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	<title>Campania &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Domenico poteva avere un altro cuore: il caso della lista trapianti scuote il Monaldi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 febbraio sarebbe arrivata la disponibilità di un organo compatibile per il piccolo Domenico Caliendo. Nelle stesse ore, però, l’ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe chiesto la sospensione dalla lista dei trapiantabili.  Il Monaldi di Napoli avrebbe escluso Domenico Caliendo dalla lista dei trapiantabili poche ore prima della disponibilità di un nuovo cuore. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 2 febbraio sarebbe arrivata la disponibilità di un organo compatibile per il piccolo Domenico Caliendo. Nelle stesse ore, però, l’ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe chiesto la sospensione dalla lista dei trapiantabili. </strong></p>
<p>Il Monaldi di Napoli avrebbe escluso Domenico Caliendo dalla lista dei trapiantabili poche ore prima della disponibilità di un nuovo cuore.<br />
Il bambino, già sottoposto a un trapianto poi compromesso, era ricoverato in condizioni gravissime e sostenuto dall’Ecmo.<br />
La famiglia chiede ora risposte su quella che l’avvocato Francesco Petruzzi definisce una “strana trapiantabilità a intermittenza”.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto riportato da Il Messaggero e ripreso da Tgcom24, il 2 febbraio il Centro Nazionale Trapianti avrebbe segnalato la disponibilità di un cuore potenzialmente compatibile per il piccolo Domenico. Una notizia che avrebbe potuto riaccendere la speranza della famiglia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nelle stesse ore, però, dall’ospedale napoletano sarebbe partita una comunicazione con la richiesta di sospensione temporanea dalla lista d’attesa per retrapianto cardiaco pediatrico.</p>
<p class="isSelectedEnd">La motivazione indicata dai medici riguardava il peggioramento delle condizioni cliniche del bambino. Nel testo della mail, firmata dalla cardiochirurga Gabriella Farina, si parlerebbe di un quadro di “multiorgan failure”, cioè di compromissione di più organi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per i sanitari, Domenico non sarebbe stato in grado di sostenere un nuovo intervento. Una valutazione clinica maturata dopo gli accertamenti svolti dalla stessa Farina e dal primario Guido Oppido, il cardiochirurgo che aveva eseguito il precedente trapianto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il punto che oggi solleva nuovi interrogativi riguarda quanto sarebbe avvenuto appena 48 ore dopo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il 4 febbraio, infatti, dal Monaldi sarebbe partita una nuova comunicazione indirizzata al Centro Regionale Trapianti della Campania con oggetto “Richiesta di reinserimento in lista”.</p>
<p class="isSelectedEnd">È su questo passaggio che si concentra l’attenzione della famiglia Caliendo e del suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi.</p>
<p class="isSelectedEnd">“<em>Lo scorso 2 febbraio da Bologna si era reso disponibile un cuore per Domenico che il giorno stesso, su istanza dei cardiochirurghi di Napoli, era stato cancellato dalla lista del Centro Regionale Trapianti salvo rientrarci, il 4 febbraio, quando l’organo era già stato consegnato a un altro ricevente</em>”, ha ricostruito il legale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il cuore, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato poi impiantato in un altro bambino di due anni a Bergamo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per la famiglia resta una domanda centrale: perché Domenico sarebbe stato ritenuto non trapiantabile il 2 febbraio e poi nuovamente reinseribile in lista il 4 febbraio?</p>
<p class="isSelectedEnd">Petruzzi parla di una “coincidenza inquietante e meritevole di approfondimenti”. La documentazione acquisita nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, che vede indagati sette medici del Monaldi, potrebbe ora diventare decisiva per chiarire la sequenza degli eventi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gabriella Farina e Guido Oppido hanno sempre sostenuto di aver operato nel rispetto delle procedure e sulla base di valutazioni scientifiche e cliniche.</p>
<p class="isSelectedEnd">La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, chiede invece verità:<em> “Stanno venendo fuori altre circostanze che mi sono state tenute nascoste. Voglio giustizia per mio figlio”.</em></p>
