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	<title>istruzione &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Rapporto AlmaDiploma 2026: scuola sempre più ereditaria, futuro legato ai titoli dei genitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:12:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola italiana fatica a fare da ascensore sociale. Il Rapporto AlmaDiploma 2026 sul profilo dei diplomati racconta una dinamica sempre più netta: il successo formativo dei figli dipende in larga parte dal livello di istruzione dei genitori. Dove in casa c’è una laurea, il percorso appare più lineare. Altrove, le scelte e gli esiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="146" data-end="541">La scuola italiana fatica a fare da ascensore sociale. Il <strong data-start="204" data-end="233">Rapporto AlmaDiploma 2026</strong> sul profilo dei diplomati racconta una dinamica sempre più netta: il successo formativo dei figli dipende in larga parte dal livello di istruzione dei genitori. Dove in casa c’è una laurea, il percorso appare più lineare. Altrove, le scelte e gli esiti scolastici cambiano direzione molto prima del diploma.</p>
<p data-start="543" data-end="986">Il divario, secondo i dati, emerge già alle medie. All’esame di terza media ottiene il massimo dei voti (“10” o “10 e lode”) il 24,9% degli studenti con almeno un genitore laureato. La quota scende al 14,1% tra i figli di genitori con al più il diploma superiore e cala fino al 7,9% tra chi ha genitori con licenza media o elementare. È un segnale iniziale, ma spesso decisivo, perché anticipa il primo grande bivio: la scelta delle superiori.</p>
<h3 data-start="988" data-end="1071">Rapporto AlmaDiploma 2026: la scelta del liceo premia chi parte avvantaggiato</h3>
<p data-start="1073" data-end="1596">La spaccatura diventa evidente quando si guarda all’iscrizione alle scuole superiori. Tra i ragazzi con genitori laureati, il 73,4% sceglie un liceo. La percentuale scende al 47,0% tra i figli di diplomati e si riduce ulteriormente al 32,5% tra chi proviene da famiglie con titoli inferiori al diploma. In mezzo, pesa anche l’influenza del contesto familiare: il parere dei genitori viene indicato come decisivo nel 71,3% dei casi quando in famiglia c’è una laurea, contro il 59,3% tra chi ha genitori con titoli più bassi.</p>
<p data-start="1598" data-end="2027">Non si tratta soltanto di indirizzi diversi. Il report descrive anche una differenza nella “regolarità” del percorso: arriva al diploma senza bocciature il 95,8% dei figli di laureati, mentre la quota scende all’88,6% tra gli studenti con background meno istruito. Anche il voto finale segue una traiettoria simile: supera il 90/100 il 23,8% dei diplomati con genitori laureati, contro il 14,8% tra chi ha genitori senza diploma.</p>
<p data-start="2029" data-end="2525">A contare, però, non sono solo le pagelle. Nel curriculum scolastico entrano sempre più esperienze che fanno la differenza, e che non sono distribuite allo stesso modo. Uno studio all’estero riguarda il 27,8% dei diplomati con genitori laureati, mentre si ferma al 16,5% tra chi proviene da contesti meno scolarizzati. Il divario si allarga sulle certificazioni linguistiche internazionali: le ottiene il 46,8% dei figli di laureati, contro il 20,1% dei ragazzi con genitori con titoli più bassi.</p>
<p data-start="2527" data-end="2819">Nello stesso periodo cresce anche l’ingresso precoce nel mondo del lavoro, spesso legato al percorso tecnico-professionale o a necessità familiari. Qui la differenza si ribalta: durante le superiori lavora il 62,6% degli studenti figli di non diplomati, contro il 56,8% dei figli di laureati.</p>
<p data-start="2821" data-end="3157">Alla vigilia della Maturità, l’ultimo passaggio consolida il divario. Il <strong data-start="2894" data-end="2923">Rapporto AlmaDiploma 2026</strong> indica che il 73,7% dei figli di laureati intende dedicarsi esclusivamente all’università, mentre la stessa scelta riguarda il 44,4% dei ragazzi provenienti da famiglie meno istruite, più spesso orientati a cercare subito un impiego.</p>
<p data-start="3159" data-end="3532">Il quadro che emerge è quello di un sistema in cui l’origine familiare continua a pesare sulle opportunità, sulla qualità delle esperienze e sulle scelte finali. Per molte famiglie, la scuola resta un investimento e una promessa. Ma i dati raccontano che, troppo spesso, quella promessa si realizza con maggiore facilità per chi parte già da un capitale culturale più alto.</p>
