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	<title>polizia &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Il marito torna dal viaggio e rifiuta l’intimità: la moglie chiama il 112</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Livorno una donna ha chiamato il 112 dopo che il marito ha rifiutato di avere un rapporto intimo al rientro da un lungo viaggio. La vicenda, insolita ma trattata dagli agenti come una normale lite domestica, ha richiesto l’intervento della polizia dopo le urla sentite dai vicini. Secondo quanto ricostruito, la coppia, di origine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A Livorno una donna ha chiamato il 112 dopo che il marito ha rifiutato di avere un rapporto intimo al rientro da un lungo viaggio. La vicenda, insolita ma trattata dagli agenti come una normale lite domestica, ha richiesto l’intervento della polizia dopo le urla sentite dai vicini.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto ricostruito, la coppia, di origine nigeriana, non si vedeva da circa un mese. L’uomo era appena rientrato dalla Nigeria e avrebbe chiesto soltanto di poter riposare, probabilmente provato dal viaggio.</p>
<p class="isSelectedEnd">La moglie avrebbe interpretato quel rifiuto come un segnale di distanza nella relazione. La discussione è cresciuta rapidamente, passando dalle proteste alle urla, fino alla chiamata al numero di emergenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli agenti della squadra volante sono arrivati sul posto anche perché alcuni residenti, sentendo la lite, avevano temuto che la situazione potesse peggiorare. Dopo i controlli, la polizia non ha rilevato particolari criticità e ha riportato la calma nell’abitazione.</p>
<p>L’episodio resta una vicenda privata dai toni curiosi, ma conferma anche quanto le tensioni familiari possano trasformarsi rapidamente in richieste di intervento alle forze dell’ordine.</p>
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		<title>Napoli, disabile gambizzato per un like sui social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fermato un giovane nel quartiere Arenaccia. La vittima, 29 anni, è stata ferita all’unica gamba rimasta e rischia di finire su una sedia a rotelle.  A Napoli un giovane è stato fermato dalla polizia con l’accusa di aver sparato a un 29enne disabile per un like sui social. Il ferimento è avvenuto nei giorni scorsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fermato un giovane nel quartiere Arenaccia. La vittima, 29 anni, è stata ferita all’unica gamba rimasta e rischia di finire su una sedia a rotelle. </strong></p>
<p class="isSelectedEnd">A Napoli un giovane è stato fermato dalla polizia con l’accusa di aver sparato a un 29enne disabile per un like sui social. Il ferimento è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere Arenaccia, dove la vittima è stata colpita all’unica gamba rimasta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, il movente sarebbe legato a un “mi piace” che il 29enne aveva messo al profilo social della fidanzata del presunto aggressore. Un gesto banale, trasformato in pretesto per una reazione armata.</p>
<h2>Disabile gambizzato per un like sui social</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il giovane fermato, assistito dal suo avvocato, avrebbe ammesso davanti agli investigatori di aver sparato per vendicarsi. Dopo il colpo, secondo l’accusa, avrebbe anche rivolto alla vittima una frase di minaccia: “Ringrazia perché non ti ho ucciso”.</p>
<p class="isSelectedEnd">La polizia ha notificato nei suoi confronti un provvedimento di fermo. Le contestazioni riguardano porto e detenzione illegale di arma da fuoco, lesioni gravi e rapina. Dopo lo sparo, infatti, il giovane si sarebbe impossessato del cellulare del 29enne, poi restituito dopo una trattativa.</p>
<h2>Le indagini della Squadra Mobile</h2>
