartiere, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, le donne si sentono ancora più vulnerabili rispetto agli uomini, con il 19,5% che evita di uscire di sera per paura, contro appena il 5,3% degli uomini.</p>
<p>Questa insicurezza colpisce in particolare le giovani tra i 14 e i 24 anni, ma permane nelle fasce di età successive. Anche in casa, le donne riportano un maggiore senso di insicurezza, con percentuali che raddoppiano rispetto agli uomini, soprattutto tra le over 75.</p>
<p>Dal punto di vista geografico, Campania, Puglia e Lombardia si distinguono per una maggiore percezione del rischio, mentre Valle d’Aosta e le province autonome di Bolzano e Trento risultano tra le più sicure. Nonostante ciò, la fiducia verso le forze dell’ordine è cresciuta: oltre il 76% degli intervistati le considera efficaci nel contrastare la criminalità, segnando un netto miglioramento rispetto agli anni precedenti.</p>
<p>In generale, la paura di subire un reato è in calo rispetto al passato, con dati che dimostrano una progressiva riduzione del degrado sociale percepito. Tuttavia, il divario di genere rimane un punto critico che evidenzia la necessità di misure specifiche per garantire una maggiore sicurezza alle donne.</p>
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		<title>Fondi, caos in aula: troppi stranieri, classi si svuotano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 01:29:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Fondi, in provincia di Latina, scoppia il caso delle &#8220;classi-ghetto&#8221;. Alcuni genitori italiani, preoccupati per la presenza di troppi alunni stranieri nell’Istituto Alfredo Aspri, hanno deciso di ritirare i loro figli, ritenendo che le difficoltà linguistiche degli alunni stranieri possano rallentare l’apprendimento. La comunità indiana, che conta molti residenti nell&#8217;Agro Pontino, ha reagito con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Fondi, in provincia di Latina, scoppia il caso delle &#8220;classi-ghetto&#8221;. Alcuni genitori italiani, preoccupati per la presenza di troppi alunni stranieri nell’Istituto Alfredo Aspri, hanno deciso di ritirare i loro figli, ritenendo che le difficoltà linguistiche degli alunni stranieri possano rallentare l’apprendimento.</p>
<p>La comunità indiana, che conta molti residenti nell&#8217;Agro Pontino, ha reagito con indignazione, sostenendo che l’integrazione dovrebbe essere una priorità. L’Ufficio scolastico regionale è intervenuto, chiedendo un riequilibrio delle classi, mentre il Ministero dell’Istruzione ha previsto l’affiancamento di insegnanti specializzati per supportare gli alunni con difficoltà linguistiche.</p>
<p>La preside dell’istituto, Adriana Izzo, ha espresso il suo rammarico per la situazione, evidenziando l’importanza di un approccio inclusivo, mentre cresce il dibattito su come affrontare le sfide dell’integrazione nelle scuole italiane.</p>
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		<title>Droghe tra i giovani: preoccupante boom tra i minorenni</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 03:01:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Droghe tra i giovani: il rapporto 2024 ha rivelato un quadro allarmante sul consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti italiani, con un focus preoccupante sui minorenni. Secondo il Dipartimento per le Politiche Antidroga, il 39% degli studenti ha provato almeno una volta droghe, con un incremento significativo nell&#8217;uso di smart drug e psicofarmaci senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Droghe tra i giovani: il rapporto 2024 ha rivelato un quadro allarmante sul consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti italiani, con un focus preoccupante sui minorenni. Secondo il Dipartimento per le Politiche Antidroga, il 39% degli studenti ha provato almeno una volta droghe, con un incremento significativo nell&#8217;uso di smart drug e psicofarmaci senza prescrizione.</p>
<p>Nel 2023, ben 680mila giovani, un quarto della popolazione studentesca, ha ammesso di aver fatto uso di droghe. Di questi, 360mila sono minorenni, superando la metà degli studenti consumatori di sostanze stupefacenti. Questo dato evidenzia un crescente coinvolgimento dei minorenni in pratiche rischiose, come confermato dall&#8217;aumento del 10% delle denunce penali per reati legati alla droga rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>Il tragico caso di Thomas, un sedicenne accoltellato e ucciso per un debito di droga a Pescara, sottolinea la gravità della situazione. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha commentato che questo evento è rappresentativo di una tendenza allarmante. Tre fattori principali emergono: la diffusione delle droghe, l&#8217;abbassamento dell&#8217;età di primo uso e l&#8217;aumento della potenza delle sostanze.</p>