<p>La vicenda resta ora al centro degli accertamenti giudiziari. Solo l’esame completo degli atti potrà stabilire se la sospensione dalla lista, il successivo reinserimento e la perdita dell’occasione di un nuovo cuore siano stati passaggi clinicamente giustificati o se vi siano responsabilità da accertare.</p>
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		<title>Napoli, disabile gambizzato per un like sui social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fermato un giovane nel quartiere Arenaccia. La vittima, 29 anni, è stata ferita all’unica gamba rimasta e rischia di finire su una sedia a rotelle.  A Napoli un giovane è stato fermato dalla polizia con l’accusa di aver sparato a un 29enne disabile per un like sui social. Il ferimento è avvenuto nei giorni scorsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fermato un giovane nel quartiere Arenaccia. La vittima, 29 anni, è stata ferita all’unica gamba rimasta e rischia di finire su una sedia a rotelle. </strong></p>
<p class="isSelectedEnd">A Napoli un giovane è stato fermato dalla polizia con l’accusa di aver sparato a un 29enne disabile per un like sui social. Il ferimento è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere Arenaccia, dove la vittima è stata colpita all’unica gamba rimasta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, il movente sarebbe legato a un “mi piace” che il 29enne aveva messo al profilo social della fidanzata del presunto aggressore. Un gesto banale, trasformato in pretesto per una reazione armata.</p>
<h2>Disabile gambizzato per un like sui social</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il giovane fermato, assistito dal suo avvocato, avrebbe ammesso davanti agli investigatori di aver sparato per vendicarsi. Dopo il colpo, secondo l’accusa, avrebbe anche rivolto alla vittima una frase di minaccia: “Ringrazia perché non ti ho ucciso”.</p>
<p class="isSelectedEnd">La polizia ha notificato nei suoi confronti un provvedimento di fermo. Le contestazioni riguardano porto e detenzione illegale di arma da fuoco, lesioni gravi e rapina. Dopo lo sparo, infatti, il giovane si sarebbe impossessato del cellulare del 29enne, poi restituito dopo una trattativa.</p>
<h2>Le indagini della Squadra Mobile</h2>
<p class="isSelectedEnd">In un primo momento la vittima, arrivata in ospedale, aveva riferito di essere stata rapinata del telefono. Successivamente, dopo essersi confrontata con il proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha fornito agli investigatori una versione più dettagliata dell’accaduto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel frattempo la Squadra Mobile aveva già raccolto elementi utili a ricostruire la dinamica. Il presunto autore del ferimento sarebbe stato in sella a uno scooter insieme a un altro giovane. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni passaggio della vicenda e l’eventuale ruolo di altre persone.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il fermato, secondo quanto emerso, avrebbe legami di parentela con un presunto affiliato alla criminalità organizzata locale. Un elemento che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo dell’indagine.</p>
<p class="isSelectedEnd">La vittima è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Al momento non è ancora chiaro se potrà recuperare l’uso dell’arto o se sarà costretta alla sedia a rotelle.</p>
<p>La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il fermo dovrà essere valutato nelle sedi previste, mentre gli investigatori continuano a lavorare per definire responsabilità, movente e contesto del ferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Papa Leone XIV a Pompei, biglietti esauriti in due ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 05:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I biglietti per la visita di Papa Leone XIV a Pompei sono andati esauriti in appena due ore. L’appuntamento è fissato per l’8 maggio, data scelta per celebrare il primo anno di pontificato, e l’interesse registrato nelle prime ore di apertura della piattaforma online ha confermato l’attesa per l’arrivo del Pontefice nella città mariana. Sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="285" data-end="647">I biglietti per la visita di Papa Leone XIV a Pompei sono andati esauriti in appena due ore. L’appuntamento è fissato per l’8 maggio, data scelta per celebrare il primo anno di pontificato, e l’interesse registrato nelle prime ore di apertura della piattaforma online ha confermato l’attesa per l’arrivo del Pontefice nella città mariana.</p>
