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	<title>intelligenza artificiale &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Abusi online sui minori, Meter: oltre 2,5 milioni di contenuti segnalati nel 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’Associazione Meter, crescono i rischi legati all’uso distorto dell’intelligenza artificiale: oltre 8mila minori coinvolti in casi di deepnude. La pedopornografia online resta una minaccia concreta e sempre più difficile da contrastare. Nel 2025 l’Associazione Meter ha segnalato oltre 2,5 milioni di contenuti pedopornografici tra immagini e video con abusi reali su minori, secondo i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="117" data-end="273"><strong data-start="117" data-end="273">Secondo l’Associazione Meter, crescono i rischi legati all’uso distorto dell’intelligenza artificiale: oltre 8mila minori coinvolti in casi di deepnude.</strong></p>
<p>La pedopornografia online resta una minaccia concreta e sempre più difficile da contrastare. Nel 2025 l’Associazione Meter ha segnalato oltre 2,5 milioni di contenuti pedopornografici tra immagini e video con abusi reali su minori, secondo i dati raccolti dal proprio Osservatorio.</p>
<p>Il quadro emerge in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia. I numeri indicano un fenomeno che continua a spostarsi dentro reti digitali più rapide, frammentate e difficili da intercettare.</p>
<p>Abusi online sui minori, i dati del 2025</p>
<p>Nel corso dell’anno Meter ha rilevato 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi su bambini e adolescenti su scala internazionale. A questi dati si aggiungono 8.213 minori vittime di deepnude in Italia: immagini manipolate digitalmente, create con strumenti di intelligenza artificiale, in cui i minori vengono denudati senza consenso.</p>
<p>Il dato conferma una criticità ormai centrale. Le tecnologie di generazione e modifica delle immagini sono sempre più accessibili e possono trasformare contenuti apparentemente innocui in materiale abusante. Tra gli strumenti citati nel report compare anche Grok, indicato come responsabile del 14% dei contenuti deepnude rilevati.</p>
<p>Per Meter, il punto resta chiaro: anche quando l’immagine è artificiale, la vittima è reale. A essere colpiti sono l’identità, la dignità e la sicurezza dei minori coinvolti.</p>
<p>Link, domini e archivi: la diffusione diventa più nascosta</p>
<p>L’attività di monitoraggio ha individuato 505 domini nazionali interessati dalla circolazione di materiale illecito e 1.532 link su domini generici, con una prevalenza del dominio .com. Tra le aree più ricorrenti figurano Nuova Zelanda, Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, Montenegro, Russia e Stati Uniti. Anche l’Italia risulta coinvolta, con segnalazioni riferite al dominio .it.</p>
<p>Il calo dei link rilevati rispetto al 2024, passati da 8.034 a 2.037, non viene interpretato come una diminuzione del fenomeno. Secondo Meter, i pedocriminali ricorrono sempre più spesso a collegamenti temporanei, ambienti criptati e sistemi di accesso più chiusi.</p>
<p>Sono stati inoltre individuati archivi compressi con migliaia di file illeciti, in alcuni casi accessibili tramite registrazione o pagamento. Un elemento che indica l’esistenza di circuiti organizzati, non riconducibili a episodi isolati.</p>
<p>Il lavoro del Centro Ascolto</p>
<p>Accanto al monitoraggio online, il Centro Ascolto Meter ha seguito 110 casi nel 2025, offrendo supporto a minori e famiglie. La macroarea “Abuso” rappresenta il 32% delle situazioni trattate.</p>
<p>Nel decennio 2015-2025, l’associazione ha seguito 393 casi di violenza, tra cui 211 abusi sessuali accertati. Dati che confermano la necessità di interventi tempestivi, collaborazione tra istituzioni e operatori, prevenzione e percorsi di ascolto stabili.</p>
<p>Il presidente di Meter, don Fortunato Di Noto, richiama istituzioni, organizzazioni e mondo dell’informazione a una maggiore responsabilità. L’appello è a non lasciare soli i sopravvissuti e a rafforzare gli strumenti di tutela, denuncia e accompagnamento.</p>
<p>La sfida riguarda la repressione dei reati, ma anche la capacità di riconoscere i segnali, sostenere le vittime e impedire che il digitale diventi uno spazio di impunità.</p>
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		<title>Sciopero dei giornalisti il 16 aprile per il rinnovo del contratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, giovedì 16 aprile, i giornalisti italiani incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da dieci anni. L’agitazione è stata proclamata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e coinvolge anche i giornalisti di Sky Tg24, che hanno annunciato la partecipazione allo sciopero. Al centro della protesta c’è il mancato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="328" data-end="684">Oggi, giovedì 16 aprile, i giornalisti italiani incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da dieci anni. L’agitazione è stata proclamata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e coinvolge anche i giornalisti di Sky Tg24, che hanno annunciato la partecipazione allo sciopero.</p>
