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	<title>agenzia delle entrate &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>RICEVUTE POS, addio alla carta: dal 2026 non vanno più conservate per 10 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:32:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta cassetti pieni di ricevute sbiadite. Con un nuovo decreto Pnrr approvato dal governo, dal 2026 cambia una regola che ha pesato a lungo su negozi, locali e professionisti: le ricevute POS dei pagamenti elettronici non dovranno più essere conservate in formato cartaceo per dieci anni. Una semplificazione che arriva mentre l’Italia spinge sui pagamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="129" data-end="604">Basta cassetti pieni di ricevute sbiadite. Con un nuovo decreto Pnrr approvato dal governo, dal 2026 cambia una regola che ha pesato a lungo su negozi, locali e professionisti: le <strong data-start="309" data-end="325">ricevute POS</strong> dei pagamenti elettronici non dovranno più essere conservate in formato cartaceo per dieci anni. Una semplificazione che arriva mentre l’Italia spinge sui pagamenti digitali, con i Pos attivi saliti nel 2025 a <strong data-start="536" data-end="552">3,87 milioni</strong>, in crescita rispetto ai <strong data-start="578" data-end="594">3,75 milioni</strong> del 2024.</p>
<p data-start="606" data-end="883">La misura incide soprattutto sulla quotidianità di chi incassa con carte di credito, debito o prepagate. Meno carta da archiviare, meno tempo perso in conservazioni che spesso non aggiungevano nulla ai controlli, perché quelle ricevute erano già replicabili nei flussi bancari.</p>
<h3 data-start="885" data-end="937"> Ricevute POS, cosa prevede il decreto Pnrr</h3>
<p data-start="938" data-end="1164">La novità principale è l’eliminazione dell’obbligo di conservazione delle ricevute cartacee emesse dai terminali per i pagamenti elettronici. In concreto, la <strong data-start="1096" data-end="1112">ricevuta POS</strong> non sarà più un documento da tenere per dieci anni.</p>
<p data-start="1166" data-end="1721">Resta però un punto fermo: non cambiano gli obblighi su <strong data-start="1222" data-end="1263">scontrini, fatture e ricevute fiscali</strong>, che continuano a essere i documenti rilevanti dal punto di vista contabile e tributario. La prova del pagamento, quando serve dimostrare la tracciabilità, potrà arrivare attraverso la documentazione bancaria, anche in formato digitale. Il decreto stabilisce infatti che le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari possono sostituire la carta, purché riportino tutte le informazioni della singola operazione e siano pienamente consultabili.</p>
<h3 data-start="1723" data-end="1801">Perché la conservazione delle ricevute POS era considerata superflua</h3>
<p data-start="1802" data-end="2249">Le <strong data-start="1805" data-end="1821">ricevute POS</strong> non sono documenti contabili: attestano l’avvenuto pagamento, ma non sono necessarie per redigere il bilancio o per la dichiarazione fiscale. L’obbligo di conservarle per dieci anni era collegato alle regole sulla conservazione delle scritture contabili previste dal Codice civile, ma applicarlo alle ricevute dei terminali è stato a lungo visto dalle associazioni di categoria come un aggravio burocratico senza reale utilità.</p>
<p data-start="2251" data-end="2452">La direzione ora è chiara: la tracciabilità non passa più dalla carta stampata, ma dai dati. E gli estratti conto, insieme alla documentazione fiscale, diventano sufficienti a ricostruire l’operazione.</p>
<h3 data-start="2454" data-end="2534">Cosa cambia per il 730 e per i pagamenti alla Pubblica amministrazione</h3>
<p data-start="2535" data-end="2841">Sul fronte detrazioni, il principio è che basterà conservare lo <strong data-start="2599" data-end="2625">scontrino o la fattura</strong>, che già riportano le indicazioni utili sulla modalità di pagamento tracciabile. Se l’operazione è rintracciabile tra corrispettivo e movimento bancario, non sarà più necessario conservare anche la ricevuta del Pos.</p>
