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	<title>comune di taranto &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Taranto // Porto, i rappresentanti sindacali dal Sindaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 17:37:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto // Porto, i rappresentanti sindacali dei lavoratori dal Sindaco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman';font-size: medium">Il Sindaco di Taranto Ezio Stefano ha incontrato questa mattina i rappresentanti sindacali dei lavoratori del porto, Oronzo Fiorino (CGIL), Carmelo Sasso (UIL) e Emidio Albani (CISL). Nel corso dell’incontro sono state affrontate le tematiche inerenti le garanzie per i lavoratori TCT, i rapporti con la società concessionaria del molo polisettoriale e il futuro dello scalo portuale tarantino.</span></p>
<p>In relazione ad esse e alla posizione da assumere una volta conosciuta la nota inviata dal governo a TCT, si è convenuto che il punto di partenza per ogni trattativa è il testo del documento approvato dal Comitato Portuale di Taranto, ritenuto unico luogo utile a rappresentare le istanze delle istituzioni, dei lavoratori e degli operatori del Porto di Taranto.</p>
<p>Il Sindaco ha inoltre fatta sua l’intransigenza sulla minima base di trattativa che consta dell&#8217;arrivo immediato di almeno un feeder al mese sui 900 metri di banchina disponibili.</p>
<p>Al neo Sottosegretario, delegato a presiedere il Tavolo per Taranto, saranno rappresentate con forza queste istanze, &lt;&lt;avendo chiaro, sin da ora, che non è più possibile derogare da una visione che abbia come obiettivo primario il rilancio e lo sviluppo del Porto&gt;&gt;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Taranto // &#8220;Animali in città&#8221;, Legambiente: comune insufficiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 15:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto // "Animali in città", Legambiente: comune insufficiente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> IV Rapporto nazionale Legambiente sui servizi e le attività per gli amici a quattro zampe.</strong></p>
<p><strong>Taranto: insufficiente la performance della ASL, pessima quella del Comune </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, <strong>sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese</strong>. <strong>Moltissimi in famiglia, tanti nelle colonie controllate, decisamente troppi per strada, nei canili o nei rifugi d’emergenza</strong>. E se cani e gatti sono le specie animali più diffuse nelle nostre case, sono moltissimi anche i conigli nani e i piccoli roditori, pesci, rettili più o meno innocui, uccelli autoctoni o tropicali. Le nostre città, inoltre, risultano essere sempre più popolate da animali selvatici come il gabbiano reale, storni, cornacchie ma anche volpi e cinghiali, attratti dal cibo disponibile e dalla minore presenza di predatori.</p>
<p>Per <strong>conoscere la situazione delle politiche per la gestione e il benessere degli animali in Italia</strong>, Legambiente, per il quarto anno consecutivo, ha sottoposto uno specifico questionario a tutte le Amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane. Le informazioni ricevute sono state raggruppate in <strong>macro aree di indagine, </strong><strong>quattro per le Amministrazioni comunali e tre per le Aziende sanitarie locali</strong>, con successiva attribuzione dei punteggi ottenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i <strong>Comuni capoluogo </strong>le quattro macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Quadro delle regole</strong>, rappresentato dai regolamenti comunali e dalle ordinanze sindacali che implementano e/o rafforzano la normativa vigente e/o articolano nuove e vecchie esigenze dei cittadini in ambito comunale; <strong>2) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati</strong> rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>3) </strong><strong>Organizzazione</strong> delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>4) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia.</p>
<p>Ognuna ha contribuito al massimo per <strong>25 punti </strong>con un totale di <strong>massimo 100 punti</strong>,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le <strong>Aziende sanitarie locali </strong>le macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati </strong>rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>2) </strong><strong>Organizzazione </strong>delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>3) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia. Le tre macro aree hanno contribuito per un massimo di <strong>30 punti </strong>le prime due, mentre la terza macro area, quella relativa ai controlli, ha contribuito per un massimo di <strong>40 punti, </strong>per un<strong> totale</strong> di <strong>massimo 100 punti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al punteggio totale così ottenuto da ciascun Ente è stata abbinata una <strong>valutazione complessiva della performance </strong>realizzata e, a seconda del punteggio raggiunto, queste le risultanti performance assegnate ai singoli Enti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; assenza di risposta → performance <strong>negativa (</strong>per mancanza di informazione)</p>
