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	<title>obesità &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2026 14:52:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Obesità, un batterio intestinale può ridurre l’effetto yo-yo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Nature Medicine indica Akkermansia muciniphila come possibile alleato nel mantenimento del peso perso dopo la dieta. La lotta all’effetto yo-yo dopo la dieta potrebbe passare anche dall’intestino. Una ricerca internazionale pubblicata su Nature Medicine ha individuato in Akkermansia muciniphila, un batterio già presente nel microbioma umano, un possibile aiuto per limitare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><strong>Uno studio pubblicato su Nature Medicine indica Akkermansia muciniphila come possibile alleato nel mantenimento del peso perso dopo la dieta.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">La lotta all’<strong>effetto yo-yo dopo la dieta</strong> potrebbe passare anche dall’intestino. Una ricerca internazionale pubblicata su <em>Nature Medicine</em> ha individuato in <strong>Akkermansia muciniphila</strong>, un batterio già presente nel microbioma umano, un possibile aiuto per limitare il recupero dei chili persi dopo un percorso dimagrante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il dato è rilevante perché, per molte persone con sovrappeso o obesità, il problema principale non è solo perdere peso, ma riuscire a mantenerlo nel tempo. Dopo una dieta ipocalorica, infatti, il corpo tende spesso a recuperare parte dei chili eliminati, rendendo difficile consolidare i risultati raggiunti.</p>
<h2>Akkermansia muciniphila e effetto yo-yo dopo la dieta</h2>
<p class="isSelectedEnd">Lo studio è stato condotto dall’Ospedale Universitario di Maastricht, nei Paesi Bassi, sotto il coordinamento della ricercatrice Ellen Blaak. Al centro dell’indagine c’è Akkermansia muciniphila, un microrganismo intestinale che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della ricerca per il suo possibile ruolo nel metabolismo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questo batterio è presente naturalmente nella flora intestinale, ma secondo gli studi citati dai ricercatori tende a essere meno abbondante nelle persone con obesità. In precedenza era già stato osservato un possibile collegamento con una migliore regolazione del peso corporeo e con alcuni parametri legati al diabete di tipo 2.</p>
<p class="isSelectedEnd">La nuova ricerca ha coinvolto 90 adulti in sovrappeso o obesi, con un’età media di circa 52 anni. Tutti hanno seguito una dieta ipocalorica per otto settimane, ottenendo una riduzione del peso. Successivamente è iniziata una fase di mantenimento durata 24 settimane, durante la quale i partecipanti hanno continuato a seguire indicazioni alimentari sane.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questa seconda fase, metà del gruppo ha assunto ogni giorno un integratore contenente Akkermansia muciniphila pastorizzato. L’altra metà ha ricevuto un placebo.</p>
<h2>Meno peso recuperato e segnali positivi sulla glicemia</h2>
<p class="isSelectedEnd">I risultati hanno mostrato una differenza netta tra i due gruppi. I partecipanti che hanno assunto il batterio hanno recuperato il 13,6% del peso perso durante la dieta. Nel gruppo placebo, invece, il peso recuperato è stato pari al 32,9%.</p>
<p class="isSelectedEnd">La differenza suggerisce un possibile effetto dell’integrazione nel contenere il recupero ponderale, uno dei principali ostacoli nei percorsi di dimagrimento a lungo termine.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è emerso solo un dato sul peso. Lo studio ha rilevato anche una migliore sensibilità all’insulina nei soggetti che avevano assunto Akkermansia. Si tratta di un parametro importante perché aiuta l’organismo a utilizzare in modo più efficace il glucosio presente nel sangue. Una sensibilità insulinica ridotta è spesso associata a squilibri metabolici e può rappresentare un fattore di rischio nelle persone con obesità.</p>
<h2>Una prospettiva da confermare</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scoperta apre una strada interessante, ma non consente ancora conclusioni definitive. Il numero dei partecipanti è limitato e la durata dell’osservazione non permette di stabilire con certezza gli effetti nel lungo periodo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli stessi autori indicano la necessità di ulteriori studi, più ampi e prolungati, per capire se Akkermansia muciniphila possa diventare parte di strategie cliniche strutturate contro il recupero del peso dopo la dieta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per ora il messaggio resta prudente: il batterio non sostituisce alimentazione corretta, attività fisica e controllo medico, ma potrebbe diventare un supporto utile nella gestione dell’obesità e del mantenimento del peso.</p>
