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	<title>Europa &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 09:01:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bimbi bendati e lasciati nel bosco: caccia alla madre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due fratellini francesi di 5 e 3 anni trovati soli vicino Lisbona. Il padre ne aveva denunciato la scomparsa in Francia giorni prima. Erano seduti vicino a una fontana, impauriti e in lacrime, con una benda sugli occhi. Due bambini francesi di 5 e 3 anni sono stati trovati soli in una zona rurale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="93" data-end="230"><strong data-start="93" data-end="230">Due fratellini francesi di 5 e 3 anni trovati soli vicino Lisbona. Il padre ne aveva denunciato la scomparsa in Francia giorni prima.</strong></p>
<p data-start="232" data-end="538">Erano seduti vicino a una fontana, impauriti e in lacrime, con una benda sugli occhi. Due bambini francesi di 5 e 3 anni sono stati trovati soli in una zona rurale del Portogallo, a Monte Novo do Sul, a sud di Lisbona. A soccorrerli è stato un automobilista di passaggio che ha subito allertato la polizia.</p>
<p data-start="540" data-end="788">I piccoli parlavano soltanto francese e inizialmente è stato difficile capire cosa fosse accaduto. Con loro avevano due zaini contenenti vestiti, acqua, biscotti e frutta. Un dettaglio che ha fatto pensare immediatamente a un abbandono programmato.</p>
<p data-start="790" data-end="1040">Secondo la ricostruzione delle autorità portoghesi, la madre 42enne e il patrigno avrebbero accompagnato i bambini in un bosco vicino alla strada provinciale, li avrebbero bendati dicendo loro di cercare un giocattolo e poi sarebbero fuggiti in auto.</p>
<h2 data-section-id="1bvisiz" data-start="1042" data-end="1118"><span role="text"><strong data-start="1045" data-end="1118">Bimbi bendati e lasciati nel bosco, indagini tra Portogallo e Francia</strong></span></h2>
<p data-start="1120" data-end="1390">Dopo il ritrovamento, i due fratellini sono stati trasferiti all’ospedale di Setúbal, dove restano sotto osservazione medica. Gli investigatori hanno raccolto le prime testimonianze direttamente dai bambini, cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della famiglia.</p>
<p data-start="1392" data-end="1665">La procura di Lisbona ha aperto un’indagine per chiarire le responsabilità della coppia e verificare se i due abbiano già lasciato il Paese. Alcune immagini di videosorveglianza avrebbero immortalato la famiglia in un ristorante della zona poche ore prima del ritrovamento.</p>
<p data-start="1667" data-end="1891">Le indagini si stanno concentrando anche sui movimenti precedenti alla fuga. Il padre naturale dei bambini aveva infatti denunciato la loro scomparsa l’11 maggio a Colmar, nell’est della Francia, facendo partire le ricerche.</p>
<h2 data-section-id="1kixa8i" data-start="1893" data-end="1937"><span role="text"><strong data-start="1896" data-end="1937">Il terzo figlio lasciato solo in casa</strong></span></h2>
<p data-start="1939" data-end="2123">Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la donna avrebbe lasciato in casa anche il figlio maggiore, un ragazzo di 16 anni, prima di partire con il compagno e i due bambini più piccoli.</p>
<p data-start="2125" data-end="2259">Un elemento che aggrava ulteriormente il quadro investigativo e che potrebbe portare a nuove contestazioni nei confronti della coppia.</p>
<p data-start="2261" data-end="2511">Il caso ha avuto grande risonanza in Portogallo e in Francia, soprattutto per le modalità del ritrovamento. Determinante è stato l’intervento casuale dell’automobilista che ha deciso di fermarsi dopo aver visto i due piccoli piangere lungo la strada.</p>
<p data-start="2513" data-end="2634">Per i bambini, ora, si apre una fase di assistenza e protezione mentre proseguono le ricerche della madre e del patrigno.</p>
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		<title>Caldo estivo sull’Italia, punte oltre i 30 gradi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 08:13:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’anticiclone subtropicale porterà sole e temperature in forte aumento. Valori elevati anche in Puglia, con possibili picchi su Tavoliere e Salento. Il caldo estivo sull’Italia arriverà entro il fine settimana, spinto da un robusto anticiclone subtropicale in espansione su gran parte dell’Europa centro-occidentale. Dopo una fase ancora variabile su alcune aree alpine e appenniniche, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="84" data-end="236"><strong data-start="84" data-end="236">L’anticiclone subtropicale porterà sole e temperature in forte aumento. Valori elevati anche in Puglia, con possibili picchi su Tavoliere e Salento.</strong></p>
