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	<title>siria &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Bambino in carcere per critiche ad Assad: l&#8217;incredibile storia dalla Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 15:07:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un angolo remoto del mondo, dove la libertà di parola è un lusso che pochi possono permettersi, una storia sconvolgente emerge dalla Siria. Un bambino di appena 9 anni si ritrova dietro le sbarre, colpevole di aver espresso un&#8217;opinione. Sì, avete letto bene: un bambino in carcere per critiche ad Assad. Questo episodio sconcertante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un angolo remoto del mondo, dove la libertà di parola è un lusso che pochi possono permettersi, una storia sconvolgente emerge dalla Siria. Un bambino di appena 9 anni si ritrova dietro le sbarre, colpevole di aver espresso un&#8217;opinione. Sì, avete letto bene: un bambino in carcere per critiche ad Assad.</p>
<p>Questo episodio sconcertante ci porta nella vita di <strong>Muhammad al Ali</strong>, uno studente della quarta elementare, la cui unica &#8220;colpa&#8221; è stata quella di scrivere commenti non lusinghieri su una foto del presidente Bashar Assad. La sua aula di scuola si è trasformata da luogo di apprendimento a scenario di un dramma che ha attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria.</p>
<p>Il fatto che un bambino venga incarcerato per aver espresso il proprio pensiero solleva non pochi interrogativi sulla situazione dei diritti umani in Siria. Il piccolo Muhammad, dopo essere stato punito e &#8220;picchiato&#8221; dal preside per il suo gesto di ribellione, è finito nelle mani delle agenzie di sicurezza politica, dimostrando quanto sia pericoloso, in certe parti del mondo, esercitare il diritto alla libertà di espressione.</p>
<p>L&#8217;arresto di Muhammad non è un caso isolato, ma piuttosto l&#8217;ultimo capitolo di una lunga storia di repressione. Ricordiamo le proteste del 2011, quando la richiesta di libertà e giustizia da parte del popolo siriano è stata brutalmente soppressa, innescando un conflitto che ancora oggi insanguina la regione.</p>
<p>La detenzione di questo bambino per critiche ad Assad è un triste promemoria di quanto sia vitale continuare a lottare per i diritti umani, soprattutto per le generazioni future. I <strong>genitori di Muhammad</strong> chiedono il suo rilascio immediato, un appello che risuona come un grido disperato per giustizia in un mondo troppo spesso sordo.</p>
<p>Mentre il mondo osserva, si spera che la storia di <strong>Muhammad al Ali</strong> possa servire da monito e da catalizzatore per un cambiamento reale. La sua è una narrazione di innocenza infranta, un campanello d&#8217;allarme sulla libertà di parola e un invito ad agire per un futuro in cui nessun bambino dovrà mai più temere di esprimere il proprio pensiero.</p>
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		<title>Aumento del 28% in richieste di asilo politico in Europa nel 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 07:05:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;agenzia dell&#8217;Unione Europea per l&#8217;asilo ha rilasciato dati che mostrano un aumento del 28% delle richieste di asilo rispetto al 2022, prevedendo oltre un milione di domande entro la fine dell&#8217;anno. I principali richiedenti provengono da Siria, Afghanistan, Venezuela, Turchia e Colombia. La Germania si conferma come il principale destinatario con circa il 30% delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>agenzia dell&#8217;Unione Europea</strong> per l&#8217;asilo ha rilasciato dati che mostrano un aumento del 28% delle richieste di asilo rispetto al 2022, prevedendo oltre un milione di domande entro la fine dell&#8217;anno. I principali richiedenti provengono da <strong>Siria, Afghanistan, Venezuela, Turchia e Colombia</strong>. La <strong>Germania</strong> si conferma come il principale destinatario con circa il 30% delle domande totali.</p>
<p>Questo aumento esponenziale mette in evidenza la crescente instabilità geopolitica e i conflitti in varie regioni del mondo. Oltre a essere un segnale d&#8217;allarme per la comunità internazionale, solleva interrogativi urgenti su come l&#8217;Europa possa gestire efficacemente questa ondata crescente di richieste. La situazione pone sfide non solo in termini di procedure d&#8217;asilo, ma anche riguardo l&#8217;integrazione e l&#8217;allocazione di risorse.</p>