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		<title>Il Senato approva la legge sulla prevenzione e cura dell’obesità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 05:32:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che riconosce l’obesità come malattia e introduce nuove misure per contrastarla. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, prevede l’inserimento delle prestazioni assistenziali nei Lea, rendendole così a carico del Servizio sanitario nazionale. Il testo istituisce inoltre un Osservatorio presso il ministero della Salute [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="82" data-end="419">Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che riconosce l’obesità come malattia e introduce nuove misure per contrastarla. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, prevede l’inserimento delle prestazioni assistenziali nei Lea, rendendole così a carico del Servizio sanitario nazionale.</p>
<p data-start="421" data-end="755">Il testo istituisce inoltre un Osservatorio presso il ministero della Salute con funzioni di monitoraggio, studio e sensibilizzazione, e introduce un piano di formazione dedicato a medici e pediatri. L’obiettivo è affrontare la patologia con un approccio integrato che comprenda prevenzione, diagnosi precoce e supporto terapeutico.</p>
<p data-start="757" data-end="992">I numeri parlano chiaro: in Italia il 12% degli adulti è obeso, circa sei milioni di persone, mentre quasi il 40% è in sovrappeso. Ancora più allarmante è la situazione dei minori, con un 30% di bambini che presenta problemi di peso.</p>
<p data-start="994" data-end="1208">La legge rappresenta un passo avanti nella lotta all’obesità, trasformandola da problema individuale a questione di salute pubblica, con l’impegno dello Stato a garantire percorsi di cura e prevenzione per tutti.</p>
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		<title>Londra interviene contro l’obesità: meno calorie nel carrello della spesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 03:49:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo britannico ha avviato un piano decennale per contrastare l’obesità, imponendo ai supermercati di ridurre l’apporto calorico medio dei prodotti venduti. L’obiettivo è eliminare almeno cento calorie dal carrello medio della spesa, incentivando la vendita di cibi sani attraverso sconti, promozioni e ricette modificate nei piatti pronti. I grandi distributori dovranno rendicontare i risultati: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="464">Il governo britannico ha avviato un piano decennale per contrastare l’obesità, imponendo ai supermercati di ridurre l’apporto calorico medio dei prodotti venduti. L’obiettivo è eliminare almeno cento calorie dal carrello medio della spesa, incentivando la vendita di cibi sani attraverso sconti, promozioni e ricette modificate nei piatti pronti.</p>
<p data-start="466" data-end="878">I grandi distributori dovranno rendicontare i risultati: chi non rispetta gli obiettivi fissati potrebbe incorrere in sanzioni. Non si tratta di vietare alimenti calorici, ma di spostare l’attenzione del consumatore verso scelte più salutari. Il provvedimento nasce dalla crescente pressione che l’obesità esercita sul servizio sanitario nazionale britannico, con costi che superano i 13 miliardi di euro l’anno.</p>
<p data-start="880" data-end="1278" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La proposta ha diviso l’opinione pubblica e il mondo della distribuzione: se da un lato le principali catene come Tesco e Sainsbury’s hanno accolto positivamente l’iniziativa, altri denunciano un’ingerenza statale e timori per i margini economici già ridotti. Tuttavia, il 60% dei cittadini sostiene la misura, segno che il tema della salute alimentare è sempre più centrale nel dibattito pubblico.</p>
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		<title>Confronto farmaci anti-obesità: tirzepatide supera semaglutide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 02:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La recente presentazione dei risultati del trial clinico Surmount-5 ha messo in luce la superiorità di tirzepatide rispetto a semaglutide nella gestione dell&#8217;obesità. Lo studio, condotto su pazienti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità, ha dimostrato che tirzepatide, agonista a duplice azione sui recettori Gip e Glp-1, ha ottenuto una riduzione media del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="521" data-end="1013">La recente presentazione dei risultati del trial clinico Surmount-5 ha messo in luce la superiorità di tirzepatide rispetto a semaglutide nella gestione dell&#8217;obesità. Lo studio, condotto su pazienti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità, ha dimostrato che tirzepatide, agonista a duplice azione sui recettori Gip e Glp-1, ha ottenuto una riduzione media del peso corporeo del 20,2% dopo 72 settimane di trattamento. Al contrario, semaglutide ha registrato una riduzione del 13,7%.</p>
<p data-start="1015" data-end="1288">I dati rivelano che il 64,6% dei pazienti trattati con tirzepatide ha raggiunto una perdita di peso superiore al 15%, contro il 40% dei pazienti trattati con semaglutide. Anche la riduzione della circonferenza vita è risultata maggiore nei pazienti in cura con tirzepatide.</p>
<p data-start="1290" data-end="1559">Il profilo di sicurezza di tirzepatide si è confermato coerente con le precedenti evidenze cliniche, con eventi avversi gastrointestinali generalmente lievi o moderati. Solo il 6% dei partecipanti ha interrotto il trattamento, rispetto all&#8217;8% osservato con semaglutide.</p>
