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	<title>scienze &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Stephen Hawking avrebbe risolto il &#8220;paradosso dell&#8217;informazione del buco nero&#8221;. Pubblicata la ricerca sui segreti dei buchi neri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 15:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa succede ad un oggetto risucchiato in un buco nero? Continua ad esistere o viene perso per sempre? Il celebre fisico Stephen Hawking, insieme al suo team, ha tentato di rispondere a questa domanda, fornendo una possibile soluzione al cosiddetto &#8220;paradosso dell&#8217;informazione del buco nero&#8221;, uno dei misteri più fitti nel campo della fisica. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa succede ad un oggetto risucchiato in un buco nero? Continua ad esistere o viene perso per sempre? Il celebre fisico Stephen Hawking, insieme al suo team, ha tentato di rispondere a questa domanda, fornendo una possibile soluzione al cosiddetto &#8220;paradosso dell&#8217;informazione del buco nero&#8221;, uno dei misteri più fitti nel campo della fisica. Le sue teorie, anticipate ad agosto 2015, sono racchiuse in una ricerca, ora pubblicata anche online su arxiv.org, un archivio per bozze definitive (&#8220;pre-prints&#8221;) di articoli scientifici. &#8220;Soft Hair on Black Holes&#8221; (letteralmente, &#8220;pelo molle sui buchi neri&#8221;): è questo il titolo dello studio, secondo il quale &#8220;il buco nero può cancellare l&#8217;informazione, pur conservandola&#8221;. Una ricerca che, secondo alcuni, potrebbe valere il Nobel ad Hawking.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando alla meccanica quantistica, nulla può essere distrutto. Secondo lo scienziato, invece, qualsiasi cosa venga risucchiata da un buco nero rimarrebbe intrappolata nel cosiddetto orizzonte degli eventi, la sfera che circonda il buco nero, per poi riemergere nel nostro universo &#8211; o in uno parallelo &#8211; attraverso la radiazione di Hawking (protoni che riuscirebbero a sfuggire al buco nero grazie a delle fluttuazioni quantistiche). Ma cosa c&#8217;entrano i &#8220;peli&#8221;? E perché il fisico avrebbe tentato di provare la loro esistenza?</p>
<p style="text-align: justify;">Stephen Hawking alla Sapienza: &#8220;Ecco cosa vi succede se cadete dentro i buchi neri&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1973, il fisico americano John Wheeler affermò che i &#8220;buchi neri non sono dotati di peli&#8221;: secondo la sua visione, la materia che cade in un buco nero perde tutte le proprie caratteristiche distintive ad eccezione di massa, momento angolare e carica elettrica. I buchi neri &#8220;pelati&#8221; non sarebbero dotati di una propria individualità, a prescindere da ciò che hanno inghiottito. Altri scienziati, invece, teorizzano che i buchi neri siano dotati di peli, &#8220;piccole deformità spazio-temporali&#8221;, che potrebbero offrire molte informazioni su ciò che è stato inghiottito e sul suo destino. Hawking si è schierato per anni dalla parte di chi credeva nei cosiddetti peli.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ciò che ipotizzo è che l&#8217;informazione non venga immagazzinata all&#8217;interno del buco nero, come ci si aspetta, ma sul suo bordo, sull&#8217;orizzonte degli eventi&#8221;, ha spiegato Hawking nell&#8217;agosto del 2015. &#8220;Il nocciolo di questo ragionamento è che i buchi neri non sono così neri come vengono dipinti. Non sono le prigioni eterne che immaginiamo. Le cose possono venire fuori da un buco nero e possibilmente raggiungere anche un&#8217;altra dimensione&#8221;. Il fisico Andrew Strominger, che ha contribuito allo studio, spiega tecnicamente come dovrebbe avvenire il passaggio: &#8220;Quando una particella carica entra in un buco nero, aggiunge un fotone. È come se aggiungesse un &#8216;pelo'&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le particelle cariche vengono risucchiate in un buco nero, dunque, le loro informazioni lasciano dietro di sé una specie di impronta olografica a due dimensioni sull&#8217;orizzonte degli eventi. Questo significa che, mentre tutti i componenti fisici dell&#8217;oggetto potrebbero essere totalmente rimossi, dimenticati, la sua impronta potrebbe continuare a &#8220;vivere&#8221;. &#8220;Quello che rimane è un ologramma delle particelle entranti &#8211; ha spiegato lo scienziato &#8211; che contiene tutta l&#8217;informazione che altrimenti andrebbe persa&#8221;. Secondo il fisico, le radiazioni rilasciate dal buco nero potrebbero portare con sé un po&#8217; di informazione dell&#8217;orizzonte degli eventi, ma difficilmente questa rimarrebbe inalterata: &#8220;L&#8217;informazione delle particelle entranti viene restituita, ma in una forma caotica e non più utilizzabile. L&#8217;informazione, per qualsiasi scopo pratico, si perde&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.huffingtonpost.it/2016/01/13/stephen-hawking-buco-nero-paradosso-ricerca_n_8968770.html" target="_blank" rel="noopener">HuffingtonPost</a></p>
