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	<title>sostenibilità &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Il riciclo del vetro in Italia supera le aspettative europee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 04:29:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia la raccolta e il riciclo del vetro raggiungono un nuovo traguardo. Secondo i dati diffusi dal Consorzio Recupero Vetro (CoReVe), il tasso di riciclo si attesta all’80,3%, superando ampiamente l’obiettivo europeo del 75% previsto per il 2030. Negli ultimi dieci anni, la quantità di vetro riciclato è aumentata del 26,6%, a fronte di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="101" data-end="476">In Italia la raccolta e il riciclo del vetro raggiungono un nuovo traguardo. Secondo i dati diffusi dal Consorzio Recupero Vetro (CoReVe), il tasso di riciclo si attesta all’80,3%, superando ampiamente l’obiettivo europeo del 75% previsto per il 2030. Negli ultimi dieci anni, la quantità di vetro riciclato è aumentata del 26,6%, a fronte di un consumo cresciuto dell’11,8%.</p>
<p data-start="478" data-end="763">Durante l’evento “Visione Trasparente” tenutosi a Milano, CoReVe ha illustrato non solo i dati aggiornati, ma anche le innovazioni nel settore, tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la qualità della raccolta e la riduzione delle emissioni nei forni di lavorazione.</p>
<p data-start="765" data-end="1173">Il riciclo ha effetti positivi sia per l’ambiente che per l’economia: nel solo 2024 sono stati risparmiati 394 milioni di metri cubi di gas e sono state evitate 2,3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Inoltre, CoReVe ha riconosciuto ai Comuni italiani 113 milioni di euro, riducendo anche la quantità di vetro destinata alle discariche, con un risparmio economico stimato in oltre 400 milioni di euro.</p>
<p data-start="1175" data-end="1428">Non mancano però le differenze regionali: al Nord si raggiungono medie di raccolta più elevate rispetto al Sud, dove alcune aree risultano ancora in difficoltà. Per ridurre questo divario, CoReVe sta investendo in campagne informative e progetti mirati.</p>
<p data-start="1430" data-end="1738">Il presidente di CoReVe, Gianni Scotti, ha sottolineato come l’impegno dei cittadini sia stato fondamentale nel raggiungere questi risultati, evidenziando l’importanza della collaborazione tra amministrazioni, operatori e cittadini per proseguire nel percorso di crescita della filiera del riciclo del vetro.</p>
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		<title>Settore olivicolo: approvata alla Camera una risoluzione per rilanciare la filiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 03:17:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una risoluzione fondamentale per il settore olivicolo-oleario italiano. Il testo, frutto di un lavoro condiviso tra forze politiche e rappresentanti del settore, accoglie le istanze avanzate da Aifo (Associazione Italiana Frantoiani Oleari) e introduce misure per rafforzare la competitività del comparto. Uno dei punti chiave [&#8230;]</p>
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<p data-start="99" data-end="498">La <strong data-start="102" data-end="155">Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati</strong> ha approvato all’unanimità una risoluzione fondamentale per il <strong data-start="219" data-end="248">settore olivicolo-oleario</strong> italiano. Il testo, frutto di un lavoro condiviso tra forze politiche e rappresentanti del settore, accoglie le istanze avanzate da <strong data-start="381" data-end="431">Aifo (Associazione Italiana Frantoiani Oleari)</strong> e introduce misure per rafforzare la competitività del comparto.</p>
<p data-start="500" data-end="933">Uno dei punti chiave è il <strong data-start="526" data-end="569">riconoscimento del ruolo del frantoiano</strong>, figura centrale nella produzione di <strong data-start="607" data-end="648">olio extravergine di oliva di qualità</strong>, che finora non aveva ottenuto un’adeguata valorizzazione istituzionale. La risoluzione prevede anche un&#8217;importante <strong data-start="765" data-end="836">revisione della normativa sulla gestione delle acque di vegetazione</strong>, promuovendo una maggiore sostenibilità e favorendo il riutilizzo degli scarti di lavorazione.</p>
