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	<title>legge &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Rimini, nessuna truffa nelle cure alternative: la decisione del tribunale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 11:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Rimini il tribunale ha escluso l’ipotesi di truffa nei confronti di un uomo di 70 anni che proponeva rimedi naturali per la prevenzione e il trattamento di diversi disturbi, incluso il Covid. Secondo i giudici, non è emerso alcun comportamento ingannevole tale da configurare il reato contestato: i clienti che si erano rivolti a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="93" data-end="507">A Rimini il tribunale ha escluso l’ipotesi di truffa nei confronti di un uomo di 70 anni che proponeva rimedi naturali per la prevenzione e il trattamento di diversi disturbi, incluso il Covid. Secondo i giudici, non è emerso alcun comportamento ingannevole tale da configurare il reato contestato: i clienti che si erano rivolti a lui lo avrebbero fatto in modo volontario e consapevole, senza sentirsi raggirati.</p>
<p data-start="509" data-end="878">Nel corso del procedimento sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra cui alcune delle persone che avevano acquistato le preparazioni a base di erbe. Nessuno ha dichiarato di aver subito un danno economico o di essere stato indotto con l’inganno a ricorrere a quelle cure. Un elemento che ha avuto un peso decisivo nella sentenza di assoluzione dall’accusa di truffa.</p>
<p data-start="880" data-end="1284">Resta però la condanna per altri profili ritenuti penalmente rilevanti. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di esercizio abusivo della professione, avendo svolto attività riconducibili all’omeopatia senza averne titolo, nonostante un precedente provvedimento di sospensione. A ciò si aggiunge la violazione dei sigilli apposti dall’autorità su alcune confezioni di prodotti utilizzati come medicamenti.</p>
<p data-start="1286" data-end="1682" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La vicenda mette in evidenza il delicato equilibrio tra libertà di scelta dei cittadini e rispetto delle regole che disciplinano l’ambito sanitario. Se da un lato il tribunale ha chiarito che non ogni pratica alternativa costituisce automaticamente una truffa, dall’altro ha ribadito che l’attività di cura è soggetta a limiti precisi e non può essere esercitata al di fuori delle norme di legge.</p>
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		<title>Dal 2026 cambia il sostegno ai fragili: nuove regole per assistenza e lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 13:52:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore importanti modifiche alla normativa che tutela le persone con disabilità e chi le assiste. Le leggi 104 e 106 porteranno un pacchetto di misure pensate per rendere la vita lavorativa più sostenibile a chi convive con malattie gravi o si prende cura di familiari non autosufficienti. Le novità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="79" data-end="404">Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore importanti modifiche alla normativa che tutela le persone con disabilità e chi le assiste. Le leggi 104 e 106 porteranno un pacchetto di misure pensate per rendere la vita lavorativa più sostenibile a chi convive con malattie gravi o si prende cura di familiari non autosufficienti.</p>
<p data-start="406" data-end="770">Le novità principali riguardano l’aumento dei permessi retribuiti: dieci ore in più ogni anno, oltre ai tre giorni mensili già previsti. Un aiuto concreto per chi deve affrontare terapie, esami o visite frequenti. Confermato anche il congedo straordinario di due anni, utilizzabile in modo continuativo o frazionato, con stipendio pieno e copertura contributiva.</p>
<p data-start="772" data-end="1113">Tra le innovazioni più attese c’è il diritto prioritario allo <strong data-start="834" data-end="851">smart working</strong> dopo il rientro dal congedo, per facilitare la conciliazione tra lavoro e assistenza. Inoltre, il riconoscimento della disabilità diventerà più rapido grazie a nuove procedure digitali e a una valutazione multidimensionale che ridurrà i tempi e la burocrazia.</p>
<p data-start="1115" data-end="1329">Le modifiche interesseranno dipendenti pubblici e privati che assistono familiari con disabilità grave o affetti da malattie croniche. Ogni richiesta dovrà essere accompagnata da certificazione medica aggiornata.</p>
