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	<title>Campania &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Allerta epatite A in Campania, scatta il divieto sui frutti di mare crudi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 07:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano i casi di epatite A in Campania e scattano misure urgenti per contenere la diffusione del virus. Nel mese di marzo i ricoveri sono saliti a 150 e, nelle ultime 48 ore, all’ospedale Cotugno sono stati registrati almeno 15 nuovi casi. Un dato che ha spinto le autorità sanitarie e amministrative ad alzare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="539" data-end="956">Aumentano i casi di <strong data-start="559" data-end="584">epatite A in Campania</strong> e scattano misure urgenti per contenere la diffusione del virus. Nel mese di marzo i ricoveri sono saliti a 150 e, nelle ultime 48 ore, all’ospedale Cotugno sono stati registrati almeno 15 nuovi casi. Un dato che ha spinto le autorità sanitarie e amministrative ad alzare il livello di attenzione, intervenendo soprattutto sul consumo di molluschi e frutti di mare crudi.</p>
<p data-start="958" data-end="1493">Il quadro emerso è considerato particolarmente delicato. Secondo quanto rilevato dal Dipartimento di prevenzione della Asl Napoli 1, la diffusione del virus risulta superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e addirittura di 41 volte rispetto agli ultimi tre anni. Da qui la decisione della Regione Campania di disporre controlli lungo tutta la filiera della vendita dei molluschi, con verifiche mirate per limitare i rischi legati alla commercializzazione e al consumo di prodotti potenzialmente contaminati.</p>
<p data-start="1495" data-end="1961">Sul fronte locale, il sindaco di Napoli ha firmato un’ordinanza urgente che vieta ai ristoranti di servire ai clienti frutti di mare crudi. Il provvedimento non riguarda soltanto le attività di ristorazione, ma contiene anche un invito diretto ai cittadini: evitare il consumo domestico di questi alimenti senza una cottura adeguata. L’obiettivo è ridurre le occasioni di contagio in una fase in cui l’incremento dei casi preoccupa ospedali e servizi di prevenzione.</p>
<p data-start="1963" data-end="2268">Per chi vive o si trova in Campania, il messaggio è chiaro: in questa fase la prudenza passa anche dalla tavola. La raccomandazione è rinunciare ai frutti di mare crudi e scegliere solo prodotti ben cotti, in attesa che i controlli e le misure adottate contribuiscano a riportare i numeri sotto controllo.</p>
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		<title>Napoli, lite nel condominio: inquilino morde il proprietario e gli strappa l’orecchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una violenta lite in condominio a Napoli si è conclusa con un uomo ferito in modo grave e un arresto. È accaduto nella zona di Villaricca 2, dove da oltre una settimana i residenti convivono con la mancanza d’acqua. Una situazione di forte tensione che, secondo quanto ricostruito, avrebbe acceso lo scontro tra un proprietario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="614" data-end="996">Una violenta lite in condominio a Napoli si è conclusa con un uomo ferito in modo grave e un arresto. È accaduto nella zona di Villaricca 2, dove da oltre una settimana i residenti convivono con la mancanza d’acqua. Una situazione di forte tensione che, secondo quanto ricostruito, avrebbe acceso lo scontro tra un proprietario di casa di 63 anni e uno degli affittuari, di 33 anni.</p>
<p data-start="998" data-end="1394">La discussione è nata nello stabile mentre tra i presenti cresceva il nervosismo per il disservizio idrico. Al centro del confronto c’era proprio l’origine del problema: non era chiaro, infatti, se la responsabilità fosse del locatore oppure degli enti coinvolti nella gestione del guasto. Regione e Comune sarebbero già intervenuti sulla vicenda, ma il ripristino sarebbe avvenuto solo in parte.</p>
<p data-start="1396" data-end="1776">Nel corso del litigio, scoppiato nella rampa delle scale, la situazione è degenerata rapidamente. Secondo la ricostruzione, il 63enne avrebbe colpito il 33enne con un pugno. A quel punto l’inquilino avrebbe reagito mordendo il proprietario di casa e strappandogli parte dell’orecchio. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti una scena di grande caos.</p>
<p data-start="1778" data-end="2066">Il proprietario ferito è stato trasferito in ospedale, dove risulta ancora in osservazione per lo strappo di parte del padiglione auricolare. Il 33enne è stato invece arrestato e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. L’accusa contestata è quella di lesioni personali aggravate.</p>
