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	<title>referendum &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Il referendum del 1990 non passò: perché conta ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 06:34:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il referendum sulla caccia del 1990 fu uno dei passaggi più discussi nel rapporto tra tutela della fauna, tradizioni locali e partecipazione popolare. Il 3 giugno di quell’anno gli italiani furono chiamati a votare su due quesiti legati all’attività venatoria, in un momento in cui cresceva l’attenzione verso la protezione degli animali e dell’ambiente. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="243" data-end="621">Il referendum sulla caccia del 1990 fu uno dei passaggi più discussi nel rapporto tra tutela della fauna, tradizioni locali e partecipazione popolare. Il 3 giugno di quell’anno gli italiani furono chiamati a votare su due quesiti legati all’attività venatoria, in un momento in cui cresceva l’attenzione verso la protezione degli animali e dell’ambiente.</p>
<p data-start="623" data-end="1006">La consultazione arrivò dopo anni di confronto tra associazioni ambientaliste, animaliste e mondo venatorio. Al centro del dibattito c’era una normativa ritenuta da molti non più sufficiente a garantire una tutela efficace della fauna selvatica. I promotori del referendum chiedevano restrizioni più severe, mentre in Italia si stimava la presenza di circa 1,5 milioni di cacciatori.</p>
<p data-start="1008" data-end="1340">Il primo quesito proponeva di limitare fortemente l’attività venatoria, eliminando la possibilità per i cacciatori di accedere ai terreni privati non recintati. Il secondo riguardava la tutela dell’ambiente e della fauna, con l’obiettivo di vietare pratiche considerate dannose per gli animali selvatici e per l’equilibrio naturale.</p>
<p data-start="1342" data-end="1700">La campagna referendaria divise nettamente il Paese. Da una parte si schierarono ambientalisti e animalisti, convinti della necessità di rafforzare la protezione della fauna. Dall’altra parte, organizzazioni venatorie e rappresentanti del mondo agricolo giudicarono le proposte troppo restrittive e dannose per una tradizione radicata in molte zone d’Italia.</p>
<p data-start="1702" data-end="2168">Alle urne si recò circa il 43% degli aventi diritto. Nonostante la maggioranza dei votanti si fosse espressa a favore dei quesiti, il referendum non raggiunse il quorum del 50% più uno necessario per essere valido. Le norme allora in vigore non furono quindi modificate. Quel voto restò però un passaggio importante nel dibattito pubblico italiano, perché riportò al centro il tema dell’equilibrio tra attività venatoria, tutela della fauna e sensibilità ambientale.</p>
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		<title>Cannole esempio di democrazia partecipata: confronto di alto profilo sulla giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Frisulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’iniziativa promossa dal sindaco Rubichi ha portato in sala un dibattito vero tra l’on. Gianfranco Chiarelli e il dott. Antonio Gatto, davanti a un pubblico attento e coinvolto A Cannole la politica istituzionale ha espresso una delle sue manifestazioni più alte e credibili grazie all’iniziativa fortemente voluta dal Sindaco Leandro Rubichi, protagonista di una scelta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’iniziativa promossa dal sindaco Rubichi ha portato in sala un dibattito vero tra l’on. Gianfranco Chiarelli e il dott. Antonio Gatto, davanti a un pubblico attento e coinvolto</em></p>
<p>A Cannole la politica istituzionale ha espresso una delle sue manifestazioni più alte e credibili grazie all’iniziativa fortemente voluta dal Sindaco <strong>Leandro Rubichi</strong>, protagonista di una scelta amministrativa di grande intelligenza pubblica e di non comune spessore democratico. Promuovere un confronto aperto su un tema complesso e divisivo come la riforma della giustizia significa assumersi la responsabilità più nobile della funzione di governo locale: non limitarsi alla gestione ordinaria, ma farsi promotori di occasioni autentiche di crescita civica, di consapevolezza collettiva e di partecipazione informata. Rubichi con l’evento “Verso il referendum”, tenutosi martedì 17 nell’aula consiliare del comune ha avuto il merito di elevare il livello del dibattito pubblico, offrendo alla comunità di Cannole un appuntamento di assoluto rilievo, capace di coniugare sensibilità istituzionale, coraggio politico e visione democratica.</p>
