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	<title>cani &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Patentino per i proprietari di cani: in Europa corsi obbligatori per chi adotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 06:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Europa prende forma un nuovo modello per la convivenza con gli animali domestici: il patentino per i proprietari di cani. In diversi Paesi si sta abbandonando l’idea delle “razze pericolose” per puntare invece sulla formazione obbligatoria di chi sceglie di vivere con un cane. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: migliorare la sicurezza pubblica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="119" data-end="403">In Europa prende forma un nuovo modello per la convivenza con gli animali domestici: il <strong data-start="207" data-end="246">patentino per i proprietari di cani</strong>. In diversi Paesi si sta abbandonando l’idea delle “razze pericolose” per puntare invece sulla formazione obbligatoria di chi sceglie di vivere con un cane.</p>
<p data-start="405" data-end="749">L’obiettivo è semplice ma ambizioso: migliorare la sicurezza pubblica e il benessere degli animali partendo dalla responsabilità dei proprietari. Secondo questo approccio, molti problemi legati alla convivenza tra esseri umani e cani non dipendono dalla razza, ma da una gestione inadeguata o da una scarsa conoscenza del comportamento animale.</p>
<h2 data-start="751" data-end="814">Patentino per i proprietari di cani: il modello della Spagna</h2>
<p data-start="816" data-end="1001">Uno degli esempi più recenti arriva dalla Spagna. Nel 2023 il Paese ha approvato una nuova legge sul benessere animale che introduce un <strong data-start="952" data-end="1000">corso obbligatorio per i proprietari di cani</strong>.</p>
<p data-start="1003" data-end="1339">Chi desidera adottare o acquistare un cane deve seguire una breve formazione online e superare un test finale. Il corso, gratuito e della durata di alcune ore, affronta temi fondamentali come l’etologia del cane, i suoi bisogni psicofisici, le basi dell’educazione e della socializzazione e le responsabilità legali di chi lo accudisce.</p>
<p data-start="1341" data-end="1665">Una volta ottenuto l’attestato, il proprietario è tenuto anche a stipulare un’assicurazione valida per tutta la vita dell’animale. La normativa introduce inoltre limiti alla riproduzione domestica non controllata e nuove regole sulla vendita degli animali, con l’obiettivo di contrastare abbandoni e cucciolate improvvisate.</p>
<h2 data-start="1667" data-end="1713">Il sistema tedesco: teoria ed esame pratico</h2>
<p data-start="1715" data-end="1923">In Germania il principio della formazione dei proprietari è stato introdotto già da tempo. Nella Bassa Sassonia, dal 2013, è previsto un vero e proprio <strong data-start="1867" data-end="1922">certificato di competenza per i proprietari di cani</strong>.</p>
<p data-start="1925" data-end="2209">Il sistema prevede due passaggi: una prova teorica e una pratica. L’esame teorico verifica la conoscenza del comportamento animale, delle regole di gestione e delle responsabilità del proprietario. La prova pratica, invece, valuta la capacità di gestire il cane nella vita quotidiana.</p>
<p data-start="2211" data-end="2390">La norma si applica a tutti i cani, indipendentemente dalla razza. L’obiettivo è prevenire situazioni di rischio e favorire una convivenza più equilibrata tra animali e cittadini.</p>
<h2 data-start="2392" data-end="2450">Formazione e responsabilità al centro delle nuove leggi</h2>
<p data-start="2452" data-end="2653">Sempre più legislazioni europee stanno quindi cambiando prospettiva. Il focus non è più sulla pericolosità attribuita ad alcune razze, ma sulla preparazione delle persone che decidono di avere un cane.</p>
<p data-start="2655" data-end="2854">Comprendere il comportamento degli animali, riconoscere i loro bisogni e sapere come educarli diventa la base per evitare incidenti, ridurre gli abbandoni e migliorare il rapporto tra uomo e animale.</p>
<h2 data-start="2856" data-end="2897">In Italia il dibattito è ancora aperto</h2>
<p data-start="2899" data-end="3122">In Italia il tema del <strong data-start="2921" data-end="2960">patentino per i proprietari di cani</strong> resta ancora oggetto di discussione. Non esiste una normativa nazionale uniforme e le iniziative sono spesso affidate a singole Regioni o amministrazioni locali.</p>
<p data-start="3124" data-end="3429">Nel dibattito politico è entrata anche una proposta di legge nata in Lombardia e ora all’esame del Senato. L’idea è introdurre un sistema di formazione simile a quello adottato in altri Paesi europei, con l’obiettivo di responsabilizzare i proprietari e migliorare la convivenza con gli animali domestici.</p>