<p>Il rapporto indica un incremento nell&#8217;uso di cocaina, con 54mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni che ne hanno fatto uso nel 2023. Anche l&#8217;uso di nuove sostanze psicoattive è in crescita: 160mila studenti hanno provato almeno una smart drug nell&#8217;ultimo anno, tra cui cannabinoidi sintetici, ketamina e Salvia Divinorum.</p>
<p>Un altro aspetto preoccupante è l&#8217;aumento del consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica, soprattutto tra le ragazze. Nel 2023, 170mila minorenni hanno fatto uso di psicofarmaci, con un raddoppio delle prevalenze tra le ragazze rispetto ai ragazzi. Questo ha portato a un incremento del 5% degli accessi al Pronto Soccorso per situazioni legate alla droga.</p>
<p>Le famiglie giocano un ruolo cruciale in questa crisi. Uno studio su genitori di studenti tra i 9 e i 14 anni di 20 scuole di Roma ha rivelato che molti genitori mostrano tolleranza verso l&#8217;uso di alcol e cannabinoidi. Mantovano ha sottolineato la necessità di superare i pregiudizi ideologici post-sessantottini e affrontare la realtà con misure concrete.</p>
<p>In sintesi, il rapporto 2024 dipinge un quadro inquietante del consumo di droghe tra i giovani in Italia. L&#8217;aumento dell&#8217;uso di smart drug e psicofarmaci, soprattutto tra i minorenni, richiede una risposta decisa da parte delle istituzioni e delle famiglie. Solo con un impegno congiunto si potrà arginare questa preoccupante tendenza e proteggere le future generazioni.</p>
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		<title>Femminicidi in aumento tra i giovani: 10 vittime under 30 in Italia nel 2023</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 08:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2023 segna un tragico incremento nei femminicidi in Italia, con una particolare enfasi sulla gioventù: dieci delle 54 donne assassinate avevano meno di trent&#8217;anni. Questo incremento della violenza sulle giovani donne mette in luce una problematica culturale profondamente radicata. Una delle vittime è Giulia Cecchettin, solo 22 anni, assassinata dall&#8217;ex fidanzato. La storia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2023 segna un tragico incremento nei femminicidi in Italia, con una particolare enfasi sulla gioventù: dieci delle 54 donne assassinate avevano meno di trent&#8217;anni. Questo incremento della violenza sulle giovani donne mette in luce una problematica culturale profondamente radicata.</p>
<p>Una delle vittime è Giulia Cecchettin, solo 22 anni, assassinata dall&#8217;ex fidanzato. La storia di Giulia rievoca un&#8217;eco dolorosa, in quanto il suo nome è condiviso da altre due giovani donne brutalmente uccise: Giulia Donato e Giulia Tramontano.</p>
<p>Oltre a loro, la giovane Yana Malayko, Maria Brigida Pesacane, Sofia Castelli, e Danjela Neza sono solo alcuni nomi in un elenco crescente. Queste donne, uccise in circostanze violente, spesso per mano di ex partner, riflettono una tendenza inquietante.</p>
<p>Non è solo un numero: ogni vittima rappresenta una vita spezzata, una famiglia distrutta, una comunità scossa. La loro assenza è un monito costante della necessità di un cambiamento culturale e sociale.</p>
<p>Il caso di Gessica Malaj, assassinata a soli 16 anni dal padre, e quello di Michelle Maria Causo, trovata vicino a un cassonetto a soli 17 anni, sottolineano l&#8217;urgenza di affrontare questa crisi. Queste storie non sono solo cronache di giornale, ma richiami alla responsabilità collettiva.</p>
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		<title>Digitalizzazione: la fine dell&#8217;analogico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe simeone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2023 07:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[analogico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digitalizzazione: la fine dell&#8217;analogico? La digitalizzazione è un fenomeno che sta cambiando il mondo in cui viviamo. Ma cos&#8217;è esattamente e perché è così importante? In questo articolo cercheremo di spiegare in modo semplice e divertente cosa significa passare dall&#8217;analogico al digitale e quali sono i vantaggi e le sfide che ne derivano. Analogico vs [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Digitalizzazione: la fine dell&#8217;analogico?</strong></p>
<p>La digitalizzazione è un fenomeno che sta cambiando il mondo in cui viviamo. Ma cos&#8217;è esattamente e perché è così importante? In questo articolo cercheremo di spiegare in modo semplice e divertente cosa significa passare dall&#8217;analogico al digitale e quali sono i vantaggi e le sfide che ne derivano.</p>