<p data-start="2843" data-end="3206">Novità importante anche per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione effettuati tramite piattaforme elettroniche come <strong data-start="2966" data-end="2976">pagoPA</strong>: l’amministrazione dovrà verificare l’avvenuto pagamento consultando i flussi informatici propri o quelli della piattaforma nazionale. Non potrà chiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta cartacea, nemmeno ai fini fiscali.</p>
<h3 data-start="3208" data-end="3296">Dal 1° gennaio 2026 parte l’obbligo di collegare Pos e registratori telematici</h3>
<p data-start="3297" data-end="3615">La vera rivoluzione, però, è già partita dal <strong data-start="3342" data-end="3361">1° gennaio 2026</strong>: è scattato l’obbligo di collegare i Pos ai registratori telematici che trasmettono i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è far dialogare pagamenti elettronici e vendite certificate, riducendo le discrepanze tra incassi e dichiarazioni.</p>
<p data-start="3617" data-end="4042">Il collegamento sarà gestito online tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia. Non servirà un collegamento fisico tra dispositivi e potrà essere effettuato direttamente dall’esercente o da un intermediario, come il commercialista. Per i Pos già installati, l’abbinamento dovrà avvenire entro <strong data-start="3914" data-end="3927">45 giorni</strong> dall’attivazione del servizio online, mentre per i nuovi dispositivi saranno previste finestre temporali dedicate.</p>
<h3 data-start="4044" data-end="4121">Chi deve adeguarsi e dove porta la digitalizzazione degli scontrini</h3>
<p data-start="4122" data-end="4446">L’obbligo riguarda chi certifica i corrispettivi con registratore telematico e accetta pagamenti elettronici. Rientrano i terminali da banco e mobili, i dispositivi collegati a tablet o smartphone, i sistemi virtuali integrati nei gestionali e anche le piattaforme e-commerce collegate alla certificazione dei corrispettivi.</p>
<p data-start="4448" data-end="4894">Il percorso verso lo scontrino sempre più digitale non si ferma alle ricevute Pos. La tabella di marcia indicata dal Parlamento prevede un adeguamento progressivo: nel 2027 la grande distribuzione, nel 2028 l’estensione a operatori sopra una soglia di volume d’affari, nel 2029 il coinvolgimento degli altri esercenti. L’obiettivo è una dematerializzazione dei corrispettivi sempre più completa e controlli fiscali più automatizzati e incrociati.</p>
<p data-start="4896" data-end="5282">Per chi lavora nel commercio e nella ristorazione, il cambiamento si traduce in una cosa semplice: meno carta da gestire e più importanza ai flussi digitali, che diventano la prova “ufficiale” del pagamento. Per i cittadini, significa una richiesta in meno quando si deve dimostrare la tracciabilità: contano i documenti fiscali e i movimenti bancari, non lo scontrino Pos nel cassetto.</p>
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		<title>Fisco e dati sanitari: le novità dal 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 06:39:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal 2025 l’Agenzia delle Entrate potrà accedere direttamente alle spese mediche e veterinarie presenti nel Sistema Tessera Sanitaria per verificare la correttezza delle detrazioni inserite nei modelli 730 e Redditi. La misura, introdotta da un decreto del Ministero dell’Economia del 29 ottobre 2025, punta a rendere i controlli più rapidi ed evitare richieste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="61" data-end="482">A partire dal 2025 l’Agenzia delle Entrate potrà accedere direttamente alle spese mediche e veterinarie presenti nel Sistema Tessera Sanitaria per verificare la correttezza delle detrazioni inserite nei modelli 730 e Redditi. La misura, introdotta da un decreto del Ministero dell’Economia del 29 ottobre 2025, punta a rendere i controlli più rapidi ed evitare richieste di documenti cartacei, come scontrini e fatture.</p>