<p data-start="649" data-end="1099">Sul portale dedicato all’evento compare già l’avviso che segnala l’assenza di ulteriori disponibilità. Sono stati assegnati tutti i posti previsti nei cinque settori riservati ai fedeli, per un totale di 5mila presenze, compresi quelli in piedi e quelli a sedere. Esauriti anche i posti in piazza Schettini e quelli all’interno del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, dove sarà possibile seguire le celebrazioni attraverso i maxischermi.</p>
<p data-start="1101" data-end="1458">Il tagliando è stato distribuito esclusivamente online. Ogni biglietto è nominativo, non può essere ceduto e dovrà essere mostrato all’ingresso insieme a un documento di identità. Il controllo sarà effettuato tramite Qr code, in formato cartaceo oppure su smartphone. Nel Santuario, i posti a sedere sono stati riservati a persone con disabilità e ammalati.</p>
<h2 data-section-id="3jj9nh" data-start="1460" data-end="1519">Papa Leone XIV a Pompei, come sarà organizzata la visita</h2>
<p data-start="1521" data-end="1829">Mentre le prenotazioni si sono chiuse in tempi rapidi, a Pompei proseguono i preparativi per l’accoglienza e per la sicurezza. L’attenzione riguarda sia l’area del Santuario sia le strade interessate dal passaggio del Papa, che dovrebbe percorrere un tratto in Papamobile prima dell’arrivo alla celebrazione.</p>
<p data-start="1831" data-end="2237">Il percorso previsto partirà da piazzale San Giovanni XXIII e attraverserà via Roma, via San Michele, piazza Schettini, piazza Bartolo Longo e poi l’area del Santuario della Beata Vergine del Rosario, passando dall’incrocio con via Lepanto. Lungo questo itinerario saranno concentrati i controlli e le misure di vigilanza, in vista della presenza di migliaia di fedeli e delle autorità attese per l’evento.</p>
<p data-start="2239" data-end="2505">Un’ampia zona intorno al grande altare allestito sul sagrato di piazza Bartolo Longo sarà riservata alle autorità civili e militari, oltre che a sacerdoti e religiosi. Per queste categorie la prenotazione resta gratuita ma va effettuata via email entro il 24 aprile.</p>
<h2 data-section-id="1kny2i5" data-start="2507" data-end="2547">Accessi, settori e orari per i fedeli</h2>
<p data-start="2549" data-end="2886">Al momento della prenotazione era possibile scegliere tra diversi settori. I posti a sedere erano previsti nei settori B e C in piazza Bartolo Longo. I settori H, G e I erano invece destinati ai posti in piedi nelle aiuole. Il settore L, in piazza Schettini, metteva a disposizione posti a sedere con maxischermo per seguire le funzioni.</p>
<p data-start="2888" data-end="3096">Gli ingressi ai vari settori sono stati organizzati in tre punti: via Sacra, via Carlo Alberto e via Maradona. L’accesso sarà consentito dalle 6 alle 9 del mattino. Dopo quell’orario i varchi verranno chiusi.</p>
<p data-start="3098" data-end="3505">La visita del Papa si inserisce in un momento particolarmente significativo per la città. Pompei, infatti, si prepara ad accogliere il Pontefice nel 150° anniversario della posa della prima pietra del Santuario, avvenuta l’8 maggio 1876 alla presenza di San Bartolo Longo. Un dato che aggiunge valore religioso e simbolico a una giornata per la quale la macchina organizzativa è già pienamente in movimento.</p>
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		<title>Allerta epatite A in Campania, scatta il divieto sui frutti di mare crudi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 07:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano i casi di epatite A in Campania e scattano misure urgenti per contenere la diffusione del virus. Nel mese di marzo i ricoveri sono saliti a 150 e, nelle ultime 48 ore, all’ospedale Cotugno sono stati registrati almeno 15 nuovi casi. Un dato che ha spinto le autorità sanitarie e amministrative ad alzare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="539" data-end="956">Aumentano i casi di <strong data-start="559" data-end="584">epatite A in Campania</strong> e scattano misure urgenti per contenere la diffusione del virus. Nel mese di marzo i ricoveri sono saliti a 150 e, nelle ultime 48 ore, all’ospedale Cotugno sono stati registrati almeno 15 nuovi casi. Un dato che ha spinto le autorità sanitarie e amministrative ad alzare il livello di attenzione, intervenendo soprattutto sul consumo di molluschi e frutti di mare crudi.</p>