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		<title>Scuola, Valditara stanzia 30 milioni per l’educazione ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola punta sull’ambiente. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha stanziato 30 milioni di euro per finanziare progetti didattici dedicati alla cura e al rispetto dei parchi e degli spazi scolastici. Un intervento che rafforza l’educazione civica e introduce nuove regole per la tutela degli ambienti comuni. Scuola ed educazione ambientale: 30 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="113" data-end="448">La scuola punta sull’ambiente. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha stanziato 30 milioni di euro per finanziare progetti didattici dedicati alla cura e al rispetto dei parchi e degli spazi scolastici. Un intervento che rafforza l’educazione civica e introduce nuove regole per la tutela degli ambienti comuni.</p>
<h3 data-start="450" data-end="512">Scuola ed educazione ambientale: 30 milioni per i progetti</h3>
<p data-start="514" data-end="844">Il decreto firmato dal ministro prevede risorse destinate agli istituti per realizzare attività educative finalizzate alla valorizzazione dei beni pubblici, a partire dagli spazi scolastici e dalle aree verdi. I progetti potranno essere sviluppati anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni del territorio.</p>
<p data-start="846" data-end="1224">“<em>Si tratta di un’azione di grande valore sociale, che le scuole possono realizzare nell’ambito delle attività di educazione civica da svolgere anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni. Inoltre, gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all&#8217;aperto</em>”, ha dichiarato il ministro Valditara.</p>
<p data-start="1226" data-end="1405">L’obiettivo è duplice: promuovere comportamenti responsabili tra gli studenti e trasformare aree riqualificate in spazi utili alla didattica, favorendo l’apprendimento all’aperto.</p>
<p data-start="1407" data-end="1834">Accanto allo stanziamento, il ministro ha emanato anche una nota indirizzata ai dirigenti scolastici e al personale per rafforzare la cura e la pulizia degli ambienti interni agli istituti. Le scuole sono invitate a sensibilizzare gli alunni e a definire pratiche quotidiane coerenti con le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e con lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria.</p>
<p data-start="1836" data-end="1985">Tra le indicazioni fornite, quella di lasciare l’aula, al termine delle lezioni, nelle stesse condizioni in cui è stata consegnata a inizio giornata.</p>
<p data-start="1987" data-end="2318">“<em>Responsabilizzare gli studenti sull&#8217;uso corretto di beni pubblici è importante per sviluppare una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”</em>, ha aggiunto il ministro.</p>
<p data-start="2320" data-end="2564">L’iniziativa rafforza il ruolo della scuola come luogo di formazione non solo culturale ma anche civica. Per studenti e famiglie cambia l’approccio quotidiano agli spazi comuni: non solo luoghi da utilizzare, ma beni da custodire e valorizzare.</p>
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		<title>Valditara incontra le Consulte studentesche: più ruolo agli studenti e “AscoltaMI” dal 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Valditara incontra le Consulte studentesche e rilancia il loro ruolo nella vita della scuola. Oggi, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, il ministro Giuseppe Valditara ha ricevuto i Coordinatori regionali dei Presidenti di Consulta, o i loro delegati, in vista del prossimo insediamento dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale. Il punto, per il Ministero, è dare continuità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="143" data-end="480"><strong data-start="143" data-end="190">Valditara incontra le Consulte studentesche</strong> e rilancia il loro ruolo nella vita della scuola. Oggi, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, il ministro Giuseppe Valditara ha ricevuto i Coordinatori regionali dei Presidenti di Consulta, o i loro delegati, in vista del prossimo insediamento dell’Ufficio di Coordinamento Nazionale.</p>
<p data-start="482" data-end="1041">Il punto, per il Ministero, è dare continuità a un confronto stabile con la rappresentanza degli studenti. Valditara ha definito il dialogo con le Consulte “centrale” in una visione di “scuola costituzionale”, sottolineando che si tratta di un organismo democratico a cui l’amministrazione intende attribuire un rilievo crescente. L’obiettivo dichiarato è rendere gli studenti protagonisti e pienamente coinvolti nei processi di crescita della comunità scolastica, anche attraverso un interlocutore nazionale capace di mantenere aperto il canale di confronto.</p>
<p data-start="1043" data-end="1397">Nel 2026 sono previsti due appuntamenti annuali del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte. Nello stesso anno, il 10 ottobre, ricorrerà il trentesimo anniversario del DPR n. 567 del 1996, che ha istituito le Consulte Provinciali degli studenti, un passaggio che il Ministero considera un riferimento simbolico per rafforzare la partecipazione.</p>
