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	<title>Mark Hamill &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Star Wars: Il Risveglio della Forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 17:09:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il film più atteso dell&#8217;anno è finalmente giunto nelle sale. Si parla, ovviamente, di Star Wars: Il risveglio della Forza, il settimo episodio della saga fantascientifica cult creata da George Lucas, oggi diretta dal regista J.J. Abrams e distribuita dalla Disney. La pellicola sta già battendo numerosi record d&#8217;incassi all&#8217;esordio in vari paesi, ha registrato il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il film più atteso dell&#8217;anno è finalmente giunto nelle sale. Si parla, ovviamente, di <em>Star Wars: Il risveglio della Forza</em>, il settimo episodio della saga fantascientifica cult creata da George Lucas, oggi diretta dal regista J.J. Abrams e distribuita dalla Disney. La pellicola sta già battendo numerosi record d&#8217;incassi all&#8217;esordio in vari paesi, ha registrato il più alto numero di prevendite online di sempre in America, ma soprattutto ha riaperto un discorso lasciato in sospeso nel 1983, con la fine della prima trilogia. La trilogia dei prequel, meno fortunata ed apprezzata dai fan, distribuita dal 1999 al 2005, è lontana anni luce da questo nuovo progetto di Abrams ed appare chiaro fin dalla prima scena. Non bisogna, però, considerare le differenze qualitative, ma quelle strutturali: l&#8217;episodio sette è un sequel, ma allo stesso tempo un remake della prima trilogia. Questa concezione è voluta e non riguarda solo l&#8217;aspetto visivo e gli effetti speciali, molto più simili a quelli del 1983, ma comunque definiti e realizzati con molti più dettagli (basti pensare anche alle transizioni da una scena all&#8217;altra, identiche a quelle viste nel primo <em>Star Wars</em>, datato 1977). I riferimenti sono numerosi anche nella sceneggiatura, non solo per la presenza dei vecchi personaggi, Han Solo, Leia e Luke (rispettivamente Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill) e per le continue citazioni a fatti accaduti ed oggetti visti nei primi tre film, ma anche la trama generale fa parte del &#8220;già visto&#8221;, con un gioco di &#8220;corsi e ricorsi storici&#8221; palese. Dopo l&#8217;Impero del famigerato Palpatine, ecco il Primo Ordine del Leader supremo Snoke, dai Ribelli anti-imperialisti, si è passati alla Resistenza, guidata da Leia e supportata dalla decadente Repubblica. Da Luke abbandonato dai genitori, che entra in contatto con la Forza quasi per caso, abbiamo la nuova eroina della saga, Rey (Daisy Ridley), anche lei una Jedi inconsapevole della propria natura e soprattutto sola, senza genitori, che trova nella Forza e nella causa portata avanti dalla Resistenza una via d&#8217;uscita da una vita che non le appartiene realmente. Vi è addirittura una sorta di Nuova Morte Nera, più grande e potente della precedente, attorno alla quale si svolgerà una battaglia molto simile a quella già vista nel primo film, <em>Una nuova speranza</em>. Probabilmente J.J. Abrams, Lawrence Kasdan (già autore di due episodi della saga) e Michael Arndt, gli sceneggiatori, avrebbero provato a scrivere qualcosa di diverso se davvero avessero voluto rinnovare la saga. Questa nuova trilogia, però, è stata concepita per riportare i fan alle emozioni provate con la trilogia originale e per riproporre uno script vincente ed efficace in tutte le epoche, perchè vero capostipite della fantascienza in tutte le sue forme, ai giovani e ai giovanissimi, alle nuove generazioni, pronte a riconoscere ne <em>Il risveglio della Forza</em> il <em>loro</em> primo episodio. È per questo motivo che la pellicola risulta comunque efficace, è