<p data-start="686" data-end="1037">Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo dell’accordo con gli editori della Fieg, considerato dalla categoria un nodo aperto da troppo tempo. Secondo la Fnsi, il settore vive una fase di forte difficoltà: da una parte il contratto fermo, dall’altra la riduzione del potere d’acquisto dei salari e un ricorso sempre più ampio al lavoro precario.</p>
<p data-start="1039" data-end="1438">Nel comunicato diffuso in occasione dello sciopero, il sindacato spiega che si tratta della terza astensione proclamata su questo tema. La federazione sostiene che la mobilitazione nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione dei lettori, della politica e dell’opinione pubblica sulle condizioni del lavoro giornalistico e sulle ricadute che queste possono avere sulla qualità dell’informazione.</p>
<p data-start="1440" data-end="1491"><strong data-start="1440" data-end="1491">Il contratto fermo e le richieste del sindacato</strong></p>
<p data-start="1493" data-end="1914">Tra i punti indicati dalla Fnsi c’è il recupero salariale, ritenuto indispensabile dopo anni di erosione degli stipendi. Il sindacato richiama anche la questione dei collaboratori e dei giornalisti con partita Iva, per i quali torna il tema dell’equo compenso. Secondo la federazione, una parte consistente del lavoro nel mondo dell’informazione continua a reggersi su forme contrattuali fragili e compensi insufficienti.</p>
<p data-start="1916" data-end="2268">Un altro passaggio riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nelle aziende editoriali. La Fnsi segnala l’assenza di regole chiare e di un riconoscimento economico per i contenuti prodotti dai giornalisti e poi utilizzati sulle piattaforme digitali. Per il sindacato, anche questo è un fronte che deve entrare nel confronto sul rinnovo del contratto.</p>
<p data-start="2270" data-end="2664">Nel testo diffuso per lo sciopero si insiste anche sul rapporto tra condizioni di lavoro e libertà di informazione. La federazione sostiene che un giornalismo autorevole e indipendente non possa poggiare su lavoratori economicamente deboli o esposti a forme di ricattabilità. Da qui il richiamo al valore democratico dell’informazione e al principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione.</p>
<p data-start="2666" data-end="2724"><strong data-start="2666" data-end="2724">Precariato, aiuti pubblici e confronto con gli editori</strong></p>
<p data-start="2726" data-end="3152">La Fnsi punta il dito anche contro il ricorso al lavoro precario e contro quelle che definisce pratiche di dumping contrattuale, accusando gli editori di avere ridotto il costo del lavoro in questi anni. Nel comunicato si sottolinea inoltre che il settore editoriale ha beneficiato di aiuti pubblici mentre, sul versante occupazionale e retributivo, la situazione dei giornalisti non avrebbe registrato miglioramenti adeguati.</p>
<p data-start="3154" data-end="3510">Il sindacato chiede quindi un confronto che affronti insieme il rinnovo del contratto, il recupero delle retribuzioni, la tutela dei diritti e il futuro del sistema informativo. Nella stessa nota viene ribadita anche la necessità di finanziare il settore “di più e meglio”, con l’obiettivo dichiarato di sostenere le testate senza impoverire il pluralismo.</p>
<p data-start="3512" data-end="3914">Lo sciopero del 16 aprile si inserisce dunque in una vertenza che resta aperta e che riguarda non solo il rapporto tra giornalisti ed editori, ma anche il modello di sviluppo dell’informazione italiana. La giornata di oggi segna un nuovo passaggio nella mobilitazione della categoria, mentre resta ancora da verificare se dalle parti coinvolte arriveranno segnali concreti per la ripresa del negoziato.</p>
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		<title>Siracusa, sentenze inventate con l’intelligenza artificiale: avvocato condannato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:31:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso di Siracusa riaccende il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle aule giudiziarie. Un avvocato è stato condannato dal tribunale per avere utilizzato in modo scorretto uno strumento di intelligenza artificiale generativa nella difesa del proprio assistito, senza verificare con attenzione le fonti primarie richiamate negli atti. Secondo quanto ricostruito dal giudice, la difesa aveva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="638" data-end="989">Il caso di Siracusa riaccende il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle aule giudiziarie. Un avvocato è stato condannato dal tribunale per avere utilizzato in modo scorretto uno strumento di intelligenza artificiale generativa nella difesa del proprio assistito, senza verificare con attenzione le fonti primarie richiamate negli atti.</p>