<p data-start="484" data-end="825">L’accesso riguarderà solo le dichiarazioni selezionate per i controlli formali previsti dalla normativa, consentendo ai funzionari di confrontare in modo immediato i dati trasmessi dagli operatori sanitari con quelli dichiarati dal contribuente. Verranno visualizzati importi, date, tipologia delle prestazioni e informazioni sull’erogatore.</p>
<p data-start="827" data-end="1125">È confermata la possibilità per i cittadini di opporsi alla trasmissione o alla consultazione di alcune spese, tramite le funzionalità disponibili sul portale della Tessera Sanitaria. In caso di opposizione, però, sarà necessario conservare tutta la documentazione, pronta da mostrare se richiesta.</p>
<p data-start="1127" data-end="1408">Il decreto introduce anche una modifica al calendario degli adempimenti: dal 2025 l’invio dei dati sanitari da parte di medici e strutture diventerà annuale, con scadenza al 31 gennaio dell’anno successivo. Una semplificazione che mira a rendere più uniforme il flusso informativo.</p>
<p data-start="1410" data-end="1666">Per Caf e professionisti, l’accesso diretto ai dati da parte del Fisco rafforzerà l’affidabilità del visto di conformità, rendendo più lineari i controlli e riducendo l’uso della documentazione cartacea, salvo per le spese escluse o oggetto di opposizione.</p>
<p data-start="1668" data-end="1844" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In sintesi, la riforma punta a digitalizzare e snellire le verifiche fiscali, garantendo allo stesso tempo strumenti di tutela per i contribuenti più attenti alla riservatezza.</p>
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		<title>Accordo milionario tra i fratelli Elkann e il Fisco: chiusa la questione tributaria sull’eredità Agnelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 03:04:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La vicenda fiscale legata all’eredità di Marella Agnelli si conclude con un accordo da 175 milioni di euro tra i fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann e l’Agenzia delle Entrate. I tre hanno scelto di definire la controversia tributaria senza alcuna ammissione di colpa, preferendo un pagamento immediato per evitare un lungo contenzioso. L’intesa chiude [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="152" data-end="488">La vicenda fiscale legata all’eredità di Marella Agnelli si conclude con un accordo da 175 milioni di euro tra i fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann e l’Agenzia delle Entrate. I tre hanno scelto di definire la controversia tributaria senza alcuna ammissione di colpa, preferendo un pagamento immediato per evitare un lungo contenzioso.</p>
<p data-start="490" data-end="768">L’intesa chiude il capitolo fiscale ma non mette fine alle questioni giudiziarie: a Torino prosegue l’inchiesta penale per presunte irregolarità, tra cui la contestata residenza svizzera della nonna, sospettata di aver agevolato l’evasione fiscale attraverso strutture offshore.</p>
<p data-start="770" data-end="986" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli Elkann, che respingono ogni accusa, potrebbero richiedere misure alternative al processo. L’accordo rappresenta una soluzione per ridare serenità alla famiglia, ma il procedimento giudiziario resta ancora aperto.</p>
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		<title>Evasione fiscale in Italia: oltre 1.274 miliardi di euro non versati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 02:56:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’evasione fiscale in Italia continua a essere un problema gigantesco, con un totale di 1.274 miliardi di euro di imposte non pagate negli ultimi 25 anni. Secondo l’analisi della Cgia di Mestre, il fenomeno coinvolge 22,8 milioni di contribuenti, tra persone fisiche, aziende e liberi professionisti. Il 58% dell’evasione si concentra nelle regioni del Centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/economia/2025/03/02/evasione-fiscale-in-italia-oltre-1-274-miliardi-di-euro-non-versati/">Evasione fiscale in Italia: oltre 1.274 miliardi di euro non versati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="76" data-end="386">L’evasione fiscale in Italia continua a essere un problema gigantesco, con un totale di <strong data-start="164" data-end="190">1.274 miliardi di euro</strong> di imposte non pagate negli ultimi 25 anni. Secondo l’analisi della Cgia di Mestre, il fenomeno coinvolge <strong data-start="297" data-end="329">22,8 milioni di contribuenti</strong>, tra persone fisiche, aziende e liberi professionisti.</p>