<p data-start="958" data-end="1493">Il quadro emerso è considerato particolarmente delicato. Secondo quanto rilevato dal Dipartimento di prevenzione della Asl Napoli 1, la diffusione del virus risulta superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e addirittura di 41 volte rispetto agli ultimi tre anni. Da qui la decisione della Regione Campania di disporre controlli lungo tutta la filiera della vendita dei molluschi, con verifiche mirate per limitare i rischi legati alla commercializzazione e al consumo di prodotti potenzialmente contaminati.</p>
<p data-start="1495" data-end="1961">Sul fronte locale, il sindaco di Napoli ha firmato un’ordinanza urgente che vieta ai ristoranti di servire ai clienti frutti di mare crudi. Il provvedimento non riguarda soltanto le attività di ristorazione, ma contiene anche un invito diretto ai cittadini: evitare il consumo domestico di questi alimenti senza una cottura adeguata. L’obiettivo è ridurre le occasioni di contagio in una fase in cui l’incremento dei casi preoccupa ospedali e servizi di prevenzione.</p>
<p data-start="1963" data-end="2268">Per chi vive o si trova in Campania, il messaggio è chiaro: in questa fase la prudenza passa anche dalla tavola. La raccomandazione è rinunciare ai frutti di mare crudi e scegliere solo prodotti ben cotti, in attesa che i controlli e le misure adottate contribuiscano a riportare i numeri sotto controllo.</p>
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		<item>
		<title>Napoli, lite nel condominio: inquilino morde il proprietario e gli strappa l’orecchio</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/03/20/napoli-lite-nel-condominio-inquilino-morde-il-proprietario-e-gli-strappa-lorecchio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una violenta lite in condominio a Napoli si è conclusa con un uomo ferito in modo grave e un arresto. È accaduto nella zona di Villaricca 2, dove da oltre una settimana i residenti convivono con la mancanza d’acqua. Una situazione di forte tensione che, secondo quanto ricostruito, avrebbe acceso lo scontro tra un proprietario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="614" data-end="996">Una violenta lite in condominio a Napoli si è conclusa con un uomo ferito in modo grave e un arresto. È accaduto nella zona di Villaricca 2, dove da oltre una settimana i residenti convivono con la mancanza d’acqua. Una situazione di forte tensione che, secondo quanto ricostruito, avrebbe acceso lo scontro tra un proprietario di casa di 63 anni e uno degli affittuari, di 33 anni.</p>
<p data-start="998" data-end="1394">La discussione è nata nello stabile mentre tra i presenti cresceva il nervosismo per il disservizio idrico. Al centro del confronto c’era proprio l’origine del problema: non era chiaro, infatti, se la responsabilità fosse del locatore oppure degli enti coinvolti nella gestione del guasto. Regione e Comune sarebbero già intervenuti sulla vicenda, ma il ripristino sarebbe avvenuto solo in parte.</p>
<p data-start="1396" data-end="1776">Nel corso del litigio, scoppiato nella rampa delle scale, la situazione è degenerata rapidamente. Secondo la ricostruzione, il 63enne avrebbe colpito il 33enne con un pugno. A quel punto l’inquilino avrebbe reagito mordendo il proprietario di casa e strappandogli parte dell’orecchio. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti una scena di grande caos.</p>
<p data-start="1778" data-end="2066">Il proprietario ferito è stato trasferito in ospedale, dove risulta ancora in osservazione per lo strappo di parte del padiglione auricolare. Il 33enne è stato invece arrestato e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. L’accusa contestata è quella di lesioni personali aggravate.</p>
<p data-start="2068" data-end="2316">L’episodio riporta l’attenzione su una vicenda che in città era già nota: il disagio legato all’assenza d’acqua, in uno stabile già provato da giorni di tensione, avrebbe finito per trasformare un confronto tra residenti in una brutale aggressione.</p>
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		<title>Monaldi, Iervolino resta al suo posto: “Su Domenico mi ha tradita Oppido”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:26:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caso Domenico: Anna Iervolino non si dimette e respinge l’ipotesi di lasciare la guida dell’Azienda ospedaliera dei Colli. La direttrice generale del Monaldi, intervenendo sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il fallito trapianto di cuore, afferma di voler restare al suo posto per chiarire ogni passaggio e impedire che un dramma simile possa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="656" data-end="1033"><strong data-start="656" data-end="673">Caso Domenico</strong>: Anna Iervolino non si dimette e respinge l’ipotesi di lasciare la guida dell’Azienda ospedaliera dei Colli. La direttrice generale del Monaldi, intervenendo sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il fallito trapianto di cuore, afferma di voler restare al suo posto per chiarire ogni passaggio e impedire che un dramma simile possa ripetersi.</p>