<p data-start="238" data-end="597">Il <strong data-start="241" data-end="269">caldo estivo sull’Italia</strong> arriverà entro il fine settimana, spinto da un robusto anticiclone subtropicale in espansione su gran parte dell’Europa centro-occidentale. Dopo una fase ancora variabile su alcune aree alpine e appenniniche, il tempo diventerà più stabile e le temperature saliranno in modo netto, con massime localmente superiori ai 30 gradi.</p>
<p data-start="599" data-end="848">Secondo 3bmeteo.com, l’alta pressione si estenderà dalla Penisola iberica verso Francia, Regno Unito, Scandinavia meridionale e Mitteleuropa. L’aumento termico sarà evidente su molte capitali europee, con valori ben superiori alle medie del periodo.</p>
<h2 data-section-id="oj2e7b" data-start="850" data-end="898">Caldo estivo sull’Italia: dove farà più caldo</h2>
<p data-start="900" data-end="1136">In Italia l’effetto dell’anticiclone sarà più marcato al Centro-Nord, ma il rialzo termico interesserà anche il Sud. Entro il weekend sono attese massime tra 28 e 32 gradi in Val Padana e tra 27 e 30 gradi nelle aree interne tirreniche.</p>
<p data-start="1138" data-end="1392">Valori elevati sono previsti anche in Sardegna e, localmente, su Tavoliere, Metapontino e Salento. Tra le città indicate da 3bmeteo, si potranno raggiungere 32 gradi a Milano, 31 a Torino e Roma, 30 a Bologna, Verona e Firenze, 29 a Napoli e 28 a Foggia.</p>
<p data-start="1394" data-end="1600">Il caldo si farà sentire anche in quota. Dopo il freddo registrato nei giorni precedenti su diverse località alpine, nel fine settimana le temperature potranno arrivare a 17-19 gradi intorno ai 2.000 metri.</p>
<h2 data-section-id="2atkej" data-start="1602" data-end="1640">In Europa valori fino a 36-37 gradi</h2>
<p data-start="1642" data-end="1856">La spinta dell’anticiclone sarà ancora più evidente sulla Penisola iberica. In Spagna, tra Andalusia e aree vicine al Portogallo, le massime potranno toccare 36-37 gradi, mentre Madrid potrà arrivare a 33-34 gradi.</p>
<p data-start="1858" data-end="2123">In Francia sono previste punte di 32-33 gradi a Tolosa, con valori anche più alti nei primi giorni della prossima settimana. Più a nord, le temperature resteranno comunque elevate: Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Londra potranno avvicinarsi o raggiungere i 30 gradi.</p>
<p data-start="2125" data-end="2400">L’apice del caldo in Italia è atteso all’inizio della nuova settimana. Le ultime elaborazioni indicano possibili massime tra 32 e 35 gradi in Val Padana, tra 30 e 33 gradi nelle zone interne di Toscana e Lazio, e tra 29 e 31 gradi sulle aree interne adriatiche e in Sardegna.</p>
<p data-start="2402" data-end="2642">Da metà della prossima settimana, però, l’anticiclone potrebbe iniziare a indebolirsi sul suo margine orientale. Questo favorirebbe un calo delle temperature e un aumento dell’instabilità, soprattutto su alcune aree del Sud e della Sicilia.</p>
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		<title>Voli a rischio in Europa, allarme sull’autonomia del carburante: “Solo sei settimane”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:57:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Agenzia Internazionale dell’Energia segnala possibili cancellazioni: tensioni legate al Medio Oriente pesano sulle forniture L’Europa potrebbe trovarsi a corto di carburante per aerei nel giro di poche settimane. È il quadro tracciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che parla apertamente di voli a rischio in Europa se la crisi sulle forniture energetiche dovesse proseguire. Secondo il direttore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="28" data-end="246">L’Agenzia Internazionale dell’Energia segnala possibili cancellazioni: tensioni legate al Medio Oriente pesano sulle forniture</p>
<p data-start="248" data-end="513">L’Europa potrebbe trovarsi a corto di carburante per aerei nel giro di poche settimane. È il quadro tracciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che parla apertamente di <strong data-start="425" data-end="453">voli a rischio in Europa</strong> se la crisi sulle forniture energetiche dovesse proseguire.</p>
