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	<title>Cassazione &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Referendum sulla giustizia, i promotori rinunciano al ricorso e puntano sulla campagna</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:59:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Confermato il voto per il referendum sulla giustizia nelle giornate del 22 e 23 marzo. I 15 giuristi promotori della raccolta firme — che ha raggiunto le 500mila sottoscrizioni — hanno annunciato che non presenteranno ricorso contro la scelta del governo di non modificare le date. Secondo i promotori, la decisione dell’esecutivo non rispetterebbe in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="438" data-end="723">Confermato il voto per il <strong data-start="464" data-end="494">referendum sulla giustizia</strong> nelle giornate del 22 e 23 marzo. I 15 giuristi promotori della raccolta firme — che ha raggiunto le 500mila sottoscrizioni — hanno annunciato che non presenteranno ricorso contro la scelta del governo di non modificare le date.</p>
<p data-start="725" data-end="1113">Secondo i promotori, la decisione dell’esecutivo non rispetterebbe in modo corretto la sequenza temporale prevista dall’articolo 15 della legge sul referendum. Una contestazione in sede giudiziaria, spiegano, sarebbe stata possibile e persino fondata. Tuttavia la linea scelta è diversa: niente nuova battaglia nelle aule dei tribunali e concentrazione totale sulla campagna referendaria.</p>
<p data-start="1115" data-end="1550">Il gruppo sottolinea inoltre che, con un’ordinanza della Cassazione, è stata già definita una nuova formulazione del quesito. A questo punto, quindi, l’obiettivo diventa informare e mobilitare gli elettori in vista dell’appuntamento di fine marzo. Il <strong data-start="1366" data-end="1396">referendum sulla giustizia</strong> entra così nella fase decisiva, quella in cui la partita si sposta dal confronto procedurale alla comunicazione pubblica e alla partecipazione al voto.</p>
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		<title>Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione equipara i monopattini ai veicoli</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 06:37:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Suprema Corte ha confermato un principio destinato a pesare sulla mobilità elettrica: chi guida un monopattino in stato di ebbrezza risponde penalmente come chi si mette al volante di un’auto. La decisione arriva dopo il ricorso di un uomo condannato per un incidente causato mentre circolava sotto l’effetto dell’alcol. I giudici hanno chiarito che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="95" data-end="420">La Suprema Corte ha confermato un principio destinato a pesare sulla mobilità elettrica: chi guida un monopattino in stato di ebbrezza risponde penalmente come chi si mette al volante di un’auto. La decisione arriva dopo il ricorso di un uomo condannato per un incidente causato mentre circolava sotto l’effetto dell’alcol.</p>
<p data-start="422" data-end="752">I giudici hanno chiarito che i monopattini rientrano nella definizione di veicolo prevista dal Codice della strada, poiché assimilati ai velocipedi. Questo significa che, se il tasso alcolemico supera i limiti, scattano le stesse sanzioni penali previste per la guida ubriaca: multe elevate e, nei casi gravi, perfino l’arresto.</p>
<p data-start="754" data-end="937">Non è invece prevista la sospensione della patente, perché per questi dispositivi non serve alcuna abilitazione alla guida. Resta però intatto tutto l’apparato sanzionatorio penale.</p>
<p data-start="939" data-end="1242">La decisione arriva in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza: gli incidenti che coinvolgono mezzi elettrici sono aumentati, spingendo diversi Comuni a introdurre restrizioni, come Firenze che dal 2026 eliminerà il servizio di sharing, o Roma che sta definendo aree di parcheggio dedicate.</p>
<p data-start="1244" data-end="1396" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La Cassazione ricorda così un principio semplice: la sicurezza stradale riguarda tutti, indipendentemente dal numero di ruote o dalla potenza del mezzo.</p>
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		<title>Crolla il ricorso sulla scalinata: la Cassazione chiude il caso di Trinità dei Monti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 06:19:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2014, quando una donna riportò gravi lesioni cadendo sulla scalinata di Trinità dei Monti, si è conclusa con un verdetto definitivo: nessun risarcimento. La Cassazione ha confermato le decisioni già espresse dai giudici di primo e secondo grado, stabilendo che la caduta non è imputabile allo stato dei gradini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="92" data-end="478">La lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2014, quando una donna riportò gravi lesioni cadendo sulla scalinata di Trinità dei Monti, si è conclusa con un verdetto definitivo: nessun risarcimento. La Cassazione ha confermato le decisioni già espresse dai giudici di primo e secondo grado, stabilendo che la caduta non è imputabile allo stato dei gradini, ma alla distrazione dell’utente.</p>