<p data-start="991" data-end="1411">Secondo quanto ricostruito dal giudice, la difesa aveva citato tra virgolette alcuni passaggi attribuiti a quattro sentenze della Cassazione. Le verifiche successive hanno però accertato che quei contenuti, pur riferiti a pronunce realmente esistenti, appartenevano in realtà ad altre decisioni e trattavano argomenti diversi. Un errore che il tribunale ha ritenuto grave, parlando apertamente di “colpevole negligenza”.</p>
<h2 data-section-id="yh1bnz" data-start="1413" data-end="1485">Intelligenza artificiale e sentenze inventate, cosa dice il tribunale</h2>
<p data-start="1487" data-end="1866">Nel provvedimento il giudice chiarisce un punto centrale: i modelli di intelligenza artificiale generativa non sono banche dati giurisprudenziali da cui estrarre precedenti affidabili, ma strumenti capaci di produrre testo sulla base di meccanismi statistici e probabilistici. Proprio per questo, ogni output deve essere controllato prima di essere utilizzato in un procedimento.</p>
<p data-start="1868" data-end="2496">Per il tribunale, errori di questo tipo non possono più essere considerati semplici imprecisioni. In ambito legale, infatti, un uso acritico dell’intelligenza artificiale può compromettere la qualità della difesa e incidere direttamente sull’esito della causa. In questo caso il cliente ha perso il giudizio, mentre per il legale è arrivata una triplice sanzione: 14.103 euro di spese legali a favore della controparte, altri 14.103 euro per lite temeraria e 2.000 euro destinati alla Cassa delle Ammende. Una decisione che lancia un messaggio netto: l’intelligenza artificiale può aiutare, ma non sostituire il controllo umano.</p>
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		<title>Marghera, 37 licenziamenti nel settore tech: lavoratori sostituiti dall’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marghera torna al centro dell’attenzione per una vicenda che riapre il confronto tra innovazione e lavoro. Nella sede veneziana di una multinazionale americana del settore dei servizi finanziari digitali è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 37 dipendenti, tra ingegneri e informatici. Alla base della scelta ci sarebbe un nuovo modello organizzativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="228" data-end="700"><strong data-start="255" data-end="267">Marghera</strong> torna al centro dell’attenzione per una vicenda che riapre il confronto tra innovazione e lavoro. Nella sede veneziana di una multinazionale americana del settore dei servizi finanziari digitali è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 37 dipendenti, tra ingegneri e informatici. Alla base della scelta ci sarebbe un nuovo modello organizzativo fondato sull’uso crescente dell’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="702" data-end="1092">La comunicazione è arrivata ai sindacati e alle istituzioni nei giorni scorsi. Secondo quanto emerso, l’azienda considera superato il sistema costruito su team locali e soluzioni adattate ai diversi mercati nazionali. L’obiettivo sarebbe ora concentrare le attività in pochi poli globali, puntando su processi più standardizzati, replicabili e scalabili grazie all’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="1094" data-end="1502">I lavoratori coinvolti sono un dirigente, sette quadri e ventinove impiegati con profili altamente specializzati. La decisione, però, non viene letta soltanto come una riorganizzazione interna. Il caso di Marghera viene osservato con attenzione perché potrebbe rappresentare un segnale per tutto il comparto Ict, dove l’automazione sta assumendo un peso sempre più rilevante anche nelle mansioni qualificate.</p>
<p data-start="1504" data-end="2087">Sul territorio cresce la preoccupazione. I sindacati chiedono un confronto con l’azienda e sollecitano un tavolo istituzionale per affrontare una questione che tocca occupazione, sviluppo e regole del mercato del lavoro. I dipendenti, dal canto loro, mettono in guardia da una sostituzione totale del fattore umano: l’intelligenza artificiale accelera molti processi, ma non elimina la necessità di competenze tecniche e intervento diretto quando i sistemi si inceppano. È questo il punto che rende la vicenda di Marghera un caso destinato a far discutere ben oltre i confini locali.</p>