<p data-start="3431" data-end="3659">Se il modello europeo dovesse consolidarsi, anche l’Italia potrebbe presto orientarsi verso un sistema basato non sulle razze considerate pericolose, ma sulla preparazione di chi sceglie di accogliere un cane nella propria vita.</p>
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		<title>La questione dei cani non registrati nelle città italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 09:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salute&Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe canina]]></category>
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		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<category><![CDATA[sinac]]></category>
		<category><![CDATA[veterinari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci sono circa 2 milioni di cani non registrati nell&#8217;anagrafe canina, di questi, 1,5 milioni si trovano in cinque regioni del centro-sud. Nel 2022, il numero di cani vaganti e randagi era preoccupante, oscillando rispettivamente tra 700-400mila e 350-200mila. Il XII rapporto di Legambiente &#8216;Animali in città 2023&#8216;, svela queste cifre. Rileva carenze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In<strong> Italia</strong> ci sono circa <strong>2 milioni</strong> di cani non registrati nell&#8217;anagrafe canina, di questi, 1,5 milioni si trovano in <strong>cinque</strong> <strong>regioni </strong>del<strong> centro-sud</strong>.</p>
<p>Nel 2022, il numero di cani vaganti e randagi era preoccupante, oscillando rispettivamente tra 700-400mila e 350-200mila.</p>
<p>Il <strong>XII rapporto</strong> di <strong>Legambiente</strong> &#8216;A<strong>nimali in città 2023</strong>&#8216;, svela queste cifre. Rileva carenze nella gestione dei cani, con lacune nella supervisione, regolamentazione e controlli.</p>
<p><strong>Legambiente</strong> ha proposto tre soluzioni: rafforzare l&#8217;approccio <strong>One Health</strong>, assumere 10.000 veterinari pubblici entro il 2030, e attivare il <strong>Sistema Informativo Nazionale degli Animali </strong>da<strong> Compagnia</strong> (<strong>Sinac</strong>) in tutte le regioni, per prevedere e fornire efficacemente i servizi necessari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I cani riconoscono le emozioni: lo dice la scienza</title>
		<link>https://newsitalynews.it/rassegna-stampa/2016/01/15/i-cani-riconoscono-le-emozioni-lo-dice-la-scienza-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 14:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Empiricamente lo sapevamo già da tempo, ma è stato dimostrato scientificamente solo ieri Che i cani fossero piuttosto empatici era cosa nota, ma nessuno lo aveva mai dimostrato scientificamente. Ci hanno pensato Natalia Albuquerque, Kun Guo, Anna Wilkinson, Carine Savalli, Emma Otta e Daniel Mills, dell’Università di Lincoln (UK) e di San Paolo (Brasile). Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Empiricamente lo sapevamo già da tempo, ma è stato dimostrato scientificamente solo ieri</p>
<p style="text-align: justify;">Che i cani fossero piuttosto empatici era cosa nota, ma nessuno lo aveva mai dimostrato scientificamente. Ci hanno pensato Natalia Albuquerque, Kun Guo, Anna Wilkinson, Carine Savalli, Emma Otta e Daniel Mills, dell’Università di Lincoln (UK) e di San Paolo (Brasile). Per la prima volta è stato dimostrato che gli amici a quattro zampe non mettono solo in atto comportamenti conseguenti ad un’azione, ma sono anche in grado di percepire stati emotivi, sia animali che umani. Per dimostrarlo i ricercatori hanno mostrato a 17 cani abbinamenti di immagini e suoni che rappresentavano diversi stati d’animo di sconosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">IL RICONOSCIMENTO EMOTIVO</p>
<p style="text-align: justify;">«In passato – spiega Kun Guo – gli studi hanno indicato che i cani sono in grado di distinguere tra emozioni umane attraverso alcuni “indizi”, come ad esempio le espressioni facciali. Ma non è la stessa cosa rispetto al riconoscimento emotivo. Il nostro lavoro dimostra che i cani hanno la capacità di integrare due diverse fonti di informazioni sensoriali, in una percezione coerente delle emozioni sia degli esseri umani che dei cani. Per farlo è necessario un sistema di classificazione interna delle emozioni. Questa capacità cognitiva è stata evidenziata finora solo nei primati e la capacità di fare questo tra diverse specie si è vista solo negli esseri umani»</p>
