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	<title>Sentenza &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Confermata la condanna per depistaggio nel caso Cucchi: un verdetto che pesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 04:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’appello di Roma ha confermato la condanna a un anno e tre mesi per il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino, imputato nel procedimento per i depistaggi legati alla morte di Stefano Cucchi. Confermata anche la pena a due anni e sei mesi per Luca De Cianni, mentre è stata riconosciuta la prescrizione per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="92" data-end="633">La Corte d’appello di Roma ha confermato la condanna a un anno e tre mesi per il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino, imputato nel procedimento per i depistaggi legati alla morte di Stefano Cucchi. Confermata anche la pena a due anni e sei mesi per Luca De Cianni, mentre è stata riconosciuta la prescrizione per il generale Alessandro Casarsa e altri due militari. Assolti, invece, Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata, già condannati in primo grado. Ridotta la pena per Francesco Di Sano.</p>
<p data-start="635" data-end="1031">Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e oggi senatrice, ha sottolineato l’importanza simbolica della sentenza, che riconosce la responsabilità della cosiddetta &#8220;scala gerarchica&#8221; dell’Arma nell’occultamento dei fatti successivi alla morte del fratello. Amaro il commento dell’avvocato Diego Perugini, che lamenta l’effetto della prescrizione a favore di chi ha ostacolato l’accertamento della verità.</p>
<p data-start="1033" data-end="1452" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sul fronte opposto, soddisfazione per l’assoluzione è stata espressa dalla difesa di Testarmata, che ha invitato a un ripensamento da parte di chi ha espresso giudizi affrettati nel corso degli anni. La sentenza rappresenta un passaggio rilevante, seppur non risolutivo, in una vicenda che da oltre 15 anni continua a interrogare istituzioni e opinione pubblica sul rapporto tra giustizia, responsabilità e trasparenza.</p>
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		<title>Bollette esagerate? Spetta al fornitore dimostrare il corretto funzionamento</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2024/09/26/bollette-esagerate-spetta-al-fornitore-dimostrare-il-corretto-funzionamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 01:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contatore della luce non funziona come dovrebbe? Secondo una recente sentenza della Cassazione, spetta alla società fornitrice dimostrare che il contatore è in regola. Se l&#8217;utente contesta una bolletta troppo alta, deve semplicemente provare che i consumi non corrispondono allo storico delle fatture precedenti. In questo caso, è il fornitore che deve verificare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contatore della luce non funziona come dovrebbe? Secondo una recente sentenza della Cassazione, spetta alla società fornitrice dimostrare che il contatore è in regola.</p>
<p>Se l&#8217;utente contesta una bolletta troppo alta, deve semplicemente provare che i consumi non corrispondono allo storico delle fatture precedenti. In questo caso, è il fornitore che deve verificare il corretto funzionamento del contatore.</p>
<p>Insomma, il cliente non è più lasciato solo contro le bollette impazzite: se il contatore non funziona correttamente, sarà il fornitore a doverlo dimostrare.</p>
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		<title>Sentenza su migranti a Catania: polemiche tra governo e magistrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 07:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La recente sentenza emessa dalla giudice Apostolico di Catania ha riacceso le tensioni tra Palazzo Chigi e l&#8217;ordine giudiziario. La decisione di non convalidare il trattenimento di tre migranti, ritenendo le nuove regole varate dal governo in contrasto con la normativa europea, ha sollevato molte controversie. Giorgia Meloni presidente del consiglio, non ha nascosto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente sentenza emessa dalla <strong>giudice Apostolico di Catania</strong> ha riacceso le tensioni tra <strong>Palazzo Chigi</strong> e l&#8217;ordine giudiziario.</p>
<p>La decisione di non convalidare il trattenimento di tre migranti, ritenendo le nuove regole varate dal governo in contrasto con la normativa europea, ha sollevato molte controversie.</p>