<p class="isSelectedEnd">In un primo momento la vittima, arrivata in ospedale, aveva riferito di essere stata rapinata del telefono. Successivamente, dopo essersi confrontata con il proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha fornito agli investigatori una versione più dettagliata dell’accaduto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel frattempo la Squadra Mobile aveva già raccolto elementi utili a ricostruire la dinamica. Il presunto autore del ferimento sarebbe stato in sella a uno scooter insieme a un altro giovane. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni passaggio della vicenda e l’eventuale ruolo di altre persone.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il fermato, secondo quanto emerso, avrebbe legami di parentela con un presunto affiliato alla criminalità organizzata locale. Un elemento che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo dell’indagine.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vittima è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Al momento non è ancora chiaro se potrà recuperare l’uso dell’arto o se sarà costretta alla sedia a rotelle.</p>
<p>La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il fermo dovrà essere valutato nelle sedi previste, mentre gli investigatori continuano a lavorare per definire responsabilità, movente e contesto del ferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giovane ucciso a coltellate alla stazione Milano Certosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 10:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[accoltellamento]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca Milano]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[rissa]]></category>
		<category><![CDATA[stazione ferroviaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un 22enne originario dell’Ecuador è morto in ospedale dopo l’aggressione avvenuta lungo i binari. Ferito lievemente il fratello, fuggito il gruppo degli aggressori. Un giovane di 22 anni, originario dell’Ecuador, è morto nella notte all’ospedale Fatebenefratelli dopo essere stato accoltellato alla stazione Milano Certosa. L’aggressione è avvenuta nella serata di martedì, nei pressi del binario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="92" data-end="260"><strong data-start="92" data-end="260">Un 22enne originario dell’Ecuador è morto in ospedale dopo l’aggressione avvenuta lungo i binari. Ferito lievemente il fratello, fuggito il gruppo degli aggressori.</strong></p>
<p data-start="262" data-end="548">Un giovane di 22 anni, originario dell’Ecuador, è morto nella notte all’ospedale Fatebenefratelli dopo essere stato accoltellato alla <strong data-start="396" data-end="423">stazione Milano Certosa</strong>. L’aggressione è avvenuta nella serata di martedì, nei pressi del binario 6, dove il ragazzo si trovava insieme al fratello.</p>
<p data-start="550" data-end="799">Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata circondata da un gruppo di circa dieci persone durante una rissa scoppiata lungo i binari. Il 22enne è stato colpito con più fendenti agli arti. Le ferite si sono rivelate subito molto gravi.</p>
<p data-start="801" data-end="1006">I soccorritori del 118 sono intervenuti sul posto e hanno tentato di rianimarlo prima del trasporto in ospedale. Il giovane è arrivato al Fatebenefratelli in condizioni disperate ed è morto poche ore dopo.</p>
<p data-start="1008" data-end="1250">Il fratello, presente al momento dell’aggressione, ha riportato solo abrasioni. Gli aggressori, che secondo le prime informazioni sarebbero anche loro di origine sudamericana, sono riusciti a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.</p>
<h2 data-section-id="s0vq46" data-start="1252" data-end="1306">Indagini sull’omicidio alla stazione Milano Certosa</h2>
<p data-start="1308" data-end="1526">Sul caso indaga la polizia, che sta cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione. Gli investigatori stanno lavorando per identificare i partecipanti alla rissa e chiarire il motivo dello scontro.</p>
<p data-start="1528" data-end="1694">Un ruolo importante potranno averlo le immagini delle telecamere presenti nell’area ferroviaria e le testimonianze di chi si trovava in stazione al momento dei fatti.</p>
<h2 data-section-id="dqboni" data-start="1696" data-end="1725">La ricostruzione dei fatti</h2>
<p data-start="1727" data-end="1941">La lite sarebbe degenerata rapidamente. Il gruppo avrebbe accerchiato il giovane e il fratello, poi l’aggressione con il coltello. Dopo i colpi, gli aggressori si sono allontanati facendo perdere le proprie tracce.</p>
<p data-start="1943" data-end="2127">Restano da chiarire i rapporti tra la vittima e il gruppo coinvolto, così come l’origine della rissa. La polizia prosegue gli accertamenti per individuare i responsabili dell’omicidio.</p>