<p data-start="935" data-end="1271">Un altro aspetto strategico riguarda la <strong data-start="975" data-end="1041">modifica dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) dell’olio</strong>, ispirata al modello di successo del settore vinicolo. L’obiettivo è creare <strong data-start="1118" data-end="1152">fondi stabili per investimenti</strong>, sostenere i produttori e incrementare la promozione dell’<strong data-start="1211" data-end="1241">olio extravergine italiano</strong> nei mercati internazionali.</p>
<p data-start="1273" data-end="1533">Tra le novità, anche la creazione di una <strong data-start="1314" data-end="1375">Commissione Unica Nazionale per la trasparenza dei prezzi</strong> e l’introduzione di un <strong data-start="1399" data-end="1465">Sistema di Qualità Nazionale per l’olio extravergine (SQN-OAQ)</strong>, che garantirà standard certificati per i prodotti di eccellenza.</p>
<p data-start="1535" data-end="1769">Infine, la risoluzione promuove la creazione di un’<strong data-start="1586" data-end="1645">organizzazione interprofessionale del settore olivicolo</strong>, per rafforzare la coesione tra i produttori e contrastare la concorrenza internazionale, in particolare quella spagnola.</p>
<p data-start="1771" data-end="2066" data-is-last-node="">L’approvazione di questo testo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un comparto strategico per l’<strong data-start="1883" data-end="1920">agricoltura e l’economia italiana</strong>. Ora spetta al Governo tradurre gli impegni in misure attuative, per garantire un futuro più solido e competitivo all’olio extravergine italiano.</p>
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		<title>Energia verde: accordo Italia, Albania ed Emirati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 03:04:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Italia, Albania ed Emirati Arabi Uniti uniscono le forze in un progetto ambizioso per produrre energia verde in Albania e trasportarla in Italia. Durante la Abu Dhabi Sustainability Week, Giorgia Meloni ha annunciato con orgoglio l’intesa che coinvolge governi e settori privati dei tre Paesi, sottolineando l’importanza delle interconnessioni energetiche per una transizione sostenibile e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Italia, Albania ed Emirati Arabi Uniti uniscono le forze in un progetto ambizioso per produrre energia verde in Albania e trasportarla in Italia. Durante la Abu Dhabi Sustainability Week, Giorgia Meloni ha annunciato con orgoglio l’intesa che coinvolge governi e settori privati dei tre Paesi, sottolineando l’importanza delle interconnessioni energetiche per una transizione sostenibile e per rafforzare la diplomazia energetica.</p>
<p>Il progetto, del valore di un miliardo di euro, sarà operativo entro tre anni e rappresenta un passo decisivo per rendere l’Italia un hub strategico tra Europa e Africa. Meloni ha anche ribadito il potenziale della fusione nucleare, una tecnologia innovativa che potrebbe rivoluzionare il settore energetico, offrendo energia pulita e sicura.</p>
<p>Un’iniziativa che guarda al futuro, rafforzando i legami internazionali e promuovendo un mix energetico capace di combinare sostenibilità e innovazione.</p>
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		<title>2025, bottiglie in plastica più sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 03:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2025, le bottiglie in plastica per bevande dovranno contenere almeno il 25% di materiale riciclato, secondo la direttiva UE 2019/904. L&#8217;obiettivo è ridurre l&#8217;impatto ambientale della plastica monouso e favorire un&#8217;economia circolare. Entro il 2030, questa percentuale salirà al 30%. La norma impone un cambiamento significativo per i produttori, spingendoli verso innovazioni che potrebbero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2025, le bottiglie in plastica per bevande dovranno contenere almeno il 25% di materiale riciclato, secondo la direttiva UE 2019/904. L&#8217;obiettivo è ridurre l&#8217;impatto ambientale della plastica monouso e favorire un&#8217;economia circolare. Entro il 2030, questa percentuale salirà al 30%.</p>