<p data-start="2068" data-end="2316">L’episodio riporta l’attenzione su una vicenda che in città era già nota: il disagio legato all’assenza d’acqua, in uno stabile già provato da giorni di tensione, avrebbe finito per trasformare un confronto tra residenti in una brutale aggressione.</p>
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		<title>Monaldi, Iervolino resta al suo posto: “Su Domenico mi ha tradita Oppido”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:26:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caso Domenico: Anna Iervolino non si dimette e respinge l’ipotesi di lasciare la guida dell’Azienda ospedaliera dei Colli. La direttrice generale del Monaldi, intervenendo sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il fallito trapianto di cuore, afferma di voler restare al suo posto per chiarire ogni passaggio e impedire che un dramma simile possa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="656" data-end="1033"><strong data-start="656" data-end="673">Caso Domenico</strong>: Anna Iervolino non si dimette e respinge l’ipotesi di lasciare la guida dell’Azienda ospedaliera dei Colli. La direttrice generale del Monaldi, intervenendo sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il fallito trapianto di cuore, afferma di voler restare al suo posto per chiarire ogni passaggio e impedire che un dramma simile possa ripetersi.</p>
<p data-start="1035" data-end="1564">Iervolino sostiene che eventuali responsabilità penali e civili siano personali e che tocchi alla magistratura accertarle. Sul piano gestionale, invece, rivendica di avere sempre agito cercando un equilibrio tra la tutela dei pazienti e l’interesse collettivo. Nelle sue dichiarazioni emerge anche il peso umano della vicenda. La manager racconta di avere vissuto con forte partecipazione emotiva le ore e i giorni successivi all’intervento, fino a maturare la convinzione di dover restare per affrontare le conseguenze del caso.</p>
<p data-start="1566" data-end="1980">Nel ricostruire i fatti, Iervolino spiega di avere compreso solo progressivamente la reale gravità dell’accaduto. Un primo campanello d’allarme sarebbe arrivato il 29 dicembre, dopo le dimissioni del cardiologo Giuseppe Limongelli, che conosceva la famiglia del bambino e che, secondo quanto riferito, non era stato informato dal team trapiantologico. Da quel momento, racconta, qualcosa ha iniziato a non tornare.</p>
<p data-start="1982" data-end="2622">Il giorno successivo la direttrice generale ha convocato la responsabile del percorso trapianti e il primario della cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, che aveva eseguito l’intervento. In quell’occasione, riferisce Iervolino, le sarebbe stato spiegato che il cuore arrivato da Bolzano era stato danneggiato da ghiaccio non idoneo. La conferma scritta sarebbe arrivata solo l’8 gennaio, quando nella relazione si parla di un organo trovato come “un blocco di ghiaccio”. È proprio su questo passaggio che la direttrice dice di essersi sentita tradita dal primario, anche sul fronte dell’obbligo di una corretta informazione ai familiari.</p>
<p data-start="2624" data-end="3022">Da allora sono partiti audit interni, verifiche e nuove ispezioni. Iervolino assicura piena collaborazione con magistratura, ispettori regionali e ministeriali. Per chi legge, il punto centrale resta uno: il caso Domenico continua ad aprire interrogativi pesanti sulla catena decisionale, sulla comunicazione interna e sui controlli in un settore delicatissimo come quello dei trapianti pediatrici.</p>
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		<title>Fondazione Domenico Caliendo, a Napoli raccolti 30mila euro per aiutare le vittime di malasanità</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/03/11/fondazione-domenico-caliendo-a-napoli-raccolti-30mila-euro-per-aiutare-le-vittime-di-malasanita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Domenico Caliendo nascerà ufficialmente il 18 marzo a Napoli con un obiettivo preciso: offrire assistenza legale e supporto alle famiglie che si ritengono vittime di presunti casi di malasanità. La costituzione formale è fissata alle ore 18 in via dei Mille 16, davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro, alla presenza dei genitori del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="114" data-end="538">La <strong data-start="144" data-end="176">Fondazione Domenico Caliendo</strong> nascerà ufficialmente il 18 marzo a Napoli con un obiettivo preciso: offrire assistenza legale e supporto alle famiglie che si ritengono vittime di presunti casi di malasanità. La costituzione formale è fissata alle ore 18 in via dei Mille 16, davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro, alla presenza dei genitori del piccolo Domenico e del comitato promotore.</p>