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		<title>Lugano, segnale d’emergenza rivela atti intimi nel bagno turco comunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[atti osceni]]></category>
		<category><![CDATA[bagno turco]]></category>
		<category><![CDATA[Lugano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Lugano un errore nel bagno turco ha portato alla scoperta di atti osceni in un luogo pubblico. Il caso, emerso nelle ultime ore, riguarda un gruppo di cinque persone sorprese all’interno della struttura comunale dopo l’attivazione accidentale del pulsante d’emergenza. L’episodio risale a un pomeriggio di metà gennaio. Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="373" data-end="643">A Lugano un errore nel bagno turco ha portato alla scoperta di atti osceni in un luogo pubblico. Il caso, emerso nelle ultime ore, riguarda un gruppo di cinque persone sorprese all’interno della struttura comunale dopo l’attivazione accidentale del pulsante d’emergenza.</p>
<p data-start="645" data-end="1072">L’episodio risale a un pomeriggio di metà gennaio. Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe premuto per sbaglio il sistema di richiesta soccorso, che non emette suoni ma invia un segnale diretto al personale. Il bagnino, intervenuto per verificare l’allarme nel bagno turco di Lugano, si è trovato davanti a una scena inattesa, sorprendendo i presenti mentre compivano atti ritenuti inappropriati per un ambiente pubblico.</p>
<p data-start="1074" data-end="1386">Dopo l’intervento del personale, i cinque sono stati fatti uscire dalla struttura e identificati. Sul posto è intervenuta anche la polizia cittadina, che ha confermato l’accaduto chiarendo però l’assenza di minorenni e di denunce formali. Per questo motivo, al momento, non risultano procedimenti penali avviati.</p>
<p data-start="1388" data-end="1715">Il Comune di Lugano ha comunque deciso di intervenire in modo diretto. Come spiegato dal vicesindaco Roberto Badaracco, è stata adottata una diffida con divieto di accesso a tempo indeterminato alle strutture balneari comunali per le persone coinvolte. Una misura ritenuta sufficiente per eliminare il rischio di nuovi episodi.</p>
<p data-start="1717" data-end="1950">La vicenda riaccende l’attenzione sull’uso corretto degli spazi pubblici e sul rispetto delle regole in luoghi frequentati da tutti. Per i cittadini, resta il tema della sicurezza e del controllo all’interno delle strutture comunali.</p>
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		<title>Rogoredo, le minacce di Cinturrino: nuove accuse sull’inchiesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 15:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinturrino]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[Rogoredo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inchiesta su Rogoredo si allarga e aggiunge nuovi elementi al quadro già pesante che riguarda Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere con l’accusa di omicidio premeditato per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri. Nelle carte dell’indagine compaiono ora nuove contestazioni, tra cui minacce, presunte estorsioni, arresti ritenuti illegali e perfino l’ipotesi di offerte di cocaina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="502" data-end="961">L’inchiesta su <strong data-start="517" data-end="529">Rogoredo</strong> si allarga e aggiunge nuovi elementi al quadro già pesante che riguarda Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere con l’accusa di omicidio premeditato per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri. Nelle carte dell’indagine compaiono ora nuove contestazioni, tra cui minacce, presunte estorsioni, arresti ritenuti illegali e perfino l’ipotesi di offerte di cocaina in cambio di informazioni sulla gestione della piazza di spaccio.</p>
<p data-start="963" data-end="1465">Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a <strong data-start="1010" data-end="1022">Rogoredo</strong> Cinturrino avrebbe detto a un pusher: “Qua comando io, non i Mansouri”, prima di spruzzargli contro spray urticante. L’obiettivo, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato costringerlo a rivelare dove fossero nascosti soldi e droga riconducibili ai Mansouri. È uno degli episodi inseriti nella richiesta di incidente probatorio con cui la Procura punta ad ascoltare otto testimoni, compreso l’uomo che avrebbe assistito all’uccisione del 28enne.</p>