<p>A dare ulteriore qualità all’incontro è stata la moderazione dell’avv. <strong>Annalisa Frisulli</strong>, condotta con rigore, sobrietà e pieno controllo del registro dialettico. La sua presenza ha assicurato un ordinato sviluppo del confronto, governando tempi e interventi con misura e competenza, senza mai comprimere la forza delle argomentazioni in campo. Una moderazione solida, tecnicamente ineccepibile, che ha contribuito a mantenere il dibattito su un piano alto, sempre ancorato ai contenuti.</p>
<p>Il confronto è stato infatti contraddistinto da un elemento tanto prezioso quanto raro: il massimo rispetto reciproco tra posizioni diametralmente opposte. Da un lato l’on. avv. <strong>Gianfranco Chiarelli</strong>, Vice Segretario Nazionale UDC, intervenuto a sostegno delle ragioni del SÌ; dall’altro il dott. <strong>Antonio Gatto</strong>, magistrato presso la Corte di Cassazione, chiamato a illustrare le ragioni del NO. Due figure autorevoli, portatrici di esperienze, responsabilità e sensibilità diverse, che hanno dato vita a un dibattito serio, argomentato e mai superficiale.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-19409" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-300x124.jpeg" alt="" width="955" height="395" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-300x124.jpeg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-1024x424.jpeg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-768x318.jpeg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-1536x636.jpeg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-2048x849.jpeg 2048w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-150x62.jpeg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-696x288.jpeg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-1068x443.jpeg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2026/03/image0-11-1920x796.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 955px) 100vw, 955px" /></p>
<p>Nel suo intervento, Chiarelli ha colto subito il senso più profondo dell’iniziativa, dichiarando: «qui a Cannole ho preso parte a un vero confronto sul referendum per la riforma della giustizia. Un momento di ascolto e di approfondimento che dimostra quanto sia ancora possibile fare politica nel modo giusto: guardandosi negli occhi e discutendo nel merito». Un passaggio che ha fotografato con precisione il clima della serata e il valore dell’appuntamento voluto dall’amministrazione comunale.</p>
<p>Lo stesso Chiarelli ha poi voluto esprimere riconoscenza agli organizzatori, affermando: «desidero rivolgere un ringraziamento sincero al Sindaco di Cannole, il dott. Leandro Rubichi, per l’attenzione al tema e la sensibilità istituzionale dimostrate, e all’avv. Annalisa Frisulli, che con equilibrio e intelligenza ha guidato un dibattito mai banale, mettendo tutti nelle condizioni di esprimersi al meglio». Un riconoscimento che ha confermato, anche da parte di uno dei protagonisti della serata, la qualità politica e organizzativa dell’evento.</p>
<p>Di rilievo anche il passaggio dedicato al contraddittorio con Antonio Gatto, che Chiarelli ha definito “franco e rispettoso, come dovrebbe sempre essere quando si parla di giustizia e di diritti”. Ed è esattamente su questa linea che si è sviluppato il confronto: due tesi profondamente differenti, esposte però con rigore, chiarezza e senso delle istituzioni.</p>
<p>Molto significativa la risposta della sala. Il pubblico ha seguito con attenzione tutti gli interventi, dimostrando partecipazione reale e interesse non formale. Non sono mancate domande puntuali, alle quali i relatori hanno risposto con chiarezza e disponibilità, arricchendo ulteriormente un incontro che si è rivelato utile non solo per informare, ma anche per incentivare consapevolezza e partecipazione.</p>
<p>In questo senso, la serata di Cannole ha rappresentato un esempio riuscito di democrazia vissuta: un confronto pubblico vero, fondato sul merito delle argomentazioni, sulla qualità dei protagonisti e sulla capacità di coinvolgere i cittadini in una riflessione consapevole.</p>