<p data-start="388" data-end="761">Il <strong data-start="391" data-end="460">58% dell’evasione si concentra nelle regioni del Centro e del Sud</strong>, mentre il restante <strong data-start="481" data-end="511">42% è attribuibile al Nord</strong>. Tra le regioni più colpite spiccano il <strong data-start="552" data-end="561">Lazio</strong>, con un debito pro-capite di <strong data-start="591" data-end="606">39.673 euro</strong>, seguito da <strong data-start="619" data-end="643">Campania e Lombardia</strong>. In valore assoluto, invece, la Lombardia detiene il record con <strong data-start="708" data-end="758">259,3 miliardi di euro di crediti non riscossi</strong>.</p>
<p data-start="763" data-end="1123">Nonostante vari tentativi di contrasto, come il cashback e la lotteria degli scontrini, il recupero delle somme resta complesso: <strong data-start="892" data-end="953">solo il 7,9% del totale è realmente aggredibile dal Fisco</strong>. Nel frattempo, l’evasione continua a rappresentare un peso per l’economia italiana, con conseguenze su servizi pubblici e pressione fiscale per chi paga regolarmente.</p>
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		<title>Uccisa dal marito, ora la sua famiglia deve pagare le tasse sul risarcimento inesistente</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2025/02/27/uccisa-dal-marito-ora-la-sua-famiglia-deve-pagare-le-tasse-sul-risarcimento-inesistente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 02:42:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una vicenda paradossale quella che vede protagonista la famiglia di Giulia Galiotto, uccisa brutalmente dal marito Marco Manzini nel 2009. A distanza di anni, i genitori e la sorella della vittima si trovano a fronteggiare una situazione surreale: lo Stato ha inviato loro cartelle esattoriali per le tasse su un risarcimento che non hanno mai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2025/02/27/uccisa-dal-marito-ora-la-sua-famiglia-deve-pagare-le-tasse-sul-risarcimento-inesistente/">Uccisa dal marito, ora la sua famiglia deve pagare le tasse sul risarcimento inesistente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="425" data-end="807">Una vicenda paradossale quella che vede protagonista la famiglia di <strong data-start="508" data-end="527">Giulia Galiotto</strong>, uccisa brutalmente dal marito <strong data-start="559" data-end="576">Marco Manzini</strong> nel 2009. A distanza di anni, i genitori e la sorella della vittima si trovano a fronteggiare una situazione surreale: <strong data-start="696" data-end="805">lo Stato ha inviato loro cartelle esattoriali per le tasse su un risarcimento che non hanno mai ricevuto.</strong></p>
<h3 data-start="809" data-end="856">Una giustizia che lascia l’amaro in bocca</h3>
<p data-start="857" data-end="1261">Condannato a <strong data-start="870" data-end="890">19 anni e 4 mesi</strong>, Manzini ha lasciato il carcere nel <strong data-start="927" data-end="935">2022</strong> in regime di semilibertà e nel luglio 2024 ha terminato la sua pena. Il tribunale aveva stabilito per la famiglia Galiotto un risarcimento di <strong data-start="1078" data-end="1101">1,2 milioni di euro</strong>, ma i soldi non sono mai arrivati. L&#8217;unico tentativo di &#8220;pagare&#8221; da parte dell&#8217;assassino? <strong data-start="1192" data-end="1211">50 euro al mese</strong>, rifiutati sdegnosamente dai parenti di Giulia.</p>
<h3 data-start="1263" data-end="1289">Il paradosso fiscale</h3>