per questo che sarà amata così com&#8217;è, nonostante pecchi di poca originalità ed abbia qualche difetto in più dei suoi predecessori, su tutti la figura di <em>Kylo Ren</em>, nelle intenzioni un &#8220;nuovo Darth Vader&#8221;, in crisi, perchè ancora incapace di essere come lui, assolutamente poco credibile come figura che dovrebbe incutere terrore (interpretato dall&#8217;attore Adam Driver, inadeguato, che appare quasi inserito nel cast a forza per recitare una parte non proprio nelle sue corde). Ma ci sono anche diverse novità positive, in particolare Finn, personaggio interpretato dal giovane John Boyega, classe &#8217;92, motivo di interesse e di speranza in un possibile cambiamento nei prossimi episodi, dato che si tratta di un clone, uno dei guerrieri assoldati dal Primo Ordine, strappati alla loro famiglie da bambini ed addestrati alla violenza e alla guerra. Finn, alla sua prima battaglia, prende una decisione, la più dura per un ragazzo cresciuto nel male: decide di non uccidere, di riscoprire il bene che c&#8217;è in lui e di scappare, prendendo parte attivamente alla battaglia contro il Lato Oscuro. Si potrebbero scrivere fiumi di parole per provare ad analizzare questo nuovo episodio di <em>Star Wars</em>, si potrebbe discutere per ore sul suo valore, sui difetti e sui pregi, sulle aspettative riguardo i prossimi due episodi (previsti nelle sale nel 2017 e nel 2019) e gli spin-off su Leia e Han Solo (2016 e 2018), su cosa avrebbe dovuto fare J.J. Abrams e su cosa potrebbe fare in futuro la Disney con la saga. Ma quando, all&#8217;improvviso, in sala rimbomba la storica colonna sonora di John Williams e lo schermo grigio si illumina, riempito dalla classica introduzione scritta all&#8217;episodio, l&#8217;emozione che si prova ed il conseguente desiderio di tornare bambini valgono molto più di qualsiasi critica.</p>
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		<title>Aspettando Star Wars VII: la prima trilogia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 17:14:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evento cinematografico dell&#8217;anno sta per arrivare. La Walt Disney Pictures, dopo l&#8217;acquisto della Lucasfilm nel 2012, ha preso le redini di un progetto di portata multimilionaria, che potrebbe segnare, in positivo o in negativo, la storia del cinema, in un futuro molto prossimo. Si tratta del progetto Star Wars, la produzione di una trilogia di sequel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evento cinematografico dell&#8217;anno sta per arrivare. La Walt Disney Pictures, dopo l&#8217;acquisto della Lucasfilm nel 2012, ha preso le redini di un progetto di portata multimilionaria, che potrebbe segnare, in positivo o in negativo, la storia del cinema, in un futuro molto prossimo. Si tratta del progetto <em>Star Wars</em>, la produzione di una trilogia di sequel che inizierà il 16 dicembre con l&#8217;uscita nelle sale italiane di <em>Star Wars: Il risveglio della forza ,</em> diretto da J.J. Abrams, il &#8220;padre&#8221; della serie tv <em>Lost</em> , colui che ha già rilanciato la saga fantascientifica <em>Star Trek</em> con il suo reboot distribuito nel 2009. Si conoscono pochissimi dettagli riguardo la trama del film: sarà ambientato 30 anni dopo gli eventi narrati ne <em>Il ritorno dello Jedi</em> ed introdurrà nella serie alcuni nuovi personaggi che si incontreranno con i protagonisti della prima trilogia, che, a quanto pare, avranno ancora un ruolo abbastanza importante nella saga. Torneranno in azione, un po&#8217; più vecchi, i tre personaggi, Han Solo, Luke Skywalker e Leia Organa, interpretati rispettivamente da Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher, che, come ha detto il regista, saranno visti dai nuovi &#8220;eroi&#8221; dei sequel quasi come delle