<p data-start="515" data-end="808">Secondo il direttore dell’Aie, Fatih Birol, le scorte di jet fuel disponibili nel continente sarebbero sufficienti per circa sei settimane. Un margine ristretto che, in caso di blocco prolungato delle rotte energetiche, potrebbe tradursi in riduzioni operative e cancellazioni di tratte aeree.</p>
<h3 data-section-id="1q3cvt2" data-start="810" data-end="850">Effetti immediati sul traffico aereo</h3>
<p data-start="852" data-end="1129">Il nodo principale riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto di petrolio e gas. Le tensioni legate al conflitto con l’Iran stanno già condizionando il flusso delle materie prime, con ripercussioni dirette anche sul carburante destinato all’aviazione.</p>
<p data-start="1131" data-end="1394">In questo scenario, il rischio concreto è che alcune compagnie siano costrette a rivedere la programmazione dei voli. Le tratte meno redditizie potrebbero essere le prime a essere sospese, mentre i collegamenti principali potrebbero subire riduzioni di frequenza.</p>
<p data-start="1396" data-end="1658">Birol non esclude che le prime cancellazioni possano essere annunciate a breve, soprattutto se la situazione dovesse restare bloccata. Il problema, ha spiegato, non riguarda solo l’Europa ma si inserisce in una crisi energetica globale che coinvolge più settori.</p>
<h3 data-section-id="15m9xt4" data-start="1660" data-end="1716">H2: Voli a rischio in Europa e impatto sull’economia</h3>
<p data-start="1718" data-end="1956">La questione va oltre il trasporto aereo. L’aumento dei costi energetici è già visibile e potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane. Benzina, gas ed elettricità sono destinati a rincarare, con effetti diretti su famiglie e imprese.</p>
<p data-start="1958" data-end="2256">L’Aie parla di una fase critica per l’economia internazionale. Più a lungo dureranno le difficoltà nelle forniture, maggiore sarà l’impatto su crescita e inflazione. Alcune aree del mondo, in particolare quelle più dipendenti dalle importazioni energetiche del Medio Oriente, risultano più esposte.</p>
<p data-start="2258" data-end="2447">I Paesi asiatici sono in prima linea, ma l’onda lunga è destinata a raggiungere anche Europa e Americhe. Il trasporto aereo rappresenta uno dei primi settori a subire contraccolpi evidenti.</p>
<h3 data-section-id="1gmenfy" data-start="2449" data-end="2485">La posizione dell’Unione Europea</h3>
<p data-start="2487" data-end="2723">Al momento, la Commissione europea invita alla cautela. Non risultano carenze immediate di carburante all’interno dell’Unione, ma il rischio di difficoltà nell’approvvigionamento, soprattutto per il jet fuel, viene considerato concreto.</p>
<p data-start="2725" data-end="2959">Le raffinerie europee coprono circa il 70% del fabbisogno interno, mentre il resto dipende dalle importazioni. Questo equilibrio, finora stabile, potrebbe essere messo sotto pressione se le tensioni internazionali dovessero protrarsi.</p>
<p data-start="2961" data-end="3160">L’attenzione resta alta in vista delle prossime decisioni a livello comunitario sul fronte energia. Eventuali misure potrebbero riguardare sia il contenimento dei prezzi sia la gestione delle scorte.</p>
<h3 data-section-id="fj5ycj" data-start="3162" data-end="3192">Uno scenario da monitorare</h3>
<p data-start="3194" data-end="3357">Per ora il sistema regge, ma il margine è limitato. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’allarme si tradurrà in disagi concreti per i passeggeri.</p>
<p data-start="3359" data-end="3572">Il rischio di vedere meno voli disponibili, soprattutto nel periodo estivo, non è escluso. Molto dipenderà dall’evoluzione della situazione geopolitica e dalla tenuta delle catene di approvvigionamento energetico.</p>
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		<title>Farmaci, costi in aumento con la guerra: imprese sotto pressione e rischio carenze</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2026/04/15/farmaci-costi-in-aumento-con-la-guerra-imprese-sotto-pressione-e-rischio-carenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.   La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="128" data-end="358"><strong>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.  </strong></p>
<p data-start="360" data-end="846">La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti in modo sensibile, e la possibilità che nei prossimi mesi si registrino difficoltà nelle forniture di alcuni medicinali. Il nodo è legato soprattutto alla crisi in Medio Oriente e ai suoi effetti sul prezzo del greggio, sui trasporti e sulla disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione.</p>