<p>Per la Germania, che già gestisce un numero significativo di richieste, il carico aggiuntivo solleva questioni su come mantenere un equilibrio tra la necessità di fornire asilo e l&#8217;importanza della sicurezza nazionale. È un campanello d&#8217;allarme per altri paesi europei meno colpiti, spingendo a una riconsiderazione dell&#8217;attuale sistema di distribuzione delle richieste tra gli Stati membri.</p>
<p>L&#8217;incremento sottolinea l&#8217;importanza di una strategia UE condivisa, volta non solo a processare le richieste in modo equo, ma anche ad affrontare le cause di base che spingono le persone a cercare asilo. Senza un piano d&#8217;azione coordinato, il sistema attuale rischia di essere sovraccaricato, con potenziali ripercussioni in ambito sociale e politico.</p>
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		<title>Rientro degli Stati Uniti all&#8217;Unesco: 132 nazioni a favore, 10 contrarie</title>
		<link>https://newsitalynews.it/politica/2023/06/30/rientro-usa-unesco-votazione-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 14:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli USA hanno ripreso la loro partecipazione all&#8217;Unesco, interrotta nel 2018 durante la leadership di Trump. L&#8217;ingresso è stato confermato con il sostegno di 132 nazioni membri dell&#8217;agenzia dell&#8217;ONU, malgrado 15 astenuti e 10 oppositori, tra cui Iran, Siria, Cina e Russia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>USA</strong> hanno ripreso la loro partecipazione all&#8217;<a href="https://www.unesco.org/en" target="_blank" rel="noopener"><strong>Unesco</strong></a>, interrotta nel 2018 durante la leadership di <strong>Trump</strong>.</p>
<p>L&#8217;ingresso è stato confermato con il sostegno di 132 nazioni membri dell&#8217;agenzia dell&#8217;<strong>ONU</strong>, malgrado 15 astenuti e 10 oppositori, tra cui <strong>Iran</strong>, <strong>Siria</strong>, <strong>Cina</strong> e <strong>Russia</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/politica/2023/06/30/rientro-usa-unesco-votazione-2023/">Rientro degli Stati Uniti all&#8217;Unesco: 132 nazioni a favore, 10 contrarie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Meno distruzione più istruzione!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 12:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Cosa sogna?” :”Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: “Mamma, che cosa era la guerra?” Queste sono le parole di Eve Merriam scrittrice e poetessa americana del 20esimo secolo, vincitrice di un premio per l&#8217;eccellenza della poesia per i bambini che è stata sempre in prima linea per la rivendicazione dei loro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Cosa sogna?” :”Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: “Mamma, che cosa era la guerra?”<br />
Queste sono le parole di Eve Merriam scrittrice e poetessa americana del 20esimo secolo, vincitrice di un premio per l&#8217;eccellenza della poesia per i bambini che è stata sempre in prima linea per la rivendicazione dei loro diritti.<br />
Purtroppo molti bambini di oggi, nel 2015, vivono ancora e conoscono in ogni suo aspetto, le sofferenze e le atrocità provocate dalla guerra.<br />
Secondo i dati dell&#8217;Unicef, quasi 250 milioni di bambini vivono in Stati devastati dai conflitti e oltre 200.000 di loro hanno rischiato la vita quest&#8217;anno cercando rifugio in Europa.<br />
Quasi 14 milioni di bambini e adolescenti in Siria, Iraq e in Afghanistan devono affrontare guerra, violenze e ingiustizie ogni giorno, alimentando l’attuale crisi europea di migranti e rifugiati.<br />
Tra questi bambini vi è la piccola Yusan che a soli 3 anni, ha affrontato esperienze che nessun bambino dovrebbe vivere. Lei, la sorella maggiore e la madre Lucia sono fuggite della ceneri e devastazioni della guerra in Eritrea per cercare di trovare fortuna e futuro in Europa.<br />
&#8220;In Eritrea è impossibile avere una vita normale. Non ha molta importanza in quale posto europeo finiremo. Qualunque paese sarà meglio del mio&#8221;. Queste sono le sue parole,esse fuggono da povertà, fame,violenze da un orizzonte “con un fine”. Dopo mesi di spostamenti, correndo enormi rischi, sono riuscite ad imbarcarsi su una nave insieme ad un&#8217;altra centinaia di persone per intraprendere un viaggio pericolosissimo verso le coste italiane. Intercettato dalla Guardia costiera libica, il barcone è stato riportato in Libia, dove ora Lucia con la piccola Yusan e la figlia maggiore è imprigionata.<br />