<p>La norma impone un cambiamento significativo per i produttori, spingendoli verso innovazioni che potrebbero rivoluzionare il mercato. Anche i consumatori giocheranno un ruolo chiave, scegliendo prodotti realizzati con materiali riciclati per sostenere questa transizione.</p>
<p>Questa iniziativa rappresenta un passo importante nella lotta all’inquinamento, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti plastici e promuovere la sostenibilità ambientale in tutta Europa.</p>
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		<title>Italia, più auto che abitanti: flop delle emissioni basse</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 03:23:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia guida l&#8217;UE con 694 auto per 1.000 abitanti, superando la media europea di 571. Nonostante un leggero aumento delle auto a basse emissioni (17,4% nei capoluoghi), la transizione verso ibride ed elettriche rimane lenta: solo lo 0,6% delle auto è elettrico. Il Sud è il fanalino di coda con il 12,5% di auto green, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia guida l&#8217;UE con 694 auto per 1.000 abitanti, superando la media europea di 571. Nonostante un leggero aumento delle auto a basse emissioni (17,4% nei capoluoghi), la transizione verso ibride ed elettriche rimane lenta: solo lo 0,6% delle auto è elettrico. Il Sud è il fanalino di coda con il 12,5% di auto green, mentre diesel e benzina continuano a dominare. L&#8217;indice del potenziale inquinante migliora, ma il parco auto italiano resta indietro rispetto alla rivoluzione ecologica europea.</p>
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		<title>Giardini e terrazze: proroga bonus verde fino al 2025 in arrivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 03:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>una detrazione Irpef del 36% su un massimo di 5.000 euro di spesa per interventi su giardini, terrazze e spazi verdi privati. La misura, proposta in tre emendamenti dalla maggioranza, mira a incentivare il miglioramento delle aree verdi. Tra i lavori ammessi rientrano la sistemazione del verde, la realizzazione di impianti di irrigazione, pergolati e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>una detrazione Irpef del 36% su un massimo di 5.000 euro di spesa per interventi su giardini, terrazze e spazi verdi privati. La misura, proposta in tre emendamenti dalla maggioranza, mira a incentivare il miglioramento delle aree verdi.</p>
<p>Tra i lavori ammessi rientrano la sistemazione del verde, la realizzazione di impianti di irrigazione, pergolati e giardini pensili. Sono detraibili anche le spese per la progettazione, incluse analisi ambientali e microclimatiche. L&#8217;agevolazione è riservata agli immobili a uso abitativo, con una detrazione ridotta per quelli ad uso promiscuo.</p>
<p>Per ottenere il bonus, è necessario conservare le fatture e utilizzare metodi di pagamento tracciabili. Le spese vanno dichiarate nel modello 730. Se la proroga sarà confermata, ci sarà ancora tempo per investire in spazi verdi migliorando estetica e sostenibilità.</p>
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		<title>Nuove generazioni green, ma l&#8217;auto resta nei sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 01:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie nazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giovani italiani sembrano sempre più orientati verso la mobilità sostenibile, ma l&#8217;auto di proprietà rimane nei loro piani futuri. Secondo un&#8217;indagine, il 60% presta attenzione alle emissioni di CO2, preferendo mezzi pubblici, biciclette o camminare, mentre solo il 31% continua a utilizzare auto e moto tradizionali. Nonostante l&#8217;impegno per ridurre l&#8217;impatto ambientale, c&#8217;è ancora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I giovani italiani sembrano sempre più orientati verso la mobilità sostenibile, ma l&#8217;auto di proprietà rimane nei loro piani futuri. Secondo un&#8217;indagine, il 60% presta attenzione alle emissioni di CO2, preferendo mezzi pubblici, biciclette o camminare, mentre solo il 31% continua a utilizzare auto e moto tradizionali. Nonostante l&#8217;impegno per ridurre l&#8217;impatto ambientale, c&#8217;è ancora sfiducia nelle capacità delle città italiane di supportare pienamente la transizione ecologica.</p>