<p data-start="480" data-end="894">Secondo la Corte, la scalinata – monumento storico e per sua natura irregolare – non può essere considerata pericolosa in sé. Le condizioni di quel giorno erano ottimali: tempo sereno, nessuna folla, piena visibilità. La donna conosceva già il luogo e lo aveva percorso altre volte; proprio questo ha spinto i giudici a concludere che il rischio fosse perfettamente prevedibile e superabile con normali attenzioni.</p>
<p data-start="896" data-end="1212">Le lesioni riportate erano state gravi e l’iter giudiziario complesso, ma le ricostruzioni tecniche non hanno evidenziato difetti tali da far ricadere una responsabilità sul Comune. Per la Suprema Corte, la dinamica dell’incidente non è collegabile a un’anomalia della struttura, bensì a un comportamento imprudente.</p>
<p data-start="1214" data-end="1546" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sentenza mette così la parola fine alla richiesta di 130 mila euro di indennizzo e condanna la ricorrente anche alle spese processuali. Un caso che riporta al centro un principio spesso trascurato: nei luoghi pubblici, anche quando il contesto è storico o irregolare, l’attenzione personale resta il primo strumento di sicurezza</p>
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		<title>Cassazione: ItaliaRimborso fa scuola nella tutela dei passeggeri contro Neos</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 10:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova vittoria per i diritti dei viaggiatori arriva direttamente dalla Corte di Cassazione. ItaliaRimborso, società specializzata nell’assistenza ai passeggeri aerei, ha ottenuto la conferma definitiva della condanna di Neos per il ritardo di oltre tre ore del volo Montego Bay–Milano Malpensa del 21 luglio 2019. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="94" data-end="465">Una nuova vittoria per i diritti dei viaggiatori arriva direttamente dalla Corte di Cassazione. ItaliaRimborso, società specializzata nell’assistenza ai passeggeri aerei, ha ottenuto la conferma definitiva della condanna di Neos per il ritardo di oltre tre ore del volo Montego Bay–Milano Malpensa del 21 luglio 2019.</p>
<p data-start="467" data-end="879">La Suprema Corte ha chiarito che il diritto alla compensazione pecuniaria scatta anche se il passeggero non si presenta al check-in, qualora la compagnia abbia già comunicato il ritardo. In sostanza, ciò che conta è il ritardo effettivo all’arrivo, non la presenza fisica in aeroporto. La compensazione, hanno spiegato i giudici, serve a risarcire la perdita di tempo e il disagio subiti, non l’attesa al gate.</p>
<p data-start="881" data-end="1264">Neos aveva tentato di sottrarsi all’obbligo di pagamento invocando circostanze eccezionali, ma la Cassazione ha respinto la tesi, ritenendola infondata. Anzi, ha confermato la condanna al pagamento della compensazione, delle spese di lite e di una sanzione per responsabilità processuale aggravata, sottolineando la necessità di comportamenti corretti nei confronti dei passeggeri.</p>
<p data-start="1266" data-end="1653">Per ItaliaRimborso si tratta di un pronunciamento che consolida un principio giuridico importante: il passeggero ha diritto al rimborso quando un volo arriva con oltre tre ore di ritardo, anche se è stato informato in anticipo dello slittamento. Una decisione che rafforza ulteriormente la tutela dei consumatori e pone un punto fermo nelle relazioni tra compagnie aeree e viaggiatori.</p>
<p data-start="1655" data-end="1872">L’azienda commenta con soddisfazione: “<em>Non è solo una vittoria per i nostri assistiti, ma per tutti i passeggeri europei. Questa sentenza rappresenta un segnale forte di giustizia e trasparenza nel trasporto aereo”.</em></p>
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		<title>Flussi migratori, nuovo decreto per 500mila ingressi ma pochi i permessi reali</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 04:47:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto flussi che prevede l’ingresso di 500mila lavoratori stranieri in Italia nel triennio 2026-2028. La ripartizione annuale sarà precisa e articolata: 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, con quote dedicate a lavoro subordinato, autonomo, stagionale e al settore domestico. Nonostante le ambiziose previsioni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="126" data-end="469">Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto flussi che prevede l’ingresso di 500mila lavoratori stranieri in Italia nel triennio 2026-2028. La ripartizione annuale sarà precisa e articolata: 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, con quote dedicate a lavoro subordinato, autonomo, stagionale e al settore domestico.</p>