<p data-start="1035" data-end="1564">Iervolino sostiene che eventuali responsabilità penali e civili siano personali e che tocchi alla magistratura accertarle. Sul piano gestionale, invece, rivendica di avere sempre agito cercando un equilibrio tra la tutela dei pazienti e l’interesse collettivo. Nelle sue dichiarazioni emerge anche il peso umano della vicenda. La manager racconta di avere vissuto con forte partecipazione emotiva le ore e i giorni successivi all’intervento, fino a maturare la convinzione di dover restare per affrontare le conseguenze del caso.</p>
<p data-start="1566" data-end="1980">Nel ricostruire i fatti, Iervolino spiega di avere compreso solo progressivamente la reale gravità dell’accaduto. Un primo campanello d’allarme sarebbe arrivato il 29 dicembre, dopo le dimissioni del cardiologo Giuseppe Limongelli, che conosceva la famiglia del bambino e che, secondo quanto riferito, non era stato informato dal team trapiantologico. Da quel momento, racconta, qualcosa ha iniziato a non tornare.</p>
<p data-start="1982" data-end="2622">Il giorno successivo la direttrice generale ha convocato la responsabile del percorso trapianti e il primario della cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, che aveva eseguito l’intervento. In quell’occasione, riferisce Iervolino, le sarebbe stato spiegato che il cuore arrivato da Bolzano era stato danneggiato da ghiaccio non idoneo. La conferma scritta sarebbe arrivata solo l’8 gennaio, quando nella relazione si parla di un organo trovato come “un blocco di ghiaccio”. È proprio su questo passaggio che la direttrice dice di essersi sentita tradita dal primario, anche sul fronte dell’obbligo di una corretta informazione ai familiari.</p>
<p data-start="2624" data-end="3022">Da allora sono partiti audit interni, verifiche e nuove ispezioni. Iervolino assicura piena collaborazione con magistratura, ispettori regionali e ministeriali. Per chi legge, il punto centrale resta uno: il caso Domenico continua ad aprire interrogativi pesanti sulla catena decisionale, sulla comunicazione interna e sui controlli in un settore delicatissimo come quello dei trapianti pediatrici.</p>
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		<title>Fondazione Domenico Caliendo, a Napoli raccolti 30mila euro per aiutare le vittime di malasanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Domenico Caliendo nascerà ufficialmente il 18 marzo a Napoli con un obiettivo preciso: offrire assistenza legale e supporto alle famiglie che si ritengono vittime di presunti casi di malasanità. La costituzione formale è fissata alle ore 18 in via dei Mille 16, davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro, alla presenza dei genitori del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="114" data-end="538">La <strong data-start="144" data-end="176">Fondazione Domenico Caliendo</strong> nascerà ufficialmente il 18 marzo a Napoli con un obiettivo preciso: offrire assistenza legale e supporto alle famiglie che si ritengono vittime di presunti casi di malasanità. La costituzione formale è fissata alle ore 18 in via dei Mille 16, davanti al notaio Roberto Dante Cogliandro, alla presenza dei genitori del piccolo Domenico e del comitato promotore.</p>
<p data-start="540" data-end="926">La nascita della fondazione arriva al termine di una mobilitazione che ha coinvolto persone da tutta Italia. In poche settimane, infatti, la raccolta fondi ha raggiunto quota 30mila euro, somma ritenuta necessaria per avviare concretamente il progetto. Un risultato che, per i promotori, rappresenta il primo passo per trasformare un dolore privato in un impegno pubblico e strutturato.</p>
<p data-start="928" data-end="1315">La <strong data-start="931" data-end="963">Fondazione Domenico Caliendo</strong> punta a diventare un punto di riferimento per chi affronta vicende simili. Non soltanto assistenza legale, ma anche supporto psicologico e relazionale per le famiglie coinvolte. Tra le finalità dell’ente rientrano inoltre iniziative dedicate alla memoria di Domenico e attività di sensibilizzazione sui rischi collegati ai presunti casi di malasanità.</p>