<p data-start="540" data-end="926">La nascita della fondazione arriva al termine di una mobilitazione che ha coinvolto persone da tutta Italia. In poche settimane, infatti, la raccolta fondi ha raggiunto quota 30mila euro, somma ritenuta necessaria per avviare concretamente il progetto. Un risultato che, per i promotori, rappresenta il primo passo per trasformare un dolore privato in un impegno pubblico e strutturato.</p>
<p data-start="928" data-end="1315">La <strong data-start="931" data-end="963">Fondazione Domenico Caliendo</strong> punta a diventare un punto di riferimento per chi affronta vicende simili. Non soltanto assistenza legale, ma anche supporto psicologico e relazionale per le famiglie coinvolte. Tra le finalità dell’ente rientrano inoltre iniziative dedicate alla memoria di Domenico e attività di sensibilizzazione sui rischi collegati ai presunti casi di malasanità.</p>
<p data-start="1317" data-end="1697">Dal comitato promotore arriva un messaggio di ringraziamento per la vicinanza ricevuta in queste settimane. I promotori parlano di un sostegno decisivo, capace di trasformare una spinta spontanea di solidarietà in un progetto stabile. La fondazione, nelle intenzioni dei suoi sostenitori, vuole essere una casa per chi vive un dolore simile e cerca ascolto, orientamento e tutela.</p>
<p data-start="1699" data-end="1981">Chi desidera contribuire potrà continuare a farlo attraverso le modalità di donazione già attivate dal comitato, mentre la costituzione del 18 marzo segnerà l’avvio ufficiale di un percorso che punta a dare aiuto concreto a chi si sente solo davanti a vicende sanitarie controverse.</p>
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		<title>Monaldi, dopo la morte di Domenico 11 infermieri scrivono: “Difficile lavorare qui”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:07:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Cardiochirurgia pediatrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la morte del piccolo Domenico, deceduto in seguito a un trapianto di cuore non riuscito, undici infermieri del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi hanno scritto una lettera alla direzione sanitaria per segnalare un clima di lavoro che definiscono pesante e segnato da tensioni interne. Nella comunicazione, i sanitari descrivono un contesto in cui, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="132" data-end="454">Dopo la morte del piccolo Domenico, deceduto in seguito a un trapianto di cuore non riuscito, undici infermieri del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi hanno scritto una lettera alla direzione sanitaria per segnalare un clima di lavoro che definiscono pesante e segnato da tensioni interne.</p>
<p data-start="456" data-end="736">Nella comunicazione, i sanitari descrivono un contesto in cui, a loro dire, alcuni atteggiamenti avrebbero “reso difficile qualsiasi forma di dialogo” all’interno del reparto. Il riferimento è alla struttura guidata dal dottor Guido Oppido, indicato come responsabile del reparto.</p>
<p data-start="738" data-end="1112">La lettera arriva in un momento particolarmente delicato per l’ospedale, dopo il caso del bambino sottoposto a trapianto di cuore e deceduto in seguito all’esito negativo dell’intervento. Un episodio che ha già sollevato interrogativi e attenzione pubblica, e che ora si intreccia con una denuncia interna legata all’organizzazione del lavoro e alle relazioni professionali.</p>
<p data-start="1114" data-end="1457">Nel testo indirizzato alla direzione, gli infermieri non entrano nel merito clinico dell’operazione, ma mettono l’accento sulle difficoltà quotidiane vissute in reparto. Il punto, spiegano, non sarebbe una singola criticità, ma un clima che avrebbe progressivamente complicato il confronto tra operatori e la gestione ordinaria delle attività.</p>
<p data-start="1459" data-end="1979">Per chi segue questa vicenda da fuori, la novità è doppia: da un lato la morte del piccolo Domenico dopo un trapianto fallito, dall’altro la presa di posizione formale di una parte del personale sanitario che chiede attenzione su come si lavora dentro un reparto così delicato. Ora spetta alla direzione dell’ospedale valutare la segnalazione e decidere eventuali passi, con un obiettivo che riguarda anche i pazienti: garantire un contesto di lavoro stabile e comunicazione efficace in un’area dove ogni decisione pesa.</p>