<p data-start="1561" data-end="1927">Secondo gli esperti, questi risultati rappresentano un’importante svolta nella lotta contro l’obesità, patologia che coinvolge circa sei milioni di italiani. L’innovazione terapeutica offerta da tirzepatide si inserisce in una strategia di cura che, insieme a dieta equilibrata e attività fisica, può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti.</p>
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		<title>L’obesità riconosciuta come malattia: approvata la legge alla Camera, ora al Senato</title>
		<link>https://newsitalynews.it/politica/2025/05/12/lobesita-riconosciuta-come-malattia-approvata-la-legge-alla-camera-ora-al-senato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 01:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con un voto storico, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che riconosce ufficialmente l’obesità come una malattia. L’Italia potrebbe così diventare il primo Paese al mondo a farlo, aprendo la strada a una nuova visione sanitaria e sociale del problema. Il testo, promosso dal deputato Roberto Pella, prevede l’inserimento delle prestazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="99" data-end="620">Con un voto storico, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che riconosce ufficialmente l’obesità come una malattia. L’Italia potrebbe così diventare il primo Paese al mondo a farlo, aprendo la strada a una nuova visione sanitaria e sociale del problema. Il testo, promosso dal deputato Roberto Pella, prevede l’inserimento delle prestazioni per la cura dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rendendole accessibili tramite il Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p data-start="622" data-end="1058">La legge si distingue per un approccio integrato, che include prevenzione, cura, monitoraggio e sensibilizzazione. È previsto anche un fondo dedicato da oltre un milione di euro all’anno fino al 2027, oltre a campagne informative per ridurre lo stigma sociale e il bullismo legati all’obesità. In Italia, oltre il 12% della popolazione adulta è obesa, mentre circa il 40% è in sovrappeso. I dati risultano allarmanti anche tra i minori.</p>
<p data-start="1060" data-end="1306">La proposta, composta da sei articoli, istituisce un Osservatorio nazionale e destina risorse specifiche a progetti di educazione alimentare e promozione dell’attività fisica. Ora il testo passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.</p>
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		<title>Obesità: diagnosi rivoluzionata, il BMI non basta più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 03:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Obesità, cambia la diagnosi: superato il tradizionale BMI, arrivano nuovi parametri per una valutazione più precisa. La Commissione internazionale di esperti ha introdotto criteri innovativi per distinguere tra obesità clinica, associata a disfunzioni d’organo, e obesità pre-clinica, che implica rischi per la salute ma senza sintomi evidenti. La misurazione della circonferenza vita, l’analisi dell’adipe con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/salute-benessere/2025/01/16/obesita-diagnosi-rivoluzionata-il-bmi-non-basta-piu/">Obesità: diagnosi rivoluzionata, il BMI non basta più</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Obesità, cambia la diagnosi: superato il tradizionale BMI, arrivano nuovi parametri per una valutazione più precisa. La Commissione internazionale di esperti ha introdotto criteri innovativi per distinguere tra obesità clinica, associata a disfunzioni d’organo, e obesità pre-clinica, che implica rischi per la salute ma senza sintomi evidenti.</p>
<p>La misurazione della circonferenza vita, l’analisi dell’adipe con la Dexa e altri 18 criteri per gli adulti, insieme a 13 specifici per bambini e adolescenti, puntano a ridurre diagnosi errate e trattamenti inadeguati. Questo approccio personalizzato riconosce l’unicità di ogni paziente, permettendo di intervenire in modo mirato e tempestivo.</p>
<p>Gli esperti sottolineano che il BMI, da solo, può non essere affidabile. Alcuni individui con BMI elevato possono avere un buono stato di salute, mentre altri con BMI nella norma accumulano grasso pericoloso attorno agli organi vitali. La nuova visione non solo migliora l’efficacia dei trattamenti, ma contribuisce anche a ridurre lo stigma legato all’obesità, riconoscendola come una malattia complessa e sfaccettata.</p>
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		<title>‘Tutti giù dal divano’. Obesità, attività fisica e prevenzione.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 13:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute&Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un errore che spesso commettiamo è quello di credere che il cibo sia sinonimo di benessere e salute. Non è così. L’eccesso, come in tutte le cose, è nocivo e pericoloso soprattutto se lo consideriamo un ingrediente principale nella nostra alimentazione. Una delle conseguenze di uno stile di vita scorretto e sedentario, e l’obesità. Oggi [&#8230;]</p>
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<p>Un errore che spesso commettiamo è quello di credere che il cibo sia sinonimo di benessere e salute. Non è così. L’eccesso, come in tutte le cose, è nocivo e pericoloso soprattutto se lo consideriamo un ingrediente principale nella nostra alimentazione. Una delle conseguenze di uno stile di vita scorretto e sedentario, e l’obesità. Oggi si consumano cibi più ricchi di calorie (zuccheri e grassi) e ci si muove sempre meno. Tendiamo più ad essere pigri.<br />