<p data-start="1399" data-end="1946">Durante l’incontro sono stati richiamati alcuni interventi già adottati o avviati su temi che incidono direttamente sulla quotidianità scolastica. Tra questi c’è il nuovo servizio di supporto psicologico “AscoltaMI”, che sarà finanziato con 18,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 e che partirà in forma sperimentale sulla Piattaforma Unica. Il meccanismo previsto è quello dei voucher per colloqui individuali, destinati agli studenti dell’ultimo anno della Secondaria di primo grado e del primo biennio della Secondaria di secondo grado.</p>
<p data-start="1948" data-end="2242">Nella stessa cornice, il Ministero collega il lavoro del docente tutor, già istituito, con l’idea di potenziare la personalizzazione della didattica. Il tutor, nelle intenzioni, dovrebbe coordinare percorsi più mirati, con un’attenzione particolare ai bisogni degli studenti e all’orientamento.</p>
<p data-start="2244" data-end="2705">Sul fronte dei divari territoriali, Valditara ha ribadito la portata delle iniziative Agenda Sud e Agenda Nord, con una dotazione complessiva indicata in 1,046 miliardi di euro per ridurre le differenze e sostenere le scuole con fragilità negli apprendimenti. In parallelo, è stato ricordato l’investimento sull’edilizia scolastica: 12 miliardi di euro, con circa un terzo finanziato direttamente dal Ministero, per migliorare sicurezza e qualità degli edifici.</p>
<p data-start="2707" data-end="3199">Un capitolo specifico è stato dedicato alla cittadinanza digitale e all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale, temi inseriti nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. È stata avviata una sperimentazione sull’impiego dell’IA nella didattica e sono stati stanziati 450 milioni di euro per la formazione dei docenti sulle competenze digitali. In questo contesto rientrano anche laboratori e seminari di “Next Gen AI”, indicato come primo summit internazionale sull’IA.</p>
<p data-start="3201" data-end="3693">Infine, il Ministero ha confermato l’impegno nella prevenzione e nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo. È previsto un evento nazionale entro aprile 2026 per presentare e valorizzare le migliori pratiche, con l’obiettivo di renderle replicabili nei diversi territori. L’azione, secondo quanto riferito, punta su un approccio integrato che include educazione alle relazioni, rispetto ed empatia, anche attraverso percorsi formativi per docenti sviluppati con il coinvolgimento di INDIRE.</p>
<p data-start="3695" data-end="4028">L’incontro si è chiuso con un confronto aperto sulle proposte dei rappresentanti degli studenti. Il messaggio finale, sul piano politico-amministrativo, è la volontà di consolidare un dialogo costante tra Ministero e Consulte, con l’idea di una scuola più partecipata e orientata al benessere e alla crescita delle nuove generazioni.</p>
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		<title>Nuove regole per l’orale della maturità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 06:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato un irrigidimento delle procedure dell’esame di maturità: chi decidesse di non presentarsi all’orale dovrà ripetere l’anno scolastico. Una scelta presentata come un ritorno al senso di responsabilità, con l’obiettivo di ridare serietà e coerenza al percorso valutativo. Fra le novità figura anche l’eliminazione del documento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="59" data-end="403">Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato un irrigidimento delle procedure dell’esame di maturità: chi decidesse di non presentarsi all’orale dovrà ripetere l’anno scolastico. Una scelta presentata come un ritorno al senso di responsabilità, con l’obiettivo di ridare serietà e coerenza al percorso valutativo.</p>
<p data-start="405" data-end="730">Fra le novità figura anche l’eliminazione del documento introduttivo consegnato ai candidati all’inizio della prova orale, ritenuto fonte di stress e, secondo il ministro, non più necessario. Le materie oggetto dell’orale saranno comunicate a fine gennaio, spostando più avanti il consueto momento di attesa per gli studenti.</p>
<p data-start="732" data-end="1076" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel corso dell’inaugurazione del Polo Infanzia Sempione a Cinisello Balsamo, Valditara ha inoltre ricordato gli investimenti destinati all’educazione nella regione: quasi un miliardo e mezzo di euro in Lombardia, con l’obiettivo di ampliare l’offerta per nidi e scuole dell’infanzia e superare in anticipo i target europei previsti per il 2026.</p>