<p data-start="1317" data-end="1697">Dal comitato promotore arriva un messaggio di ringraziamento per la vicinanza ricevuta in queste settimane. I promotori parlano di un sostegno decisivo, capace di trasformare una spinta spontanea di solidarietà in un progetto stabile. La fondazione, nelle intenzioni dei suoi sostenitori, vuole essere una casa per chi vive un dolore simile e cerca ascolto, orientamento e tutela.</p>
<p data-start="1699" data-end="1981">Chi desidera contribuire potrà continuare a farlo attraverso le modalità di donazione già attivate dal comitato, mentre la costituzione del 18 marzo segnerà l’avvio ufficiale di un percorso che punta a dare aiuto concreto a chi si sente solo davanti a vicende sanitarie controverse.</p>
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		<title>Monaldi, dopo la morte di Domenico 11 infermieri scrivono: “Difficile lavorare qui”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:07:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cardiochirurgia pediatrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la morte del piccolo Domenico, deceduto in seguito a un trapianto di cuore non riuscito, undici infermieri del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi hanno scritto una lettera alla direzione sanitaria per segnalare un clima di lavoro che definiscono pesante e segnato da tensioni interne. Nella comunicazione, i sanitari descrivono un contesto in cui, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="132" data-end="454">Dopo la morte del piccolo Domenico, deceduto in seguito a un trapianto di cuore non riuscito, undici infermieri del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi hanno scritto una lettera alla direzione sanitaria per segnalare un clima di lavoro che definiscono pesante e segnato da tensioni interne.</p>
<p data-start="456" data-end="736">Nella comunicazione, i sanitari descrivono un contesto in cui, a loro dire, alcuni atteggiamenti avrebbero “reso difficile qualsiasi forma di dialogo” all’interno del reparto. Il riferimento è alla struttura guidata dal dottor Guido Oppido, indicato come responsabile del reparto.</p>
<p data-start="738" data-end="1112">La lettera arriva in un momento particolarmente delicato per l’ospedale, dopo il caso del bambino sottoposto a trapianto di cuore e deceduto in seguito all’esito negativo dell’intervento. Un episodio che ha già sollevato interrogativi e attenzione pubblica, e che ora si intreccia con una denuncia interna legata all’organizzazione del lavoro e alle relazioni professionali.</p>
<p data-start="1114" data-end="1457">Nel testo indirizzato alla direzione, gli infermieri non entrano nel merito clinico dell’operazione, ma mettono l’accento sulle difficoltà quotidiane vissute in reparto. Il punto, spiegano, non sarebbe una singola criticità, ma un clima che avrebbe progressivamente complicato il confronto tra operatori e la gestione ordinaria delle attività.</p>
<p data-start="1459" data-end="1979">Per chi segue questa vicenda da fuori, la novità è doppia: da un lato la morte del piccolo Domenico dopo un trapianto fallito, dall’altro la presa di posizione formale di una parte del personale sanitario che chiede attenzione su come si lavora dentro un reparto così delicato. Ora spetta alla direzione dell’ospedale valutare la segnalazione e decidere eventuali passi, con un obiettivo che riguarda anche i pazienti: garantire un contesto di lavoro stabile e comunicazione efficace in un’area dove ogni decisione pesa.</p>
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		<title>Indagine sulla morte di Domenico: 45 giorni senza Heart Team dopo il trapianto fallito</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/02/23/indagine-sulla-morte-di-domenico-45-giorni-senza-heart-team-dopo-il-trapianto-fallito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:22:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NAPOLI – Il caso del bimbo del Monaldi torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Napoli ha avviato un’indagine sulla morte di Domenico, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi, mentre la famiglia sostiene che “senza ritardi e omissioni si poteva salvare”. Dai documenti clinici e dalle ricostruzioni disponibili emergono punti ancora oscuri, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="158" data-end="617">NAPOLI – Il caso del <strong data-start="179" data-end="200">bimbo del Monaldi</strong> torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Procura di Napoli ha avviato un’indagine sulla morte di Domenico, il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi, mentre la famiglia sostiene che “senza ritardi e omissioni si poteva salvare”. Dai documenti clinici e dalle ricostruzioni disponibili emergono punti ancora oscuri, a partire da un “buco” di 45 giorni prima di una valutazione collegiale completa.</p>