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		<title>I cani riconoscono le emozioni: lo dice la scienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 14:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Empiricamente lo sapevamo già da tempo, ma è stato dimostrato scientificamente solo ieri Che i cani fossero piuttosto empatici era cosa nota, ma nessuno lo aveva mai dimostrato scientificamente. Ci hanno pensato Natalia Albuquerque, Kun Guo, Anna Wilkinson, Carine Savalli, Emma Otta e Daniel Mills, dell’Università di Lincoln (UK) e di San Paolo (Brasile). Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Empiricamente lo sapevamo già da tempo, ma è stato dimostrato scientificamente solo ieri</p>
<p style="text-align: justify;">Che i cani fossero piuttosto empatici era cosa nota, ma nessuno lo aveva mai dimostrato scientificamente. Ci hanno pensato Natalia Albuquerque, Kun Guo, Anna Wilkinson, Carine Savalli, Emma Otta e Daniel Mills, dell’Università di Lincoln (UK) e di San Paolo (Brasile). Per la prima volta è stato dimostrato che gli amici a quattro zampe non mettono solo in atto comportamenti conseguenti ad un’azione, ma sono anche in grado di percepire stati emotivi, sia animali che umani. Per dimostrarlo i ricercatori hanno mostrato a 17 cani abbinamenti di immagini e suoni che rappresentavano diversi stati d’animo di sconosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">IL RICONOSCIMENTO EMOTIVO</p>
<p style="text-align: justify;">«In passato – spiega Kun Guo – gli studi hanno indicato che i cani sono in grado di distinguere tra emozioni umane attraverso alcuni “indizi”, come ad esempio le espressioni facciali. Ma non è la stessa cosa rispetto al riconoscimento emotivo. Il nostro lavoro dimostra che i cani hanno la capacità di integrare due diverse fonti di informazioni sensoriali, in una percezione coerente delle emozioni sia degli esseri umani che dei cani. Per farlo è necessario un sistema di classificazione interna delle emozioni. Questa capacità cognitiva è stata evidenziata finora solo nei primati e la capacità di fare questo tra diverse specie si è vista solo negli esseri umani»</p>
<p style="text-align: justify;">UNA CAPACITA’ INTRINSECA</p>
<p style="text-align: justify;">«Molti proprietari di cani – aggiunge Daniel Mills – ci segnalano nei loro aneddoti che gli animali domestici sembrano molto sensibili agli umori dei membri della loro “famiglia umana”. Il nostro studio è il primo a dimostrare che i cani riconoscono veramente le emozioni negli esseri umani e negli altri cani, senza ricevere alcuna formazione precedente o aver trascorso un periodo di familiarizzazione con i soggetti presentati nelle immagini o negli audio. Una capacità che quindi può essere intrinseca».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/1992921/i-cani-riconoscono-le-emozioni-lo-dice-la-scienza/" target="_blank" rel="noopener">Giornalettismo</a></p>
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		<title>Miele e latte contro la tosse? Sbagliato. La scoperta scientifica: ecco cosa mangiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 13:51:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta con quel miele insopportabile per quanto sdolcinato, addio alle tazzone di latte caldo che fanno tanto anziano sdentato. Per combattere la tosse basterà rimpinzarsi di cioccolato grazie alla scoperta fatta dai ricercatori dell&#8217;Imperial College di Londra. Lo studio intitolato &#8220;Rococo&#8221; è stato svolto su 163 pazienti e ha permesso di sviluppare un farmaco contenente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/rassegna-stampa/2016/01/09/miele-e-latte-contro-la-tosse-sbagliato-la-scoperta-scientifica-ecco-cosa-mangiare/">Miele e latte contro la tosse? Sbagliato. La scoperta scientifica: ecco cosa mangiare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Basta con quel miele insopportabile per quanto sdolcinato, addio alle tazzone di latte caldo che fanno tanto anziano sdentato. Per combattere la tosse basterà rimpinzarsi di cioccolato grazie alla scoperta fatta dai ricercatori dell&#8217;Imperial College di Londra. Lo studio intitolato &#8220;Rococo&#8221; è stato svolto su 163 pazienti e ha permesso di sviluppare un farmaco contenente cacao che guarito dalla tosse in soli due giorni. Tutto merito della teobromina, un alcaloide del cacao, più efficace della codeina, che di solito è contenuto nei farmaci contro la tosse.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua su  <strong><a href="http://localhost:8888/www.ultimissime.eu" target="_blank" rel="noopener">Ultimissime.eu</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze---tech/11865865/latte-miele-tosse-cacao-ricerca-scientifica.html" target="_blank" rel="noopener">Liberoquotidiano</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/rassegna-stampa/2016/01/09/miele-e-latte-contro-la-tosse-sbagliato-la-scoperta-scientifica-ecco-cosa-mangiare/">Miele e latte contro la tosse? Sbagliato. La scoperta scientifica: ecco cosa mangiare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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