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		<title>Bernini conferma il via al nuovo percorso universitario per gli allievi militari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La conferma è arrivata direttamente a Modena, dove il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha ribadito l’avvio del nuovo percorso di studi destinato agli allievi ufficiali. Dopo giorni di discussioni e dubbi sull’adesione dell’Università di Bologna, il ministro ha dichiarato conclusa ogni polemica, assicurando personalmente la realizzazione del progetto formativo. Durante l’incontro con i vertici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="96" data-end="469">La conferma è arrivata direttamente a Modena, dove il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha ribadito l’avvio del nuovo percorso di studi destinato agli allievi ufficiali. Dopo giorni di discussioni e dubbi sull’adesione dell’Università di Bologna, il ministro ha dichiarato conclusa ogni polemica, assicurando personalmente la realizzazione del progetto formativo.</p>
<p data-start="471" data-end="925">Durante l’incontro con i vertici dell’Accademia e con gli allievi dei corsi in formazione, Bernini ha evidenziato l’importanza di unire preparazione accademica e competenze militari, sottolineando come una Difesa moderna debba essere in grado di interpretare le sfide contemporanee. Il progetto, sostenuto dall’intero governo e condiviso con lo Stato Maggiore dell’Esercito, punta a rafforzare il bagaglio culturale delle future generazioni di ufficiali.</p>
<p data-start="927" data-end="1131" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In sostanza, il nuovo corso rappresenta un tassello strategico nella formazione militare italiana, pensato per integrare conoscenze teoriche e responsabilità operative in un contesto sempre più complesso.</p>
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		<title>Medicina, polemiche sul semestre filtro: studenti pronti al ricorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 15:41:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il debutto del nuovo semestre filtro per l’accesso a Medicina ha scatenato un acceso confronto tra studenti e ministero. Mentre migliaia di candidati denunciano irregolarità, errori nelle procedure e disorganizzazione nei vari atenei, l’Unione degli Universitari annuncia la preparazione di un ricorso collettivo per chiedere l’ammissione in soprannumero e la revisione dell’intero sistema. Secondo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="246" data-end="636">Il debutto del nuovo semestre filtro per l’accesso a Medicina ha scatenato un acceso confronto tra studenti e ministero. Mentre migliaia di candidati denunciano irregolarità, errori nelle procedure e disorganizzazione nei vari atenei, l’Unione degli Universitari annuncia la preparazione di un ricorso collettivo per chiedere l’ammissione in soprannumero e la revisione dell’intero sistema.</p>
<p data-start="638" data-end="1029">Secondo le associazioni studentesche, le segnalazioni di anomalie sarebbero state numerose e diffuse su diversi canali, tanto da spingere a raccogliere documenti e testimonianze per costruire un dossier da presentare nelle sedi opportune. Per gli studenti, il semestre filtro non solo non risolve i problemi del vecchio test d’ingresso, ma ne introduce di nuovi, creando ulteriori disparità.</p>
<p data-start="1031" data-end="1479">Dal ministero arriva invece una lettura opposta. La ministra Bernini difende l’organizzazione, sottolineando come la prova sia stata sostenuta regolarmente dalla maggior parte dei candidati. Riconosce la presenza di alcuni “furbetti” che avrebbero tentato di aggirare le regole, ma assicura che si procederà a identificare e annullare le prove irregolari. Per il dicastero, il meccanismo rimane valido e rappresenta un passo avanti nella selezione.</p>
<p data-start="1481" data-end="1820">Il clima resta però di forte tensione: da un lato migliaia di studenti che chiedono più trasparenza e l’abolizione del numero chiuso sotto ogni forma, dall’altro un ministero deciso a difendere la riforma appena avviata. E mentre si attendono i risultati ufficiali, la battaglia tra aule universitarie e istituzioni sembra appena iniziata.</p>