<p data-start="1467" data-end="1988">Nel fascicolo compaiono anche cinque arresti che la Procura ritiene illegali e che coinvolgerebbero, oltre a Cinturrino, altri agenti. Le contestazioni riguardano episodi avvenuti tra il 2024 e il 2025, con sequestri e presunti abusi ai danni di alcune persone fermate. Tra i punti più gravi c’è poi l’accusa, rivolta a Cinturrino e ad altri tre poliziotti, di aver offerto cocaina a un tossicodipendente e ad altri soggetti per ottenere soffiate utili sui luoghi dello spaccio e su chi controllasse il traffico di droga.</p>
<p data-start="1990" data-end="2434">L’inchiesta descrive anche presunte aggressioni fisiche ai danni di alcuni pusher, con l’uso di martelli e pestaggi che avrebbero provocato ricoveri ospedalieri. La Procura chiede di cristallizzare ora le testimonianze perché molti dei testimoni sono detenuti, senza fissa dimora o a rischio espulsione. Un passaggio decisivo, che potrebbe pesare in modo determinante sul futuro del processo e sulla ricostruzione dei fatti avvenuti a Rogoredo.</p>
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		<item>
		<title>Omicidio di Rogoredo, Cinturrino chiede scusa: “Ho tradito la divisa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 11:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Cinturrino]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta Milano]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio Rogoredo]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[San Vittore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano torna a guardare a Rogoredo con inquietudine. A poche ore dall’interrogatorio di convalida del fermo, Carmelo Cinturrino, assistente capo di Polizia fermato per l’omicidio di Rogoredo di Abderrahim Mansouri, ha affidato al suo legale parole di scuse e ammissione di colpa. “Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="91" data-end="738">Milano torna a guardare a Rogoredo con inquietudine. A poche ore dall’interrogatorio di convalida del fermo, Carmelo Cinturrino, assistente capo di Polizia fermato per l’<strong data-start="288" data-end="312">omicidio di Rogoredo</strong> di Abderrahim Mansouri, ha affidato al suo legale parole di scuse e ammissione di colpa. “Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia”, avrebbe detto, secondo quanto riferito dall’avvocato Piero Porciani entrando nel carcere di San Vittore, dove oggi, 24 febbraio 2026, è atteso dal giudice per le indagini preliminari.</p>
<p data-start="740" data-end="1141">L’inchiesta, hanno chiarito gli inquirenti, è ancora all’inizio e non intende lasciare zone d’ombra. Ma intanto, attorno alla vicenda che ruota attorno all’<strong data-start="896" data-end="920">omicidio di Rogoredo</strong> del 26 gennaio, continuano a emergere elementi che delineano un quadro pesante: non solo l’uso dell’arma, ma anche ciò che sarebbe accaduto dopo, e soprattutto il contesto umano e professionale dell’uomo finito in cella.</p>
<p data-start="1143" data-end="1640">Secondo la ricostruzione fin qui acquisita dagli investigatori, Cinturrino, 41 anni, è stato fermato la mattina del 23 febbraio mentre si presentava al commissariato di Mecenate per prendere servizio. Dopo perquisizioni eseguite nel suo ufficio e nell’abitazione della compagna nell’hinterland milanese, l’assistente capo è stato portato a San Vittore. Oggi è previsto l’ascolto davanti ai magistrati: un passaggio decisivo per la convalida del fermo e per le valutazioni sulla custodia cautelare.</p>
<p data-start="1642" data-end="2128">L’avvocato Porciani descrive il suo assistito come “triste” e “pentito”. Ha aggiunto che Cinturrino e la madre sarebbero andati a pregare in chiesa, anche per la vittima. Sul punto centrale, la versione difensiva resta quella già anticipata: il poliziotto avrebbe sparato perché aveva paura. “Quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore”, ha dichiarato il legale, che ha anche sostenuto l’assenza di un tornaconto economico: “Non ha mai preso un centesimo da nessuno”.</p>
