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	<title>Cronaca &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 08:40:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A 16 anni tra propaganda Isis e contenuti neonazisti: arrestato mentre era in vacanza a Grosseto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ragazzo di 16 anni residente in provincia di Como è stato arrestato in provincia di Grosseto mentre era in vacanza con la famiglia. Il giovane è indagato per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’operazione è stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><strong>Un ragazzo di 16 anni residente in provincia di Como è stato arrestato in provincia di Grosseto mentre era in vacanza con la famiglia.</strong> Il giovane è indagato per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano.</p>
<h2>L’indagine partita da una segnalazione dell’AISI</h2>
<p class="isSelectedEnd">Gli accertamenti sono iniziati dopo una segnalazione dell’AISI, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’attenzione degli investigatori si era concentrata su un utente che utilizzava diversi profili su una piattaforma di messaggistica e che, secondo quanto ricostruito, diffondeva contenuti di propaganda jihadista e favorevoli all’Isis.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le verifiche della Digos avrebbero permesso di collegare quei profili al 16enne.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il ragazzo non aveva precedenti di polizia e, fino a quel momento, non era stato segnalato per comportamenti legati ad ambienti radicali.</p>
<h2>Le chat e i contenuti trovati dagli investigatori</h2>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto riferito dagli investigatori, il giovane utilizzava frequentemente Vpn e altri sistemi per nascondere alcuni dati durante la navigazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Attraverso questi strumenti avrebbe raggiunto anche un sito utilizzato per la propaganda di Daesh, altro nome con cui viene indicato lo Stato Islamico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Durante la successiva perquisizione personale e informatica sono stati trovati numerosi file digitali legati all’Isis, materiale tradotto in diverse lingue, video e immagini di propaganda, oltre a contenuti suprematisti, neonazisti e antisemiti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli investigatori hanno inoltre esaminato alcune conversazioni nelle quali il ragazzo avrebbe manifestato il proprio sostegno allo Stato Islamico.</p>
<p class="isSelectedEnd">In alcune chat, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, il 16enne avrebbe anche sostenuto di avere collaborato in passato alla creazione di contenuti di propaganda dell’organizzazione terroristica.</p>
<h2>Trovato anche un video in lingua russa</h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra il materiale sequestrato sarebbe stato individuato anche un video in lingua russa con il simbolo dello Stato Islamico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il filmato conteneva indicazioni relative alla costruzione di un ordigno esplosivo improvvisato utilizzando materiali facilmente reperibili.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per gli investigatori, gli elementi raccolti mostrerebbero un percorso di radicalizzazione già avanzato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sarebbero inoltre emersi contatti e interazioni con persone considerate legate a Daesh.</p>
<h2>L’arresto mentre era in vacanza nel Grossetano</h2>
<p class="isSelectedEnd">Sulla base degli elementi raccolti, la Procura per i Minorenni di Milano ha chiesto al giudice l’applicazione di una misura cautelare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il 16enne è stato quindi arrestato in provincia di Grosseto, dove si trovava insieme alla propria famiglia per un periodo di vacanza.</p>
<p>Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno quindi essere verificate nel corso del procedimento e il giovane deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva.</p>
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		<title>Famiglia nel bosco, il disagio di uno dei bambini preoccupa gli esperti: cosa emerge dalla relazione depositata in Tribunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Autolesionismo.]]></category>
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		<category><![CDATA[Martina Aiello]]></category>
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		<category><![CDATA[Palmoli]]></category>
		<category><![CDATA[procedimento giudiziario]]></category>
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		<category><![CDATA[Tonino Cantelmi]]></category>
		<category><![CDATA[trauma da sradicamento]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale per i minorenni dell'Aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i consulenti della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, uno dei tre bambini avrebbe manifestato episodi ripetuti di autolesionismo. La relazione collega il disagio alla separazione dal nucleo familiare, mentre il Tribunale per i minorenni dell&#8217;Aquila non ha ancora deciso sul possibile ricongiungimento. &#160; Il nuovo elemento emerso nel caso Si arricchisce di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo i consulenti della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, uno dei tre bambini avrebbe manifestato episodi ripetuti di autolesionismo. La relazione collega il disagio alla separazione dal nucleo familiare, mentre il Tribunale per i minorenni dell&#8217;Aquila non ha ancora deciso sul possibile ricongiungimento.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-section-id="16tm6p2" data-start="1198" data-end="1234">Il nuovo elemento emerso nel caso</h2>
<p data-start="1236" data-end="1390">Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda della cosiddetta <strong data-start="1300" data-end="1322">famiglia nel bosco</strong>, che da mesi richiama l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica italiana.</p>