<p><strong>Giorgia Meloni</strong> presidente del consiglio, non ha nascosto il suo stupore: &#8220;<em>Sono basita dalla sentenza di Catania</em>,&#8221; ha commentato. &#8220;<em>Questo mostra quanto sia fondamentale avere una chiara direzione politica in materia di immigrazione</em>.&#8221;</p>
<p>Dal canto suo, il governo ha deciso di impugnare la sentenza. La reazione da parte di Palazzo Chigi è stata rapida, sottolineando la necessità di fare chiarezza sul quadro normativo attuale e di garantire una gestione uniforme e coerente dell&#8217;emergenza migratoria.</p>
<p>La <strong>giudice Apostolico</strong>, rispondendo alle critiche, ha precisato: &#8220;<em>La mia decisione riguarda una questione strettamente giuridica. Non è un giudizio politico, ma un&#8217;analisi basata sul diritto</em>.&#8221;</p>
<p>L&#8217;episodio sottolinea la crescente complessità della gestione del fenomeno migratorio in Italia e in Europa, con un continuo scontro tra regolamenti nazionali e normative comunitarie.</p>
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		<title>Governo in prima linea contro la migrazione illegale: un impegno arduo ma necessario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 10:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il compito di fronteggiare la migrazione illegale è un’impresa ardua, come ha sottolineato recentemente la presidente del Consiglio su una piattaforma social. Secondo il primo ministro, questo impegno, se gestito con pazienza e determinazione, può condurre a risultati tangibili. Tuttavia, la strada verso il successo è intralciata se altri stati o gruppi all&#8217;interno del paese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il compito di fronteggiare la migrazione illegale è un’impresa ardua, come ha sottolineato recentemente la <strong>presidente del Consiglio</strong> su una piattaforma social.</p>
<p>Secondo il primo ministro, questo impegno, se gestito con pazienza e determinazione, può condurre a risultati tangibili.</p>
<p>Tuttavia, la strada verso il successo è intralciata se altri stati o gruppi all&#8217;interno del paese adottano politiche contrastanti, facilitando invece l&#8217;<strong>immigrazione illegale.</strong></p>
<p>La presidente ha espresso preoccupazione per alcune forze politiche e settori della società che sembrano avere un approccio divergente, o addirittura opposto, sul tema dell&#8217;immigrazione. Una recente sentenza emessa da un giudice di Catania è stata evidenziata come esempio di queste divergenze.</p>
<p>La sentenza, secondo quanto riportato, ha revocato un ordine di espulsione per un immigrato illegale basandosi su motivazioni che la presidente ha definito &#8220;incredibili&#8221;.</p>
<p>In questo contesto, la presidente del Consiglio ha ribadito l&#8217;importanza della coesione nazionale e dell&#8217;azione congiunta per affrontare il fenomeno della migrazione illegale.</p>
<p>Ha inoltre sottolineato come le difficoltà incontrate non fermeranno l’azione del governo, che rimane impegnato a difendere i confini nazionali.</p>
<p>La migrazione illegale continua a essere una questione delicata e di rilievo nazionale, con una vasta gamma di opinioni e approcci sul come gestirla.</p>
<p>Nonostante le sfide, l’azione del governo mira a creare un terreno comune, lavorando con pazienza e determinazione per ottenere risultati concreti che possano beneficiare la nazione nel suo complesso.</p>
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		<title>Stop al cognome del padre automatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 12:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione si è pronunciata: è illegittimo assegnare in automatico il cognome del padre. Sentenza storica dalle conseguenze concrete. A seguito di un caso presentato alla Consulta, la storica sentenza che equipara la dignità dei cognomi di entrambi i genitori. Sia chiaro, la sentenza non è immediatamente attuabile, è necessaria una legge, ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione si è pronunciata: è illegittimo assegnare in automatico il cognome del padre.</p>
<p>Sentenza storica dalle conseguenze concrete.</p>
<p>A seguito di un caso presentato alla Consulta, la storica sentenza che equipara la dignità dei cognomi di entrambi i genitori.</p>
<p>Sia chiaro, la sentenza non è immediatamente attuabile, è necessaria una legge, ma sarebbe sufficiente anche una circolare del ministero degli Interni.</p>
<p>Fino ad oggi, in mancanza di indicazioni diverse i figli prendevano in automatico il cognome del padre, ma grazie a questa sentenza, in futuro i nuovi nati prenderanno salvo indicazioni diverse, il cognome di entrambi i genitori.</p>
