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	<title>legambiente &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Italia in ritardo sulle rinnovabili: l&#8217;obiettivo 2030 si allontana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 02:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia rischia di non raggiungere l&#8217;obiettivo 2030 per le energie rinnovabili, accumulando un ritardo di almeno otto anni. A dirlo è il report di Legambiente Scacco Matto alle Rinnovabili, che fotografa lo stato attuale del Paese: servirebbero circa 10.380 MW di nuova potenza all’anno, ma il ritmo attuale è insufficiente. Le regioni più in difficoltà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="74" data-end="403">L&#8217;Italia rischia di non raggiungere l&#8217;obiettivo 2030 per le energie rinnovabili, accumulando un ritardo di almeno otto anni. A dirlo è il report di Legambiente <em data-start="234" data-end="265">Scacco Matto alle Rinnovabili</em>, che fotografa lo stato attuale del Paese: servirebbero circa 10.380 MW di nuova potenza all’anno, ma il ritmo attuale è insufficiente.</p>
<p data-start="405" data-end="805">Le regioni più in difficoltà sono Valle d’Aosta, Molise, Calabria, Sardegna e Umbria, che potrebbero impiegare decenni per raggiungere gli standard richiesti. Tra le cause principali del rallentamento ci sono procedure autorizzative lente, ostacoli burocratici e scelte politiche poco lungimiranti, con il governo ancora orientato su gas e nucleare anziché puntare con decisione sulle fonti pulite.</p>
<p data-start="807" data-end="1134" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Legambiente suggerisce tre azioni fondamentali per accelerare il processo: semplificare le autorizzazioni, potenziare il personale tecnico negli enti locali e rivedere le normative sulle aree idonee. Senza un cambio di rotta, l&#8217;Italia rischia di restare indietro mentre altri Paesi europei avanzano nella transizione ecologica.</p>
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		<title>Smog, allarme Legambiente: 25 città oltre i limiti di PM10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 03:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento atmosferico nelle città italiane continua a peggiorare. Secondo il rapporto &#8220;Mal’Aria di città 2025&#8221; di Legambiente, nel 2024 sono 25 i centri urbani che hanno superato i limiti di polveri sottili PM10, contro i 18 dell&#8217;anno precedente. A guidare la classifica delle città più inquinate sono Frosinone e Milano, entrambe con 68 giorni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento atmosferico nelle città italiane continua a peggiorare. Secondo il rapporto <strong>&#8220;Mal’Aria di città 2025&#8221;</strong> di <strong>Legambiente</strong>, nel 2024 sono <strong>25 i centri urbani</strong> che hanno superato i limiti di polveri sottili <strong>PM10</strong>, contro i 18 dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>A guidare la classifica delle città più inquinate sono <strong>Frosinone e Milano</strong>, entrambe con <strong>68 giorni di sforamenti</strong>, seguite da <strong>Verona (66), Vicenza (64) e Padova (60)</strong>. La soglia massima consentita dalla normativa italiana è di <strong>35 giorni all&#8217;anno</strong>, ma sempre più comuni la oltrepassano, segno di un problema strutturale che interessa diverse aree del Paese.</p>
<p>Non va meglio sul fronte del <strong>biossido di azoto (NO2)</strong>, con <strong>44 capoluoghi su 98</strong> che non rispettano i nuovi valori europei. Tra le città più critiche figurano <strong>Napoli, Palermo, Milano e Como</strong>, dove per rientrare nei limiti entro il 2030 sarà necessaria una riduzione delle emissioni fino al <strong>50%</strong>.</p>
<p>Legambiente chiede <strong>interventi urgenti</strong>, tra cui il <strong>potenziamento del trasporto pubblico, la creazione di zone a traffico limitato e il miglioramento della mobilità sostenibile</strong>. L’associazione sottolinea inoltre la necessità di regolamentare il <strong>riscaldamento domestico</strong> e gli <strong>allevamenti intensivi</strong>, considerati tra le principali fonti di emissioni nocive.</p>
<p>Se i parametri previsti per il 2030 fossero già in vigore, il <strong>71% delle città italiane</strong> risulterebbe fuori legge per il <strong>PM10</strong> e il <strong>45% per l’NO2</strong>. Un quadro preoccupante che impone misure concrete per ridurre l’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica.</p>
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		<title>Legambiente: aumentano i reati ambientali sulle coste italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 03:37:44 +0000</pubDate>