<p>Per accelerare il cambiamento, i giovani chiedono trasporti pubblici più efficienti, più infrastrutture per la mobilità elettrica e incentivi per favorire l&#8217;uso di mezzi ecologici. Tuttavia, per la maggior parte, l’auto di proprietà resta una necessità per il futuro, soprattutto se le città non diventeranno realmente sostenibili.</p>
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		<title>Obbligo di tappi attaccati alle bottiglie: vantaggi e impatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 02:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento plastico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi, l&#8217;Unione Europea impone l&#8217;obbligo di tappi attaccati alle bottiglie di plastica, parte della direttiva sulla plastica monouso del 2019. Questa misura mira a ridurre l&#8217;inquinamento plastico, prevenendo la dispersione dei tappi nell&#8217;ambiente. La Commissione Europea ha rilevato che tappi e coperchi di plastica sono tra gli oggetti più comuni trovati sulle spiagge. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi, l&#8217;Unione Europea impone l&#8217;obbligo di tappi attaccati alle bottiglie di plastica, parte della direttiva sulla plastica monouso del 2019. Questa misura mira a ridurre l&#8217;inquinamento plastico, prevenendo la dispersione dei tappi nell&#8217;ambiente. La Commissione Europea ha rilevato che tappi e coperchi di plastica sono tra gli oggetti più comuni trovati sulle spiagge.</p>
<p>In Olanda, l&#8217;introduzione dei tappi attaccati ha già dimostrato benefici, riducendo il numero di tappi raccolti lungo le coste. Tuttavia, l&#8217;Italia è sotto osservazione per non aver recepito correttamente la normativa, con una procedura di infrazione avviata a maggio.</p>
<p>La plastica monouso rappresenta un grave problema ambientale, con milioni di tonnellate di rifiuti plastici che entrano nell&#8217;ambiente ogni anno. Migliorare la raccolta differenziata è essenziale per affrontare questo problema.</p>
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		<title>Pianeta a rischio: il grido del WWF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 04:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[La Terra è malata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Terra è malata. Questo è l&#8217;allarme lanciato dal WWF Italia in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. La Terra è malata perché abbiamo superato 6 dei 9 limiti planetari stabiliti per garantire la stabilità del nostro ecosistema. E no, non si tratta di un capriccio del Pianeta, ma delle nostre abitudini che sembrano uscite direttamente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Terra è malata. Questo è l&#8217;allarme lanciato dal WWF Italia in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. La Terra è malata perché abbiamo superato 6 dei 9 limiti planetari stabiliti per garantire la stabilità del nostro ecosistema. E no, non si tratta di un capriccio del Pianeta, ma delle nostre abitudini che sembrano uscite direttamente da un manuale di autodistruzione.</p>
<p>Nel 2015, si è scoperto che il cambiamento climatico, l&#8217;integrità della biosfera (ovvero la perdita di biodiversità), il cambiamento d&#8217;uso del suolo e i flussi biogeochimici avevano già sorpassato i limiti. Non contenti, nel 2022, abbiamo oltrepassato anche il confine delle entità inquinanti, con la plastica in prima linea a minacciare ecosistemi marini e terrestri. E come se non bastasse, nel 2023, abbiamo esagerato con l&#8217;utilizzo di acqua dolce.</p>
<p>Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia, afferma: &#8220;<em>Vivere felici entro i limiti non è solo una questione di ridistribuzione delle risorse, ma anche di riduzione dei consumi complessivi e di trasformazione dei sistemi di approvvigionamento&#8221;</em>. Parole sante, ma ci ascolterà qualcuno?</p>
<p>Non solo la Terra è malata, ma anche noi. E non parliamo solo di malattie fisiche. &#8220;<em>Nel ranking stilato dal World Happiness Report quest&#8217;anno, l&#8217;Italia continua a perdere posizioni, attestandosi al 41esimo posto</em>&#8220;, rileva il WWF. La nostra frenesia di consumo ci rende meno felici, meno soddisfatti. Siamo sempre più distanti dalla natura e, di conseguenza, da noi stessi.</p>