<p data-start="1331" data-end="1619">Le associazioni di categoria parlano di una riforma “di civiltà”, che rafforza la rete di protezione sociale e offre <strong data-start="1448" data-end="1476">più tutele per i fragili</strong>, restituendo dignità e tempo a chi ne ha più bisogno. Tuttavia, resta il nodo della piena applicazione delle misure, prevista entro il 2027.</p>
<p data-start="1621" data-end="1829">In un Paese dove l’assistenza familiare spesso sostituisce il welfare pubblico, questa riforma rappresenta un segnale importante: riconoscere la fragilità non come un limite, ma come un diritto da tutelare.</p>
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		<title>Sanzionato a Fano per l’auto lasciata con i finestrini aperti: ecco cosa prevede la legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 04:49:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Fano, un cittadino è stato multato con 42 euro per aver lasciato la sua auto in sosta con i finestrini abbassati. La vicenda, che potrebbe sembrare banale, si basa in realtà su una precisa norma del Codice della strada, l’articolo 158 comma 4, che impone agli automobilisti di adottare tutte le cautele necessarie per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="142" data-end="528">A Fano, un cittadino è stato multato con 42 euro per aver lasciato la sua auto in sosta con i finestrini abbassati. La vicenda, che potrebbe sembrare banale, si basa in realtà su una precisa norma del Codice della strada, l’articolo 158 comma 4, che impone agli automobilisti di adottare tutte le cautele necessarie per impedire l’utilizzo del veicolo da parte di terzi non autorizzati.</p>
<p data-start="530" data-end="841">Il diretto interessato ha espresso il suo disappunto, sostenendo che avrebbe preferito essere semplicemente avvertito, trattandosi di una regola poco conosciuta. Tuttavia, le autorità locali difendono il provvedimento come misura preventiva per garantire sicurezza e responsabilità da parte degli automobilisti.</p>
<p data-start="843" data-end="1082">La multa per aver lasciato i finestrini abbassati è dunque perfettamente legittima e rappresenta un richiamo all’attenzione per tutti coloro che, anche in buona fede, sottovalutano l’importanza di mettere in sicurezza il proprio veicolo.</p>
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		<title>Gerard Depardieu condannato a 18 mesi per aggressione sessuale: il verdetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 01:35:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Parigi ha condannato Gerard Depardieu a 18 mesi di reclusione, pena sospesa, per aggressione sessuale ai danni di due donne sul set del film &#8220;Les Volets Verts&#8221; nel 2021. Il verdetto prevede inoltre l&#8217;iscrizione dell&#8217;attore nel registro degli autori di reati sessuali e una ineleggibilità politica per due anni. Depardieu, che ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="597" data-end="1022">Il Tribunale di Parigi ha condannato Gerard Depardieu a 18 mesi di reclusione, pena sospesa, per aggressione sessuale ai danni di due donne sul set del film &#8220;Les Volets Verts&#8221; nel 2021. Il verdetto prevede inoltre l&#8217;iscrizione dell&#8217;attore nel registro degli autori di reati sessuali e una ineleggibilità politica per due anni. Depardieu, che ha sempre negato ogni addebito, non era presente in aula al momento della sentenza.</p>
<p data-start="1024" data-end="1414">La condanna di Gerard Depardieu a 18 mesi per aggressione sessuale arriva in un momento cruciale per la società francese, ancora alle prese con il dibattito sulla gestione delle accuse di molestie nell’ambito culturale e cinematografico. Il caso è stato considerato un banco di prova per il movimento #MeToo in Francia, mettendo in discussione il mito di una delle icone del cinema europeo.</p>
<p data-start="1416" data-end="1778">La difesa di Depardieu ha annunciato il ricorso in appello, definendo la decisione del Tribunale &#8220;ingiusta&#8221; e criticando il clima di presunta condanna preventiva nei casi di aggressione sessuale. Nel frattempo, altre accuse pendono sull&#8217;attore, tra cui il procedimento avviato nel 2018 da Charlotte Arnould, che potrebbe aggravare ulteriormente la sua posizione.</p>
<p data-start="1780" data-end="2041">Gerard Depardieu condannato a 18 mesi per aggressione sessuale rappresenta un punto di svolta non solo per la sua carriera, ma anche per l&#8217;industria cinematografica francese, costretta a confrontarsi con i propri fantasmi e a ridefinire i propri standard etici.</p>