<p>La normativa in sostanza sancirebbe che, anche se i genitori sono in disaccordo sul cognome da dare al proprio figlio, questo prenderebbe entrambi i cognomi, mentre in precedenza, nella stessa situazione, il cognome &#8220;automatico&#8221; sarebbe stato quello del padre.</p>
<p>Successive leggi stabiliranno quale cognome verrà prima, fra quello paterno o materno, e regolamenteranno anche il moltiplicarsi dei cognomi che andrebbero ad aggiungersi con le generazioni successive.</p>
<p>Con questa sentenza si pongono le basi, in questa materia, per una legislazione meno discriminatoria dei confronti delle donne, ma anche contro una consuetudine lesiva nei confronti dei figli.</p>
<p>Carlo Sindaco</p>
<p>Credits: Jonas Mohamadi -photo-</p>
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		<title>Terremoto Aquila. Volge al termine il processo agli esperti della commissione Grandi Rischi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2015 18:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Processo]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultimo terremoto in Italia, quello più grave e violento per intensità e conseguenze, lo ricordiamo bene. Si ebbe il 6 Aprile 2009 con una potenza pari a 5.9 Richter e 6.3 magnitudo momento in Abruzzo. La città colpita fu l’Aquila ma la scossa, insieme a quelle che seguirono nei giorni successivi, fu nettamente percepita in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2015/11/21/terremoto-aquila-volge-al-termine-il-processo-agli-esperti-della-commissione-grandi-rischi/">Terremoto Aquila. Volge al termine il processo agli esperti della commissione Grandi Rischi.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultimo terremoto in Italia, quello più grave e violento per intensità e conseguenze, lo ricordiamo bene. Si ebbe il 6 Aprile 2009 con una potenza pari a 5.9 Richter e 6.3 magnitudo momento in Abruzzo. La città colpita fu l’Aquila ma la scossa, insieme a quelle che seguirono nei giorni successivi, fu nettamente percepita in tutto il centro sud dell’Italia. Ad evento concluso il bilancio definitivo fu di 309 morti, circa 1600 feriti e circa 65.000 gli sfollati alloggiati in tendopoli, auto o alberghi e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. Oggi, il processo agli esperti della commissione Grandi Rischi chiamati a valutare lo sciame sismico in corso all’Aquila prima della scossa che squassò la città, si è concluso con un’assoluzione. Solo l’ex vice capo della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis è stato condannato a due anni con la sospensione e la non menzione. Esce dunque, come unico responsabile nel processo per omicidio colposo e lesioni, per la morte di 29 persone (tra le 309 del sisma) tutte giovanissime, compreso un bimbo di pochi mesi. Ad essere definitivamente assolti sono Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica, Giulio Selvaggi, capo del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre, Claudio Eva, docente di fisica all’Università di Genova, e Matteo Dolce, direttore dell’Ufficio rischio sismico della Protezione Civile. Delusi i familiari delle vittime che hanno seguito e assistito al processo vivendolo come battaglia di vita. Un disastro naturale come il terremoto non implica solo un disastro economico. Accanto ai numeri, alle cifre, al conteggio dei danni materiali, ci sono nomi, vite. Vite spezzate, danni morali ed emotivi irreparabili. Assistere al crollo della propria abitazione equivale alla perdita della propria esistenza. La casa, le pareti hanno il fondamentale significativo di sicurezza sin dai remoti tempi delle caverne. La casa rappresenta la personalità di chi la abita. E’ espressione di sé, è spazio vitale, certezza. I dati del CNR di Geodinamica hanno classificato sismico il 70% del territorio italiano. Dichiarare sismico un territorio equivale ad affermare che in quella zona, prima o poi, accadrà un terremoto. Inoltre gran parte del patrimonio edilizio del nostro paese è di vecchia costruzione, soprattutto nelle regioni del sud e ciò vuol dire che in caso di terremoti si rischiano danni ingenti alle cose e numerose perdite di vite umane.</p>
<p><strong>Elena D&#8217;Ettorre</strong></p>
