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		<title>Ferrovie del Sud Est: una crisi senza fermate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2015 12:11:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Mamma oggi non vado a scuola che il pullman non è passato”. Questa affermazione, che all&#8217;apparenza potrebbe sembrare un classico pretesto utilizzato dai ragazzi per saltare una giornata scolastica, è invece l&#8217;infelice realtà di milioni di studenti e lavoratori del mezzogiorno pugliese, in particolare dei comuni di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce. La maggior azienda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Mamma oggi non vado a scuola che il pullman non è passato”. Questa affermazione, che all&#8217;apparenza potrebbe sembrare un classico pretesto utilizzato dai ragazzi per saltare una giornata scolastica, è invece l&#8217;infelice realtà di milioni di studenti e lavoratori del mezzogiorno pugliese, in particolare dei comuni di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce.<br />
La maggior azienda di trasporto pubblico operante nella regione Puglia, sono le Ferrovie del Sud Est che uniscono il capoluogo della Regione, Bari e gran parte della sua provincia, alle provincie di Brindisi, Lecce e Taranto, costituendo così, un esteso tessuto di comunicazione, completato dal servizio di trasporto pubblico con il vettore automobilistico, a servizio di oltre 130 comuni, da Bari fino a Gagliano del Capo.<br />
Negli ultimi anni le Ferrovie Sud Est, gestite per circa vent&#8217;anni dagli stessi menager, sono state investite da numerosi scandali, non solo dal punto di vista del servizio offerto agli abbonati, ma soprattutto di carattere economico. I numeri sono tragici, si parla infatti di 311 milioni di euro di debiti (tra i quali dovrebbero essere sommati i soldi del Tfr scomparsi), circa 1300 dipendenti che rischiano il posto e circa 1400 contenziosi del lavoro che, se si rivelassero sfavorevoli, aggraverebbero ulteriormente sulle casse dell&#8217;azienda pubblica.<br />
Continuando a parlare di numeri, praticamente un sesto del parco macchine disponibile non può essere utilizzato poiché non pienamente funzionante. Ovviamente non ci vuole molto a capire che, minori sono i mezzi disponibili, minore è il servizio offerto ai propri utenti, ma è ancor più grave quando si mettono a disposizione alcuni pullman ad alto rischio avaria, ed è proprio quello che sta accadendo negli ultimi mesi nelle strade dei comuni pugliesi.<br />
Un esempio è la testimonianza di una mamma di Avetrana, che racconta l&#8217;esperienza della figlia, passeggera del pullman poi andato a fuoco. “Una mattina, mia figlia ha preso la corsa per andare a scuola. I suoi compagni, dai sedili posteriori, hanno avvertito l&#8217;autista: qualcosa non andava. Dalle prese d&#8217;aria, all&#8217;altezza delle ruote, usciva fumo. Scena da incubo. Il conducente ha subito aperto gli sportelli, gli studenti hanno abbandonato il mezzo. Malgrado il fuoco divampasse, l&#8217;uomo è rientrato a suo rischio e pericolo per controllare che nessuno fosse rimasto nella vettura&#8221;.<br />
Non è concepibile che, al giorno d&#8217;oggi, una normale tratta quotidiana per raggiungere scuola si possa trasformare in tragedia, le avarie ai mezzi non sono di certo una novità ma ormai avvengono quotidianamente e con troppa regolarità.<br />
Intanto sulla gestione delle Ferrovie del Sud Est indagano la Corte dei conti e le procure di Firenze e Lecce, sotto la lente d&#8217;ingrandimento in particolare ci sono le spese dirigenziali e le parcelle elevatissime.<br />
Il ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, ha firmato un emendamento alla legge di stabilità, disponendo le nomine del commissario Andrea Viero e di due subcommissari: Domenico Mariani e Angelo Mautone. Il commissario Viero ad una prima analisi ha affermato: “Conti alla mano, la situazione è disastrosa. L&#8217;unica possibilità è l&#8217;amministrazione straordinaria.”<br />
Questo organismo resterà in carica un anno, al termine del quale la società potrebbe essere trasferita alla Regione a condizione che la ricognizione dei debiti porti con se anche il loro azzeramento, così come chiesto dalla regione.<br />
Si punta ad pareggio di bilancio già nel 2016, certamente non un obbiettivo semplice da raggiungere vista la situazione ma lo Stato, con il nuovo emendamento, ha già disposto 70 milioni a fondo perduto dei quali 50 servirebbero per l&#8217;immediato per non far affondare l&#8217;Ente inoltre sono stati erogati 17.5 milioni di euro sbloccati dal Ministero delle infrastrutture e trasporti del contributo d&#8217;esercizio del 2014.<br />
La regione come affermato in precedenza, vorrebbe acquisire l&#8217;azienda senza debiti ma ne vale la pena salvare le FSE invece che cederla ai privati? Intanto il ruolo del nuovo consiglio è quello di proporre un piano industriale per il rilancio effettivo dell&#8217;azienda, controllare gli sprechi e redigere una relazione pubblica sulle cause del dissesto.<br />
Che dire, cittadini, studenti e lavoratori pugliesi sperano che in questo 2016, si possa perlomeno migliorare l&#8217;attuale situazione della maggiore compagnia dei trasporti pugliese e raggiungere i propri posti di lavoro senza problemi.</p>
<p>Dati delle fonti:Fatto quotidiano, giornale.it di Emanuela Carucci</p>
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