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<p>Nel 2023 si è registrato un boom di reati ambientali contro le coste italiane, con 22.956 illeciti accertati, un aumento del 29,7% rispetto all&#8217;anno precedente. Secondo il rapporto &#8220;Mare Monstrum&#8221; di Legambiente, i principali crimini includono il ciclo illegale del cemento, l&#8217;abbandono di rifiuti, l&#8217;inquinamento marino e la pesca illegale. In media, si sono verificati 8,4 reati per ogni chilometro di costa, uno ogni 119 metri. Questo allarmante incremento sollecita un&#8217;azione urgente per proteggere l&#8217;ambiente costiero italiano.</p>
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		<title>Europa: il dilemma della protezione del Lupo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 14:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La protezione del lupo in Europa rappresenta oggi un tema di grande rilevanza. Questo dibattito si accende nel contesto di una proposta della Commissione europea, mirata a modificare lo status di protezione di questa specie. La protezione del lupo, un tempo considerato una specie a rischio, ha portato a un significativo aumento della sua popolazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La protezione del lupo in Europa rappresenta oggi un tema di grande rilevanza. Questo dibattito si accende nel contesto di una proposta della Commissione europea, mirata a modificare lo status di protezione di questa specie.</p>
<p>La protezione del lupo, un tempo considerato una specie a rischio, ha portato a un significativo aumento della sua popolazione in Europa. Tuttavia, questo successo conservazionistico ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza del bestiame e, in alcuni casi, per quella delle comunità rurali.</p>
<p>Organizzazioni ambientaliste come il WWF e Legambiente si sono espresse fermamente contro la riduzione della protezione del lupo, enfatizzando l&#8217;importanza della biodiversità e la necessità di strategie di coesistenza. D&#8217;altro canto, alcune autorità locali e rappresentanti del settore agricolo sostengono la necessità di un approccio più flessibile.</p>
<p>La discussione sulla protezione del lupo evidenzia la complessità nel bilanciare la conservazione della natura con le esigenze umane. Una gestione efficace richiede un approccio olistico, che tenga conto sia della biodiversità sia delle comunità rurali.</p>
<p>La decisione sul futuro della protezione del lupo in Europa rimane incerta. Ciò che è chiaro è la necessità di un dialogo continuo tra tutte le parti interessate, per trovare soluzioni sostenibili che rispettino sia la natura sia le necessità umane.</p>
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		<item>
		<title>Agricoltura e clima: sfide e soluzioni secondo Legambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 10:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agricoltura e Clima: Scopri come Legambiente affronta le sfide imposte dai cambiamenti climatici all&#8217;agricoltura, promuovendo pratiche come l&#8217;agroecologia e l&#8217;agricoltura biologica. Le Sfide del Settore Agricolo &#8220;Agricoltura e Clima&#8221; sono temi strettamente interconnessi nel dibattito attuale. Legambiente, tramite il suo Osservatorio Città Clima e il V Forum nazionale Agroecologia Circolare, ha messo in evidenza le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Agricoltura e Clima: Scopri come Legambiente affronta le sfide imposte dai cambiamenti climatici all&#8217;agricoltura, promuovendo pratiche come l&#8217;agroecologia e l&#8217;agricoltura biologica.</p>
<p><strong>Le Sfide del Settore Agricolo</strong></p>
<p>&#8220;Agricoltura e Clima&#8221; sono temi strettamente interconnessi nel dibattito attuale. Legambiente, tramite il suo Osservatorio Città Clima e il V Forum nazionale Agroecologia Circolare, ha messo in evidenza le sfide crescenti a cui l&#8217;agricoltura italiana deve far fronte, accentuate da cambiamenti climatici e aumenti di prezzo.</p>
<p><strong>Impatti dei Cambiamenti Climatici</strong></p>
<p>In Italia, gli eventi meteorologici estremi hanno raggiunto un numero preoccupante, con 41 casi nei primi dieci mesi del 2023. Questi fenomeni hanno provocato danni significativi all&#8217;agricoltura, soprattutto nelle regioni dell&#8217;Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte.</p>
<p><strong>Ritardi nelle Politiche Agricole</strong></p>
<p>Le politiche agricole stanno faticando a tenere il passo con gli obiettivi europei, come la riduzione dei pesticidi e l&#8217;aumento dell&#8217;agricoltura biologica. Questi ritardi pongono l&#8217;Italia in una posizione difficile rispetto agli standard fissati dall&#8217;UE.</p>