figure mitiche, di cui hanno solo sentito parlare. Abrams ha scritto la sceneggiatura insieme a Lawrence Kasdan, autore del secondo e del terzo film della trilogia originale, di cui il regista vorrebbe ricreare l&#8217;atmosfera, tanto è vero che ha cercato di limitare il più possibile la CGI (computer grafica), a favore di effetti speciali pratici, come aveva fatto George Lucas alle origini del fenomeno fantascientifico. Aspettando l&#8217;uscita dell&#8217;Episodio VII, è necessario analizzare l&#8217;intricato universo di <em>Star Wars</em>, partendo proprio dalle sue origini, per la precisione dal 1977. La pellicola <i>Guerre stellari (Star Wars)</i>, rinominata nel 1999 <em>Episodio IV: Una nuova speranza, </em>segna l&#8217;inizio della saga destinata a cambiare completamente il genere fantascientifico, entrando nell&#8217;immaginario collettivo di fan, ma anche di addetti ai lavori, registi e sceneggiatori, che si ispireranno e citeranno la creazione di Lucas nei decenni successivi. La prima trilogia (<em>Una nuova speranza, L&#8217;impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi</em>) rappresenta la classica lotta tra <em>bene </em>e <em>male</em>, distinguendo i cavalieri Jedi ed i malvagi Sith, i Ribelli e l&#8217;Impero dispotico dal quale vogliono liberarsi. Ma appare chiaro che non può esistere questa distinzione netta all&#8217;interno di ciascun individuo. Per questo la Forza, termine usato per indicare i poteri dei Jedi e dei Sith, non si limita ad essere una sorta di potenza magica che bisogna imparare a controllare, si tratta di pura volontà, di un potere che può essere sfruttato per scopi nobili o per scopi malvagi e la vera forza è quella che permette ai personaggi di fare la scelta giusta. La lotta del protagonista, Luke, è esterna, contro la tirannia dell&#8217;Impero, ma anche interna. Deve imparare a domare i suoi sentimenti, a comprendere ed accettare il proprio destino, accantonando il passato e le sue origini misteriose, nonostante le rivelazioni scioccanti riguardo i suoi genitori, in particolare, come tutti sanno, suo padre, il famigerato Darth Vader. Darth Vader, precedentemente chiamato Anakin Skywalker, è irretito dal potente imperatore Palpatine, che gli ha inculcato odio e rabbia, sentimenti cruciali nel passaggio al <em>Lato Oscuro</em>,  rendendolo un Sith. Il solo capace di far ritornare in vita Anakin è suo figlio Luke, quando appare chiaro che solo i due Skywalker insieme potranno mettere fine alla scia di distruzione e terrore lasciata dall&#8217;imperatore. Pur essendo gestita egregiamente, non sarebbe bastata la &#8220;storia principale&#8221; a rendere <em>Star Wars</em> un vero e proprio cult. La sua grande forza sta nella cura per ogni singolo dettaglio, dalla colonna sonora, elemento fondamentale, secondo Lucas, per proiettare la mente degli spettatori nel mondo, o meglio nei mondi, vista la varietà di ambientazioni e pianeti, creati dopo mesi di lavoro, fino ad arrivare alle astronavi, su tutte la mitica <em>Millennium Falcon</em>, senza dimenticare l&#8217;inquietante <em>Morte Nera</em>, arma di distruzione di Vader. Infine ci sono i personaggi secondari, tutti caratterizzati in modo diverso e tutti importanti nel percorso di crescita di Luke, come il comandante Han Solo, eterno giovane, ribelle e pieno di risorse, un vero amico, il maestro Yoda, simbolo di saggezza e di bontà, una fonte d&#8217;ispirazione e di conoscenza inesauribile, persino i robot, il logorroico C-3PO ed il fedele R2-D2, sono diventati simboli indiscutibili dell&#8217;intera saga. <em>Star Wars </em>non è un semplice brand, un marchio, un titolo dato ad un prodotto commerciale. <em>Star Wars </em>è e sarà sempre l&#8217;incarnazione della vera fantascienza.</p>
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