<p style="text-align: justify;">UNA CAPACITA’ INTRINSECA</p>
<p style="text-align: justify;">«Molti proprietari di cani – aggiunge Daniel Mills – ci segnalano nei loro aneddoti che gli animali domestici sembrano molto sensibili agli umori dei membri della loro “famiglia umana”. Il nostro studio è il primo a dimostrare che i cani riconoscono veramente le emozioni negli esseri umani e negli altri cani, senza ricevere alcuna formazione precedente o aver trascorso un periodo di familiarizzazione con i soggetti presentati nelle immagini o negli audio. Una capacità che quindi può essere intrinseca».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/1992921/i-cani-riconoscono-le-emozioni-lo-dice-la-scienza/" target="_blank" rel="noopener">Giornalettismo</a></p>
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		<title>Decapitava i cani e ne filmava le torture: 28 anni di carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 13:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto ha inizio con l&#8217;arrivo della polizia in un motel americano. Gli agenti erano stati chiamati perché uno dei clienti impediva di far fare le pulizie nella sua camera. Appena varcata la soglia dell&#8217;appartamento, la macabra scoperta. Il pavimento della stanza era completamente ricoperto di sangue. In un angolo, il cadavere di un cane smembrato. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutto ha inizio con l&#8217;arrivo della polizia in un motel americano. Gli agenti erano stati chiamati perché uno dei clienti impediva di far fare le pulizie nella sua camera. Appena varcata la soglia dell&#8217;appartamento, la macabra scoperta. Il pavimento della stanza era completamente ricoperto di sangue. In un angolo, il cadavere di un cane smembrato. Dopo alcune ore di ricerche, la polizia ritrova quattro teste di cane nascoste nei congelatori del motel. Sette le povere vittime della furia omicida.<br />
Autore della macabra mattanza, un uomo originario del Nevada, studente in psicologia, subito rintracciato e arrestato. Al momento del fermo, raccontava di non ricordare niente delle ultime tre settimane perché aveva assunto una dose massiccia di metanfetamine.<br />
I cani che gli erano stati donati o venduti da persone che si fidavano di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Jason Brown, questo il nome dell&#8217;assassino, ha spinto il suo sadismo agli estremi, filmando tutte le scene di tortura. Le immagini sono state analizzate durante il processo. In una registrazione, si sente Jason pronunciare queste parole: “i piccoli Chihuahua bianchi sono i miei preferiti. Se riesco a catturarne uno, gli faccio fare un giro nella casa delle torture di Jason.”</p>
<p style="text-align: justify;">
Il giudice Elliot Sattler, che ha condannato il criminale, non ha concesso nessuna attenuante, neppure la sua dipendenza dalla droga: 28 anni di carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, c&#8217;è da scommetterci, non sarebbe certo andata così&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/nevada_decapita_cani_condannato_filmati-1474181.html" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a></p>
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		<title>Uccisi con il veleno Sergente e Belle, i cani dei pastori ambientalisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 14:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamavano &#8220;Sergente&#8221; ( a sinistra nella foto ) e &#8220;Belle&#8221; ( a destra ), rispettivamente di 7 anni e di 1 anno e mezzo, ed erano due bellissimi esemplari di &#8220;maremmani&#8221; di proprietà della famiglia di pastori-ambientalisti di Acerra, i Cannavacciuolo. I due cani sono stati uccisi con il veleno, l&#8217;altro giorno. La diagnosi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Si chiamavano &#8220;Sergente&#8221; ( a sinistra nella foto ) e &#8220;Belle&#8221; ( a destra ), rispettivamente di 7 anni e di 1 anno e mezzo, ed erano due bellissimi esemplari di &#8220;maremmani&#8221; di proprietà della famiglia di pastori-ambientalisti di Acerra, i Cannavacciuolo. I due cani sono stati uccisi con il veleno, l&#8217;altro giorno. La diagnosi del veterinario conferma l&#8217;avvelenamento.<br />
I Cannavacciuolo ( il giovane Alessandro, 27 anni, è un noto e agguerrito ecologista della zona ) hanno sporto denuncia contro ignoti alla polizia. Sul posto, una proprietà recintata nella campagna di Acerra, si sono recati gli agenti del commissariato locale. Non sono state trovate tracce di veleno sul terreno per cui si pensa che la sostanza mortale sia stata offerta agli animali da qualcuno, forse mescolata a qualche boccone di carne.<br />