<p><strong>L&#8217;Agroecologia Come Soluzione</strong></p>
<p>Legambiente propone l&#8217;agroecologia come soluzione chiave per affrontare le sfide dell'&#8221;Agricoltura e Clima&#8221;. Questa pratica unisce innovazione e sostenibilità, fornendo un modello resiliente contro la crisi climatica.</p>
<p><strong>L&#8217;Approccio dell&#8217;Agricoltura Biologica </strong></p>
<p>L&#8217;agricoltura biologica è vista come un modello da seguire, con proposte concrete come la riduzione dell&#8217;IVA per i prodotti biologici e incentivi fiscali per promuovere una transizione più rapida verso pratiche sostenibili.</p>
<p><strong>Proposte e Azioni Concrete </strong></p>
<p>Tra le proposte di Legambiente vi sono l&#8217;approvazione del Piano d&#8217;Azione Nazionale sul biologico e l&#8217;impegno contro l&#8217;utilizzo di glifosato. Queste azioni mirano a sostenere un&#8217;agricoltura che sia rispettosa dell&#8217;ambiente e della salute dei consumatori.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>L&#8217; Agricoltura e Clima richiedono un impegno condiviso e azioni mirate. Le proposte di Legambiente offrono una strada verso un futuro agricolo più sostenibile e resiliente, in linea con le esigenze ambientali e sociali del nostro tempo.</p>
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		<title>Incendi in Italia: Oltre 51.000 ettari distrutti dal fuoco</title>
		<link>https://newsitalynews.it/regioni/2023/07/28/incendi-italia-oltre-51000-ettari-distrutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 14:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La catastrofe degli incendi ha devastato l&#8217;Italia nel 2021, con 51.386 ettari di terreno bruciati fino al 27 luglio, secondo i dati di Legambiente. Questo è paragonabile alla distruzione di 73.408 campi da calcio, sottolineando la gravità della situazione. La Sicilia ha sofferto maggiormente, con l&#8217;80% del totale delle aree bruciate concentrate nell&#8217;isola. Questa situazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La catastrofe degli incendi ha devastato l&#8217;Italia nel 2021, con 51.386 ettari di terreno bruciati fino al 27 luglio, secondo i dati di Legambiente. Questo è paragonabile alla distruzione di 73.408 campi da calcio, sottolineando la gravità della situazione.</p>
<p>La Sicilia ha sofferto maggiormente, con l&#8217;80% del totale delle aree bruciate concentrate nell&#8217;isola. Questa situazione è un campanello d&#8217;allarme per l&#8217;ecosistema, l&#8217;agricoltura e il turismo, pilastri fondamentali dell&#8217;economia locale.</p>
<p>Questi incendi, esacerbati dal cambiamento climatico, rappresentano una minaccia sempre crescente. E&#8217; necessario un impegno più incisivo da parte delle autorità e della popolazione per prevenire tali eventi, migliorando le strategie di gestione del territorio e adottando comportamenti più rispettosi dell&#8217;ambiente.</p>
<p>La lotta agli incendi è un impegno di tutti. Proteggere l&#8217;Italia dal fuoco non è solo una questione di salvaguardia del patrimonio naturale, ma anche di preservazione dell&#8217;identità culturale e del benessere economico del paese.</p>
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		<item>
		<title>La questione dei cani non registrati nelle città italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 09:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salute&Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe canina]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[gestione animali]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<category><![CDATA[sinac]]></category>
		<category><![CDATA[veterinari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci sono circa 2 milioni di cani non registrati nell&#8217;anagrafe canina, di questi, 1,5 milioni si trovano in cinque regioni del centro-sud. Nel 2022, il numero di cani vaganti e randagi era preoccupante, oscillando rispettivamente tra 700-400mila e 350-200mila. Il XII rapporto di Legambiente &#8216;Animali in città 2023&#8216;, svela queste cifre. Rileva carenze [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In<strong> Italia</strong> ci sono circa <strong>2 milioni</strong> di cani non registrati nell&#8217;anagrafe canina, di questi, 1,5 milioni si trovano in <strong>cinque</strong> <strong>regioni </strong>del<strong> centro-sud</strong>.</p>
<p>Nel 2022, il numero di cani vaganti e randagi era preoccupante, oscillando rispettivamente tra 700-400mila e 350-200mila.</p>