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		<title>OpenAI lancia ChatGpt Salute: supporto digitale, non un medico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 06:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>OpenAI ha annunciato l’arrivo di ChatGpt Salute, un nuovo ambiente dedicato alle domande e alla gestione di informazioni legate a salute e benessere. La novità principale è la possibilità di caricare referti e documenti clinici, collegando in modo sicuro anche app e strumenti già utilizzati quotidianamente per monitorare lo stile di vita e i parametri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="480" data-end="845">OpenAI ha annunciato l’arrivo di <strong data-start="513" data-end="531">ChatGpt Salute</strong>, un nuovo ambiente dedicato alle domande e alla gestione di informazioni legate a salute e benessere. La novità principale è la possibilità di caricare referti e documenti clinici, collegando in modo sicuro anche app e strumenti già utilizzati quotidianamente per monitorare lo stile di vita e i parametri fisici.</p>
<p data-start="847" data-end="1328">L’obiettivo dichiarato è semplificare un sistema spesso frammentato, dove i dati personali sono sparsi tra portali sanitari, file PDF, app per l’alimentazione e dispositivi indossabili. <strong data-start="1033" data-end="1051">ChatGpt Salute</strong> punta a offrire una visione più ordinata e continua delle informazioni, aiutando gli utenti a comprendere risultati di esami recenti, prepararsi a visite specialistiche e seguire con maggiore consapevolezza indicazioni legate a routine quotidiane, alimentazione o allenamento.</p>
<p data-start="1330" data-end="1631">OpenAI, tuttavia, ribadisce un punto chiave: il servizio <strong data-start="1387" data-end="1444">non è progettato per fare diagnosi o prescrivere cure</strong>, né intende sostituire il medico. L’idea è quella di affiancare il lavoro dei professionisti sanitari e rendere più chiare le informazioni che spesso risultano difficili da interpretare.</p>
<p data-start="1633" data-end="1961">Grande attenzione è stata posta sul tema della privacy. La società afferma di aver previsto livelli aggiuntivi di protezione per la gestione delle conversazioni legate alla salute, con sistemi di crittografia e meccanismi di isolamento pensati per mantenere separati i dati sensibili e ridurre i rischi legati alla riservatezza.</p>
<p data-start="1963" data-end="2284">Secondo OpenAI, lo sviluppo del servizio è avvenuto con il coinvolgimento di centinaia di medici in diversi Paesi e specialità, proprio per evitare risposte fuorvianti o potenzialmente dannose. Al momento l’accesso è limitato a un gruppo ristretto di utenti, con un ampliamento graduale previsto nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Italia digitale: come cambiano le abitudini online degli utenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 06:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultimo rapporto sulle tendenze digitali fotografa un’Italia sempre più connessa e guidata dall’intelligenza artificiale nelle ricerche online. ChatGPT emerge come principale punto d’accesso al web tra gli strumenti AI, generando la grande maggioranza del traffico del settore e diventando un passaggio abituale per trovare informazioni. Parallelamente, i social media restano il terreno più frequentato dagli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="83" data-end="620">L’ultimo rapporto sulle tendenze digitali fotografa un’Italia sempre più connessa e guidata dall’intelligenza artificiale nelle ricerche online. ChatGPT emerge come principale punto d’accesso al web tra gli strumenti AI, generando la grande maggioranza del traffico del settore e diventando un passaggio abituale per trovare informazioni. Parallelamente, i social media restano il terreno più frequentato dagli italiani: TikTok è la piattaforma che trattiene più a lungo l’attenzione quotidiana, seguita da YouTube, Instagram e WhatsApp.</p>
<p data-start="622" data-end="1141" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La quasi totalità degli utenti accede alla rete tramite smartphone, segno di un rapporto sempre più immediato e costante con il digitale. Anche nei motori di ricerca tradizionali Google mantiene un ruolo dominante attraverso Chrome, mentre altri browser si dividono le restanti quote. Il quadro complessivo mostra un paese in cui l’AI e le piattaforme social stanno ridefinendo il modo in cui si cercano notizie, si consumano contenuti e si affronta la quotidianità online, con una rapidità che non accenna a diminuire.</p>