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		<item>
		<title>Indagine sulla morte di Domenico: 45 giorni senza Heart Team dopo il trapianto fallito</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/02/23/indagine-sulla-morte-di-domenico-45-giorni-senza-heart-team-dopo-il-trapianto-fallito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:22:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>NAPOLI – Il caso del bimbo del Monaldi torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Napoli ha avviato un’indagine sulla morte di Domenico, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi, mentre la famiglia sostiene che “senza ritardi e omissioni si poteva salvare”. Dai documenti clinici e dalle ricostruzioni disponibili emergono punti ancora oscuri, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="158" data-end="617">NAPOLI – Il caso del <strong data-start="179" data-end="200">bimbo del Monaldi</strong> torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Napoli ha avviato un’indagine sulla morte di Domenico, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi, mentre la famiglia sostiene che “senza ritardi e omissioni si poteva salvare”. Dai documenti clinici e dalle ricostruzioni disponibili emergono punti ancora oscuri, a partire da un “buco” di 45 giorni prima di una valutazione collegiale completa.</p>
<p data-start="619" data-end="889">Domenico, secondo quanto ricostruito, è stato sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre. L’intervento non è andato come previsto. Per mantenerlo in vita è stato collegato all’Ecmo, la circolazione extracorporea, in attesa di una possibile nuova opzione terapeutica.</p>
<p data-start="891" data-end="1394">L’elemento che pesa di più nella vicenda è l’ipotesi di un danno all’organo destinato al piccolo. Il cuore, riferiscono le ricostruzioni, sarebbe stato compromesso durante il trasporto perché “congelato” per errore: al ghiaccio usato per la conservazione sarebbe stato aggiunto ghiaccio secco, con conseguenze irreversibili sul tessuto cardiaco. L’espianto era avvenuto a Bolzano, con la presenza in sala di una cardiochirurga e di un assistente del Monaldi, come da prassi per questo tipo di procedure.</p>
<h3 data-start="1396" data-end="1468">Bimbo del Monaldi, il nodo dei 45 giorni e la finestra terapeutica</h3>
<p data-start="1469" data-end="2063">Dopo il trapianto fallito del 23 dicembre, la prima riunione ufficiale dell’Heart Team per una valutazione delle condizioni di Domenico sarebbe stata convocata solo il 6 febbraio, cioè 45 giorni dopo. A quella prima riunione, secondo quanto riferito dal medico legale indicato dalla famiglia, avrebbero partecipato soltanto i medici curanti. L’11 febbraio il confronto sarebbe stato esteso ad altri specialisti del Monaldi. Il 18 febbraio sarebbero arrivati esperti da altri centri trapianti italiani, che avrebbero escluso un secondo trapianto, stimando molto basse le possibilità di riuscita.</p>
<p data-start="2065" data-end="2466">Per la famiglia, quel lungo intervallo avrebbe inciso in modo decisivo. Il legale della famiglia richiama il tema dei tempi massimi indicati in letteratura per la permanenza su Ecmo e sostiene che la durata dell’assistenza extracorporea avrebbe ristretto lo spazio per alternative, tra cui l’ipotesi di un supporto meccanico come il Berlin Heart, citato come possibile opzione nel corso della vicenda.</p>
<h3 data-start="2468" data-end="2540">I documenti mancanti e le verifiche sulla sequenza dell’intervento</h3>
<p data-start="2541" data-end="3050">Un altro punto che alimenta domande riguarda la documentazione sanitaria. L’avvocato della famiglia riferisce di aver riscontrato l’assenza di una parte considerata rilevante: il diario di perfusione, cioè la tracciatura della circolazione extracorporea che potrebbe aiutare a stabilire tempi e passaggi con precisione. Le fasi dell’intervento, viene sostenuto, risultano descritte in ordine cronologico ma senza minutaggio dettagliato, un elemento che potrebbe diventare decisivo nella ricostruzione tecnica.</p>
<h3 data-start="3052" data-end="3120">Chi ha maneggiato il ghiaccio secco e quali protocolli valgono</h3>