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		<title>Referendum sulla giustizia, i promotori rinunciano al ricorso e puntano sulla campagna</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:59:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Confermato il voto per il referendum sulla giustizia nelle giornate del 22 e 23 marzo. I 15 giuristi promotori della raccolta firme — che ha raggiunto le 500mila sottoscrizioni — hanno annunciato che non presenteranno ricorso contro la scelta del governo di non modificare le date. Secondo i promotori, la decisione dell’esecutivo non rispetterebbe in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="438" data-end="723">Confermato il voto per il <strong data-start="464" data-end="494">referendum sulla giustizia</strong> nelle giornate del 22 e 23 marzo. I 15 giuristi promotori della raccolta firme — che ha raggiunto le 500mila sottoscrizioni — hanno annunciato che non presenteranno ricorso contro la scelta del governo di non modificare le date.</p>
<p data-start="725" data-end="1113">Secondo i promotori, la decisione dell’esecutivo non rispetterebbe in modo corretto la sequenza temporale prevista dall’articolo 15 della legge sul referendum. Una contestazione in sede giudiziaria, spiegano, sarebbe stata possibile e persino fondata. Tuttavia la linea scelta è diversa: niente nuova battaglia nelle aule dei tribunali e concentrazione totale sulla campagna referendaria.</p>
<p data-start="1115" data-end="1550">Il gruppo sottolinea inoltre che, con un’ordinanza della Cassazione, è stata già definita una nuova formulazione del quesito. A questo punto, quindi, l’obiettivo diventa informare e mobilitare gli elettori in vista dell’appuntamento di fine marzo. Il <strong data-start="1366" data-end="1396">referendum sulla giustizia</strong> entra così nella fase decisiva, quella in cui la partita si sposta dal confronto procedurale alla comunicazione pubblica e alla partecipazione al voto.</p>
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		<title>Separazione delle carriere, la Camera approva la riforma tra tensioni e applausi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 13:57:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera ha dato il suo via libera, in terza lettura, alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. I voti favorevoli sono stati 243, contrari 109. Non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, il testo dovrà passare al Senato e, con ogni probabilità, sarà sottoposto a referendum confermativo. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="103" data-end="465">La Camera ha dato il suo via libera, in terza lettura, alla riforma costituzionale sulla <strong data-start="192" data-end="222">separazione delle carriere</strong> tra giudici e pubblici ministeri. I voti favorevoli sono stati 243, contrari 109. Non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, il testo dovrà passare al Senato e, con ogni probabilità, sarà sottoposto a referendum confermativo.</p>
<p data-start="467" data-end="843">La seduta non è stata priva di momenti accesi: gli applausi dei banchi del governo dopo l’approvazione hanno provocato la dura reazione delle opposizioni, tanto da costringere il presidente di turno, Sergio Costa, a sospendere i lavori. Alla ripresa, la polemica è proseguita, con le minoranze che hanno denunciato un atteggiamento trionfalistico da parte della maggioranza.</p>
<p data-start="845" data-end="1216">Il governo, dal canto suo, ha salutato il voto come un passo storico. Giorgia Meloni ha parlato di “riforma attesa da anni”, mentre il ministro Carlo Nordio, con una battuta, ha annunciato di voler festeggiare “con uno spritz”. Antonio Tajani ha già messo le mani avanti sulla campagna per il referendum, ricordando che “la vittoria va confermata davanti ai cittadini”.</p>
<p data-start="1218" data-end="1638">La riforma, al centro di accesi dibattiti da mesi, viene presentata come una svolta per rendere la giustizia più equilibrata e trasparente. Le opposizioni, invece, la considerano un pericoloso passo verso un eccessivo potere dell’esecutivo. Quel che è certo è che lo scontro politico non si fermerà qui: dopo l’approvazione della Camera, la battaglia si sposta a Palazzo Madama e, successivamente, nelle urne popolari.</p>