<p data-start="619" data-end="889">Domenico, secondo quanto ricostruito, è stato sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre. L’intervento non è andato come previsto. Per mantenerlo in vita è stato collegato all’Ecmo, la circolazione extracorporea, in attesa di una possibile nuova opzione terapeutica.</p>
<p data-start="891" data-end="1394">L’elemento che pesa di più nella vicenda è l’ipotesi di un danno all’organo destinato al piccolo. Il cuore, riferiscono le ricostruzioni, sarebbe stato compromesso durante il trasporto perché “congelato” per errore: al ghiaccio usato per la conservazione sarebbe stato aggiunto ghiaccio secco, con conseguenze irreversibili sul tessuto cardiaco. L’espianto era avvenuto a Bolzano, con la presenza in sala di una cardiochirurga e di un assistente del Monaldi, come da prassi per questo tipo di procedure.</p>
<h3 data-start="1396" data-end="1468">Bimbo del Monaldi, il nodo dei 45 giorni e la finestra terapeutica</h3>
<p data-start="1469" data-end="2063">Dopo il trapianto fallito del 23 dicembre, la prima riunione ufficiale dell’Heart Team per una valutazione delle condizioni di Domenico sarebbe stata convocata solo il 6 febbraio, cioè 45 giorni dopo. A quella prima riunione, secondo quanto riferito dal medico legale indicato dalla famiglia, avrebbero partecipato soltanto i medici curanti. L’11 febbraio il confronto sarebbe stato esteso ad altri specialisti del Monaldi. Il 18 febbraio sarebbero arrivati esperti da altri centri trapianti italiani, che avrebbero escluso un secondo trapianto, stimando molto basse le possibilità di riuscita.</p>
<p data-start="2065" data-end="2466">Per la famiglia, quel lungo intervallo avrebbe inciso in modo decisivo. Il legale della famiglia richiama il tema dei tempi massimi indicati in letteratura per la permanenza su Ecmo e sostiene che la durata dell’assistenza extracorporea avrebbe ristretto lo spazio per alternative, tra cui l’ipotesi di un supporto meccanico come il Berlin Heart, citato come possibile opzione nel corso della vicenda.</p>
<h3 data-start="2468" data-end="2540">I documenti mancanti e le verifiche sulla sequenza dell’intervento</h3>
<p data-start="2541" data-end="3050">Un altro punto che alimenta domande riguarda la documentazione sanitaria. L’avvocato della famiglia riferisce di aver riscontrato l’assenza di una parte considerata rilevante: il diario di perfusione, cioè la tracciatura della circolazione extracorporea che potrebbe aiutare a stabilire tempi e passaggi con precisione. Le fasi dell’intervento, viene sostenuto, risultano descritte in ordine cronologico ma senza minutaggio dettagliato, un elemento che potrebbe diventare decisivo nella ricostruzione tecnica.</p>
<h3 data-start="3052" data-end="3120">Chi ha maneggiato il ghiaccio secco e quali protocolli valgono</h3>
<p data-start="3121" data-end="3570">Resta aperto anche il tema delle responsabilità operative durante espianto e trasporto. Da un audit non reso pubblico, secondo quanto riportato, il ghiaccio secco sarebbe stato maneggiato da personale di sala dell’ospedale di Bolzano. Ma la questione si intreccia con i protocolli: ogni dettaglio della catena di trapianto richiede attribuzioni chiare e verificabili, e sarà la Procura a stabilire ruoli, procedure e passaggi effettivamente seguiti.</p>
<h3 data-start="3572" data-end="3633">Il comportamento in sala operatoria e la domanda chiave</h3>
<p data-start="3634" data-end="4181">Tra i punti su cui si concentreranno gli accertamenti c’è la scelta del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, già tra gli indagati, secondo le ricostruzioni. La Procura dovrà chiarire se si dovesse attendere l’arrivo della box con l’organo donato, verificarne le condizioni e solo dopo procedere alla rimozione del cuore di Domenico, oppure se le decisioni siano state assunte nel rispetto dei protocolli. È una delle domande che pesano di più, perché riguarda la sequenza degli eventi in un momento in cui ogni minuto può cambiare l’esito.</p>
<h3 data-start="4183" data-end="4241">Autopsia e prossimi passi: cosa cambia per i lettori</h3>