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		<title>La voce dell’intelligenza artificiale ha zittito quella dell’uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 18:48:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale e l’uomo: il pilota e la macchina di Antonio Rubino Intelligenza artificiale e uomo: un rapporto complesso che oggi ridefinisce i confini tra chi guida e chi si lascia guidare.’è una cosa che nessuno dice apertamente, ma che ormai è sotto gli occhi di tutti:  la voce dell’uomo si è fatta più debole, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="563" data-end="640"><strong>L’intelligenza artificiale e l’uomo: il pilota e la macchina</strong></h2>
<p data-start="641" data-end="662"><em data-start="641" data-end="660">di Antonio Rubino</em></p>
<p data-start="664" data-end="1145">Intelligenza artificiale e uomo: un rapporto complesso che oggi ridefinisce i confini tra chi guida e chi si lascia guidare.’è una cosa che nessuno dice apertamente, ma che ormai è sotto gli occhi di tutti:</p>
<p data-start="664" data-end="1145"><strong data-start="748" data-end="791"> la voce dell’uomo si è fatta più debole</strong>, e a parlare, sempre più spesso, è una macchina.<br data-start="840" data-end="843" />Si chiama intelligenza artificiale, ma di intelligenza, in senso umano, ne ha poca. È una macchina perfetta, sì — ma senza cuore.</p>
<p data-start="664" data-end="1145">L’intelligenza artificiale e l’uomo sono due forze destinate a convivere, ma solo se il pilota resta consapevole di chi guida la macchina. Eppure milioni di persone oggi le affidano la propria voce, i propri pensieri, la propria identità.<br data-start="1072" data-end="1075" />Così, piano piano, <strong data-start="1094" data-end="1123">la macchina parla per noi</strong>, ma <strong data-start="1128" data-end="1144">non come noi</strong>.</p>
<h2 data-start="1152" data-end="1210"><strong data-start="1156" data-end="1210">Dall’esperienza diretta ai primi esperimenti di IA</strong></h2>
<p data-start="1211" data-end="1671">Il mio primo incontro con l’intelligenza artificiale risale a quasi dieci anni fa, quando in Italia cominciavano a muovere i primi passi le <em data-start="1351" data-end="1360">chatbot</em>.<br data-start="1361" data-end="1364" />Collaboravo allora con una grande società nazionale — oggi ancora più importante — che sperimentava una delle prime forme di IA conversazionale. Erano gli albori: le chatbot non pensavano, ma <strong data-start="1556" data-end="1603">imparavano da ciò che gli si metteva dentro</strong>.<br data-start="1604" data-end="1607" />Proprio come un bambino che impara a parlare, ma senza capire che intelligenza artificiale e uomo</p>
<h2 data-start="1211" data-end="1671"><strong>Intelligenza artificiale e uomo: il pilota resta l’uomo</strong></h2>
<p data-start="1673" data-end="1998">Ricordo che <strong data-start="1685" data-end="1703">Poste Italiane</strong> fu una delle prime a introdurle: rispondevano ai clienti in modo automatico, basandosi su ciò che veniva loro “nutrito”.<br data-start="1824" data-end="1827" />Quello era, a suo modo, <strong data-start="1851" data-end="1889">il cervello artificiale dell’epoca</strong>.<br data-start="1890" data-end="1893" />E da lì è iniziato tutto: la macchina ha cominciato a imitare il linguaggio umano, e poi a sostituirlo.</p>
<h2 data-start="2005" data-end="2055"><strong data-start="2009" data-end="2055">Intelligenza artificiale e uomo: chi guida davvero?<br />
</strong></h2>
<p data-start="2056" data-end="2538">Ma l’intelligenza artificiale — come ogni macchina — <strong data-start="2109" data-end="2143">non vale nulla senza un pilota</strong>.<br data-start="2144" data-end="2147" />Perché il pilota è il cervello, la sensibilità, la mente che interpreta e corregge.<br data-start="2230" data-end="2233" />In Formula 1, tutti guardano la macchina. Ma chi fa la differenza è sempre <strong data-start="2308" data-end="2321">il pilota</strong>:<br data-start="2322" data-end="2325" />quello che conosce il motore, che sente la vibrazione del volante, che sa esattamente quando accelerare e quando mollare.<br data-start="2446" data-end="2449" /><a href="https://newsitalynews.it/primo-piano/2025/10/12/come-vincere-le-elezioni/"><strong data-start="2449" data-end="2473">Il pilota è il genio</strong></a>, l&#8217; intelligenza artificiale e uomo, quello che sa cosa la macchina può fare e cosa non deve fare.</p>
<p data-start="2540" data-end="2894">Le case automobilistiche se li contendono, i piloti migliori, perché sanno che la differenza non è nel carburante o nell’aerodinamica, ma <strong data-start="2678" data-end="2716">nell’uomo che governa tutto questo</strong>.<br data-start="2717" data-end="2720" />Ecco, la stessa cosa vale per l’intelligenza artificiale: chi non la conosce, <strong data-start="2798" data-end="2821">finisce fuori pista</strong>.<br data-start="2822" data-end="2825" />Per usare bene una macchina, bisogna sapere <strong data-start="2869" data-end="2891">dove sono i limiti</strong>.</p>