<p data-start="2130" data-end="2862"><strong data-start="2130" data-end="2196">Omicidio di Rogoredo, la doppia vita e il soprannome “Thor”</strong><br data-start="2196" data-end="2199" />Il profilo che emerge dagli atti d’indagine, però, va oltre la singola notte del delitto. Gli investigatori parlano di una doppia identità che Cinturrino avrebbe gestito per anni senza apparenti contraddizioni. Da una parte Carmelo, l’agente con una vita ordinaria, passioni sportive e viaggi. Dall’altra “Luca”, nome con cui, secondo quanto raccolto, sarebbe stato conosciuto e temuto nel mondo dello spaccio, dove avrebbe stretto accordi illeciti per denaro e dosi di droga. È un passaggio delicatissimo dell’inchiesta, destinato a essere verificato punto per punto, ma che cambia la prospettiva: non più solo un episodio isolato, bensì l’ipotesi di un sistema.</p>
<p data-start="2864" data-end="3343">Nel boschetto di Rogoredo, Cinturrino si sarebbe guadagnato anche un soprannome: “Thor”. Le testimonianze raccolte lo descrivono come un uomo aggressivo, incline a metodi violenti e fuori misura, fino all’abitudine di aggirarsi armato di un martello tra la vegetazione. Un dettaglio che, se confermato nelle sedi giudiziarie, racconta un clima in cui la forza avrebbe preso il posto delle regole, alimentando paura non solo tra i frequentatori dell’area, ma persino tra colleghi.</p>
<p data-start="3345" data-end="3952">Ed è proprio il clima interno alle divise uno degli aspetti più allarmanti. Tre giovani agenti, inizialmente coinvolti nella simulazione di una legittima difesa attraverso la presenza di una finta pistola accanto al corpo della vittima, avrebbero poi riferito agli inquirenti il timore che l’assistente capo potesse essere pericoloso anche per chi lavorava con lui. Uno di loro avrebbe confidato di aver avuto paura che Cinturrino potesse sparargli alle spalle durante un inseguimento. Un elemento che, nelle valutazioni dei magistrati, contribuirebbe a motivare la necessità di misure cautelari in carcere.</p>
<p data-start="3954" data-end="4587">Resta infine il capitolo della “messinscena” della pistola. L’avvocato Porciani ha affermato che l’arma sarebbe rimasta nello zaino da tempo e che il collega incaricato di recuperarlo in commissariato “non poteva non sapere”. Parole che aprono un interrogativo scomodo: quanto fosse estesa la consapevolezza di ciò che accadeva, e se ci siano responsabilità ulteriori. Sul fronte istituzionale, il difensore ha commentato anche le dichiarazioni del capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, dicendosi d’accordo sull’eventuale espulsione dal corpo, ma sostenendo una distinzione netta tra errore e delinquenza: “Chi sbaglia paga”.</p>
<p data-start="4589" data-end="5020">Per il lettore, la posta in gioco va oltre un singolo nome. L’<strong data-start="4651" data-end="4675">omicidio di Rogoredo</strong> porta con sé una domanda di fiducia e controllo: come si prevengono abusi, come si intercettano segnali di violenza, come si protegge chi lavora onestamente in divisa e chi vive in quartieri dove lo spaccio è un fronte quotidiano. Le risposte, da oggi, iniziano a passare anche dall’interrogatorio in carcere e dai prossimi atti dell’inchiesta.</p>
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		<title>Violenze in Questura di Verona: 12 poliziotti a giudizio, 4 rinviati per tortura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[cronaca giudiziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le violenze in Questura di Verona finiscono davanti al giudice con un nuovo passaggio dell’inchiesta: quattro poliziotti della Questura scaligera sono stati rinviati a giudizio per tortura nell’ambito del procedimento sulle presunte violenze avvenute nel corso del 2022. Il quadro complessivo, secondo quanto riportato, conta 12 rinvii a giudizio, tre condanne con rito abbreviato e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="132" data-end="558">Le <strong data-start="135" data-end="169">violenze in Questura di Verona</strong> finiscono davanti al giudice con un nuovo passaggio dell’inchiesta: <strong data-start="238" data-end="260">quattro poliziotti</strong> della Questura scaligera sono stati <strong data-start="297" data-end="332">rinviati a giudizio per tortura</strong> nell’ambito del procedimento sulle presunte violenze avvenute nel corso del <strong data-start="409" data-end="417">2022</strong>. Il quadro complessivo, secondo quanto riportato, conta <strong data-start="474" data-end="498">12 rinvii a giudizio</strong>, <strong data-start="500" data-end="536">tre condanne con rito abbreviato</strong> e <strong data-start="539" data-end="557">un’assoluzione</strong>.</p>