<p data-start="4242" data-end="4598">L’autopsia sul corpo di Domenico, con particolare attenzione al cuore, viene indicata come un passaggio cruciale dell’inchiesta. Nelle prossime ore la Procura dovrebbe nominare un pool di consulenti per l’esame irripetibile. Anche la famiglia si prepara a partecipare con propri consulenti, affiancando al medico legale ulteriori competenze specialistiche.</p>
<p data-start="4600" data-end="4961">Per i lettori, il punto è concreto: questa vicenda mette sotto i riflettori i tempi di risposta, la completezza della documentazione e il rispetto delle procedure in una delle aree più delicate della medicina. L’indagine dovrà stabilire se ci siano stati errori, ritardi o omissioni, e se esistesse davvero una possibilità diversa per evitare l’esito tragico.</p>
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		<title>Bimbo trapiantato con cuore danneggiato: Monaldi, “condizioni in rapido peggioramento”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:01:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[bollettino medico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le condizioni del bimbo trapiantato con cuore danneggiato ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli stanno peggiorando rapidamente. È quanto emerge dal bollettino medico diffuso oggi: nelle ultime 12 ore, spiegano dall’azienda ospedaliera, il quadro clinico avrebbe registrato un ulteriore peggioramento progressivo e veloce. Nel frattempo, al Monaldi è stato definito un nuovo percorso di cura dopo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="129" data-end="454">Le condizioni del bimbo trapiantato con cuore danneggiato ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli stanno peggiorando rapidamente. È quanto emerge dal bollettino medico diffuso oggi: nelle ultime 12 ore, spiegano dall’azienda ospedaliera, il quadro clinico avrebbe registrato un ulteriore peggioramento progressivo e veloce.</p>
<p data-start="456" data-end="882">Nel frattempo, al Monaldi è stato definito un nuovo percorso di cura dopo un confronto tra il pool dei medici, il medico di fiducia indicato dalla famiglia, la madre del piccolo e il suo legale. La linea condivisa punta a evitare terapie non più utili alla condizione clinica del bambino, con l’obiettivo di ridurre la sofferenza e mettere al centro la dignità del paziente, scongiurando il rischio di accanimento terapeutico.</p>
<p data-start="884" data-end="1227">L’ospedale riferisce che, in accordo con la famiglia, al piccolo saranno garantite esclusivamente terapie strettamente salvavita. Gli altri interventi verranno progressivamente ridotti secondo una logica di de-escalation, sospendendo le cure considerate sproporzionate o non più necessarie. La scelta, viene chiarito, non riguarda l’eutanasia.</p>
<p data-start="1229" data-end="1575">Resta centrale la questione dell’Ecmo, il supporto meccanico che ossigena il sangue e sostiene la funzione cardiaca. Secondo quanto viene riferito da fonti ospedaliere, il macchinario non verrà disattivato perché la sua interruzione comporterebbe un rischio immediato di morte. Verranno invece eliminate altre terapie ritenute non indispensabili.</p>
<p data-start="1577" data-end="2008">La vicenda è iniziata due mesi fa con il trapianto di cuore eseguito a Napoli. Subito dopo l’intervento, però, sarebbero emerse gravi complicazioni: l’organo trapiantato risulta danneggiato e non in grado di garantire un’autonoma funzionalità. Per questo, il bambino è stato collegato all’Ecmo, diventato il sostegno vitale fondamentale mentre le condizioni restavano critiche e il quadro clinico si aggravava nelle ore successive.</p>
<p data-start="2010" data-end="2496">In questi giorni la famiglia ha chiesto chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni dell’organo trapiantato. I medici, intanto, avrebbero escluso la possibilità di un secondo trapianto, spiegando che le condizioni del piccolo non consentono un nuovo intervento tanto invasivo. Nelle ultime ore, anche su richiesta dei familiari, è stato avviato un percorso orientato ad alleviare le sofferenze, con la sospensione delle terapie non più utili e il mantenimento di quelle salvavita.</p>
<p data-start="2498" data-end="2852">Per i lettori, la notizia segna un passaggio delicato: la definizione di una pianificazione condivisa delle cure in un quadro clinico che, secondo il bollettino, continua a peggiorare rapidamente. Un percorso che prova a tenere insieme medicina, responsabilità e tutela della persona, mentre l’Ecmo resta l’unico supporto immediato alla vita del bambino.</p>
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