Da tempo i Cannavacciuolo non avevano più le pecore, abbattute nel 2008 per la presenza di diossina nel sangue. I cani si trovavano nel recinto di via Ciminiera, in contrada Pagliarone, di proprietà della stessa famiglia Cannavacciuolo. Se ne prendeva cura tutti i giorni un fratello di Alessandro, Franco.</p>
<p style="text-align: justify">fonte <a href="http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/uccisi_i_cani_dei_pastori_terra_dei_cuochi/notizie/1659992.shtml" target="_blank" rel="noopener">IlMattino</a></p>
<p style="text-align: justify">E.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2015/11/04/uccisi-con-il-veleno-sergente-e-belle-i-cani-dei-pastori-ambientalisti/">Uccisi con il veleno Sergente e Belle, i cani dei pastori ambientalisti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Taranto // &#8220;Animali in città&#8221;, Legambiente: comune insufficiente</title>
		<link>https://newsitalynews.it/uncategorized/2015/04/21/taranto-animali-in-citta-legambiente-comune-insufficiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 15:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Taranto // "Animali in città", Legambiente: comune insufficiente</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> IV Rapporto nazionale Legambiente sui servizi e le attività per gli amici a quattro zampe.</strong></p>
<p><strong>Taranto: insufficiente la performance della ASL, pessima quella del Comune </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di razza o meticci, piccolissimi o enormi, domestici o vaganti, <strong>sono tantissimi i cani e i gatti che vivono nel nostro Paese</strong>. <strong>Moltissimi in famiglia, tanti nelle colonie controllate, decisamente troppi per strada, nei canili o nei rifugi d’emergenza</strong>. E se cani e gatti sono le specie animali più diffuse nelle nostre case, sono moltissimi anche i conigli nani e i piccoli roditori, pesci, rettili più o meno innocui, uccelli autoctoni o tropicali. Le nostre città, inoltre, risultano essere sempre più popolate da animali selvatici come il gabbiano reale, storni, cornacchie ma anche volpi e cinghiali, attratti dal cibo disponibile e dalla minore presenza di predatori.</p>
<p>Per <strong>conoscere la situazione delle politiche per la gestione e il benessere degli animali in Italia</strong>, Legambiente, per il quarto anno consecutivo, ha sottoposto uno specifico questionario a tutte le Amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e alle Aziende sanitarie locali italiane. Le informazioni ricevute sono state raggruppate in <strong>macro aree di indagine, </strong><strong>quattro per le Amministrazioni comunali e tre per le Aziende sanitarie locali</strong>, con successiva attribuzione dei punteggi ottenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i <strong>Comuni capoluogo </strong>le quattro macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Quadro delle regole</strong>, rappresentato dai regolamenti comunali e dalle ordinanze sindacali che implementano e/o rafforzano la normativa vigente e/o articolano nuove e vecchie esigenze dei cittadini in ambito comunale; <strong>2) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati</strong> rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>3) </strong><strong>Organizzazione</strong> delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>4) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia.</p>
<p>Ognuna ha contribuito al massimo per <strong>25 punti </strong>con un totale di <strong>massimo 100 punti</strong>,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le <strong>Aziende sanitarie locali </strong>le macro aree sono state: <strong>1) </strong><strong>Risorse </strong>economiche impegnate <strong>e risultati </strong>rispetto ad alcuni degli aspetti con maggior ricaduta su cittadini e pubblica amministrazione; <strong>2) </strong><strong>Organizzazione </strong>delle strutture e dei servizi offerti ai cittadini; <strong>3) </strong><strong>Controlli</strong>, loro organizzazione ed efficacia. Le tre macro aree hanno contribuito per un massimo di <strong>30 punti </strong>le prime due, mentre la terza macro area, quella relativa ai controlli, ha contribuito per un massimo di <strong>40 punti, </strong>per un<strong> totale</strong> di <strong>massimo 100 punti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al punteggio totale così ottenuto da ciascun Ente è stata abbinata una <strong>valutazione complessiva della performance </strong>realizzata e, a seconda del punteggio raggiunto, queste le risultanti performance assegnate ai singoli Enti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211; assenza di risposta → performance <strong>negativa (</strong>per mancanza di informazione)</p>