<p data-start="1290" data-end="1554">Oggi, oltre al dolore, la famiglia deve affrontare anche la burocrazia: <strong data-start="1362" data-end="1444">lo Stato chiede loro il pagamento delle tasse su quel risarcimento inesistente</strong>. Cartelle esattoriali da <strong data-start="1470" data-end="1490">6.000 euro l&#8217;una</strong> sono state recapitate a padre, madre e sorella della vittima.</p>
<p data-start="1556" data-end="1778">&#8220;<em>La vera violenza è anche nelle istituzioni</em>&#8220;, denuncia <strong data-start="1611" data-end="1631">Giovanna Ferrari</strong>, madre di Giulia. &#8220;<em>Siamo fortunati a poterci difendere, ma molte famiglie rinunciano alla giustizia per paura di trovarsi in situazioni simili</em>&#8220;.</p>
<h3 data-start="1780" data-end="1814">L&#8217;omicidio e la beffa finale</h3>
<p data-start="1815" data-end="2138">Giulia fu uccisa con <strong data-start="1836" data-end="1871">nove colpi di pietra alla testa</strong>, poi gettata nel Secchia per simulare un suicidio. Manzini, dopo aver finto preoccupazione, fu incastrato e condannato. Ma mentre lui oggi è un uomo libero, i parenti della vittima devono ancora pagare un prezzo altissimo. <strong data-start="2095" data-end="2136">Giustizia? No, solo l’ennesima beffa.</strong></p>
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		<title>Google paga 326 milioni al fisco italiano: indagine archiviata</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2025/02/25/google-paga-326-milioni-al-fisco-italiano-indagine-archiviata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 03:00:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Google ha versato 326 milioni di euro al fisco italiano per chiudere un contenzioso tributario relativo agli anni 2015-2020. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per frode fiscale, riconoscendo che si è trattato di elusione e non di evasione. L’inchiesta, che coinvolgeva Google Ireland Limited, ipotizzava una &#8220;stabile organizzazione occulta&#8221; in Italia, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="70" data-end="339">Google ha versato 326 milioni di euro al fisco italiano per chiudere un contenzioso tributario relativo agli anni 2015-2020. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per frode fiscale, riconoscendo che si è trattato di elusione e non di evasione.</p>
<p data-start="341" data-end="643">L’inchiesta, che coinvolgeva Google Ireland Limited, ipotizzava una &#8220;stabile organizzazione occulta&#8221; in Italia, con tasse non versate su pubblicità e royalties. Nonostante il disaccordo con l’Agenzia delle Entrate, Google ha accettato di saldare il conto, come già accaduto per altri giganti del web.</p>
<p data-start="645" data-end="791" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il caso si chiude con un assegno multimilionario, confermando la tendenza delle Big Tech a risolvere le controversie fiscali con maxi-transazioni.</p>
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		<title>Natale 2024, il Fisco chiarisce: bonus da 100 euro per famiglie e lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 01:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità per ottenere il Bonus Natale 2024 da 100 euro. Questo incentivo è riservato ai lavoratori dipendenti con un reddito inferiore a 28mila euro nel 2024, con coniuge e almeno un figlio fiscalmente a carico. Anche le famiglie monogenitoriali possono beneficiarne, purché rispettino i requisiti. Il bonus sarà erogato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità per ottenere il Bonus Natale 2024 da 100 euro. Questo incentivo è riservato ai lavoratori dipendenti con un reddito inferiore a 28mila euro nel 2024, con coniuge e almeno un figlio fiscalmente a carico. Anche le famiglie monogenitoriali possono beneficiarne, purché rispettino i requisiti.</p>
<p>Il bonus sarà erogato con la tredicesima e per ottenerlo bisogna presentare una richiesta scritta al datore di lavoro. Il bonus non influisce sul reddito e chi ha più lavori deve indicare quale datore lo erogherà.</p>