<figure id="attachment_18140" aria-describedby="caption-attachment-18140" style="width: 696px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-18140" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-300x169.jpg" alt="l genio del pilota: conoscere la macchina per dominarla" width="696" height="392" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-1024x578.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-768x434.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-150x85.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-696x393.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota-1068x603.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/Pilota.jpg 1536w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-18140" class="wp-caption-text">l genio del pilota: conoscere la macchina per dominarla</figcaption></figure>
<h2 data-start="2901" data-end="2934"><strong data-start="2905" data-end="2934">Quando il pilota sparisce</strong></h2>
<p data-start="2935" data-end="3314">Oggi, purtroppo, molti si fanno sostituire <a href="https://assicompliance.it/ac/wp-content/uploads/2025/03/Sintesi-del-report-McKinsey-Come-lAI-sta-trasformando-lo-sviluppo-strategico.pdf" target="_blank" rel="noopener">dall’intelligenza artificiale</a>.<br data-start="3008" data-end="3011" />E si vede.<br data-start="3021" data-end="3024" />Non serve essere esperti per accorgersene: chi usa l’IA per scrivere o comunicare <strong data-start="3106" data-end="3136">ha uno stile che non vibra</strong>, una voce troppo perfetta per essere vera.<br data-start="3179" data-end="3182" />Frasi pulite, toni neutri, punteggiatura chirurgica, ma niente anima.<br data-start="3251" data-end="3254" />È come un autopilota che guida da solo su una pista vuota.</p>
<p data-start="3316" data-end="3717">E la cosa curiosa è che a “sgamare” chi .usa l’intelligenza artificiale <strong data-start="3387" data-end="3434">è proprio l’intelligenza  artificiale e uomo</strong></p>
<p data-start="3316" data-end="3717">I sistemi di riconoscimento dei testi generati da IA arrivano a un’accuratezza dell’<strong data-start="3522" data-end="3529">88%</strong>, perché ogni modello linguistico ha la sua impronta statistica: parole, cadenze, combinazioni.<br data-start="3624" data-end="3627" />La macchina riconosce se stessa. L’uomo, invece, spesso non riconosce più la propria voce.</p>
<h2 data-start="3724" data-end="3776"><strong data-start="3728" data-end="3776">Il linguaggio uniforme del 90% delle persone</strong></h2>
<p data-start="3777" data-end="4141">Secondo i dati più recenti (McKinsey, Statista, Pew Research 2025), oltre <strong data-start="3851" data-end="3945">il 90% dei testi prodotti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale intelligenza  e uomo suona allo stesso modo</strong>.<br data-start="3946" data-end="3949" />Il vocabolario si è ristretto del <strong data-start="3983" data-end="3990">27%</strong>, la varietà sintattica è crollata del <strong data-start="4029" data-end="4036">35%</strong>, e il linguaggio emotivo è quasi sparito: –41%.<br data-start="4084" data-end="4087" />Insomma, il mondo parla come un assistente virtuale.</p>
<p data-start="4143" data-end="4378">E la verità è che questa uniformità non è sinonimo di competenza, ma di <strong data-start="4215" data-end="4229">dipendenza</strong>.<br data-start="4230" data-end="4233" />La macchina non migliora la comunicazione, la <strong data-start="4279" data-end="4293">normalizza</strong>.<br data-start="4294" data-end="4297" />L’uomo non si esprime più: si limita a ripetere ciò che la macchina suggerisce.</p>
<h2 data-start="4385" data-end="4412"><strong data-start="4389" data-end="4412">La falsa perfezione</strong></h2>
<p data-start="4413" data-end="4724">Molti credono che l’intelligenza artificiale li renda più intelligenti.<br data-start="4484" data-end="4487" />In realtà, li rende solo <strong data-start="4512" data-end="4531">più prevedibili</strong>.<br data-start="4532" data-end="4535" />Scrivono testi perfetti, ma senz’anima.<br data-start="4574" data-end="4577" />Pubblicano post impeccabili, ma senza verità.<br data-start="4622" data-end="4625" />È la <strong data-start="4630" data-end="4655">perfezione che stanca</strong>, quella che intelligenza artificiale e uomo  non lascia spazio all’imperfezione che ci rende umani.</p>
<p data-start="4726" data-end="4946">L’intelligenza artificiale non mente, ma <strong data-start="4767" data-end="4780">non sente</strong>.<br data-start="4781" data-end="4784" />E la differenza tra un uomo e una macchina è tutta lì: nell’errore, nella sfumatura, nel dubbio.<br data-start="4880" data-end="4883" />Solo chi sa di poter sbagliare può essere davvero intelligente.</p>