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		<title>Referendum 8 e 9 giugno: i cinque quesiti tra lavoro e cittadinanza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 02:31:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’8 e 9 giugno gli italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari. Quattro di questi riguardano il mondo del lavoro, con proposte della CGIL volte a rafforzare le tutele per i lavoratori: si chiede il ripristino dei risarcimenti per i licenziamenti illegittimi anche nelle piccole imprese, la limitazione dell’uso dei contratti a termine, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="85" data-end="761">L’8 e 9 giugno gli italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti referendari. Quattro di questi riguardano il mondo del lavoro, con proposte della CGIL volte a rafforzare le tutele per i lavoratori: si chiede il ripristino dei risarcimenti per i licenziamenti illegittimi anche nelle piccole imprese, la limitazione dell’uso dei contratti a termine, maggiori garanzie in materia di sicurezza negli appalti e l’abrogazione del contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act. Il quinto quesito, promosso da +Europa, punta invece a dimezzare da dieci a cinque gli anni di residenza legale richiesti per ottenere la cittadinanza italiana.</p>
<p data-start="763" data-end="989">La tornata referendaria solleva importanti interrogativi sul futuro del diritto del lavoro e sull’integrazione, con posizioni contrastanti tra chi auspica un cambiamento e chi teme conseguenze sul piano sociale ed economico.</p>
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		<title>Referendum 8 e 9 giugno: cittadini chiamati a decidere su lavoro e cittadinanza</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2025 01:45:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari di tipo abrogativo. Quattro riguardano il mondo del lavoro e uno la cittadinanza. I temi toccano aspetti centrali della vita dei cittadini: il reintegro per licenziamenti illegittimi, le tutele economiche per i lavoratori delle piccole imprese, l’uso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="97" data-end="660">L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari di tipo abrogativo. Quattro riguardano il mondo del lavoro e uno la cittadinanza. I temi toccano aspetti centrali della vita dei cittadini: il reintegro per licenziamenti illegittimi, le tutele economiche per i lavoratori delle piccole imprese, l’uso dei contratti a termine, la responsabilità dei committenti negli appalti, e la riduzione da dieci a cinque anni del periodo necessario per richiedere la cittadinanza italiana.</p>
<p data-start="662" data-end="1111">I promotori — tra cui CGIL e associazioni civiche — hanno raccolto milioni di firme per superare la soglia necessaria, confermando l’interesse diffuso su questioni che intrecciano giustizia sociale, diritti civili e tutela del lavoro. I cittadini potranno votare anche solo su alcuni quesiti, ciascuno rappresentato da una scheda di colore diverso. Affinché l’esito sia valido, è necessario che alle urne si rechi almeno il 50% degli aventi diritto.</p>
<p data-start="1113" data-end="1371">Questo referendum rappresenta una chiamata diretta alla partecipazione democratica. Non si tratta di un semplice voto tecnico, ma di una scelta che potrebbe segnare un cambio di rotta importante nella normativa italiana in materia di lavoro e integrazione.</p>
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		<title>Il Ministro Salvini scommette sull&#8217;energia del futuro: nuovo referendum per il nucleare pulito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 14:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Metteci alla prova&#8221; è il motto lanciato da Matteo Salvini, pronto a dare vita ad un nuovo referendum sull&#8217;energia nucleare di ultima generazione, definita come &#8216;pulita&#8217;. L&#8217;ex Ministro dell&#8217;Interno italiano e leader della Lega intende sfidare la resistenza popolare, sostenendo che le tecnologie nucleari moderne possono garantire energia sicura ed eco-compatibile. &#8220;È tempo di informare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Metteci alla prova</em>&#8221; è il motto lanciato da <strong>Matteo Salvini</strong>, pronto a dare vita ad un nuovo referendum sull&#8217;energia nucleare di ultima generazione, definita come &#8216;pulita&#8217;.</p>
<p>L&#8217;ex Ministro dell&#8217;Interno italiano e leader della Lega intende sfidare la resistenza popolare, sostenendo che le tecnologie nucleari moderne possono garantire energia sicura ed eco-compatibile.</p>
<p>&#8220;<em>È tempo di informare correttamente la popolazione</em>&#8220;, afferma <strong>Salvini</strong>, convinto che il nucleare possa essere una risposta efficace alla crisi energetica e climatica attuale.</p>
<p>&#8220;<em>Ora siamo di fronte a un&#8217;opportunità unica</em>&#8220;, conclude, &#8220;<em>di decidere consapevolmente il futuro energetico del nostro Paese</em>.&#8221;</p>
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