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		<title>Rendite catastali: le ristrutturazioni fanno volare l’IMU a Roma e Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 02:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le recenti ristrutturazioni incentivate da bonus e Superbonus potrebbero far lievitare le rendite catastali e l&#8217;IMU sulle seconde case e residenze di lusso, specialmente a Roma e Milano. Un cambio di classe catastale, risultato dei lavori, può tradursi in aumenti fino al 30% delle tasse sugli immobili. Il governo ha avviato un controllo a tappeto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le recenti ristrutturazioni incentivate da bonus e Superbonus potrebbero far lievitare le rendite catastali e l&#8217;IMU sulle seconde case e residenze di lusso, specialmente a Roma e Milano. Un cambio di classe catastale, risultato dei lavori, può tradursi in aumenti fino al 30% delle tasse sugli immobili. Il governo ha avviato un controllo a tappeto per scovare le &#8220;case fantasma&#8221; e aggiornare il catasto, imponendo una revisione obbligatoria entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Anche i proprietari di case che hanno usufruito di bonus pubblici in passato potrebbero subire sanzioni, con effetti significativi sulle loro finanze.</p>
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		<title>Fisco smart: rivoluzione digitale con l&#8217;Agenzia delle Entrate e App IO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 12:19:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo dove l&#8217;efficienza è re e la tecnologia il suo scettro, ecco spuntare l&#8217;ultimo grido in materia di burocrazia 2.0: il Fisco Smart. Questa innovazione, figlia dell&#8217;era digitale, promette di relegare alle cronache del passato quei pomeriggi trascorsi a sfogliare tra montagne di carta, alla ricerca di quella benedetta scadenza che sembra sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo dove l&#8217;efficienza è re e la tecnologia il suo scettro, ecco spuntare l&#8217;ultimo grido in materia di burocrazia 2.0: il <strong>Fisco Smart</strong>. Questa innovazione, figlia dell&#8217;era digitale, promette di relegare alle cronache del passato quei pomeriggi trascorsi a sfogliare tra montagne di carta, alla ricerca di quella benedetta scadenza che sembra sempre giocare a nascondino quando più ne abbiamo bisogno.</p>
<h4>Il Fisco a portata di Click</h4>
<p>In una mossa che farebbe impallidire persino i più scettici tecnofili, l&#8217;Agenzia delle Entrate ha stretto un&#8217;alleanza con l&#8217;App IO, la piattaforma dei servizi pubblici che sta rapidamente diventando l&#8217;app preferita sullo smartphone degli italiani. Questa partnership è nata sotto il segno del <strong>Fisco Smart</strong>, con un obiettivo ambizioso: rendere le comunicazioni tra cittadini e fisco un gioco da ragazzi, sicuro e immediato.</p>
<p>Non più attese interminabili per ricevere un rimborso, dimenticanze fatali sulla scadenza dell&#8217;imposta di registro o sulla rateizzazione del dovuto. Con <strong>Fisco Smart</strong>, ogni notifica arriva puntuale sul tuo dispositivo mobile, come un amico che ti ricorda &#8220;Ehi, è il momento di occuparsi di quella cosa&#8221;.</p>
<h4>Addio carta, denvenuta digitalizzazione</h4>
<p>I messaggi personalizzati sull&#8217;App IO segnano una svolta epocale: finiscono nel dimenticatoio sms e email, mezzi un tempo prediletti ma ora troppo esposti ai pericoli del phishing. Questo cambio di rotta non è solo una vittoria contro i malintenzionati che mirano ai nostri dati personali, ma è anche un passo avanti verso un <strong>Fisco Smart</strong> più verde, che riduce l&#8217;uso della carta.</p>
<h4>Notifiche su misura per Te</h4>
<p>Per ora, il servizio si divide in due tipologie di notifiche: &#8220;Comunicazioni per te&#8221; e &#8220;Le tue Scadenze&#8221;. Entrambe sono personalizzate e coprono tutto il necessario per navigare le acque talvolta turbolente del fisco senza perdere la bussola. Dall&#8217;arrivo di un rimborso alla scadenza di un contratto di locazione, ogni comunicazione ha l&#8217;obiettivo di rendere la tua vita un po&#8217; più facile.</p>