<h2 data-start="4953" data-end="5004"><strong data-start="4957" data-end="5004">Il pilota è più intelligente della macchina</strong></h2>
<h4>Intelligenza artificiale e uomo: chi guida davvero?</h4>
<p data-start="5005" data-end="5390">Il pilota è quello che conosce i limiti della macchina.<br data-start="5060" data-end="5063" />Sa che ogni curva ha il suo rischio, che ogni accelerazione può costare cara.<br data-start="5140" data-end="5143" />Il pilota è quello che ascolta il rumore del motore e capisce se qualcosa non va.<br data-start="5224" data-end="5227" />Ecco perché il pilota è più intelligente della macchina: perché <strong data-start="5291" data-end="5300">sente</strong>.<br data-start="5301" data-end="5304" />E la sensibilità, nel mondo dell’IA, è la prima cosa che abbiamo smesso di allenare.</p>
<figure id="attachment_18141" aria-describedby="caption-attachment-18141" style="width: 657px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class=" wp-image-18141" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45-300x300.png" alt="Illustrazione di un uomo con la testa a forma di microchip AI, simbolo dell’uomo che si lascia dominare dall’intelligenza artificiale" width="657" height="657" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45-300x300.png 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45-150x150.png 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45-768x768.png 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45-696x696.png 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/ChatGPT-Image-13-ott-2025-19_54_45.png 1024w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /><figcaption id="caption-attachment-18141" class="wp-caption-text">Quando l’uomo smette di pensare con la propria testa e lascia che sia l’intelligenza artificiale a decidere per lui.</figcaption></figure>
<h2 data-start="5397" data-end="5416"><strong>Intelligenza artificiale e uomo: equilibrio o sostituzione?</strong></h2>
<p data-start="5417" data-end="5780">L’intelligenza artificiale  e uomo è una grande invenzione, ma resta una macchina.<br data-start="5491" data-end="5494" />Serve un pilota che la guidi, che sappia ascoltarla e fermarla quando sbaglia.<br data-start="5572" data-end="5575" />Perché la macchina può correre più veloce, ma <strong data-start="5621" data-end="5643">non sa dove andare</strong>.<br data-start="5644" data-end="5647" />L’uomo sì.<br data-start="5657" data-end="5660" />Ecco perché il futuro dell’intelligenza artificiale non è nella macchina, ma <strong data-start="5737" data-end="5777">nel pilota che non smette di pensare</strong>.</p>
<aside class="author-box"></aside>
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		<title>Lavoro e intelligenza artificiale: tra crescita e timori in Italia</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2025/07/25/lavoro-e-intelligenza-artificiale-tra-crescita-e-timori-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 03:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo studio del Boston Consulting Group fotografa la diffusione crescente dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. In Italia, il 68% dei lavoratori utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa durante la settimana lavorativa, un dato che segue l’andamento di altri Paesi europei come Germania e Regno Unito. Tuttavia, il 36% teme che la propria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="114" data-end="640">Un nuovo studio del Boston Consulting Group fotografa la diffusione crescente dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. In Italia, il 68% dei lavoratori utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa durante la settimana lavorativa, un dato che segue l’andamento di altri Paesi europei come Germania e Regno Unito. Tuttavia, il 36% teme che la propria occupazione possa essere sostituita da queste tecnologie, una preoccupazione inferiore rispetto ad altre nazioni, ma comunque significativa.</p>
<p data-start="642" data-end="974">Il report evidenzia differenze sostanziali nell’adozione della tecnologia tra ruoli aziendali: i dirigenti sono gli utenti più assidui, mentre il personale operativo fatica a ricevere formazione e supporto adeguati. A livello globale solo il 25% dei lavoratori meno qualificati si sente realmente preparato all’utilizzo della GenAI.</p>
<p data-start="976" data-end="1292" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli esperti sottolineano la necessità di strategie aziendali che non si limitino all’adozione di strumenti digitali, ma che investano nella formazione e nel coinvolgimento attivo del personale a tutti i livelli, per evitare che l’innovazione tecnologica accentui ulteriormente le disuguaglianze nel mondo del lavoro.</p>