<p data-start="848" data-end="1200">Secondo Farmindustria, per le aziende il costo di produrre farmaci è aumentato di oltre il 20%. Un rincaro che si aggiunge a quelli accumulati negli ultimi anni, già segnati dalla guerra in Ucraina e dalla crisi del Mar Rosso. Per l’industria si tratta del terzo shock in quattro anni, con effetti diretti sulla sostenibilità delle attività produttive.</p>
<p data-start="1202" data-end="1629">A pesare non è solo l’energia. I rincari toccano anche componenti essenziali della filiera: alluminio, principi attivi, vetro, carta e materiali per il confezionamento. La conseguenza è una pressione crescente sulle imprese, che devono continuare a produrre in un contesto di prezzi regolati, senza poter scaricare facilmente gli aumenti sul mercato. In pratica, il maggior costo resta quasi interamente a carico delle aziende.</p>
<h2 data-section-id="15b0lgi" data-start="1631" data-end="1687">Farmaci costi di produzione, l’allarme dell’industria</h2>
<p data-start="1689" data-end="2027">Il rischio, spiegano i rappresentanti del settore, non è immediato ma potrebbe diventare concreto a partire dall’estate o subito dopo. L’ipotesi è quella di una riduzione delle forniture, soprattutto se la crisi dovesse prolungarsi e se l’Europa non dovesse intervenire con misure rapide sul fronte industriale e degli approvvigionamenti.</p>
<p data-start="2029" data-end="2431">Il punto più fragile resta la dipendenza dall’estero. L’Italia, come gran parte dell’Europa, continua a importare una quota molto rilevante di principi attivi e materie prime dall’Asia, in particolare da Cina e India. Questa esposizione rende l’intero sistema più vulnerabile nei momenti di instabilità internazionale. È una criticità emersa già durante la pandemia e che ora torna al centro con forza.</p>
<p data-start="2433" data-end="2759">Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea nella produzione dei principi attivi. L’obiettivo è ridurre una dipendenza considerata eccessiva, soprattutto quando le crisi geopolitiche mettono sotto stress logistica, prezzi e continuità degli approvvigionamenti.</p>
<h2 data-section-id="11bym2e" data-start="2761" data-end="2837">Produzione farmaceutica italiana, un settore che regge ma chiede risposte</h2>
<p data-start="2839" data-end="3166">Nonostante il quadro difficile, la farmaceutica resta uno dei comparti più solidi dell’economia italiana. Nel 2025 la produzione ha raggiunto 74 miliardi di euro, mentre l’export si è attestato a 69 miliardi. Numeri che confermano il peso del settore nel sistema industriale nazionale e il suo ruolo nell’attrarre investimenti.</p>
<p data-start="3168" data-end="3527">Gli investimenti complessivi hanno superato i 4 miliardi di euro, con una quota importante destinata alla ricerca clinica nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Anche l’occupazione resta su livelli alti, con oltre 72mila addetti e una dinamica ancora positiva. Sono dati che mostrano la capacità del comparto di reggere anche in una fase complessa.</p>
<p data-start="3529" data-end="3886">Resta però aperto il tema delle politiche europee. Secondo le imprese, alcune scelte regolatorie rischiano di penalizzare la competitività del settore proprio mentre altri Paesi stanno rafforzando ricerca, innovazione e attrazione di capitali. Il confronto riguarda non solo i costi industriali, ma anche brevetti, investimenti e sviluppo di nuove molecole.</p>
<p data-start="3888" data-end="4308">Il settore farmaceutico italiano si conferma quindi forte nei numeri, ma più esposto sul piano produttivo. La tenuta nei prossimi mesi dipenderà dalla durata della crisi e dalle decisioni che verranno prese a livello europeo. Per le aziende il punto è chiaro: senza una risposta rapida, l’aumento dei costi potrebbe trasformarsi in un problema concreto per la produzione e, di riflesso, per la disponibilità dei farmaci.</p>