<p><strong>Analogico vs digitale: una battaglia senza fine</strong></p>
<p>Per capire cosa sia la digitalizzazione, dobbiamo prima chiarire cosa siano l&#8217;analogico e il digitale. L&#8217;analogico è il modo tradizionale di rappresentare le informazioni, usando valori continui e variabili, come le onde sonore, le immagini fotografiche o i termometri. Il digitale, invece, è il modo moderno di rappresentare le informazioni, usando valori discreti e fissi, come i bit, i pixel o i numeri. Il digitale è quindi più semplice e preciso dell&#8217;analogico, ma anche più limitato e artificiale.</p>
<p>La digitalizzazione è il processo di conversione delle informazioni dall&#8217;analogico al digitale, usando dei dispositivi chiamati convertitori analogico-digitali (ADC). Questo processo comporta una perdita di informazioni, ma anche un guadagno di efficienza e velocità. La digitalizzazione ha permesso di creare nuove tecnologie e applicazioni, come i computer, Internet, i telefonini, i CD, i DVD e gli MP3.</p>
<p><strong>Digitalizzazione: vantaggi e sfide</strong></p>
<p>La digitalizzazione ha portato molti vantaggi alla società, come la facilità di comunicazione, la diffusione della conoscenza, la creazione di nuove opportunità economiche e sociali, la riduzione dei costi e dei consumi. Tuttavia, la digitalizzazione ha anche creato delle sfide, come la sicurezza dei dati, la privacy degli utenti, la dipendenza dalle tecnologie, la disuguaglianza digitale, l&#8217;obsolescenza dei dispositivi e l&#8217;inquinamento elettronico.</p>
<p>La digitalizzazione è quindi un fenomeno complesso e ambivalente, che richiede una consapevolezza critica e una responsabilità etica da parte di tutti gli attori coinvolti: produttori, consumatori, istituzioni, educatori. Solo così potremo sfruttare al meglio le potenzialità del digitale senza rinunciare ai valori dell&#8217;analogico.</p>
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		<title>Scoperta frode fiscale da 160 milioni di euro a Brescia</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2023/07/03/truffa-fiscale-brescia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 09:54:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[BRESCIA]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[frode]]></category>
		<category><![CDATA[guardia-finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Procura]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Truffa fiscale di circa 160 milioni di euro scoperta a Brescia. La Guardia di Finanza, sotto la supervisione della Procura, ha applicato misure cautelari a dieci individui, con 6 in prigione e 4 agli arresti domiciliari, per presunta associazione criminale incentrata sulla creazione e l&#8217;uso di fatture false. Gli indagati sono 80 in totale, con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span>Truffa fiscale di circa 160 milioni di euro scoperta a Brescia. </span></p>
<p><span>La Guardia di Finanza, sotto la supervisione della <strong>Procura</strong>, ha applicato misure cautelari a dieci individui, con 6 in prigione e 4 agli arresti domiciliari, per presunta associazione criminale incentrata sulla creazione e l&#8217;uso di fatture false. </span></p>
<p><span>Gli indagati sono 80 in totale, con 48 aziende coinvolte, di cui 21 estere.</span></p>
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		<title>Registare una Societa’ nel Regno Unito post Brexit: e’ ancora possibile?</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2021/04/21/registare-una-societa-nel-regno-unito-post-brexit-e-ancora-possibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Chirulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 16:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[limited company]]></category>
		<category><![CDATA[london]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[united kingdom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per poter registrare la propria Societa’ nel Regno Unito per motivi commerciali e’ essenziale comprendere i passaggi che bisognera’ compiere quando si decidera’ di concretizzare la propria idea. HMRC (l’Agenzia delle Entrate Inglese) è particolarmente attenta alle pratiche burocratiche e a tutte le informazioni che vengono ad essa inviate, quindi sara’ necessario fornirle dati accurati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per poter registrare la propria Societa’ nel Regno Unito per motivi commerciali e’ essenziale comprendere i passaggi che bisognera’ compiere quando si decidera’ di concretizzare la propria idea.</p>