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		<title>Auto, dal 1° luglio scatta il blocco per chi beve: cosa cambia con l’alcolock</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 02:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alcolock auto obbligatorio da luglio: il nuovo Codice della Strada introduce un dispositivo che punta dritto al cuore del problema sicurezza, e lo fa con il fiato – letteralmente. Dal 1° luglio 2025, chi ha riportato una condanna definitiva per guida in stato di ebbrezza dovrà installare un sistema elettronico che impedisce l’avvio dell’auto se [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcolock auto obbligatorio da luglio: il nuovo Codice della Strada introduce un dispositivo che punta dritto al cuore del problema sicurezza, e lo fa con il fiato – letteralmente. Dal 1° luglio 2025, chi ha riportato una condanna definitiva per guida in stato di ebbrezza dovrà installare un sistema elettronico che impedisce l’avvio dell’auto se il tasso alcolemico è superiore allo zero. Niente soffio, niente partenza.</p>
<p>Il dispositivo – chiamato “alcolock” – è obbligatorio per i conducenti che hanno superato gli 0,8 grammi per litro. Chi ha sforato l’1,5 dovrà conviverci per ben tre anni, dopo aver scontato la sospensione della patente. Una misura severa, ma necessaria secondo le autorità, per arginare i troppi incidenti causati da chi si mette alla guida alterato.</p>
<p>Ma non è solo una questione di sicurezza. C’è anche un costo da pagare: l’installazione dell’alcolock auto obbligatorio avverrà solo in officine autorizzate, per un esborso che si aggira sui 2.000 euro. E proprio su questo punto si è alzata la voce di Federcarrozzieri, che denuncia il rischio di un mercato limitato, poco concorrenziale e più caro per gli automobilisti.</p>
<p>Il decreto che introduce l’alcolock è stato notificato all’Unione Europea ed entrerà in vigore salvo rilievi nei prossimi 90 giorni. L’Italia si allinea così ad altri Paesi europei dove il dispositivo è già realtà, specialmente per autisti professionali e conducenti recidivi.</p>
<p>Il messaggio è chiaro: chi ha alzato troppo il gomito e ha messo a rischio sé e gli altri, dovrà ora dimostrare – ogni volta che sale in auto – di essere cambiato. E sarà proprio il suo respiro a dirlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Custodia cautelare, Nordio punta alla riforma: “Criteri da cambiare”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 03:17:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che il governo sta lavorando a una riforma della custodia cautelare, con l’obiettivo di ridurre il numero di detenuti in attesa di giudizio. Attualmente, circa un quarto della popolazione carceraria è composta da persone senza condanna definitiva, un problema che il ministro considera una distorsione del sistema [&#8230;]</p>
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<p data-start="75" data-end="462">Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che il governo sta lavorando a una riforma della <strong data-start="179" data-end="201">custodia cautelare</strong>, con l’obiettivo di ridurre il numero di detenuti in attesa di giudizio. Attualmente, circa un quarto della popolazione carceraria è composta da persone senza condanna definitiva, un problema che il ministro considera una distorsione del sistema giudiziario.</p>
<p data-start="464" data-end="920">I criteri che regolano la <strong data-start="490" data-end="515">detenzione preventiva</strong> – pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove – secondo Nordio sono diventati formule applicate meccanicamente dai magistrati, senza una reale valutazione caso per caso. Il governo sta quindi studiando alternative, tra cui il possibile utilizzo di <strong data-start="788" data-end="808">caserme dismesse</strong> per ospitare i detenuti in attesa di giudizio, garantendo una detenzione più proporzionata e meno afflittiva.</p>
<p data-start="922" data-end="1295">La riforma della <strong data-start="939" data-end="961">custodia cautelare</strong> si inserisce in un quadro più ampio di revisione del codice di procedura penale, che potrebbe passare attraverso un referendum popolare. Tuttavia, il percorso non sarà privo di ostacoli, considerando le resistenze della magistratura e i timori dell’opinione pubblica riguardo a un possibile indebolimento delle misure di sicurezza.</p>