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		<title>Chiusura di Hormuz, estate a rischio per i voli in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:10:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’ultimo carico di jet fuel dal Golfo arriverà a Rotterdam il 9 aprile. Scorte in calo, prezzi in aumento e compagnie aeree già al lavoro su tagli e rincari. L’Europa si prepara a un’estate complicata sul fronte del trasporto aereo. La chiusura dello Stretto di Hormuz, legata alla guerra in Iran, rischia infatti di interrompere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="103" data-end="278"><strong>L’ultimo carico di jet fuel dal Golfo arriverà a Rotterdam il 9 aprile. Scorte in calo, prezzi in aumento e compagnie aeree già al lavoro su tagli e rincari.</strong></p>
<p data-start="303" data-end="800">L’Europa si prepara a un’estate complicata sul fronte del trasporto aereo. La chiusura dello Stretto di Hormuz, legata alla guerra in Iran, rischia infatti di interrompere una parte decisiva delle forniture di carburante per gli aerei. Il segnale più concreto è già in viaggio: la petroliera <em data-start="595" data-end="609">Rong Lin Wan</em>, diretta a Rotterdam con arrivo previsto il 9 aprile, trasporta quello che viene indicato come l’ultimo carico di jet fuel partito dal Golfo Persico prima dello stop del corridoio marittimo.</p>
<p data-start="802" data-end="1133">Il nodo è semplice: una quota rilevante del cherosene usato negli aeroporti europei dipende dalle raffinerie dell’area di Hormuz. Se i flussi non ripartiranno in tempi brevi, le compagnie dovranno fare i conti con una disponibilità ridotta proprio alla vigilia della stagione estiva, quando la domanda di voli cresce in modo netto.</p>
<p data-start="1135" data-end="1602">Secondo le stime riportate nelle ultime ore, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio il mercato europeo potrebbe ritrovarsi con volumi di carburante sensibilmente inferiori alla norma. Gli operatori stanno cercando di guadagnare tempo utilizzando parte delle riserve e rinviando alcuni interventi di manutenzione nelle raffinerie previsti per la primavera. Una misura tampone che però potrebbe non bastare, soprattutto se la situazione nel Golfo dovesse protrarsi.</p>
<h2 data-section-id="jwqkzd" data-start="1604" data-end="1665">Chiusura di Hormuz: scorte in calo e rotte sotto pressione</h2>
<p data-start="1667" data-end="2128">I numeri già mostrano un mercato in tensione. L’import europeo di jet fuel è sceso a 420 mila barili al giorno, con una flessione del 40% rispetto alla settimana precedente. Si tratta del livello più basso dal 2022, anno in cui la guerra in Ucraina aveva già messo sotto stress il sistema energetico del continente. Anche nell’area Amsterdam-Rotterdam-Anversa, snodo strategico per la distribuzione dei carburanti, le scorte risultano sotto la media stagionale.</p>
<p data-start="2130" data-end="2524">Le conseguenze potrebbero farsi sentire soprattutto tra giugno e settembre. In questa finestra le compagnie potrebbero ridurre le frequenze giornaliere, tagliare alcune rotte meno redditizie e concentrare i rifornimenti sugli aeroporti principali. Le difficoltà maggiori rischiano di emergere negli scali turistici, nelle isole e nelle destinazioni che dipendono da una logistica più complessa.</p>
<p data-start="2526" data-end="2746">Un primo segnale è già arrivato dal mercato: Volotea ha annunciato un taglio dell’1% dei voli. Non è ancora una sforbiciata estesa, ma indica che le compagnie stanno iniziando a prepararsi a uno scenario meno favorevole.</p>
<h2 data-section-id="1a23y94" data-start="2748" data-end="2798">Le compagnie aeree studiano rincari e riduzioni</h2>
<p data-start="2800" data-end="3225">Tra i manager che hanno lanciato l’allarme c’è Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair. La sua valutazione è legata soprattutto ai tempi del conflitto: se la guerra si chiudesse rapidamente e Hormuz riaprisse entro metà o fine aprile, il sistema potrebbe assorbire il colpo. In caso contrario, una quota delle forniture potrebbe saltare tra maggio e giugno, con effetti più evidenti nei mesi centrali dell’estate.</p>
<p data-start="3227" data-end="3702">Lo scenario che prende forma è quindi doppio: meno posti disponibili e tariffe più alte. O’Leary stima un possibile aumento dei prezzi dei biglietti superiore al 3% nel periodo estivo. Anche Lufthansa si muove in una logica prudenziale. La compagnia tedesca valuta di lasciare a terra fino a 40 aerei nella stagione estiva, mentre il vertice del gruppo ha già messo in conto che l’aumento del costo del carburante finirà per riflettersi sulle tariffe applicate ai passeggeri.</p>