L’obesità è considerata una vera e proprio epidemia, secondo i dati OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) solo in Italia in una fascia di età che va dai 35 a 74 anni il 17% degli uomini e il 21% delle donne è obeso. Il 50% degli uomini e il 34% delle donne è in sovrappeso. Rappresentando il quinto e più importante fattore di rischio di mortalità globale. Questo perché fortemente correlato e concausa di varie malattie croniche quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari (ictus, ipertensione, ipercolesterolemia) e tumori. Le conseguenze dell’avere molti chili di troppo, incidono nella vita di tutti giorni. Affanno, sudore, disturbi del sonno, problemi alle articolazioni uniti ai problemi nella sfera psicologica, quali bassa autostima, che possono sfociare nella depressione.<br />
Se pensiamo che l’obesità e il sovrappeso come abbiamo già detto, sono dovuti nella grande maggioranza dei casi a uno squilibrio tra apporto e consumo energetico e solo in rari casi a malattie genetiche o endocrine, possiamo dedurre come la prevenzione di questa patologia sia fondamentale e facilmente attuabile.<br />
Si può fare molto per prevenire sovrappeso e obesità. L’ACSM (American College of Sports Medicine) raccomanda:<br />
&#8211; Limitare il consumo di grassi e zuccheri<br />
&#8211; Aumentare il consumo di verdure, legumi, cereali integrali<br />
&#8211; Fare una regolare attività fisica; gli adulti dovrebbero fare almeno 30 minuti/giorno per 5 volte/settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (camminare a passo veloce, andare in bicicletta, nuotare, ballare); i bambini almeno 60 minuti/giorno; nel caso in cui si desideri perdere peso, il livello di attività fisica dovrà essere gradualmente incrementato.<br />
&#8211; Dare ai bambini un buon esempio in materia di alimentazione; i figli di genitori obesi tendono a loro volta ad avere problemi di peso<br />
<strong><em>Prevenire per una migliore qualità della vita.</em></strong></p>
<p><strong>Elena D&#8217;Ettorre</strong><br />
con la collaborazione della Dott.ssa in Scienze Motorie <strong>Giorgia Cocco</strong></p>
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		<title>L&#8217;obesità sarà la bomba d&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 17:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Cecoslovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Romania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Entro il 2030 il 75% degli inglesi saranno obesi, ma il primato spetta all&#8217;Irlanda con circa il 90% tra obesi ed in sovrappeso. Ogni  uomo adulto mette circa un chilo all&#8217;anno ad iniziare dai 40 anni. Meglio le donne inglesi rispetto gli uomini con il 65% di loro che saranno obese entro il 2030. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Entro il 2030 il 75% degli inglesi saranno obesi, ma il primato spetta all&#8217;Irlanda con circa il 90% tra obesi ed in sovrappeso. Ogni  uomo adulto mette circa un chilo all&#8217;anno ad iniziare dai 40 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio le donne inglesi rispetto gli uomini con il 65% di loro che saranno obese entro il 2030.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori britannici hanno usato un modello al computer per prevedere la percentuale di uomini e donne che saranno in sovrappeso o obesi in tutta Europa tra il 2020 e 2030. Dopo l&#8217;Irlanda c&#8217;è la Grecia, a seguire la repubblica Ceca e la Gran Bretagna. Tra le nazioni più magre il Belgio e l&#8217;Olanda, ma quelli più poveri come la Romania saranno più magri.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca è stata fatta dalla dottoressa  Laura Webber,. &#8220;&#8216;Il nostro studio presenta un quadro preoccupante riguardo l&#8217;aumento dell&#8217;obesità in Europa. Sono urgentemente necessarie politiche per invertire questa tendenza. &#8216;</p>
<p style="text-align: justify;">Il dottor Webber ha detto che il suo studio &#8211; presentato alla Società Europea di Cardiologia Euro PRevent &#8211; può sottovalutare il problema, ma non rappresentano dei casi di obesità nei bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia</strong><strong>,</strong> il 33,1% della popolazione è in sovrappeso (41% degli uomini e 25,7% delle donne) e il 9,7% è obesa. Sebbene gli ultimi dati del progetto “Okkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità siano lievemente incoraggianti, i livelli di sovrappeso e obesità in età infantile restano elevati. Il fenomeno è più diffuso al Sud (in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata riguarda più del 40% del campione), dove alcune abitudini alimentari e la scarsa percezione del fenomeno depongono a sfavore. La rilevazione, che è a carattere biennale, è alla terza edizione e coinvolge 46.492 bambini appartenenti a 2.623 classi di terza elementare. Dai dati 2012 risulta che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso rispetto al 23,2% del 2008/09 (-1,1%) e il 10,2% in condizioni di obesità, rispetto al 12% del 2008/09 (- 1,8%).</p>
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