<p data-start="1297" data-end="1476" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il dibattito è aperto, ma una cosa è chiara: il governo intende cambiare le regole del gioco, con un approccio che potrebbe riscrivere profondamente la giustizia penale in Italia.</p>
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		<title>Uccisa dal marito, ora la sua famiglia deve pagare le tasse sul risarcimento inesistente</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2025/02/27/uccisa-dal-marito-ora-la-sua-famiglia-deve-pagare-le-tasse-sul-risarcimento-inesistente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 02:42:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una vicenda paradossale quella che vede protagonista la famiglia di Giulia Galiotto, uccisa brutalmente dal marito Marco Manzini nel 2009. A distanza di anni, i genitori e la sorella della vittima si trovano a fronteggiare una situazione surreale: lo Stato ha inviato loro cartelle esattoriali per le tasse su un risarcimento che non hanno mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="425" data-end="807">Una vicenda paradossale quella che vede protagonista la famiglia di <strong data-start="508" data-end="527">Giulia Galiotto</strong>, uccisa brutalmente dal marito <strong data-start="559" data-end="576">Marco Manzini</strong> nel 2009. A distanza di anni, i genitori e la sorella della vittima si trovano a fronteggiare una situazione surreale: <strong data-start="696" data-end="805">lo Stato ha inviato loro cartelle esattoriali per le tasse su un risarcimento che non hanno mai ricevuto.</strong></p>
<h3 data-start="809" data-end="856">Una giustizia che lascia l’amaro in bocca</h3>
<p data-start="857" data-end="1261">Condannato a <strong data-start="870" data-end="890">19 anni e 4 mesi</strong>, Manzini ha lasciato il carcere nel <strong data-start="927" data-end="935">2022</strong> in regime di semilibertà e nel luglio 2024 ha terminato la sua pena. Il tribunale aveva stabilito per la famiglia Galiotto un risarcimento di <strong data-start="1078" data-end="1101">1,2 milioni di euro</strong>, ma i soldi non sono mai arrivati. L&#8217;unico tentativo di &#8220;pagare&#8221; da parte dell&#8217;assassino? <strong data-start="1192" data-end="1211">50 euro al mese</strong>, rifiutati sdegnosamente dai parenti di Giulia.</p>
<h3 data-start="1263" data-end="1289">Il paradosso fiscale</h3>
<p data-start="1290" data-end="1554">Oggi, oltre al dolore, la famiglia deve affrontare anche la burocrazia: <strong data-start="1362" data-end="1444">lo Stato chiede loro il pagamento delle tasse su quel risarcimento inesistente</strong>. Cartelle esattoriali da <strong data-start="1470" data-end="1490">6.000 euro l&#8217;una</strong> sono state recapitate a padre, madre e sorella della vittima.</p>
<p data-start="1556" data-end="1778">&#8220;<em>La vera violenza è anche nelle istituzioni</em>&#8220;, denuncia <strong data-start="1611" data-end="1631">Giovanna Ferrari</strong>, madre di Giulia. &#8220;<em>Siamo fortunati a poterci difendere, ma molte famiglie rinunciano alla giustizia per paura di trovarsi in situazioni simili</em>&#8220;.</p>
<h3 data-start="1780" data-end="1814">L&#8217;omicidio e la beffa finale</h3>
<p data-start="1815" data-end="2138">Giulia fu uccisa con <strong data-start="1836" data-end="1871">nove colpi di pietra alla testa</strong>, poi gettata nel Secchia per simulare un suicidio. Manzini, dopo aver finto preoccupazione, fu incastrato e condannato. Ma mentre lui oggi è un uomo libero, i parenti della vittima devono ancora pagare un prezzo altissimo. <strong data-start="2095" data-end="2136">Giustizia? No, solo l’ennesima beffa.</strong></p>
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		<title>Torino, madre condannata per anni di maltrattamenti sulla figlia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 02:52:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quattordici anni ha vissuto tra paure e umiliazioni, costretta a subire punizioni che avrebbero spezzato chiunque. La Corte d’Appello ha confermato la condanna a due anni di reclusione per una madre di 43 anni, riconosciuta colpevole di maltrattamenti nei confronti della figlia. Un incubo iniziato sin da quando la bambina frequentava le scuole elementari: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per quattordici anni ha vissuto tra paure e umiliazioni, costretta a subire punizioni che avrebbero spezzato chiunque. La Corte d’Appello ha confermato la condanna a due anni di reclusione per una madre di 43 anni, riconosciuta colpevole di maltrattamenti nei confronti della figlia. Un incubo iniziato sin da quando la bambina frequentava le scuole elementari: un voto basso era sufficiente per costringerla a stare in ginocchio su gusci di noci o chicchi di riso per ore. E quando le punizioni fisiche non erano più praticabili, sono iniziate le umiliazioni psicologiche.</p>