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		<title>Maturità 2026, il nuovo esame secondo Valditara: meno materie, più responsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 16:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Maturità 2026 segna un ritorno al passato con qualche colpo di scena. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato le novità del prossimo esame, che tornerà a chiamarsi ufficialmente “Maturità” e non più Esame di Stato.La principale innovazione riguarda il colloquio orale: si concentrerà su quattro materie scelte dal Ministero, permettendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="357" data-end="895">La <strong data-start="360" data-end="377">Maturità 2026</strong> segna un ritorno al passato con qualche colpo di scena. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, <strong data-start="476" data-end="498">Giuseppe Valditara</strong>, ha illustrato le novità del prossimo esame, che tornerà a chiamarsi ufficialmente “Maturità” e non più Esame di Stato.<br data-start="618" data-end="621" />La principale innovazione riguarda il colloquio orale: si concentrerà su <strong data-start="694" data-end="734">quattro materie scelte dal Ministero</strong>, permettendo un maggiore approfondimento e ponendo fine ai collegamenti interdisciplinari forzati che negli anni avevano spesso confuso studenti e professori.</p>
<p data-start="897" data-end="1349">Niente più “domande a sorpresa” o documenti improvvisati, ma un approccio più mirato e coerente. Tuttavia, il ministro avverte: la <strong data-start="1028" data-end="1045">Maturità 2026</strong> non sarà un’occasione per trascurare le altre materie. Studiare tutto resta un segno di vera maturità, così come affrontare le difficoltà. “Chi rifiuta l’orale dovrà ripetere l’anno”, ha dichiarato Valditara, spiegando che la scuola deve insegnare a rialzarsi dopo gli errori e a non eludere le prove.</p>
<p data-start="1351" data-end="1809">La riforma introduce anche una valutazione più ampia, che tiene conto del comportamento, delle attività extracurricolari e dell’impegno complessivo dello studente. I cinque punti bonus diventano tre, ma guadagnano peso la <strong data-start="1573" data-end="1585">condotta</strong> e la <strong data-start="1591" data-end="1619">Formazione Scuola-Lavoro</strong>, nuova denominazione dell’alternanza.<br data-start="1657" data-end="1660" />L’obiettivo è chiaro: valutare non solo la preparazione, ma anche la crescita personale e il senso di responsabilità maturato negli anni di studio.</p>
<p data-start="1811" data-end="2009">Valditara chiude con un messaggio agli studenti: “Credete in voi stessi, valete più di quanto pensiate”. Una frase che sintetizza lo spirito della <strong data-start="1958" data-end="1975">Maturità 2026</strong>: meno burocrazia, più sostanza.</p>
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		<title>Italia fanalino di coda OCSE per numero di laureati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 11:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ISFOA]]></category>
		<category><![CDATA[laureati]]></category>
		<category><![CDATA[Ocse]]></category>
		<category><![CDATA[vae]]></category>
		<category><![CDATA[Validation des Acquis de l'Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo il 22% degli adulti italiani possiede una laurea, contro il 42% della media OCSE. In questo scenario è necessario promuovere un riscatto culturale attraverso il metodo &#8220;VAE &#8211; Validation des Acquis de l’Expérience&#8221; e un’offerta accademica d’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Solo il 22% degli adulti italiani possiede una laurea, contro il 42% della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Solo il 22% degli adulti italiani possiede una laurea, contro il 42% della media OCSE. In questo scenario è necessario promuovere un riscatto culturale attraverso il metodo &#8220;VAE &#8211; Validation des Acquis de l’Expérience&#8221; e un’offerta accademica d’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.</strong></em></p>
<p>Solo il 22% degli adulti italiani possiede una laurea, contro il 42% della media OCSE.</p>
<p>In questo scenarioI dati Ocse 2025 confermano che l’Italia si trova in ultima posizione, insieme al Messico, per numero di adulti (25-64 anni) in possesso di un titolo di istruzione terziaria, con solo il 22% di laureati rispetto alla media Ocse del 42%. <strong>Questo posiziona l’Italia tra i Paesi industrializzati con il minor tasso di laureati</strong> nella fascia d’età considerata, evidenziando un ritardo significativo nel livello di istruzione superiore della popolazione adulta rispetto ad altri Paesi”.</p>
<p>Anche rispetto alle altre nazioni europee abbiamo il minor numero di giovani laureati, tra i 25 ed i 34 anni: solo il 31%, contro la media europea del 43%. Peggio della situazione italiana in Europa è rappresentata solamente dalla Romania. L’Italia purtroppo è anche il Paese in Europa con il maggior numero di ragazzi che non studiano e non lavorano. Anche il titolo di studio è diventata quindi una questione ereditaria, tendenzialmente si laurea chi ha genitori laureati.</p>