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		<title>Il nuovo Codice Ue sull’intelligenza artificiale: cosa cambia per le aziende tecnologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 03:24:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Europa si prepara a introdurre un importante Codice di condotta per regolamentare l’intelligenza artificiale. Dal 2 agosto 2025 entreranno in vigore nuove norme destinate ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati, come GPT-4 di OpenAI, Gemini di Google e Grok di xAI. Questo Codice di buone pratiche, elaborato da esperti indipendenti con la collaborazione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="110" data-end="582">L’Europa si prepara a introdurre un importante Codice di condotta per regolamentare l’intelligenza artificiale. Dal 2 agosto 2025 entreranno in vigore nuove norme destinate ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati, come GPT-4 di OpenAI, Gemini di Google e Grok di xAI. Questo Codice di buone pratiche, elaborato da esperti indipendenti con la collaborazione di oltre mille soggetti interessati, punta a garantire trasparenza, sicurezza e rispetto del copyright.</p>
<p data-start="584" data-end="988">Il Codice è diviso in tre capitoli principali: trasparenza, tutela del diritto d’autore e sicurezza per i modelli a rischio elevato. L’adesione sarà volontaria, ma rappresenterà per le aziende una via preferenziale per dimostrare il rispetto delle regole comunitarie ed evitare sanzioni future. Le aziende firmatarie, infatti, potranno beneficiare di procedure semplificate e maggiore certezza giuridica.</p>
<p data-start="990" data-end="1390" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il Codice sarà affiancato da linee guida operative e sarà supervisionato dall’Ufficio IA previsto nell’AI Act. Dal 2026 saranno previste sanzioni per chi non rispetterà gli obblighi imposti. La finalità del Codice è promuovere un’innovazione tecnologica responsabile, che salvaguardi gli utenti e garantisca trasparenza nell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale in tutta l’Unione Europea.</p>
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		<title>Giovani e lavoro: l’innovazione non basta a fermare la disoccupazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 02:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante l’avanzata dell’intelligenza artificiale e l’aumento delle richieste di figure professionali legate al digitale, la disoccupazione tra gli under 35 in Italia continua a salire, toccando il 19%. Le aziende sono sempre più orientate all’inserimento di ruoli come AI trainer, data analyst e Chief AI Officer, ma incontrano difficoltà nel trovare candidati con competenze adeguate. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/italia/2025/06/02/giovani-e-lavoro-linnovazione-non-basta-a-fermare-la-disoccupazione/">Giovani e lavoro: l’innovazione non basta a fermare la disoccupazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="85" data-end="502">Nonostante l’avanzata dell’intelligenza artificiale e l’aumento delle richieste di figure professionali legate al digitale, la disoccupazione tra gli under 35 in Italia continua a salire, toccando il 19%. Le aziende sono sempre più orientate all’inserimento di ruoli come AI trainer, data analyst e Chief AI Officer, ma incontrano difficoltà nel trovare candidati con competenze adeguate.</p>
<p data-start="504" data-end="961">Il fenomeno rivela un grave scollamento tra l’evoluzione del mercato del lavoro e la reale preparazione – o accessibilità – delle nuove generazioni. Il divario è ancora più marcato nel Mezzogiorno, dove il tasso di inattività femminile e giovanile raggiunge livelli critici. A pesare è anche il fatto che solo una minoranza delle imprese utilizza stabilmente l’intelligenza artificiale, mentre il resto si limita a dichiarare buone intenzioni per il futuro.</p>
<p data-start="963" data-end="1258">Se da un lato cresce la domanda di competenze tecniche, dall’altro emerge il valore delle cosiddette soft skill: creatività, empatia e pensiero critico, qualità che la tecnologia non può sostituire. Tuttavia, queste competenze non bastano, da sole, a garantire un inserimento lavorativo stabile.</p>
<p data-start="1260" data-end="1590" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’Italia si trova così in una fase di transizione incompleta, in cui le opportunità ci sono, ma non per tutti. Il rischio è che l’innovazione, anziché colmare le disuguaglianze, finisca per accentuarle, lasciando i giovani – soprattutto al Sud – ai margini di una rivoluzione digitale che, per ora, parla più inglese che italiano.</p>
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