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		<title>Confermati dalla Cassazione i sette anni a Dell&#8217;Utri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2014 04:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quattro ore di Camera di Consiglio la I Sezione penale della Cassazione cala il sipario sulla ventennale vicenda processuale a carico dell&#8217;ex senatore Marcello Dell&#8217;Utri, confermando la condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Dell&#8217;Utri &#8211; agli arresti in Libano dove è piantonato in ospedale dal 12 aprile &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dopo quattro ore di Camera di Consiglio la I Sezione penale della Cassazione cala il sipario sulla ventennale vicenda processuale a carico dell&#8217;ex senatore Marcello Dell&#8217;Utri, confermando la condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Dell&#8217;Utri &#8211; agli arresti in Libano dove è piantonato in ospedale dal 12 aprile &#8211; ha saputo quasi in tempo reale del passaggio in giudicato dell&#8217;accusa che gli ha imputato, da stasera con il &#8216;sigillo&#8217; della Suprema Corte, di aver avuto ininterrottamente rapporti con la mafia palermitana dal 1974 al 1992.</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">&#8220;Siamo delusi da questa decisione della Cassazione perché a nostro avviso c&#8217;erano tutti gli spazi per un annullamento della condanna: vedremo ora quali iniziative intraprendere. Ricorreremo alla Corte Europea di Strasburgo per verificare se questo procedimento ha camminato nei giusti binari&#8221;. Questo il commento di Giuseppe Di Peri, l&#8217;avvocato che ha difeso Dell&#8217;Utri in Cassazione insieme a Massimo Krogh.</span><br style="color: #000000;" /><br style="color: #000000;" /><span style="color: #000000;">&#8220;Non ci sarà alcuna accelerazione né cambierà nulla nella procedura attivata dalle autorità italiane per chiedere l&#8217;estradizione di Dell&#8217;Utri: semplicemente il titolo custodiale sarà tramutato in ordine di carcerazione in seguito alla decisione della Cassazione di questa sera&#8221;. Di Peri &#8211; che ha atteso la lettura del verdetto &#8211; ha aggiunto che &#8220;tutta la procedura sull&#8217;estradizione è in mano agli avvocati libanesi che assistono Dell&#8217;Utri&#8221;. (Ansa)</span></p>
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		<title>Le motivazione sulla sentenza escort</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2014 21:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Escort]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tarantini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli atti del processo sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle case di Silvio Berlusconi emerge &#8221;uno sconcertante quadro della vita privata di vari soggetti coinvolti nella vicenda, dalle ragazze sino all&#8217;allora presidente del Consiglio&#8221;. E&#8217; scritto nelle motivazioni della sentenza di condanna dell&#8217;avv.Salvatore Castellaneta. La sentenza, emessa il 10 dicembre 2013 al termine di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000; text-align: justify;">Dagli atti del processo sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle case di Silvio Berlusconi emerge &#8221;uno sconcertante quadro della vita privata di vari soggetti coinvolti nella vicenda, dalle ragazze sino all&#8217;allora presidente del Consiglio&#8221;. E&#8217; scritto nelle motivazioni della sentenza di condanna dell&#8217;avv.Salvatore Castellaneta.<br />
La sentenza, emessa il 10 dicembre 2013 al termine di un processo con rito abbreviato, è lo stralcio del processo &#8216;Escort&#8217; a carico di altre sette persone, in corso con rito ordinario dinanzi al tribunale di Bari.</p>
<p style="color: #000000; text-align: justify;">    Castellaneta è stato condannato ad anno anno di reclusione per il reato di sfruttamento della prostituzione e assolto dal reato associativo.</p>
<p style="color: #000000; text-align: justify;">Nelle 187 pagine delle motivazioni il gup del tribunale di Bari Ambrogio Marrone ricostruisce i 21 episodi contestati dal settembre 2008 al maggio 2009, in cui vengono citate le 26 ragazze &#8221;reclutate&#8221; per gli incontri, tra cui Manuela Arcuri e Sara Tommasi. Il giudice riporta stralci di intercettazioni, verbali di interrogatorio e dettagli delle spese sostenute da Tarantini per ricostruire quelle che lui stesso definisce le &#8221;boccaccesche nottate&#8221; trascorse dall&#8217;allora premier con le ragazze della scuderia Tarantini. Da qui la considerazione sullo &#8221;sconcertante quadro della vita privata di vari soggetti coinvolti nella vicenda, dalle ragazze sino all&#8217;allora presidente del Consiglio che, al di là di una formale apparenza di cene eleganti, dissimulava una fiorente attività di esercizio della prostituzione&#8221; &#8221;Il materiale probatorio, nel suo contenuto di oscenità e bassezza &#8211; scrive il gup &#8211; evidenzia la situazione di mercimonio del corpo femminile e la considerazione delle donne come semplici oggetti suscettibili di commercio a scopo sessuale&#8221;.</p>
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