Dal centro di detenzione in cui è stata imprigionata Lucia afferma: “Il mio sogno è garantire un’istruzione alle mie figlie, con un’istruzione potranno decidere per la loro vita. Per questo appena mi faranno uscire da questa prigione tenterò di nuovo di raggiungere l’Italia”.<br />
Istruzione,secondo la madre di Yushan è la parola d&#8217;ordine per vivere una vita indipendente,per realizzare i propri sogni senza dover dipendere da nessuno.Proprio l&#8217;istruzione è uno dei punti cardine dell&#8217;iniziativa unicef “#INDIGNIAMOCI  PER OGNI BAMBINO IN PERICOLO”, una raccolta firme organizzata dall&#8217;associazione per chiedere il 25 Dicembre al Governo italiano di fare la sua parte per questi bambini e adolescenti migranti e rifugiati.<br />
Innanzitutto il rispetto dell’ascolto dei bambini e degli adolescenti, quando vengono prese delle decisioni che li<br />
riguardano,delle strutture di accoglienza adatte per i bambini,accesso ai servizi ,alle cure mediche e all’istruzione, senza discriminazione alcuna,protezione da violenze, abusi e sfruttamento.<br />
La certezza che nessun bambino e adolescente sia detenuto a causa del suo status legale o di quello dei sui genitori,<br />
viaggi sicuri e visti umanitari per i bambini e le proprie famiglie, l’intensificazione delle operazioni di ricerca e<br />
 salvataggio.<br />
Investendo maggiori fondi per i bambini migranti e rifugiati in Europa e un impegno per affrontare le cause alla radice<br />
 dell’enorme movimento di bambini migranti e rifugiati, intervenendo nei paesi d’origine.<br />
Il punto è proprio questo, l&#8217;azione politica internazionale dovrebbe essere sempre più forte e concentrata per intervenire sulle<br />
 origini e sulle cause del fenomeno migratorio, in modo da prevenirne l&#8217;accrescimento in futuro.<br />
 Si dovrebbe lavorare sulle cause della crisi e della povertà nei paesi di origine degli immigrati e non essere complici della<br />
 loro distruzione. Che senso ha bombardare il territorio siriano, gremito di cittadini, donne e bambini innocenti, vittime del<br />
 terrorismo per una sorta di “vendetta”(parola utilizzata da Hollande subito dopo le stragi di Parigi)?<br />
Si pensa di risolvere realmente così la lotta al terrorismo? Mietendo vittime innocenti con la scusa che vi è la possibilità che<br />
 diventino dei terroristi?<br />
Piuttosto facciamo in modo che, questi bambini, non diventino i terroristi del domani,dando loro le ragioni per non fomentare<br />
 l&#8217;odio ma la pace attraverso il linguaggio della cultura e della moralità, attraverso l&#8217;istruzione e regalandoli<br />
la possibilità di rialzarsi, inseguire i loro sogni e di realizzarsi.<br />
Un esempio di questo specchio di vita è il terzino dell&#8217;Udinese Ali Adnan,che grazie a un grande sacrificio economico della<br />
 sua famiglia è riuscito a sbarcare in europa realizzando il proprio sogno.Oggi è il primo iracheno nella storia a giocare in<br />
 Serie A.<br />
   “ In iraq ci sono tanti ragazzi di talento che amano il calcio. Li vedi giocare per strada ma per loro è difficile arrivare alle<br />
 squadre di club per via della guerra.Ho perso molti amici in attacchi terroristici. Ho sempre paura,prima e dopo<br />
 ogni partita chiamo la mia famiglia perchè la situazione è molto pericolosa(..) Prego tutti giorni affinchè la pace possa<br />
 arrivare per tutte le persone e tutte le religioni.”<br />
Proprio la patria di Adnan rappresenta l&#8217;immagine di un territorio travagliato dalla povertà,guerra e distruzione.<br />
Incute molto timore il dato relativo all&#8217;anno scolastico appena terminato:circa 2milioni di bambini in tutta la nazione sono<br />
 esclusi dalla frequenza,altri 1.2 milioni sono a rischio abbandono e altre 5.300 scuole nel Paese sono inagibili poiché<br />
 distrutte, lesionate o utilizzate come rifugi per famiglie sfollate.<br />
Come si potranno mai garantire i diritti umanitari se non si riesce a far valere quello più importante che riguarda lo<br />
studio?<br />
Investiamo sugli uomini del domani, solo la cultura può estirpare la violenza e questa specie di spirale d&#8217;odio che, se non siamo attenti, può coinvolgere tutti:uomini,donne e bambini di qualsiasi fascia di età.<br />
”Meno distruzione,più istruzione” solo seguendo questo diktat potremo realizzare il sogno di Eve Merriam e i nostri figli ci chiederanno: “Mamma,papà cos&#8217;era la guerra?”</p>