<p>&#8211; punteggio da 0 a 9,9 → performance <strong>pessima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 10 a 19,9 → performance <strong>scarsa</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 20 a 29,9 → performance <strong>insufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 30 a 39,9 → performance <strong>sufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 40 a 49,9 → performance <strong>buona</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 50 a 69,9 → performance <strong>ottima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 70 a 103/100 → performance <strong>eccellente</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Teoricamente la gran parte dei Comuni e delle Aziende sanitarie dovrebbe essere in condizioni di dare buone se non ottime risposte alle esigenze dei cittadini e dei nostri amici pelosi, piumosi o squamati, invece tra i <strong>Comuni </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>30 città </strong>sulle 85 che hanno risposto, pari al <strong>35% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, solo <strong>3 città </strong>(<strong>Modena, Ferrara e Verona</strong>) su 85, un modesto <strong>3,5%</strong>, e infine <strong>solo 2 città </strong>(<strong>Terni e Prato</strong>) superano i 50 punti su 100, ossia il <strong>2,5% </strong>e quindi ha una <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>Tra le <strong>Aziende sanitarie </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>22 aziende sanitarie </strong>su 74 che hanno risposto, pari al <strong>30% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, <strong>13 aziende sanitarie</strong>, pari al <strong>17,5% </strong>del campione, ed infine <strong>solo 1 azienda sanitaria </strong>supera i 50 punti su 100, ossia poco più dell’<strong>1% </strong>del campione, e quindi ha un <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Comune di Taranto con soli 6,5 punti su 100 ottiene una performance pessima</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>QUADRO DELLE REGOLE 0 punti</strong></li>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 1,5 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La ASL di Taranto, con 23 punti su 100 ottiene una performance insufficiente</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0,5 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 9,5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 13 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dall’analisi dei dati ricevuti  emergono grandi differenze tra una città e l’altra e tra le aziende sanitarie delle diverse regioni</strong>.</p>
<p><strong>La gran parte degli attuali</strong> <strong>costi</strong> è dovuta alla gestione dei cani presso i <strong>canili rifugio</strong>, strutture indispensabili per il modello attuale, ma oggettivamente fallimentari rispetto ad obiettivi credibili tanto di benessere animale che di contenimento dei costi a carico delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p><strong>Altro tema scottante</strong> e sul quale è urgente intervenire con controlli e sanzioni è quello dell’<strong>anagrafe canina</strong>, unica anagrafe animale ad oggi obbligatoria per gli animali in città, di competenza delle Aziende sanitarie locali</p>
<p><strong>I cani vaganti</strong>, siano essi padronali o randagi, coincidono con il principale elemento di conflittualità e sofferenza nell’ambito degli animali d’affezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con  il IV rapporto nazionale Animali in Città  <strong>Legambiente &lt;&lt;vuole dare un contributo alla crescita della corretta gestione dei milioni di amici a quattro zampe e dell&#8217;effettivo rispetto del loro benessere</strong>.</p>
<p>Bisogna saper passare da una fase pioneristica, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive ad una in cui tali esperienze diventino patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. <strong>Sebbene la sensibilità sia aumentata negli ultimi anni, c’è infatti ancora moltissimo da fare</strong>.</p>
<p>Le Istituzioni, anche a Taranto, potrebbero fare molto per i nostri amici a quattro zampe anche spendendo cifre contenute: in diverse città e Aziende sanitarie questo già avviene grazie a regole chiare e incentivanti unite a controlli efficaci e frequenti&gt;&gt;.</p>
<p>© ULTIMISSIME</p>
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		<title>Taranto // Palazzo degli Uffici tra furti ed abbandono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 14:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto // Palazzo degli Uffici tra furti ed abbandono</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ignoti la scorsa notte dopo essersi introdotti all’interno del cantiere edile del Palazzo degli Uffici, nella centralissima Piazza della Vittoria a Taranto, hanno asportato delle plafoniere in alluminio e due campane in bronzo installate nelle aule che sino al 2013 ospitavano le classi del liceo classico “Archita”. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Taranto Centro. Indagini in corso al fine di risalire ai responsabili.</p>
<p>Si tratta di uno dei palazzi più prestigiosi del borgo nuovo della città e fu costruito nel 700 per assolvere alla funzione di orfanotrofio ed ospitare i bambini poveri della città e gli orfani dei militari, per ordine di un Regio Decreto di Ferdinando IV di Borbone del 1787. Il palazzo è stato per più di un secolo sede del liceo &#8220;Archita&#8221;, famoso per essere stato frequentato da personalità illustri, tra le quali lo statista Aldo Moro.</p>
<p>Ancora una volta questo pezzo di storia della città dei due mari viene maltrattato. E mentre da ben 12 anni lungaggini burocratiche e appalti andati a finire male si susseguono, di pari passo alle amministrazioni comunali (del tutto indifferenti), i preziosi volumi presenti in questo stabile e il palazzo stesso vengono lasciati al loro (indecoroso) destino.</p>
<p>© ULTIMISSIME</p>
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