<p data-start="3704" data-end="4105">L’impatto non sarà uguale per tutti i Paesi. A soffrire di più saranno quelli che dipendono maggiormente dall’importazione di jet fuel. L’Italia rientra tra i mercati esposti: nel 2025 ha prodotto 674 mila barili al giorno a fronte di consumi intorno a 1,3 milioni, quindi circa metà del fabbisogno è stata coperta dall’estero. La dipendenza è ancora più forte in Polonia, Grecia, Spagna e Portogallo.</p>
<p data-start="4107" data-end="4424">Per il momento non si parla di blocco generalizzato dei voli, ma di una fase di forte pressione sulla catena di approvvigionamento. Molto dipenderà dalla durata della crisi e dalla riapertura dello Stretto di Hormuz. Fino ad allora, per chi vola in estate, il rischio concreto è trovare meno scelta e prezzi più alti.</p>
<p data-start="280" data-end="301">
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		<title>Tassi Bce al 2%: Lagarde avverte sui prezzi, mercati già guardano ad aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:16:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Bce lascia i tassi al 2%, ma il messaggio che arriva da Francoforte è tutt’altro che rassicurante. La Banca centrale europea sceglie per ora di non intervenire, però avverte che resterà pronta a reagire se lo shock energetico legato all’escalation in Iran dovesse spingere ancora più in alto l’inflazione. È questo il punto che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="518" data-end="964">La <strong data-start="521" data-end="549">Bce lascia i tassi al 2%</strong>, ma il messaggio che arriva da Francoforte è tutt’altro che rassicurante. La Banca centrale europea sceglie per ora di non intervenire, però avverte che resterà pronta a reagire se lo shock energetico legato all’escalation in Iran dovesse spingere ancora più in alto l’inflazione. È questo il punto che conta per famiglie, imprese e mercati: i tassi non si muovono oggi, ma una stretta ad aprile non è più esclusa.</p>
<p data-start="966" data-end="1296">Christine Lagarde ha spiegato che la Bce è “determinata” a riportare i prezzi verso il target del 2%, pur senza impegnarsi su un percorso già scritto dei tassi. Il tono resta prudente, ma per gli operatori il segnale è chiaro: nel 2026 potrebbero arrivare almeno due rialzi da 25 punti base, con il primo già nel prossimo meeting.</p>
<h2 data-section-id="5shjw6" data-start="1298" data-end="1339">Bce tassi al 2%: pesa lo shock energia</h2>
<p data-start="1341" data-end="1702">Le nuove stime sono il dato più pesante. Nello scenario base, la crescita dell’Eurozona nel 2026 scende allo 0,9%, mentre l’inflazione sale al 2,6%. Ma se la guerra dovesse provocare un’interruzione prolungata di petrolio e gas, il quadro peggiorerebbe bruscamente: Pil dell’area euro fermo allo 0,4% e inflazione media al 4,4%, con picchi mensili fino al 6,3%.</p>
<p data-start="1704" data-end="2115">Per l’Italia, come per la Germania, il rischio è evidente perché le economie più esposte ai costi energetici potrebbero subire contraccolpi più forti. I mercati già si stanno muovendo su questa ipotesi: l’euro è risalito, mentre i rendimenti dei titoli di Stato restano elevati rispetto ai livelli di fine febbraio. Per i cittadini significa una prospettiva ancora incerta su mutui, prestiti e costo della vita.</p>
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		<title>Caro benzina, aumenti in Italia sotto la media europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 15:06:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il caro benzina torna a pesare sulle famiglie e sulle imprese italiane, ma l’Italia, almeno per ora, regge meglio di molti altri Paesi europei. È quanto emerge da un’analisi di Facile.it sui dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo 2026, mentre l’escalation del conflitto in Iran continua a spingere verso l’alto i prezzi dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="506" data-end="878">Il caro benzina torna a pesare sulle famiglie e sulle imprese italiane, ma l’Italia, almeno per ora, regge meglio di molti altri Paesi europei. È quanto emerge da un’analisi di Facile.it sui dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo 2026, mentre l’escalation del conflitto in Iran continua a spingere verso l’alto i prezzi dei carburanti in tutto il continente.</p>
<p data-start="880" data-end="1290">Nel nostro Paese la benzina è aumentata del 5,5%, una crescita inferiore alla media dell’Eurozona, che si attesta all’8,9%. Anche sul diesel l’incremento italiano, pari al 9,8%, resta più contenuto rispetto al +16,8% registrato in media nell’area euro. Un dato che colloca l’Italia a metà classifica europea per variazione dei prezzi, lontana dai rincari più pesanti registrati in Germania, Austria ed Estonia.</p>