<p>HMRC (l’Agenzia delle Entrate Inglese) è particolarmente attenta alle pratiche burocratiche e a tutte le informazioni che vengono ad essa inviate, quindi sara’ necessario fornirle dati accurati per evitare di essere bloccati durante il percorso e poter iniziare il proprio percorso commerciale.</p>
<h2><strong>Struttura, amministratori e azionisti</strong></h2>
<p>La prima cosa che deve essere presa in considerazione quando si vuole costituire una Società presso la Company’s House (l’equivalente del Registro delle Imprese Italiano) è il tipo di Azienda e chi saranno i suoi componenti.</p>
<p>La maggior parte degli interessati registra le proprie attività aprendo una Limited Company, ossia una Societa’ per differenti aspetti equivalente alla Societa’ a Responsabilita’ Limitata Italiana.</p>
<p>Essendo una entita’ indipendente dai suoi fondatori, essa ha soci con responsabilità limitata al capitale apportato e le sue quote non possono essere offerte direttamente al pubblico, a differenza di quanto invece è previsto per le azioni emesse da Società per azioni di Diritto Inglese (le cosidette Public Limited Companies).</p>
<p>Successivamente, sara’ necessario nominare gli amministratori o directors, ossia gli individui coinvolti nella gestione quotidiana dell&#8217;azienda, considerando fin da subito il valore del loro contributo aziendale e la partecipazione nella societa’</p>
<h2><strong>Registrazione del nome della tua azienda</strong></h2>
<p>È necessario verificare che il nome che si desidera utilizzare sia disponibile e non sia stato utilizzato o simile ad altri nomi di Società registrati in Companies House.</p>
<p>Sara’ importante considerare quanto segue nella scelta di nome per la propria Societa’:</p>
<ol>
<li>Bisognera’ scegliere qualcosa di accattivante e facile da pronunciare. Sara’ necessario fare in modo che i potenziali clienti ricordino il nome della Societa’ di nuova costituzione di modo tale che possano individuare la nuova entita’ societaria facilmente;</li>
<li>Un nome facile da scrivere aiutera’ nel poter essere facilmente reperibili online. La maggior parte delle aziende accresce la propria presenza online tramite tag e frasi ricercabili; un nome complesso potrebbe portare ad essere esclusi dalla ricerca, con conseguente perdita di fatturato potenziale;</li>
<li>Fonte di ispirazione potranno essere le Societa’ con background e linee di prodotti simili per poter trarre ispirazione per nomi accattivanti e facili da ricordare. Tuttavia, mantenere la propria individualita’ aiutera’ nella creazione del proprio brand.</li>
</ol>
<h2><strong>Costituzione della Società: dati richiesti</strong></h2>
<p>La registrazione dell’impresa come Società a Responsabilità Limitata o Limited Company richiedera’ di produrre le seguente informazioni all’ente preposto:</p>
<ul>
<li>Nome della Societa’;</li>
<li>Indirizzo dell&#8217;azienda e dati di contatto;</li>
<li>Nome di ogni membro e posizione in azienda;</li>
<li>Capitale sociale: il minimo previsto e’ £1.</li>
</ul>
<h2><strong>Quali sono i vantaggi derivanti dalla apertura di una Limited Company?</strong></h2>
<p>Premesso che sara’ necessario avviare una effettiva attivita’ di business che sia gestita e controllata dal Regno Unito, il vantaggio principale derivante dall’operare con una Limited Company è dato principalmente dalla responsabilità limitata degli amministratori (Directors) e degli azionisti (Shareholders) della Società in caso di problematiche societari che portino alla chiusura della precedentemente citata azienda.</p>
<p>In caso di fallimento operando come ditta individuale nel Regno Unito, o come Self Employed<br />
(ossia lavoratore autonomo), i beni personali sono da considerarsi fortemente a rischio; cio’ non avviene operando effettivamente e legalmente attraverso una Societa’ a Responsabilita’ Limitata come una Limited Company di Diritto Inglese.</p>
<p>Se la societa’ è gestita e controllata legalmente secondo i termini  previsti dal Companies Act in vigore, il patrimonio personale dei suoi componenti e direttori non sara’ a rischio in caso di apertura di procedure di liquidazione.</p>
<p>Da  notare e’ il fatto che non vi e’ alcun obbligo per una Societa’ di Diritto Inglese di iniziare la propria attivita’ commerciale entro un periodo di tempo ben definito a seguito della sua sua costituzione: questo significa che la formazione di una company di questo tipo è un metodo estremamente efficace per proteggere allo stesso tempo il proprio nome societario o Business Name.</p>
<p>Come sopra riportato, non possono essere costituite due Societa’ aventi lo stesso nome e bisognera’ inoltre considerare il rischio legale scaturente dal procedere all’utilizzo di nomi similari ad altre Societa’.</p>