<p data-start="3121" data-end="3570">Resta aperto anche il tema delle responsabilità operative durante espianto e trasporto. Da un audit non reso pubblico, secondo quanto riportato, il ghiaccio secco sarebbe stato maneggiato da personale di sala dell’ospedale di Bolzano. Ma la questione si intreccia con i protocolli: ogni dettaglio della catena di trapianto richiede attribuzioni chiare e verificabili, e sarà la Procura a stabilire ruoli, procedure e passaggi effettivamente seguiti.</p>
<h3 data-start="3572" data-end="3633">Il comportamento in sala operatoria e la domanda chiave</h3>
<p data-start="3634" data-end="4181">Tra i punti su cui si concentreranno gli accertamenti c’è la scelta del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, già tra gli indagati, secondo le ricostruzioni. La Procura dovrà chiarire se si dovesse attendere l’arrivo della box con l’organo donato, verificarne le condizioni e solo dopo procedere alla rimozione del cuore di Domenico, oppure se le decisioni siano state assunte nel rispetto dei protocolli. È una delle domande che pesano di più, perché riguarda la sequenza degli eventi in un momento in cui ogni minuto può cambiare l’esito.</p>
<h3 data-start="4183" data-end="4241">Autopsia e prossimi passi: cosa cambia per i lettori</h3>
<p data-start="4242" data-end="4598">L’autopsia sul corpo di Domenico, con particolare attenzione al cuore, viene indicata come un passaggio cruciale dell’inchiesta. Nelle prossime ore la Procura dovrebbe nominare un pool di consulenti per l’esame irripetibile. Anche la famiglia si prepara a partecipare con propri consulenti, affiancando al medico legale ulteriori competenze specialistiche.</p>
<p data-start="4600" data-end="4961">Per i lettori, il punto è concreto: questa vicenda mette sotto i riflettori i tempi di risposta, la completezza della documentazione e il rispetto delle procedure in una delle aree più delicate della medicina. L’indagine dovrà stabilire se ci siano stati errori, ritardi o omissioni, e se esistesse davvero una possibilità diversa per evitare l’esito tragico.</p>
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		<title>Bimbo trapiantato con cuore danneggiato: Monaldi, “condizioni in rapido peggioramento”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:01:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale Monaldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le condizioni del bimbo trapiantato con cuore danneggiato ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli stanno peggiorando rapidamente. È quanto emerge dal bollettino medico diffuso oggi: nelle ultime 12 ore, spiegano dall’azienda ospedaliera, il quadro clinico avrebbe registrato un ulteriore peggioramento progressivo e veloce. Nel frattempo, al Monaldi è stato definito un nuovo percorso di cura dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="129" data-end="454">Le condizioni del bimbo trapiantato con cuore danneggiato ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli stanno peggiorando rapidamente. È quanto emerge dal bollettino medico diffuso oggi: nelle ultime 12 ore, spiegano dall’azienda ospedaliera, il quadro clinico avrebbe registrato un ulteriore peggioramento progressivo e veloce.</p>
<p data-start="456" data-end="882">Nel frattempo, al Monaldi è stato definito un nuovo percorso di cura dopo un confronto tra il pool dei medici, il medico di fiducia indicato dalla famiglia, la madre del piccolo e il suo legale. La linea condivisa punta a evitare terapie non più utili alla condizione clinica del bambino, con l’obiettivo di ridurre la sofferenza e mettere al centro la dignità del paziente, scongiurando il rischio di accanimento terapeutico.</p>
<p data-start="884" data-end="1227">L’ospedale riferisce che, in accordo con la famiglia, al piccolo saranno garantite esclusivamente terapie strettamente salvavita. Gli altri interventi verranno progressivamente ridotti secondo una logica di de-escalation, sospendendo le cure considerate sproporzionate o non più necessarie. La scelta, viene chiarito, non riguarda l’eutanasia.</p>
<p data-start="1229" data-end="1575">Resta centrale la questione dell’Ecmo, il supporto meccanico che ossigena il sangue e sostiene la funzione cardiaca. Secondo quanto viene riferito da fonti ospedaliere, il macchinario non verrà disattivato perché la sua interruzione comporterebbe un rischio immediato di morte. Verranno invece eliminate altre terapie ritenute non indispensabili.</p>
<p data-start="1577" data-end="2008">La vicenda è iniziata due mesi fa con il trapianto di cuore eseguito a Napoli. Subito dopo l’intervento, però, sarebbero emerse gravi complicazioni: l’organo trapiantato risulta danneggiato e non in grado di garantire un’autonoma funzionalità. Per questo, il bambino è stato collegato all’Ecmo, diventato il sostegno vitale fondamentale mentre le condizioni restavano critiche e il quadro clinico si aggravava nelle ore successive.</p>