<p data-start="471" data-end="825">Nonostante le ambiziose previsioni, i dati degli anni precedenti rivelano una realtà molto diversa: nel 2024 solo il 7,8% delle quote assegnate si è trasformato in permessi di soggiorno regolari, e nel 2023 la percentuale era appena del 13%. Numeri che evidenziano un forte scollamento tra gli obiettivi politici e l’efficacia amministrativa del sistema.</p>
<p data-start="827" data-end="1061">Il decreto prevede anche collaborazioni con i Paesi d’origine e transito, campagne informative contro i traffici illegali e un’attenzione particolare ai lavoratori ad alta qualificazione. Tuttavia, rimangono molte criticità operative.</p>
<p data-start="1063" data-end="1300">Parallelamente, continuano le perplessità sull’accordo Italia-Albania per la gestione dei migranti: secondo la Cassazione, il protocollo solleva dubbi di costituzionalità, soprattutto in tema di diritti fondamentali e garanzie sanitarie.</p>
<p data-start="1302" data-end="1543" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In definitiva, il nuovo decreto appare ben strutturato sulla carta, ma l’esperienza passata insegna che la reale applicazione resta problematica. Manca ancora una strategia concreta per trasformare le quote in integrazione reale ed efficace.</p>
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		<title>Cassazione: gravi perplessità sul protocollo Italia-Albania per i migranti</title>
		<link>https://newsitalynews.it/diritti/2025/07/02/cassazione-gravi-perplessita-sul-protocollo-italia-albania-per-i-migranti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 04:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha sollevato dubbi rilevanti sulla legittimità costituzionale e sulla compatibilità con il diritto internazionale del protocollo siglato tra Italia e Albania per la gestione dei migranti. In una dettagliata relazione, la Suprema Corte ha evidenziato che l’accordo manca di una chiara definizione dei destinatari, generando possibili disparità di trattamento tra stranieri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="124" data-end="571">La Corte di Cassazione ha sollevato dubbi rilevanti sulla legittimità costituzionale e sulla compatibilità con il diritto internazionale del protocollo siglato tra Italia e Albania per la gestione dei migranti. In una dettagliata relazione, la Suprema Corte ha evidenziato che l’accordo manca di una chiara definizione dei destinatari, generando possibili disparità di trattamento tra stranieri trattenuti in Italia e quelli trasferiti in Albania.</p>
<p data-start="573" data-end="1036">Tra le criticità segnalate figurano la violazione del diritto alla salute e alla difesa, l’assenza di una disciplina procedurale adeguata per il diritto d’asilo, e la previsione del trattenimento come unica opzione, in contrasto con la normativa europea che lo contempla come extrema ratio. Inoltre, viene segnalato il rischio concreto di detenzioni arbitrarie nei centri albanesi e la scarsa affidabilità del sistema sanitario locale per garantire cure adeguate.</p>
<p data-start="1038" data-end="1324" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Secondo la Cassazione, l’intero impianto dell’accordo potrebbe compromettere garanzie fondamentali previste dalla Costituzione italiana e dai trattati europei, imponendo al legislatore una seria riflessione sull’opportunità e sulla sostenibilità giuridica di tale intesa internazionale.</p>
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		<title>Accesso non autorizzato a WhatsApp: la Cassazione lo considera reato penale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 04:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, la Corte di Cassazione ha stabilito che accedere senza permesso ai messaggi WhatsApp di un’altra persona costituisce reato. Il caso riguardava un uomo che, nel contesto di una causa di separazione, aveva estrapolato messaggi e registri chiamate dal telefono della sua ex moglie — dispositivi protetti da password. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="90" data-end="865">Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, la Corte di Cassazione ha stabilito che accedere senza permesso ai messaggi WhatsApp di un’altra persona costituisce reato. Il caso riguardava un uomo che, nel contesto di una causa di separazione, aveva estrapolato messaggi e registri chiamate dal telefono della sua ex moglie — dispositivi protetti da password. Nonostante la finalità dichiarata fosse difensiva, i giudici hanno ribadito che l’accesso abusivo a un sistema informatico, quale è considerata l’app di messaggistica, rappresenta una violazione grave della privacy e comporta conseguenze penali, fino a dieci anni di reclusione. Anche un accesso autorizzato ma prolungato nel tempo può rientrare nella sfera del penalmente rilevante.</p>