<p>Nel Regno Unito, i Directors essendo individui pagano l’Income tax (ossia l’imposta sul loro reddito personale) e la Societa’ paga l’Imposta Societaria sugli utili delle Società, cioe’ la Corporation Tax.</p>
<p>Il tasso dell’Imposta Inglese sulle Società a tutt’oggi e’ fissato al 19% ma variera’ nel relativo anno finanziario che iniziera’ il primo Aprile del 2023 (l’aliquota massima a partire dal quel giorno sara’ del 23%).<strong><br />
</strong></p>
<h2><strong>Come sfruttare le opportunita’ date dall’apertura di una Limited company?</strong></h2>
<p>Per poter incrementare i benefici fiscali scaturenti dalla creazione di una Limited Company bisognera’ fare in modo di:</p>
<ol>
<li>Sfruttare tutte le deduzioni fiscali previste dalle differenti leggi fiscali in vigore nel Regno Unito, magari col supporto di un professionista;</li>
<li>Pianificare il valore di eventuali dividendi da erogare ai propri quotisti di modo tale da ridurre il carico fiscale;</li>
<li>Versare dei contributi pensionistici attraverso la Limited Company attraverso i relativi e appositi schemi;</li>
<li>Usufruire di varie agevolazioni per i gruppi di società tipo il Group Relief Claim;</li>
<li>Sfruttare i vantaggi fiscali derivanti dallo svolgere attivita’ di ricerca e sviluppo nel Regno Unito (effettuando il cosidetto Research &amp; Development Tax Credit claim).</li>
</ol>
<p><em>Angelo Chirulli</em></p>
<p><em>Director of International Tax</em></p>
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		<title>Figli di un lavoro minore. Sfruttati nell’indifferenza, calpestati nei diritti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 08:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento minorile]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto la lente d’ingrandimento di una società malsana, accanto alla disoccupazione giovanile troviamo la voce ‘sfruttamento minorile’. Un fenomeno che riguarda 280mila ragazzi che, con l’approvazione e il consenso dei genitori, ogni giorno escono da casa per contribuire al portafogli familiare. Sformato, stracciato dalla crisi economica. Ragazzi che si trascinano il peso di responsabilità adulte, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto la lente d’ingrandimento di una società malsana, accanto alla disoccupazione giovanile troviamo la voce ‘<strong><em>sfruttamento minorile</em></strong>’. Un fenomeno che riguarda 280mila ragazzi che, con l’approvazione e il consenso dei genitori, ogni giorno escono da casa per contribuire al portafogli familiare. Sformato, stracciato dalla crisi economica. Ragazzi che si trascinano il peso di responsabilità adulte, che bruciano le tappe di un percorso di crescita. Catapultati in un mondo ‘più grande’ rispetto al mondo dell’età adolescenziale e della spensieratezza. L’indagine commissionata dall’osservatorio di <strong>Paidòss</strong> (<strong>Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza</strong>), è sconvolgente. Le conseguenze dell’esordio precoce nel mondo del lavoro non ricadono solo sul percorso di vita di questi figli di un lavoro minore ma anche sulla loro formazione culturale. Molti sono i ragazzi che abbandonano gli studi, rinunciano all’istruzione in nome di un dovere che ancora non gli spetta, in nome di una utilità che li vorrebbe protagonisti di un contesto sociale vivace, a colori e non sottomessi al grigiore di uno sfruttamento ingiusto. E molti sono i genitori che lo ritengono ‘normale’. Solo uno su tre si batte in ogni modo pur di vedere il figlio sedicenne andare a scuola, mentre il 46% acconsente senza problemi. E solo il 34% dei genitori costringerebbe il figlio a restare sui banchi di scuola. Un dato, questo, che dissesta, sconcerta. Garzoni di bar, meccanici e manovali, commessi nei negozi, sono le opportunità più frequenti di impiego che i Robin Hood odierni (non rubano ai ricchi per dare ai poveri. Lavorano per essi e per il sostentamento di se stessi) riescono a trovare. I dati raccolti dall’indagine condotta rappresentano la profonda piaga sociale che colpisce il Belpaese. Il Belpaese che ha prodotto un modello di società che suscita infelicità, che priva le menti dell’immaginazione e assiste indifferente all’inaccettabile realtà. Il Belpaese che nella storia ha fallito ogni tentativo di colonizzazione, si mostra ad oggi un paese sconfitto e sottosviluppato che sfrutta e piega il proprio popolo. Un paese che calpesta e viola quei diritti del fanciullo del ’59 approvati dall’Onu contro lo sfruttamento economico. L’Italia, senza pudore e senza decoro.</p>
<p><strong>E. D&#8217;E.</strong></p>
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