<p data-start="2010" data-end="2496">In questi giorni la famiglia ha chiesto chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni dell’organo trapiantato. I medici, intanto, avrebbero escluso la possibilità di un secondo trapianto, spiegando che le condizioni del piccolo non consentono un nuovo intervento tanto invasivo. Nelle ultime ore, anche su richiesta dei familiari, è stato avviato un percorso orientato ad alleviare le sofferenze, con la sospensione delle terapie non più utili e il mantenimento di quelle salvavita.</p>
<p data-start="2498" data-end="2852">Per i lettori, la notizia segna un passaggio delicato: la definizione di una pianificazione condivisa delle cure in un quadro clinico che, secondo il bollettino, continua a peggiorare rapidamente. Un percorso che prova a tenere insieme medicina, responsabilità e tutela della persona, mentre l’Ecmo resta l’unico supporto immediato alla vita del bambino.</p>
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		<title>Incendio al teatro Sannazaro a Napoli: cupola distrutta, auditorium “compromesso”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:43:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incendio al teatro Sannazaro ha scosso questa mattina il centro di Napoli. Le fiamme sono divampate in via Chiaia e, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, l’auditorium risulterebbe “completamente compromesso”. Quattro persone hanno riportato una lieve intossicazione e sono state trasportate in ospedale in codice giallo. I soccorsi sono intervenuti per domare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="133" data-end="469">Un <strong data-start="136" data-end="168">incendio al teatro Sannazaro</strong> ha scosso questa mattina il centro di Napoli. Le fiamme sono divampate in via Chiaia e, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, l’auditorium risulterebbe “completamente compromesso”. Quattro persone hanno riportato una lieve intossicazione e sono state trasportate in ospedale in codice giallo.</p>
<p data-start="471" data-end="881">I soccorsi sono intervenuti per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area, mentre all’interno della struttura sarebbero rimasti piccoli focolai ancora da spegnere. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano, ha parlato di danni ingenti: prima lo spegnimento definitivo, poi le valutazioni sulle cause. Alla domanda su cosa resti del teatro, la risposta è stata netta: “poco”.</p>
<h3 data-start="883" data-end="944">Incendio al teatro Sannazaro: danni e prime conseguenze</h3>
<p data-start="945" data-end="1336">Durante l’emergenza, la <strong data-start="969" data-end="990">cupola del teatro</strong> è andata distrutta e, in seguito al crollo, avrebbe colpito la platea. Segnalazioni di danni riguarderebbero anche alcuni palazzi adiacenti. Nella zona, diversi residenti hanno raccontato di essere svegli dalle prime ore del mattino per una nube densa che ha accompagnato le operazioni di spegnimento, aumentando la preoccupazione nel quartiere.</p>
<p data-start="1338" data-end="1600">Sul posto è arrivata anche Lara Sansone, proprietaria e direttrice artistica del teatro, nipote dell’attrice Luisa Conte. Informata delle condizioni della struttura, si è commossa davanti a quanto accaduto, mentre l’area restava presidiata dai mezzi di soccorso.</p>
<p data-start="1602" data-end="2003">Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha spiegato che sono <strong data-start="1663" data-end="1698">22 gli appartamenti interessati</strong> dall’incendio e per i quali è stata disposta l’evacuazione. Non tutte le unità sarebbero abitate: alcune, ha precisato, risultano utilizzate come studi professionali. Il Comune, attraverso i servizi sociali, sta verificando il numero effettivo dei residenti coinvolti e l’eventuale necessità di sostegni.</p>
<p data-start="2005" data-end="2505">Sulle cause, al momento, non ci sono certezze. Manfredi ha riferito che i vigili del fuoco stanno lavorando per capire l’origine dell’incendio e che l’ipotesi di un fatto accidentale viene considerata, ma è ancora presto per arrivare a una definizione. “È un grande dolore”, ha aggiunto il sindaco, definendo la perdita di un teatro storico una ferita per la città e assicurando l’impegno a fare il possibile perché il Sannazaro possa essere restituito a Napoli e tornare alla sua funzione culturale.</p>