<p data-start="867" data-end="1324" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La pronuncia evidenzia un principio chiaro: la riservatezza digitale è tutelata al pari della corrispondenza tradizionale. L’invasione della sfera privata, anche all’interno di dinamiche familiari e coniugali, non può trovare giustificazione in finalità probatorie, se ottenute violando sistemi protetti. Si tratta di una conferma autorevole della necessità di rispettare i confini dell’altrui libertà informatica, anche nei rapporti personali più delicati.</p>
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		<title>Sbirciare il cellulare del partner è reato: lo dice la Cassazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 02:55:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Cassazione ha stabilito che sbirciare il cellulare del partner è reato, anche se si conosce il pin. Un uomo, infatti, è stato condannato per aver usato i messaggi della sua ex in una causa civile, violando la privacy e commettendo un accesso abusivo a un sistema informatico. Secondo i giudici, il consenso all’uso di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cassazione ha stabilito che sbirciare il cellulare del partner è reato, anche se si conosce il pin. Un uomo, infatti, è stato condannato per aver usato i messaggi della sua ex in una causa civile, violando la privacy e commettendo un accesso abusivo a un sistema informatico.</p>
<p>Secondo i giudici, il consenso all’uso di un telefono non è permanente: anche se il codice di sblocco era stato condiviso in passato, ciò non autorizza a utilizzarlo successivamente senza permesso. La legge tutela la riservatezza dei dati personali e considera il telefonino parte della sfera privata, vietando qualsiasi intrusione non autorizzata.</p>
<p>Questa decisione conferma che la privacy non è negoziabile, nemmeno tra persone che hanno avuto una relazione. Chi pensa di poter controllare i messaggi dell’altro senza conseguenze farebbe meglio a ricredersi: la giustizia non ammette giustificazioni quando si tratta di violazione della corrispondenza.</p>
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		<title>Bollette esagerate? Spetta al fornitore dimostrare il corretto funzionamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 01:58:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il contatore della luce non funziona come dovrebbe? Secondo una recente sentenza della Cassazione, spetta alla società fornitrice dimostrare che il contatore è in regola. Se l&#8217;utente contesta una bolletta troppo alta, deve semplicemente provare che i consumi non corrispondono allo storico delle fatture precedenti. In questo caso, è il fornitore che deve verificare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contatore della luce non funziona come dovrebbe? Secondo una recente sentenza della Cassazione, spetta alla società fornitrice dimostrare che il contatore è in regola.</p>
<p>Se l&#8217;utente contesta una bolletta troppo alta, deve semplicemente provare che i consumi non corrispondono allo storico delle fatture precedenti. In questo caso, è il fornitore che deve verificare il corretto funzionamento del contatore.</p>
<p>Insomma, il cliente non è più lasciato solo contro le bollette impazzite: se il contatore non funziona correttamente, sarà il fornitore a doverlo dimostrare.</p>
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		<title>Universitari fuori corso, la Cassazione dice: &#8220;Il mantenimento è un dovere&#8221;</title>
		<link>https://newsitalynews.it/italia/2024/09/16/universitari-fuori-corso-la-cassazione-dice-il-mantenimento-e-un-dovere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 01:31:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha stabilito che i genitori devono continuare a mantenere i figli che frequentano l&#8217;università anche se sono fuori corso, purché questi dimostrino di proseguire con serietà gli studi. Questa decisione è stata presa in seguito al ricorso di una madre, che ha visto ripristinato l&#8217;assegno di mantenimento per le sue figlie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha stabilito che i genitori devono continuare a mantenere i figli che frequentano l&#8217;università anche se sono fuori corso, purché questi dimostrino di proseguire con serietà gli studi. Questa decisione è stata presa in seguito al ricorso di una madre, che ha visto ripristinato l&#8217;assegno di mantenimento per le sue figlie maggiorenni.</p>
<p>La sentenza evidenzia che, in mancanza di indipendenza economica, il sostegno economico dei genitori deve proseguire, soprattutto per i giovani che mostrano di impegnarsi nel loro percorso universitario.</p>
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