<p data-start="560" data-end="943">Al centro delle contestazioni ci sono <strong data-start="598" data-end="622">due episodi distinti</strong>, collocati tra <strong data-start="638" data-end="667">l’estate e l’autunno 2022</strong>, che riguardano <strong data-start="684" data-end="706">due uomini fermati</strong>. I quattro imputati, viene riferito, avrebbero “<strong data-start="755" data-end="785">cagionato acute sofferenze</strong>” alle persone coinvolte. Per uno dei due episodi risulta imputato <strong data-start="852" data-end="870">un solo agente</strong>, mentre per l’altro sono contestate responsabilità a <strong data-start="924" data-end="942">tre poliziotti</strong>.</p>
<h3 data-start="945" data-end="1008">Violenze in Questura di Verona: cosa contestano i giudici</h3>
<p data-start="1009" data-end="1366">L’inchiesta non si limita all’ipotesi di tortura. Tra le altre accuse riportate compaiono <strong data-start="1099" data-end="1130">omissione di atti d’ufficio</strong>, <strong data-start="1132" data-end="1160">omessa denuncia di reato</strong> e <strong data-start="1163" data-end="1172">falso</strong>. In particolare, viene citata l’<strong data-start="1205" data-end="1242">interruzione di una perquisizione</strong> finalizzata alla ricerca di armi da sparo, sospesa dopo aver appreso che si trattava dell’abitazione di un loro conoscente.</p>
<p data-start="1368" data-end="1628">Il procedimento include anche contestazioni di <strong data-start="1415" data-end="1427">peculato</strong>: si parla della <strong data-start="1444" data-end="1502">sottrazione di 40 euro e di due pacchetti di sigarette</strong> a una donna fermata durante un controllo. Un ulteriore filone riguarda un’ipotesi di <strong data-start="1588" data-end="1607">omessa denuncia</strong> legata a un collega.</p>
<p data-start="1630" data-end="1903">Nel frattempo, davanti al tribunale di Verona è già <strong data-start="1682" data-end="1706">in corso un processo</strong> a carico di <strong data-start="1719" data-end="1733">due agenti</strong> indicati come i maggiori responsabili delle violenze. Per questo <strong data-start="1799" data-end="1819">secondo stralcio</strong> dell’inchiesta, invece, l’apertura del processo è fissata all’<strong data-start="1882" data-end="1902">11 febbraio 2027</strong>.</p>
<p data-start="1905" data-end="2395">Il dossier giudiziario comprende anche contestazioni per <strong data-start="1962" data-end="1973">lesioni</strong>: <strong data-start="1975" data-end="1989">tre agenti</strong> sono stati rinviati a giudizio con questa imputazione, mentre un <strong data-start="2055" data-end="2065">quarto</strong> è stato già <strong data-start="2078" data-end="2107">condannato a quattro mesi</strong> con rito abbreviato per lo stesso reato. Sempre in abbreviato, altri due agenti hanno ottenuto una <strong data-start="2207" data-end="2226">pena pecuniaria</strong> per omissione e una pena di <strong data-start="2255" data-end="2277">5 mesi e 10 giorni</strong> per falso. Da quest’ultima accusa, una poliziotta è stata invece <strong data-start="2343" data-end="2354">assolta</strong> perché “il fatto non costituisce reato”.</p>
<p data-start="2397" data-end="2806">La vicenda, con i suoi diversi capi d’imputazione e le scadenze processuali già fissate, riporta l’attenzione su ciò che accade dentro gli uffici pubblici quando i controlli e le garanzie non funzionano come dovrebbero. Per i lettori, il punto è semplice: il procedimento va avanti e, con l’avvio del processo previsto nel 2027, si aprirà una fase in cui le responsabilità contestate saranno vagliate in aula.</p>