<p>Il <strong>XII rapporto</strong> di <strong>Legambiente</strong> &#8216;A<strong>nimali in città 2023</strong>&#8216;, svela queste cifre. Rileva carenze nella gestione dei cani, con lacune nella supervisione, regolamentazione e controlli.</p>
<p><strong>Legambiente</strong> ha proposto tre soluzioni: rafforzare l&#8217;approccio <strong>One Health</strong>, assumere 10.000 veterinari pubblici entro il 2030, e attivare il <strong>Sistema Informativo Nazionale degli Animali </strong>da<strong> Compagnia</strong> (<strong>Sinac</strong>) in tutte le regioni, per prevedere e fornire efficacemente i servizi necessari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Taranto // &#8220;Animali in città&#8221;, Legambiente: comune insufficiente</title>
		<link>https://newsitalynews.it/uncategorized/2015/04/21/taranto-animali-in-citta-legambiente-comune-insufficiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 15:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe animali]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe canina]]></category>
		<category><![CDATA[animali in città]]></category>
		<category><![CDATA[animali randagi]]></category>
		<category><![CDATA[asl taranto]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[canili]]></category>
		<category><![CDATA[comune di taranto]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente puglia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto // "Animali in città", Legambiente: comune insufficiente</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> IV Rapporto nazionale Legambiente sui servizi e le attività per gli amici a quattro zampe.</strong></p>
<p><strong>Taranto: insufficiente la performance della ASL, pessima quella del Comune </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, <strong>sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese</strong>. <strong>Moltissimi in famiglia, tanti nelle colonie controllate, decisamente troppi per strada, nei canili o nei rifugi d’emergenza</strong>. E se cani e gatti sono le specie animali più diffuse nelle nostre case, sono moltissimi anche i conigli nani e i piccoli roditori, pesci, rettili più o meno innocui, uccelli autoctoni o tropicali. Le nostre città, inoltre, risultano essere sempre più popolate da animali selvatici come il gabbiano reale, storni, cornacchie ma anche volpi e cinghiali, attratti dal cibo disponibile e dalla minore presenza di predatori.</p>
<p>Per <strong>conoscere la situazione delle politiche per la gestione e il benessere degli animali in Italia</strong>, Legambiente, per il quarto anno consecutivo, ha sottoposto uno specifico questionario a tutte le Amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane. Le informazioni ricevute sono state raggruppate in <strong>macro aree di indagine, </strong><strong>quattro per le Amministrazioni comunali e tre per le Aziende sanitarie locali</strong>, con successiva attribuzione dei punteggi ottenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i <strong>Comuni capoluogo </strong>le quattro macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Quadro delle regole</strong>, rappresentato dai regolamenti comunali e dalle ordinanze sindacali che implementano e/o rafforzano la normativa vigente e/o articolano nuove e vecchie esigenze dei cittadini in ambito comunale; <strong>2) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati</strong> rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>3) </strong><strong>Organizzazione</strong> delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>4) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia.</p>
<p>Ognuna ha contribuito al massimo per <strong>25 punti </strong>con un totale di <strong>massimo 100 punti</strong>,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le <strong>Aziende sanitarie locali </strong>le macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati </strong>rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>2) </strong><strong>Organizzazione </strong>delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>3) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia. Le tre macro aree hanno contribuito per un massimo di <strong>30 punti </strong>le prime due, mentre la terza macro area, quella relativa ai controlli, ha contribuito per un massimo di <strong>40 punti, </strong>per un<strong> totale</strong> di <strong>massimo 100 punti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al punteggio totale così ottenuto da ciascun Ente è stata abbinata una <strong>valutazione complessiva della performance </strong>realizzata e, a seconda del punteggio raggiunto, queste le risultanti performance assegnate ai singoli Enti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; assenza di risposta → performance <strong>negativa (</strong>per mancanza di informazione)</p>