<h2 data-section-id="14w0b0q" data-start="1292" data-end="1353">Caro benzina, i dati italiani reggono il confronto europeo</h2>
<p data-start="1355" data-end="1805">Sul fronte della benzina, i rincari più marcati si segnalano in Germania (+13,8%), Austria (+13,2%) e Finlandia (+12,5%). L’Italia, con un prezzo medio di 1,745 euro al litro, è all’ottavo posto tra i Paesi più cari. Per il diesel, invece, il prezzo medio nazionale arriva a 1,869 euro al litro, settimo valore più alto in Europa, ma ancora lontano dai livelli dei Paesi Bassi, dove si registrano i prezzi più elevati sia per benzina sia per gasolio.</p>
<p data-start="1807" data-end="2316">Secondo gli esperti di Facile.it, le differenze tra gli Stati membri restano significative. Anche se l’Italia ha assorbito meglio l’ultima ondata di rincari, il quadro resta fragile. L’andamento dei mercati internazionali, legato alle tensioni geopolitiche e ai movimenti del petrolio, potrebbe infatti spingere ancora in alto i listini nelle prossime settimane. Per chi guida ogni giorno, il segnale è chiaro: il caro benzina non ha colpito l’Italia più di altri, ma il rischio di nuovi aumenti resta aperto.</p>
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		<title>Competitività Ue, Meloni dal Consiglio in Belgio: “L’Europa torni a pensare in grande”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 06:41:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La competitività Ue torna al centro dell’agenda europea. Dal Consiglio informale in Belgio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un messaggio netto: “L’Ue torni a pensare in grande, non c’è tempo da perdere”. È il segnale politico di una giornata dedicata al rilancio dell’economia dei 27, con i leader chiamati a trasformare le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="138" data-end="513">La competitività Ue torna al centro dell’agenda europea. Dal Consiglio informale in Belgio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un messaggio netto: “L’Ue torni a pensare in grande, non c’è tempo da perdere”. È il segnale politico di una giornata dedicata al rilancio dell’economia dei 27, con i leader chiamati a trasformare le analisi in scelte operative.</p>
<p data-start="515" data-end="979">Il confronto si è aperto con una riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, promossa da Italia, Germania e Belgio. Attorno allo stesso tavolo, oltre a Meloni, anche Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever, insieme ad altri rappresentanti di 19 Paesi. Sullo sfondo, filtrano segnali di disgelo tra Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, un elemento che potrebbe incidere sugli equilibri e sulle prossime intese europee.</p>
<p data-start="981" data-end="1560">Nel corso della giornata è previsto il Consiglio informale in formato “Leaders retreat”, convocato dal presidente Antonio Costa. L’obiettivo è rilanciare la discussione sul futuro economico dell’Unione e stimolare un’accelerazione sui dossier rimasti in sospeso, anche alla luce dei rapporti presentati due anni fa per rafforzare la capacità competitiva europea. Alla riunione partecipano anche Mario Draghi ed Enrico Letta, chiamati a dare impulso al confronto e a riaprire il ragionamento sulle misure necessarie per recuperare terreno su crescita, produttività e investimenti.</p>
<p data-start="1562" data-end="1893">Costa ha fissato la cornice politica con un messaggio diretto: “Il 2026 sarà l’anno della competitività, priorità è crescita”. Un’indicazione che punta a mettere i governi davanti a una scelta: passare dai documenti alle decisioni, con un’agenda chiara per la Commissione europea e un mandato più esplicito sul percorso da seguire.</p>
<h3 data-start="1895" data-end="1944">Competitività Ue, cosa si muove e chi manca</h3>
<p data-start="1945" data-end="2371">Non tutti i leader sono presenti. Il premier spagnolo Pedro Sanchez è assente e ha fatto sapere di preferire soluzioni come il debito comune e una clausola “buy european”. È una distanza politica che evidenzia come, dietro la parola “competitività”, restino aperte questioni di metodo e di strumenti: quali risorse mobilitare, come orientare gli acquisti pubblici, quale spazio concedere a scelte comuni sul piano finanziario.</p>