<p>Il WWF con la campagna &#8220;Our Future&#8221; lancia un messaggio chiaro: &#8220;<em>è fondamentale comprendere la complessità e l&#8217;importanza dell&#8217;interconnessione tra sostenibilità e felicità delle persone</em>&#8220;. Tradotto: vivere entro i limiti del Pianeta non solo ci salverà la pelle, ma ci renderà anche più felici.</p>
<p>&#8220;<em>È necessario limitare le attività dannose e intraprendere azioni che ci consentano di rimanere all&#8217;interno di questi confini</em>&#8220;, conclude Eva Alessi. Il nostro Pianeta è malato e la cura dipende da noi. Meno plastica, meno consumi, più rispetto per la natura. Non è solo questione di salvare la Terra, ma di salvare noi stessi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/tutte-le-sezioni/ambiente/2024/06/08/pianeta-a-rischio-il-grido-del-wwf/">Pianeta a rischio: il grido del WWF</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Mobilità e Ambiente: perché la rottamazione anticipata non basta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 04:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta, secondo uno studio pubblicato su &#8220;Environmental Research: Infrastructure and Sustainability&#8220;. La ricerca rivela che i limiti alla durata della vita delle auto, se non accompagnati da strategie complementari, sono inefficaci nel ridurre le emissioni di gas serra. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta</h4>
<p>La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta, secondo uno studio pubblicato su &#8220;<em>Environmental Research: Infrastructure and Sustainability</em>&#8220;. La ricerca rivela che i limiti alla durata della vita delle auto, se non accompagnati da strategie complementari, sono inefficaci nel ridurre le emissioni di gas serra. La rottamazione anticipata dei veicoli potrebbe, anzi, aumentare i costi e l&#8217;uso dei materiali.</p>
<h3>L&#8217;illusione della rottamazione anticipata</h3>
<p>Nel tentativo di combattere le emissioni di gas serra, alcune strategie hanno puntato sulla riduzione della durata di vita dei veicoli passeggeri. Tuttavia, la rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta se non viene implementata con misure aggiuntive come la riduzione delle emissioni della rete elettrica e il miglioramento del consumo di carburante.</p>
<p>Secondo lo studio, i veicoli leggeri (LDV) contribuiscono per il 17% alle emissioni annuali di gas serra negli Stati Uniti, e imporre un limite di 15 anni alla loro durata non porterà a una significativa riduzione delle emissioni. In realtà, questa misura potrebbe amplificare alcuni effetti negativi, come l&#8217;uso di materiali critici e l&#8217;ecotossicità delle batterie per i veicoli elettrici.</p>
<h3>I costi nascosti della rottamazione</h3>
<p>Accelerare il turnover della flotta attraverso la rottamazione incentivata dei veicoli più vecchi può ridurre il consumo complessivo di carburante, ma ha anche degli impatti negativi. La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta se consideriamo i costi elevati della produzione e delle emissioni di fine vita dovuti al maggior numero di veicoli prodotti e rottamati.</p>
<h3>La necessità di strategie complementari</h3>
<p>I limiti alla durata della vita delle auto devono essere affiancati da strategie complementari per essere efficaci. Lo studio suggerisce che la rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta senza una riduzione dell&#8217;intensità delle emissioni della rete elettrica, il miglioramento del consumo di carburante dei veicoli e la riduzione delle emissioni della produzione di veicoli. <em>Heather MacLean, professoressa all&#8217;Università di Toronto</em>, sostiene che i limiti alla durata della vita possono essere utili, ma solo come parte di una strategia integrata più ampia.</p>
<p>La rottamazione anticipata non basta per salvare il pianeta da sola. È essenziale integrare questa misura con strategie complementari che riducano le emissioni della rete elettrica, migliorino l&#8217;efficienza del carburante e riducano le emissioni nella produzione dei veicoli. Solo un approccio integrato potrà realmente contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/motori/2024/05/25/mobilita-e-ambiente-perche-la-rottamazione-anticipata-non-basta/">Mobilità e Ambiente: perché la rottamazione anticipata non basta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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