<p>&#8211; punteggio da 0 a 9,9 → performance <strong>pessima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 10 a 19,9 → performance <strong>scarsa</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 20 a 29,9 → performance <strong>insufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 30 a 39,9 → performance <strong>sufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 40 a 49,9 → performance <strong>buona</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 50 a 69,9 → performance <strong>ottima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 70 a 103/100 → performance <strong>eccellente</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Teoricamente la gran parte dei Comuni e delle Aziende sanitarie dovrebbe essere in condizioni di dare buone se non ottime risposte alle esigenze dei cittadini e dei nostri amici pelosi, piumosi o squamati, invece tra i <strong>Comuni </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>30 città </strong>sulle 85 che hanno risposto, pari al <strong>35% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, solo <strong>3 città </strong>(<strong>Modena, Ferrara e Verona</strong>) su 85, un modesto <strong>3,5%</strong>, e infine <strong>solo 2 città </strong>(<strong>Terni e Prato</strong>) superano i 50 punti su 100, ossia il <strong>2,5% </strong>e quindi ha una <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>Tra le <strong>Aziende sanitarie </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>22 aziende sanitarie </strong>su 74 che hanno risposto, pari al <strong>30% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, <strong>13 aziende sanitarie</strong>, pari al <strong>17,5% </strong>del campione, ed infine <strong>solo 1 azienda sanitaria </strong>supera i 50 punti su 100, ossia poco più dell’<strong>1% </strong>del campione, e quindi ha un <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Comune di Taranto con soli 6,5 punti su 100 ottiene una performance pessima</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>QUADRO DELLE REGOLE 0 punti</strong></li>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 1,5 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La ASL di Taranto, con 23 punti su 100 ottiene una performance insufficiente</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0,5 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 9,5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 13 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dall’analisi dei dati ricevuti  emergono grandi differenze tra una città e l’altra e tra le aziende sanitarie delle diverse regioni</strong>.</p>
<p><strong>La gran parte degli attuali</strong> <strong>costi</strong> è dovuta alla gestione dei cani presso i <strong>canili rifugio</strong>, strutture indispensabili per il modello attuale, ma oggettivamente fallimentari rispetto ad obiettivi credibili tanto di benessere animale che di contenimento dei costi a carico delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p><strong>Altro tema scottante</strong> e sul quale è urgente intervenire con controlli e sanzioni è quello dell’<strong>anagrafe canina</strong>, unica anagrafe animale ad oggi obbligatoria per gli animali in città, di competenza delle Aziende sanitarie locali</p>
<p><strong>I cani vaganti</strong>, siano essi padronali o randagi, coincidono con il principale elemento di conflittualità e sofferenza nell’ambito degli animali d’affezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con  il IV rapporto nazionale Animali in Città  <strong>Legambiente &lt;&lt;vuole dare un contributo alla crescita della corretta gestione dei milioni di amici a quattro zampe e dell&#8217;effettivo rispetto del loro benessere</strong>.</p>
<p>Bisogna saper passare da una fase pioneristica, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive ad una in cui tali esperienze diventino patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. <strong>Sebbene la sensibilità sia aumentata negli ultimi anni, c’è infatti ancora moltissimo da fare</strong>.</p>
<p>Le Istituzioni, anche a Taranto, potrebbero fare molto per i nostri amici a quattro zampe anche spendendo cifre contenute: in diverse città e Aziende sanitarie questo già avviene grazie a regole chiare e incentivanti unite a controlli efficaci e frequenti&gt;&gt;.</p>
<p>© ULTIMISSIME</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/uncategorized/2015/04/21/taranto-animali-in-citta-legambiente-comune-insufficiente/">Taranto // &#8220;Animali in città&#8221;, Legambiente: comune insufficiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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