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		<title>Unicef con la Casa Europea di Santa Claus: Raccolti 4.425 euro per i bambini siriani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonello Corigliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 19:12:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento “PerBacco che Vicoli” si è appena concluso. Si tirano le somme con numeri comunicati dalla stessa organizzazione che sono da capogiro: oltre 300mila presenze in soli 3 giorni di manifestazione. Martina Franca, piccolo ma grazioso paese situato a pochi chilometri dal capoluogo di provincia pugliese Taranto, ha fatto registrare il sold out. Nonostante tutto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1872 alignleft" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno-300x119.jpg" alt="assegno" width="300" height="119" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno-300x119.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno-768x304.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno-150x59.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno-696x275.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/11/assegno.jpg 873w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’evento “PerBacco che Vicoli” si è appena concluso. Si tirano le somme con numeri comunicati dalla stessa organizzazione che sono da capogiro: oltre 300mila presenze in soli 3 giorni di manifestazione. Martina Franca, piccolo ma grazioso paese situato a pochi chilometri dal capoluogo di provincia pugliese Taranto, ha fatto registrare il sold out. Nonostante tutto, alcune polemiche continuano sulla chiusura anticipata della Casa Europea di Santa Claus, evento organizzato  dal 20 al 22 novembre collaterale a quello della manifestazione “PerBacco che Vicoli” e  i “Mercatini di Natale”.</p>
<p>L’eccezionale affluenza di gente da tutto il sud Italia ha portato l’Amministrazione comunale a interrompere  con largo anticipo la visita presso la Casa temporanea di Babbo Natale in Italia. Nessuno poteva di certo prevedere una presenza così massiccia di persone tanto da mandare letteralmente in tilt il traffico e non solo.<br />
La visita al Babbo più amato d’Italia era patrocinata dall’Unicef, comitato di Bari.<br />
Sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, però, in un articolo si apprende che l’Unicef pugliese avrebbe preso le distanze dall’intera organizzazione annunciando addirittura il ritiro del simbolo con un comunicato.<br />
Niente di più falso. Sentito direttamente l’ufficio amministrativo di Bari dell’Unicef apprendiamo che mai nessun rappresentante della stessa ha preso le distanze dalla manifestazione martinese e quindi mai nessuno ha pensato di togliere il marchio dalla Casa di Santa Claus.<br />
E c’è di più. Nella giornata di domani “Events Promotion” che ha curato tutto l’evento consegnerà presso la sede di Bari dell’Unicef un assegno di 4.500 euro che servirà per finanziare il progetto denominato “Bambini in Pericolo” per i piccoli siriani: 33 vaccini contro il morbillo ( da euro 16,75) pari a 552,75 euro; 80 alimenti terapeutici ( da 26 euro) pari 2.080 euro; 60 kit sanitari prima emergenza ( da 29,86 euro) pari a 1791,60.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/regioni/2015/11/24/unicef-con-la-casa-europea-di-santa-claus-raccolti-4-425-euro-per-i-bambini-siriani/">Unicef con la Casa Europea di Santa Claus: Raccolti 4.425 euro per i bambini siriani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Siria, rapito padre Jacques Murad</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 11:01:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Appartiene alla stessa comunità di padre Paolo Dall'Oglio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sacerdote Jacques Murad, Priore del Monastero di Mar Elian, è stato rapito da alcuni sequestratori che lo hanno prelevato dal Monastero sotto la minaccia delle armi. Secondo alcune fonti locali, contattate dall’Agenzia Fides, il sequestro sarebbe avvenuto lunedì 18 maggio, mentre altre fonti sostengono che il sacerdote è stato rapito nella giornata di giovedì 21 maggio. La notizia è stata confermata oggi dall’arcidiocesi siro cattolica di Homs, che ha chiesto a tutti i fedeli di invocare il Signore nella preghiera affinchè padre Jacques sia liberato e possa tornare alla sua vita di preghiera, al servizio dei fratelli e di tutti i siriani. Secondo alcune fonti locali, insieme a padre Jacques sarebbe stato prelevato dai rapitori anche il diacono Boutros Hanna. Ma tale indiscrezione non è stata al momento confermata dall’arcidiocesi siro-cattolica di Homs.<br />