<p>Il f<strong>isco Smart</strong> non è solo un&#8217;app o un servizio. È una filosofia, un nuovo modo di interagire con il fisco che sposa tecnologia e semplicità. E mentre l&#8217;App IO si prepara ad accogliere nuove funzionalità, una cosa è certa: l&#8217;era della burocrazia digitale è solo all&#8217;inizio.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/innovazione/2024/04/15/fisco-smart-rivoluzione-digitale-con-lagenzia-delle-entrate-e-app-io/">Fisco smart: rivoluzione digitale con l&#8217;Agenzia delle Entrate e App IO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Recupero crediti fiscali: solo l&#8217;8% è riscuotibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 08:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Recupero Crediti Fiscali rappresenta uno dei maggiori ostacoli per l&#8217;economia italiana. Secondo le ultime rivelazioni dell&#8217;Agenzia delle Entrate, il volume dei crediti fiscali non incassati ha superato la cifra astronomica di 1.200 miliardi di euro al termine del 2023. Tuttavia, una parte significativa di questo &#8220;magazzino della riscossione&#8221; si rivela essere un miraggio, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/economia/2024/02/02/recupero-crediti-fiscali-solo-l8-e-riscuotibile/">Recupero crediti fiscali: solo l&#8217;8% è riscuotibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Recupero Crediti Fiscali</strong> rappresenta uno dei maggiori ostacoli per l&#8217;economia italiana. Secondo le ultime rivelazioni dell&#8217;Agenzia delle Entrate, il volume dei crediti fiscali non incassati ha superato la cifra astronomica di 1.200 miliardi di euro al termine del 2023. Tuttavia, una parte significativa di questo &#8220;magazzino della riscossione&#8221; si rivela essere un miraggio, con solo l&#8217;8% degli arretrati effettivamente recuperabile.</p>
<p>Tra i crediti irrecuperabili, che ammontano al 40% del totale, figurano quelli intestati a soggetti deceduti, nullatenenti, o aziende ormai chiuse o fallite. Questa situazione pone una sfida colossale per l&#8217;efficienza del sistema fiscale, limitando le risorse disponibili per servizi pubblici e investimenti.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, i pagamenti rateali emergono come uno strumento prezioso, rappresentando oltre il 50% degli incassi. Questa opzione offre ai contribuenti la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale, dimostrando l&#8217;importanza di politiche fiscali flessibili nel facilitare il <strong>recupero crediti fiscali</strong>.</p>
<p>L&#8217;introduzione di metodi innovativi, come l&#8217;analisi dei dati social per identificare discrepanze nel tenore di vita dei contribuenti, sottolinea l&#8217;impegno dell&#8217;Erario nel combattere l&#8217;evasione fiscale. Queste iniziative, tuttavia, richiedono un equilibrio delicato per assicurare che non si traducano in una percezione negativa tra i cittadini.</p>
<p>Le dichiarazioni del viceministro all&#8217;Economia e le reazioni del mondo politico evidenziano la complessità del dibattito sull&#8217;evasione fiscale. L&#8217;obiettivo è chiaro: creare un sistema fiscale più equo, che premi la conformità e offra possibilità di recupero per chi si trova in difficoltà, senza trasformarsi in una caccia alle streghe.</p>
<p>Il <strong>recupero crediti fiscali</strong> si pone come una sfida cruciale per il futuro economico dell&#8217;Italia. Affrontare efficacemente questa problematica richiede un mix di fermezza, innovazione, e comprensione, con l&#8217;obiettivo di ristabilire un equilibrio sostenibile tra le necessità dello Stato e i diritti dei contribuenti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/economia/2024/02/02/recupero-crediti-fiscali-solo-l8-e-riscuotibile/">Recupero crediti fiscali: solo l&#8217;8% è riscuotibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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