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	<title>carenze farmaci &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Farmaci, costi in aumento con la guerra: imprese sotto pressione e rischio carenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.   La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="128" data-end="358"><strong>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.  </strong></p>
<p data-start="360" data-end="846">La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti in modo sensibile, e la possibilità che nei prossimi mesi si registrino difficoltà nelle forniture di alcuni medicinali. Il nodo è legato soprattutto alla crisi in Medio Oriente e ai suoi effetti sul prezzo del greggio, sui trasporti e sulla disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione.</p>
<p data-start="848" data-end="1200">Secondo Farmindustria, per le aziende il costo di produrre farmaci è aumentato di oltre il 20%. Un rincaro che si aggiunge a quelli accumulati negli ultimi anni, già segnati dalla guerra in Ucraina e dalla crisi del Mar Rosso. Per l’industria si tratta del terzo shock in quattro anni, con effetti diretti sulla sostenibilità delle attività produttive.</p>
<p data-start="1202" data-end="1629">A pesare non è solo l’energia. I rincari toccano anche componenti essenziali della filiera: alluminio, principi attivi, vetro, carta e materiali per il confezionamento. La conseguenza è una pressione crescente sulle imprese, che devono continuare a produrre in un contesto di prezzi regolati, senza poter scaricare facilmente gli aumenti sul mercato. In pratica, il maggior costo resta quasi interamente a carico delle aziende.</p>
<h2 data-section-id="15b0lgi" data-start="1631" data-end="1687">Farmaci costi di produzione, l’allarme dell’industria</h2>
<p data-start="1689" data-end="2027">Il rischio, spiegano i rappresentanti del settore, non è immediato ma potrebbe diventare concreto a partire dall’estate o subito dopo. L’ipotesi è quella di una riduzione delle forniture, soprattutto se la crisi dovesse prolungarsi e se l’Europa non dovesse intervenire con misure rapide sul fronte industriale e degli approvvigionamenti.</p>
<p data-start="2029" data-end="2431">Il punto più fragile resta la dipendenza dall’estero. L’Italia, come gran parte dell’Europa, continua a importare una quota molto rilevante di principi attivi e materie prime dall’Asia, in particolare da Cina e India. Questa esposizione rende l’intero sistema più vulnerabile nei momenti di instabilità internazionale. È una criticità emersa già durante la pandemia e che ora torna al centro con forza.</p>
<p data-start="2433" data-end="2759">Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea nella produzione dei principi attivi. L’obiettivo è ridurre una dipendenza considerata eccessiva, soprattutto quando le crisi geopolitiche mettono sotto stress logistica, prezzi e continuità degli approvvigionamenti.</p>
<h2 data-section-id="11bym2e" data-start="2761" data-end="2837">Produzione farmaceutica italiana, un settore che regge ma chiede risposte</h2>
<p data-start="2839" data-end="3166">Nonostante il quadro difficile, la farmaceutica resta uno dei comparti più solidi dell’economia italiana. Nel 2025 la produzione ha raggiunto 74 miliardi di euro, mentre l’export si è attestato a 69 miliardi. Numeri che confermano il peso del settore nel sistema industriale nazionale e il suo ruolo nell’attrarre investimenti.</p>
<p data-start="3168" data-end="3527">Gli investimenti complessivi hanno superato i 4 miliardi di euro, con una quota importante destinata alla ricerca clinica nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Anche l’occupazione resta su livelli alti, con oltre 72mila addetti e una dinamica ancora positiva. Sono dati che mostrano la capacità del comparto di reggere anche in una fase complessa.</p>
<p data-start="3529" data-end="3886">Resta però aperto il tema delle politiche europee. Secondo le imprese, alcune scelte regolatorie rischiano di penalizzare la competitività del settore proprio mentre altri Paesi stanno rafforzando ricerca, innovazione e attrazione di capitali. Il confronto riguarda non solo i costi industriali, ma anche brevetti, investimenti e sviluppo di nuove molecole.</p>
<p data-start="3888" data-end="4308">Il settore farmaceutico italiano si conferma quindi forte nei numeri, ma più esposto sul piano produttivo. La tenuta nei prossimi mesi dipenderà dalla durata della crisi e dalle decisioni che verranno prese a livello europeo. Per le aziende il punto è chiaro: senza una risposta rapida, l’aumento dei costi potrebbe trasformarsi in un problema concreto per la produzione e, di riflesso, per la disponibilità dei farmaci.</p>
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