<p>I dati dimostrano tuttavia che lo studio è l’unico modo per salire sull’ascensore sociale: chi è laureato guadagna il 38% in più di chi non lo è e chi consegue un master di primo livello ottiene un ulteriore 12% in più. Perché la laurea, un diploma di specializzazione o un master, aprono le porte a professioni specializzate. In questo scenario, in cui l’Italia continua a registrare un preoccupante ritardo nella formazione terziaria e nella mobilità sociale, emerge con forza il ruolo di istituzioni accademiche capaci di offrire percorsi di alta formazione realmente accessibili, flessibili e riconosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Tra queste, ISFOA &#8211; Libera Università di Diritto Internazionale Privato di Ginevra rappresenta un punto di riferimento di eccellenza nel panorama europeo, grazie a un modello formativo fondato sul metodo <strong>VAE &#8211; <em>Validation des Acquis de l&#8217;Experience</em></strong>: un innovativo sistema di validazione delle competenze acquisite nel corso dell’esperienza professionale e personale, che consente di trasformare il proprio bagaglio di conoscenze pratiche in titoli accademici ufficialmente riconosciuti. Il metodo VAE promuove così un’autentica democratizzazione del sapere, premiando il merito, la competenza e l’esperienza, e offrendo la possibilità di accedere o completare percorsi universitari e post-universitari anche a chi ha intrapreso carriere professionali senza poter seguire un iter accademico tradizionale. ISFOA, coerente con la propria missione di formare professionisti e dirigenti capaci di competere in contesti globali, offre un ampio ventaglio di facoltà e specializzazioni, articolate in percorsi di laurea, laurea magistrale, master e dottorato. Grazie a un corpo docente di altissimo livello, composto da accademici, manager e professionisti internazionali, e a una rete consolidata di partner istituzionali e aziendali, ISFOA contribuisce in modo concreto a colmare il divario educativo e professionale che separa l’Italia dai principali Paesi industrializzati, promuovendo una cultura del merito e della competenza che rimette in moto l’ascensore sociale e offre nuove opportunità di crescita personale e professionale. dammi un titolo che si concentri sui dati OCSE</p>
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		<title>Crescono le immatricolazioni universitarie: segnali positivi per l’anno accademico 2025-2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 04:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[ultimissime Cagliari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l’anno accademico 2025-2026 si registra un netto aumento delle immatricolazioni universitarie in Italia, con una crescita complessiva del 5,3% rispetto a marzo 2024. A guidare questo incremento sono gli atenei del Centro Italia (+14%), seguiti da quelli del Sud (+6,1%), mentre al Nord i dati risultano più stabili, con un lieve aumento nel Nord-Est [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="108" data-end="516">Per l’anno accademico 2025-2026 si registra un netto aumento delle immatricolazioni universitarie in Italia, con una crescita complessiva del 5,3% rispetto a marzo 2024. A guidare questo incremento sono gli atenei del Centro Italia (+14%), seguiti da quelli del Sud (+6,1%), mentre al Nord i dati risultano più stabili, con un lieve aumento nel Nord-Est e un calo nel Nord-Ovest.</p>
<p data-start="518" data-end="918">Le iscrizioni ai corsi di laurea ad accesso libero, sia triennali che magistrali a ciclo unico, sono iniziate a luglio, ma ogni università ha un calendario specifico: Firenze ha aperto le iscrizioni il 1° luglio, Cagliari il 16. I futuri studenti devono prestare attenzione alle scadenze pubblicate dai singoli atenei e consultare il Manifesto degli Studi per non perdere l&#8217;opportunità di iscriversi.</p>
<p data-start="920" data-end="1320">Fondamentale anche la presentazione dell’ISEE Università, documento richiesto per accedere a riduzioni sulle tasse e borse di studio. In assenza di tale documento, si è soggetti alla fascia massima di contribuzione. Al momento dell’immatricolazione, gli studenti devono versare la prima rata e la tassa regionale per il diritto allo studio, oltre a consegnare il diploma o un certificato equivalente.</p>
<p data-start="1322" data-end="1488">Molti atenei hanno attivato sportelli di orientamento per assistere le nuove matricole nel percorso burocratico e offrire supporto durante le procedure di iscrizione.</p>
<p data-start="1490" data-end="1685" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Questo trend positivo nelle immatricolazioni è un segnale incoraggiante per il sistema universitario italiano, che dimostra una rinnovata fiducia nella formazione accademica da parte dei giovani.</p>
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