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		<title>Maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli: 191mila dosi di botulino in garage</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:57:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli ha portato alla scoperta di oltre 191mila dosi di tossina botulinica tipo A stoccate in un garage. I prodotti, destinati a centri estetici non autorizzati, erano stati importati illegalmente da Paesi extra-UE. Un traffico che, secondo le stime, avrebbe fruttato oltre mezzo milione di euro. L’operazione è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="128" data-end="465">Un maxi sequestro di farmaci estetici a Napoli ha portato alla scoperta di oltre 191mila dosi di tossina botulinica tipo A stoccate in un garage. I prodotti, destinati a centri estetici non autorizzati, erano stati importati illegalmente da Paesi extra-UE. Un traffico che, secondo le stime, avrebbe fruttato oltre mezzo milione di euro.</p>
<p data-start="467" data-end="794">L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza nel quartiere Soccavo. I militari hanno sequestrato, oltre alle dosi di botulino, anche 73mila millilitri di creme anestetiche. Si tratta di farmaci a uso esclusivamente ospedaliero, commercializzabili solo da soggetti autorizzati e sottoposti a rigidi controlli sanitari.</p>
<p data-start="796" data-end="1176">I prodotti erano stati introdotti in Italia attraverso corrieri privati, eludendo i canali ufficiali di distribuzione e i controlli delle autorità doganali e sanitarie. Una volta arrivati a destinazione, venivano conservati in un deposito improvvisato all’interno di un garage multipiano, attrezzato con frigoriferi domestici non idonei alla corretta conservazione dei medicinali.</p>
<p data-start="1178" data-end="1670">Secondo quanto riferito dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, i farmaci avrebbero alimentato una rete di commercializzazione parallela a favore di centri estetici non autorizzati a eseguire trattamenti sanitari. L’organizzatore del traffico è stato denunciato alla Procura di Napoli per ricettazione, esercizio abusivo della professione, commercio di sostanze tossiche pericolose per la salute pubblica e importazione illecita e distribuzione all’ingrosso di medicinali.</p>
<p data-start="1672" data-end="2008">Il sequestro dei farmaci estetici a Napoli riaccende l’attenzione sui rischi legati ai trattamenti effettuati fuori dai circuiti ufficiali. L’utilizzo di medicinali non conformi e conservati in modo inadeguato può avere conseguenze gravi per la salute di cittadini spesso ignari della provenienza e della qualità dei prodotti impiegati.</p>
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		<title>Montaggio di dolore a Napoli dopo la sentenza per la fabbrica dei fuochi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 14:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="80" data-end="560">La tensione è esplosa nel tribunale di Napoli al momento della lettura della sentenza sullo scoppio della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio di Ercolano, tragedia in cui persero la vita le gemelle Sara e Aurora Esposito e il giovane Samuel Tafciu. Le condanne — 17 anni e mezzo ai datori di lavoro e 4 anni al fornitore della polvere pirica — hanno scatenato la reazione furiosa dei familiari delle vittime, convinti che pene simili non rispecchino la gravità dell’accaduto.</p>
<p data-start="562" data-end="929">L’aula si è trasformata in un tumulto di urla, sedie spostate e tentativi di scontro fisico, arginati solo dall’intervento delle forze dell’ordine. Il dolore, da mesi sospeso tra indagini e udienze, è esploso in tutta la sua forza. «Diciassette anni per tre morti non è giustizia», hanno gridato, denunciando notti insonni, terapie e un vuoto che nulla può colmare.</p>
<p data-start="931" data-end="1184">Tra le voci più provate quella del padre di Samuel, Kadri Tafciu, convinto che la legge non abbia garantito equilibrio né equità. Secondo lui, quanto accaduto in aula dopo la sentenza non è altro che la conseguenza di un dolore che non trova risposta.</p>
<p data-start="1186" data-end="1426" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La giustizia ha parlato, ma per molti il suo verdetto resta amaro. In una città che conosce bene il peso delle tragedie, la ferita di Ercolano continua a bruciare, e il sentimento prevalente è che questa vicenda sia tutt’altro che conclusa.</p>
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