<p>&#8211; punteggio da 0 a 9,9 → performance <strong>pessima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 10 a 19,9 → performance <strong>scarsa</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 20 a 29,9 → performance <strong>insufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 30 a 39,9 → performance <strong>sufficiente</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 40 a 49,9 → performance <strong>buona</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 50 a 69,9 → performance <strong>ottima</strong></p>
<p>&#8211; punteggio da 70 a 103/100 → performance <strong>eccellente</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Teoricamente la gran parte dei Comuni e delle Aziende sanitarie dovrebbe essere in condizioni di dare buone se non ottime risposte alle esigenze dei cittadini e dei nostri amici pelosi, piumosi o squamati, invece tra i <strong>Comuni </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>30 città </strong>sulle 85 che hanno risposto, pari al <strong>35% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, solo <strong>3 città </strong>(<strong>Modena, Ferrara e Verona</strong>) su 85, un modesto <strong>3,5%</strong>, e infine <strong>solo 2 città </strong>(<strong>Terni e Prato</strong>) superano i 50 punti su 100, ossia il <strong>2,5% </strong>e quindi ha una <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>Tra le <strong>Aziende sanitarie </strong>raggiungono una <strong>performance sufficiente</strong>, ossia almeno 30 punti su 100, <strong>22 aziende sanitarie </strong>su 74 che hanno risposto, pari al <strong>30% </strong>del campione, mentre hanno una <strong>performance buona</strong>, ossia almeno 40 punti su 100, <strong>13 aziende sanitarie</strong>, pari al <strong>17,5% </strong>del campione, ed infine <strong>solo 1 azienda sanitaria </strong>supera i 50 punti su 100, ossia poco più dell’<strong>1% </strong>del campione, e quindi ha un <strong>performance ottima</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Comune di Taranto con soli 6,5 punti su 100 ottiene una performance pessima</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>QUADRO DELLE REGOLE 0 punti</strong></li>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 1,5 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La ASL di Taranto, con 23 punti su 100 ottiene una performance insufficiente</strong></p>
<p>Questi i dati per macroarea:</p>
<ul>
<li><strong>RISORSE/RISULTATI 0,5 punti</strong></li>
<li><strong>ORGANIZZAZIONE/SERVIZI 9,5 punti</strong></li>
<li><strong>CONTROLLO 13 punti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dall’analisi dei dati ricevuti  emergono grandi differenze tra una città e l’altra e tra le aziende sanitarie delle diverse regioni</strong>.</p>
<p><strong>La gran parte degli attuali</strong> <strong>costi</strong> è dovuta alla gestione dei cani presso i <strong>canili rifugio</strong>, strutture indispensabili per il modello attuale, ma oggettivamente fallimentari rispetto ad obiettivi credibili tanto di benessere animale che di contenimento dei costi a carico delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p><strong>Altro tema scottante</strong> e sul quale è urgente intervenire con controlli e sanzioni è quello dell’<strong>anagrafe canina</strong>, unica anagrafe animale ad oggi obbligatoria per gli animali in città, di competenza delle Aziende sanitarie locali</p>
<p><strong>I cani vaganti</strong>, siano essi padronali o randagi, coincidono con il principale elemento di conflittualità e sofferenza nell’ambito degli animali d’affezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con  il IV rapporto nazionale Animali in Città  <strong>Legambiente &lt;&lt;vuole dare un contributo alla crescita della corretta gestione dei milioni di amici a quattro zampe e dell&#8217;effettivo rispetto del loro benessere</strong>.</p>
<p>Bisogna saper passare da una fase pioneristica, dove solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive ad una in cui tali esperienze diventino patrimonio diffuso e pratica viva in tutto il Paese. <strong>Sebbene la sensibilità sia aumentata negli ultimi anni, c’è infatti ancora moltissimo da fare</strong>.</p>
<p>Le Istituzioni, anche a Taranto, potrebbero fare molto per i nostri amici a quattro zampe anche spendendo cifre contenute: in diverse città e Aziende sanitarie questo già avviene grazie a regole chiare e incentivanti unite a controlli efficaci e frequenti&gt;&gt;.</p>
<p>© ULTIMISSIME</p>
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