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		<title>Ritrovato a Milano il 14enne Diego: sta bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 15:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stato ritrovato a Milano il 14enne Diego, il ragazzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) di cui non si avevano più notizie dal 12 gennaio. Il giovane, rintracciato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio, risulta in buone condizioni. La segnalazione che ha portato al suo ritrovamento è arrivata da una struttura sanitaria del capoluogo lombardo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="390" data-end="788">È stato <strong data-start="398" data-end="436">ritrovato a Milano il 14enne Diego</strong>, il ragazzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) di cui non si avevano più notizie dal 12 gennaio. Il giovane, rintracciato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio, risulta in buone condizioni. La segnalazione che ha portato al suo ritrovamento è arrivata da una struttura sanitaria del capoluogo lombardo, dove il ragazzo si è presentato spontaneamente.</p>
<p data-start="790" data-end="1141">Gli agenti, impegnati da giorni in controlli mirati anche in questo tipo di luoghi, lo hanno individuato all’interno di un poliambulatorio in zona via Livigno. Dopo l’identificazione, Diego è stato accompagnato negli uffici competenti, dove la situazione viene seguita dalle autorità. Il ragazzo avrebbe già sentito la madre, partita per raggiungerlo.</p>
<p data-start="1143" data-end="1539">A San Giovanni Lupatoto la notizia ha portato sollievo e il Comune ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno contribuito alle ricerche, tra cittadini, volontari e associazioni. L’amministrazione ha inoltre manifestato vicinanza alla famiglia, sottolineando l’importanza della collaborazione e del senso di responsabilità dimostrati dalla comunità in questi giorni.</p>
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		<title>Perugia, furto di carte Pokémon: uomo ai domiciliari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 16:38:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un furto insolito, ma tutt’altro che raro negli ultimi anni, quello avvenuto a Bastia Umbra, in provincia di Perugia. Un uomo di 47 anni è stato arrestato in flagranza dopo aver tentato di uscire da un negozio con un consistente quantitativo di carte Pokémon, sottratte dagli scaffali per un valore complessivo superiore ai 365 euro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="409" data-end="744">Un furto insolito, ma tutt’altro che raro negli ultimi anni, quello avvenuto a Bastia Umbra, in provincia di Perugia. Un uomo di 47 anni è stato arrestato in flagranza dopo aver tentato di uscire da un negozio con un consistente quantitativo di carte Pokémon, sottratte dagli scaffali per un valore complessivo superiore ai 365 euro.</p>
<p data-start="746" data-end="1051">L’episodio si è verificato domenica 4 gennaio, quando il personale della sicurezza ha notato movimenti sospetti: l’uomo avrebbe nascosto diversi prodotti sotto i vestiti, rimuovendo anche i dispositivi antitaccheggio. Oltre alle carte collezionabili, avrebbe tentato di portare via anche alcuni profumi.</p>
<p data-start="1053" data-end="1324">Dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, è stato fermato dagli addetti alla vigilanza che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Assisi che lo hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato.</p>
<p data-start="1326" data-end="1471">Per l’uomo sono scattati gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari di Perugia.</p>
<p data-start="1473" data-end="1727">L’accaduto conferma, ancora una volta, quanto le carte Pokémon siano diventate oggetti di forte interesse economico, alimentando un mercato parallelo che spinge alcuni a tentare gesti estremi pur di impossessarsi di pezzi rari o facilmente rivendibili.</p>
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		<title>Omicidio a Milano Gorla: uomo uccide la compagna a coltellate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 08:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un omicidio a Milano Gorla ha sconvolto la città nella serata di martedì 14 ottobre 2025. In un appartamento di via Iglesias, una donna di 29 anni, Pamela Genini, è stata uccisa a coltellate dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, che dopo l’aggressione ha tentato di togliersi la vita. L’uomo, ora ricoverato in gravi condizioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2025/10/15/omicidio-a-milano-gorla-uomo-uccide-la-compagna-a-coltellate/">Omicidio a Milano Gorla: uomo uccide la compagna a