<p><em>&#8220;Avrei fatto meglio ad abortire&#8221;</em>, le ripeteva la madre, facendole credere di non valere nulla. Crescendo, la ragazza ha iniziato a capire che quello che viveva non era normale. Allontanata di casa a vent’anni, ha trovato rifugio da un’ex insegnante, che l’ha aiutata a trovare il coraggio di denunciare.</p>
<p>Oggi la giustizia ha dato un segnale chiaro. Lei, però, non cerca vendetta: <em>&#8220;Non voglio che mia madre vada in carcere, voglio solo vivere tranquilla&#8221;</em>, ha detto in aula. Un desiderio di libertà dopo anni di dolore.</p>
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		<title>Chiara Ferragni a processo per il caso pandoro: truffa o malinteso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 02:37:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiara Ferragni dovrà affrontare un processo per truffa aggravata legata alla vendita del pandoro &#8220;Pink Christmas&#8221; e delle uova pasquali &#8220;Dolci Preziosi&#8221;. Nonostante l’accordo con il Codacons per rimborsare i consumatori e la donazione di 200mila euro, la Procura ha deciso di procedere. La prima udienza è fissata per il 23 settembre. L’influencer si dichiara [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Chiara Ferragni dovrà affrontare un processo per truffa aggravata legata alla vendita del pandoro &#8220;Pink Christmas&#8221; e delle uova pasquali &#8220;Dolci Preziosi&#8221;. Nonostante l’accordo con il Codacons per rimborsare i consumatori e la donazione di 200mila euro, la Procura ha deciso di procedere. La prima udienza è fissata per il 23 settembre.</p>
<p>L’influencer si dichiara innocente e definisce l’accusa &#8220;profondamente ingiusta&#8221;, ribadendo la sua volontà di difendersi. Anche i suoi avvocati, Marcello Banna e Giuseppe Iannacone, affermano che il caso non ha rilevanza penale e che il giudizio chiarirà la sua posizione.</p>
<p>A processo anche Alessandra Balocco e Francesco Cannillo di Dolci Preziosi, accusati della stessa ipotesi di reato. La vicenda riaccende il dibattito sulla pubblicità nel mondo degli influencer e sulla trasparenza delle iniziative benefiche legate ai brand.</p>
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		<title>Adolescente condannato in Cina: ergastolo e dibattito sulla giustizia minorile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 03:10:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un tribunale della provincia cinese dell’Hebei ha condannato un adolescente all’ergastolo per l’omicidio di un compagno di classe, un caso che ha suscitato ampie discussioni sul sistema di responsabilità penale per i minorenni in Cina. La vittima, un ragazzo di 13 anni, è stata brutalmente uccisa in una serra abbandonata. Gli imputati, tre adolescenti al [&#8230;]</p>
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<p>Un tribunale della provincia cinese dell’Hebei ha condannato un adolescente all’ergastolo per l’omicidio di un compagno di classe, un caso che ha suscitato ampie discussioni sul sistema di responsabilità penale per i minorenni in Cina. La vittima, un ragazzo di 13 anni, è stata brutalmente uccisa in una serra abbandonata. Gli imputati, tre adolescenti al di sotto dei 14 anni all’epoca dei fatti, avevano precedentemente sottoposto il compagno a episodi di bullismo.</p>
<p>Con una revisione normativa del 2021, la Cina ha abbassato l’età della responsabilità penale a 12 anni per reati particolarmente gravi, come l’omicidio con metodi definiti &#8220;estremamente crudeli&#8221;. Nel caso specifico, gli aggressori avrebbero usato una pala per colpire la vittima e successivamente ne avrebbero seppellito il corpo.</p>
<p>Tra gli imputati, oltre al ragazzo condannato all’ergastolo, uno è stato condannato a 12 anni di carcere e un altro inserito in un programma di istruzione correttiva. Questo episodio ha acceso un vivace dibattito, sia a livello nazionale che internazionale, sulla gestione legale ed etica dei crimini commessi da minorenni e sul bilanciamento tra giustizia e rieducazione.</p>
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