<p data-start="2373" data-end="2822">L’atterraggio del vertice, ora, è tutto nelle conseguenze concrete. Se il 2026 deve davvero diventare l’anno della competitività Ue, la partita per imprese e cittadini si giocherà sulla capacità dell’Europa di ridurre i tempi delle decisioni e di indicare obiettivi misurabili. Per chi vive e lavora nell’Unione, il punto è semplice: capire se dalle dichiarazioni arriveranno misure in grado di sostenere crescita e sviluppo, senza ulteriori rinvii.</p>
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		<title>Il Building Treves di Bruxelles sarà dedicato a David Sassoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 15:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo ha deciso di intitolare a David Sassoli uno dei propri edifici a Bruxelles: il Building Treves, situato nell’area dell’Eurocamera. La scelta è stata approvata dal Bureau di Presidenza e annunciata dalla vicepresidente dell’istituzione, Pina Picierno, che ha parlato di un atto di memoria e di impegno, capace di riconoscere il profilo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="77" data-end="532">Il Parlamento europeo ha deciso di intitolare a David Sassoli uno dei propri edifici a Bruxelles: il Building Treves, situato nell’area dell’Eurocamera. La scelta è stata approvata dal Bureau di Presidenza e annunciata dalla vicepresidente dell’istituzione, Pina Picierno, che ha parlato di un atto di memoria e di impegno, capace di riconoscere il profilo di un presidente che ha incarnato il ruolo delle istituzioni e la difesa della democrazia europea.</p>
<p data-start="534" data-end="1032">Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è intervenuta pubblicamente sottolineando che l’intitolazione non va letta come un semplice passaggio formale: l’obiettivo, ha spiegato, è mantenere una presenza “permanente” del ricordo di Sassoli nel cuore di Bruxelles, legandola al suo lavoro sui valori europei. Metsola ha inoltre ringraziato il Bureau di Presidenza, gli eurodeputati italiani e la famiglia di Sassoli per il sostegno che ha accompagnato il percorso della decisione.</p>
<p data-start="1034" data-end="1419" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’intitolazione del Building Treves assume un valore che va oltre la targa: inserisce il nome di Sassoli in uno dei luoghi dove l’Europa prende forma ogni giorno, tra riunioni, negoziati e scelte politiche. Un segnale che punta a trasformare la memoria in riferimento concreto, richiamando l’idea di un’Unione fondata su responsabilità istituzionale, dialogo e tutela della democrazia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/europa/2026/02/10/il-building-treves-di-bruxelles-sara-dedicato-a-david-sassoli/">Il Building Treves di Bruxelles sarà dedicato a David Sassoli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Francia, stop al “dovere coniugale”: il Parlamento chiarisce che non esiste obbligo sessuale tra coniugi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:25:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità una proposta di legge che mette fine al richiamo del cosiddetto “dovere coniugale” nelle controversie familiari. Il punto centrale è la precisazione, inserita nel Codice civile, secondo cui la “comunione di vita” prevista dal matrimonio non può essere interpretata come un obbligo ad avere rapporti sessuali. Il testo nasce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="118" data-end="484">L’Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità una proposta di legge che mette fine al richiamo del cosiddetto “dovere coniugale” nelle controversie familiari. Il punto centrale è la precisazione, inserita nel Codice civile, secondo cui la “comunione di vita” prevista dal matrimonio non può essere interpretata come un obbligo ad avere rapporti sessuali.</p>
<p data-start="486" data-end="844">Il testo nasce per chiudere una zona grigia che, pur senza una norma esplicita, ha consentito in passato a parte della giurisprudenza di assimilare la vita comune alla “comunione di letto”. La riforma interviene anche sul piano dei divorzi: l’assenza o il rifiuto di rapporti non potrà più essere utilizzato come elemento per fondare un addebito “per colpa”.</p>
<p data-start="846" data-end="1143">La scelta legislativa viene letta come un passaggio di tutela del consenso e di contrasto a un’impostazione considerata incompatibile con i diritti della persona. Ora il provvedimento passa al Senato, con l’obiettivo dichiarato dai promotori di arrivare alla promulgazione entro l’estate del 2026.</p>
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