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	<title>ricevute POS &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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		<title>RICEVUTE POS, addio alla carta: dal 2026 non vanno più conservate per 10 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:32:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta cassetti pieni di ricevute sbiadite. Con un nuovo decreto Pnrr approvato dal governo, dal 2026 cambia una regola che ha pesato a lungo su negozi, locali e professionisti: le ricevute POS dei pagamenti elettronici non dovranno più essere conservate in formato cartaceo per dieci anni. Una semplificazione che arriva mentre l’Italia spinge sui pagamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="129" data-end="604">Basta cassetti pieni di ricevute sbiadite. Con un nuovo decreto Pnrr approvato dal governo, dal 2026 cambia una regola che ha pesato a lungo su negozi, locali e professionisti: le <strong data-start="309" data-end="325">ricevute POS</strong> dei pagamenti elettronici non dovranno più essere conservate in formato cartaceo per dieci anni. Una semplificazione che arriva mentre l’Italia spinge sui pagamenti digitali, con i Pos attivi saliti nel 2025 a <strong data-start="536" data-end="552">3,87 milioni</strong>, in crescita rispetto ai <strong data-start="578" data-end="594">3,75 milioni</strong> del 2024.</p>
<p data-start="606" data-end="883">La misura incide soprattutto sulla quotidianità di chi incassa con carte di credito, debito o prepagate. Meno carta da archiviare, meno tempo perso in conservazioni che spesso non aggiungevano nulla ai controlli, perché quelle ricevute erano già replicabili nei flussi bancari.</p>
<h3 data-start="885" data-end="937"> Ricevute POS, cosa prevede il decreto Pnrr</h3>
<p data-start="938" data-end="1164">La novità principale è l’eliminazione dell’obbligo di conservazione delle ricevute cartacee emesse dai terminali per i pagamenti elettronici. In concreto, la <strong data-start="1096" data-end="1112">ricevuta POS</strong> non sarà più un documento da tenere per dieci anni.</p>
<p data-start="1166" data-end="1721">Resta però un punto fermo: non cambiano gli obblighi su <strong data-start="1222" data-end="1263">scontrini, fatture e ricevute fiscali</strong>, che continuano a essere i documenti rilevanti dal punto di vista contabile e tributario. La prova del pagamento, quando serve dimostrare la tracciabilità, potrà arrivare attraverso la documentazione bancaria, anche in formato digitale. Il decreto stabilisce infatti che le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari possono sostituire la carta, purché riportino tutte le informazioni della singola operazione e siano pienamente consultabili.</p>
<h3 data-start="1723" data-end="1801">Perché la conservazione delle ricevute POS era considerata superflua</h3>
<p data-start="1802" data-end="2249">Le <strong data-start="1805" data-end="1821">ricevute POS</strong> non sono documenti contabili: attestano l’avvenuto pagamento, ma non sono necessarie per redigere il bilancio o per la dichiarazione fiscale. L’obbligo di conservarle per dieci anni era collegato alle regole sulla conservazione delle scritture contabili previste dal Codice civile, ma applicarlo alle ricevute dei terminali è stato a lungo visto dalle associazioni di categoria come un aggravio burocratico senza reale utilità.</p>
<p data-start="2251" data-end="2452">La direzione ora è chiara: la tracciabilità non passa più dalla carta stampata, ma dai dati. E gli estratti conto, insieme alla documentazione fiscale, diventano sufficienti a ricostruire l’operazione.</p>
<h3 data-start="2454" data-end="2534">Cosa cambia per il 730 e per i pagamenti alla Pubblica amministrazione</h3>
<p data-start="2535" data-end="2841">Sul fronte detrazioni, il principio è che basterà conservare lo <strong data-start="2599" data-end="2625">scontrino o la fattura</strong>, che già riportano le indicazioni utili sulla modalità di pagamento tracciabile. Se l’operazione è rintracciabile tra corrispettivo e movimento bancario, non sarà più necessario conservare anche la ricevuta del Pos.</p>
<p data-start="2843" data-end="3206">Novità importante anche per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione effettuati tramite piattaforme elettroniche come <strong data-start="2966" data-end="2976">pagoPA</strong>: l’amministrazione dovrà verificare l’avvenuto pagamento consultando i flussi informatici propri o quelli della piattaforma nazionale. Non potrà chiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta cartacea, nemmeno ai fini fiscali.</p>
<h3 data-start="3208" data-end="3296">Dal 1° gennaio 2026 parte l’obbligo di collegare Pos e registratori telematici</h3>
<p data-start="3297" data-end="3615">La vera rivoluzione, però, è già partita dal <strong data-start="3342" data-end="3361">1° gennaio 2026</strong>: è scattato l’obbligo di collegare i Pos ai registratori telematici che trasmettono i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è far dialogare pagamenti elettronici e vendite certificate, riducendo le discrepanze tra incassi e dichiarazioni.</p>
<p data-start="3617" data-end="4042">Il collegamento sarà gestito online tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia. Non servirà un collegamento fisico tra dispositivi e potrà essere effettuato direttamente dall’esercente o da un intermediario, come il commercialista. Per i Pos già installati, l’abbinamento dovrà avvenire entro <strong data-start="3914" data-end="3927">45 giorni</strong> dall’attivazione del servizio online, mentre per i nuovi dispositivi saranno previste finestre temporali dedicate.</p>
<h3 data-start="4044" data-end="4121">Chi deve adeguarsi e dove porta la digitalizzazione degli scontrini</h3>
<p data-start="4122" data-end="4446">L’obbligo riguarda chi certifica i corrispettivi con registratore telematico e accetta pagamenti elettronici. Rientrano i terminali da banco e mobili, i dispositivi collegati a tablet o smartphone, i sistemi virtuali integrati nei gestionali e anche le piattaforme e-commerce collegate alla certificazione dei corrispettivi.</p>
<p data-start="4448" data-end="4894">Il percorso verso lo scontrino sempre più digitale non si ferma alle ricevute Pos. La tabella di marcia indicata dal Parlamento prevede un adeguamento progressivo: nel 2027 la grande distribuzione, nel 2028 l’estensione a operatori sopra una soglia di volume d’affari, nel 2029 il coinvolgimento degli altri esercenti. L’obiettivo è una dematerializzazione dei corrispettivi sempre più completa e controlli fiscali più automatizzati e incrociati.</p>
<p data-start="4896" data-end="5282">Per chi lavora nel commercio e nella ristorazione, il cambiamento si traduce in una cosa semplice: meno carta da gestire e più importanza ai flussi digitali, che diventano la prova “ufficiale” del pagamento. Per i cittadini, significa una richiesta in meno quando si deve dimostrare la tracciabilità: contano i documenti fiscali e i movimenti bancari, non lo scontrino Pos nel cassetto.</p>
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