coltellate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="853" data-end="1272">Un <strong data-start="856" data-end="883">omicidio a Milano Gorla</strong> ha sconvolto la città nella serata di martedì 14 ottobre 2025. In un appartamento di via Iglesias, una donna di 29 anni, <strong data-start="1005" data-end="1022">Pamela Genini</strong>, è stata uccisa a coltellate dal compagno <strong data-start="1065" data-end="1084">Gianluca Soncin</strong>, 52 anni, che dopo l’aggressione ha tentato di togliersi la vita. L’uomo, ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda, è stato fermato con l’accusa di <strong data-start="1249" data-end="1271">omicidio aggravato</strong>.</p>
<p data-start="1274" data-end="1656">A dare l’allarme sono stati i <strong data-start="1304" data-end="1322">vicini di casa</strong>, che hanno sentito le urla provenire dall’abitazione e hanno immediatamente chiamato il <strong data-start="1411" data-end="1418">112</strong>. Quando gli agenti della Polizia sono arrivati sul posto, hanno trovato la donna già priva di vita, colpita da diverse coltellate. Il 52enne, riverso sul pavimento e ferito alla gola, è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale.</p>
<h2 data-start="1658" data-end="1715">I rilievi della Polizia Scientifica e le prime ipotesi</h2>
<p data-start="1717" data-end="2100">Secondo una <strong data-start="1729" data-end="1752">prima ricostruzione</strong>, tra la vittima e il suo assassino esisteva una relazione sentimentale ormai in crisi. Pamela Genini aveva manifestato la volontà di interrompere il rapporto, decisione che avrebbe scatenato la furia dell’uomo. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito la giovane <strong data-start="2023" data-end="2054">chiedere aiuto dal terrazzo</strong>, pochi istanti prima dell’aggressione fatale.</p>
<p data-start="2102" data-end="2475">La <strong data-start="2105" data-end="2128">Polizia Scientifica</strong> ha eseguito i rilievi all’interno dell’appartamento e sta cercando di ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto. Quando gli agenti hanno citofonato, la vittima avrebbe cercato di tranquillizzare l’uomo dicendo: “<strong data-start="2344" data-end="2355">È Glovo</strong>”, nel tentativo di guadagnare tempo. Ma Soncin, in preda a un raptus, l’ha colpita più volte con un coltello da cucina.</p>
<h2 data-start="2477" data-end="2519">Un nuovo caso di femminicidio in Italia</h2>
<p data-start="2521" data-end="2818">L’<strong data-start="2523" data-end="2550">omicidio a Milano Gorla</strong> si aggiunge alla lunga e tragica lista di femminicidi che continuano a segnare il Paese. Solo nelle ultime settimane si sono verificati episodi analoghi a <strong data-start="2706" data-end="2723">Castelvetrano</strong> e nel <strong data-start="2730" data-end="2742">Modenese</strong>, dove uomini hanno ucciso le proprie compagne prima di togliersi la vita.</p>
<p data-start="2820" data-end="3018">Le autorità stanno valutando se la vittima avesse già denunciato comportamenti violenti. Fonti investigative riferiscono che la giovane aveva confidato ad amici e conoscenti di temere l’ex compagno.</p>
<h2 data-start="3020" data-end="3062">Le indagini e la risposta istituzionale</h2>
<p data-start="3064" data-end="3264">La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per <strong data-start="3112" data-end="3134">omicidio aggravato</strong>. Gli investigatori dell’Ufficio Prevenzione Generale stanno lavorando per accertare eventuali precedenti di violenza domestica.</p>
<p data-start="3266" data-end="3582">Il caso riporta l’attenzione sul tema della <strong data-start="3310" data-end="3332">violenza di genere</strong>, su cui il Ministero dell’Interno e le istituzioni stanno intensificando le campagne di sensibilizzazione. Secondo i dati <strong data-start="3455" data-end="3464">ISTAT</strong>, in Italia oltre il 30% delle donne ha subito almeno una forma di violenza fisica o psicologica nel corso della vita.</p>
<p data-start="3584" data-end="3764">Per approfondire il tema della sicurezza e delle politiche di prevenzione, è possibile consultare la <a class="decorated-link cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="3685" data-end="3761">pagina ufficiale del Ministero dell’Interno</a>.</p>
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