Secondo le prime ricostruzioni, il rapimento è stato realizzato da uomini armati giunti in moto al Monastero di Mar Elian. I sequestratori hanno costretto padre Jacques a mettersi alla guida della propria auto e, sotto la minaccia delle armi, gli hanno imposto di dirigersi verso una destinazione sconosciuta.<br />
Fonti locali consultate da Fides ipotizzano che dietro il rapimento ci siano gruppi salafiti presenti nella zona, che si sono sentiti rafforzati dai recenti successi dei jihadisti di al-Nusra e dello Stato Islamico in territorio siriano.<br />
Padre Jacques Murad è Priore del Monastero di Mar Elian e parroco della comunità di Qaryatayn, 60 chilometri a sud est di Homs. L&#8217;insediamento monastico, collocato alla periferia di Quaryatayn, rappresenta una filiazione del Monastero di Deir Mar Musa al Habashi, rifondato dal gesuita italiano p. Paolo Dall&#8217;Oglio, rapito anche lui il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa, capoluogo siriano da anni sotto il controllo dei jihadisti dello Stato Islamico.<br />
Negli anni del conflitto, la città di Qaryatayn era stata più volte conquistata da miliziani anti-Assad e bombardata dall&#8217;esercito siriano. Proprio padre Jacques, insieme a un avvocato sunnita, avevano assunto la funzione di mediatori per garantire che il centro urbano di 35mila abitanti fosse risparmiato per lunghi periodi dagli scontri armati.<br />
Nel Monastero sono stati ospitati centinaia di rifugiati, compresi più di cento bambini sotto i dieci anni. Padre Jacques e i suoi amici hanno provveduto a trovare il necessario per la loro sopravvivenza anche ricorrendo all&#8217;aiuto di donatori musulmani.<br />
Bastano questi pochi cenni a far intuire quale oasi di carità rappresenti il Monastero di Mar Elian per tutto il popolo siriano, massacrato da una guerra assurda, alimentata dall&#8217;esterno. (GV) (Fides).</p>
<figure id="attachment_1060" aria-describedby="caption-attachment-1060" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1060" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD.jpg" alt="foto: ansa" width="700" height="537" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD.jpg 700w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD-300x230.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD-150x115.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/PADRE-MURAD-696x534.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1060" class="wp-caption-text">foto: ansa</figcaption></figure>
<figure id="attachment_1059" aria-describedby="caption-attachment-1059" style="width: 484px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/MURAD.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1059" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/MURAD.jpg" alt="foto: tgcom24" width="484" height="273" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/MURAD.jpg 484w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/MURAD-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/MURAD-150x85.jpg 150w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1059" class="wp-caption-text">foto: tgcom24</figcaption></figure>
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		<title>Siria, 50 uccisi in raid anti-Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2015 15:23:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siria, 50 uccisi in raid anti-Isis © ULTIMISSIME</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero almeno 50, tra cui circa 1o minori, le persone rimaste uccise a seguito dei bombardamenti aerei compiuti nelle ultime 24 ore dalla Coalizione anti-Isis, guidata dagli Stati Uniti, a Birmahle, nel nord della Siria, in un&#8217;area vicino a Kobane-Ayn Arab, zona vicinissima alla frontiera turca e a maggioranza curda. A trasmettere il dato è l&#8217;Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).</p>
<p>© ULTIMISSIME</p>
<figure id="attachment_942" aria-describedby="caption-attachment-942" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-942" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS.jpg" alt="foto: ansa" width="700" height="465" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS.jpg 700w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS-300x199.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS-150x100.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2015/05/SIRIA-BOMBARDAMENTI-ANTI-ISIS-696x462.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-942" class="wp-caption-text">foto: ansa</figcaption></figure>
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