<p data-start="1392" data-end="1731">Secondo quanto riportato da <strong data-start="1420" data-end="1437">Il Messaggero</strong>, uno dei tre fratellini ospitati nella struttura protetta di <strong data-start="1499" data-end="1508">Vasto</strong>, in Abruzzo, avrebbe iniziato a <strong data-start="1541" data-end="1575">mordersi ripetutamente le mani</strong>, procurandosi lievi lesioni. Gli specialisti che seguono il caso interpretano questi episodi come possibili manifestazioni di un forte disagio psicologico.</p>
<h2 data-section-id="7tfltf" data-start="1733" data-end="1763">La relazione dei consulenti</h2>
<p data-start="1765" data-end="1983">Le osservazioni sono contenute nella consulenza redatta dallo psichiatra <strong data-start="1838" data-end="1857">Tonino Cantelmi</strong> e dalla psicologa <strong data-start="1876" data-end="1894">Martina Aiello</strong>, incaricati dalla difesa dei genitori, <strong data-start="1934" data-end="1955">Nathan Trevallion</strong> e <strong data-start="1958" data-end="1982">Catherine Birmingham</strong>.</p>
<p data-start="1985" data-end="2222">Nel documento, depositato davanti al <strong data-start="2022" data-end="2063">Tribunale per i minorenni dell&#8217;Aquila</strong> e corredato da fotografie e video, gli esperti descrivono la presenza di <strong data-start="2137" data-end="2221">&#8220;segnali compatibili con una condizione di sofferenza psicologica significativa&#8221;</strong>.</p>
<p data-start="2224" data-end="2389">Secondo la loro valutazione, i comportamenti autolesivi rappresenterebbero un tentativo del bambino di esprimere una sofferenza che non riesce ancora a verbalizzare.</p>
<p data-start="2393" data-end="2599">Le conclusioni riportate nell&#8217;articolo riflettono la valutazione dei consulenti di parte e rientrano nel procedimento giudiziario ancora in corso. Non costituiscono un accertamento definitivo del Tribunale.</p>
<h2 data-section-id="1tlq3kq" data-start="2601" data-end="2646">Il riferimento al &#8220;trauma da sradicamento&#8221;</h2>
<p data-start="2648" data-end="2807">Nella relazione viene richiamato anche il concetto di <strong data-start="2702" data-end="2730">&#8220;trauma da sradicamento&#8221;</strong>, indicato come possibile conseguenza della separazione dal nucleo familiare.</p>
<p data-start="2809" data-end="3015">Gli specialisti parlano di manifestazioni osservabili sul piano emotivo, comportamentale e relazionale, ritenendo che il distacco dai genitori possa aver inciso sull&#8217;equilibrio psicologico dei tre fratelli.</p>
<p data-start="3017" data-end="3213">Il caso resta particolarmente delicato perché coinvolge minori e si inserisce in una vicenda giudiziaria iniziata nel novembre scorso con il provvedimento di allontanamento disposto dal Tribunale.</p>
<h2 data-section-id="mogwna" data-start="3215" data-end="3267">La decisione sul ricongiungimento è ancora attesa</h2>
<p data-start="3269" data-end="3421">Nei mesi scorsi il Tribunale per i minorenni dell&#8217;Aquila aveva ascoltato tutte le parti coinvolte e acquisito la documentazione prodotta dai consulenti.</p>
<p data-start="3423" data-end="3550">Una decisione sul possibile <strong data-start="3451" data-end="3481">ricongiungimento familiare</strong> era attesa entro luglio, ma al momento non è stata ancora resa nota.</p>
<p data-start="3552" data-end="3766">Nel frattempo Nathan Trevallion e Catherine Birmingham si sono trasferiti nella nuova abitazione messa a disposizione gratuitamente dal <strong data-start="3688" data-end="3709">Comune di Palmoli</strong> per due anni, in attesa degli sviluppi del procedimento.</p>
<p data-start="3768" data-end="3923">L&#8217;esito della vicenda resta affidato alle valutazioni dell&#8217;autorità giudiziaria, chiamata a decidere tenendo conto dell&#8217;interesse superiore dei tre minori.</p>
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		<title>Chiede ai ragazzi di non fare rumore alle 3 di notte: 65enne finisce in ospedale con gravi ferite</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/07/29/chiede-ai-ragazzi-di-non-fare-rumore-alle-3-di-notte-65enne-finisce-in-ospedale-con-gravi-ferite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione Pollenza]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La donna avrebbe affrontato un gruppo di minorenni che faceva rumore con motorini e urla nella frazione di Casette Verdini, in provincia di Macerata. Due ragazzi sarebbero già stati identificati dai Carabinieri Una donna di 65 anni è finita in ospedale con sette costole fratturate e un polmone perforato dopo una violenta aggressione avvenuta a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La donna avrebbe affrontato un gruppo di minorenni che faceva rumore con motorini e urla nella frazione di Casette Verdini, in provincia di Macerata. Due ragazzi sarebbero già stati identificati dai Carabinieri</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Una donna di 65 anni è finita in ospedale con sette costole fratturate e un polmone perforato dopo una violenta aggressione avvenuta a Casette Verdini, frazione di Pollenza, in provincia di Macerata.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’episodio risale alle prime ore di domenica 26 luglio 2026. Secondo il racconto della vittima, tutto sarebbe cominciato intorno alle 3, quando la donna avrebbe chiesto a un gruppo di minorenni di smettere di urlare e di far rombare i motorini sotto la sua abitazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sulla vicenda indagano i carabinieri. Due minorenni sarebbero già stati identificati, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione le responsabilità e verificare tutte le circostanze riferite dalla donna.</p>
<h2>La richiesta di fare silenzio e la minaccia</h2>
<p class="isSelectedEnd">La 65enne, svegliata dagli schiamazzi provenienti dalla strada, si sarebbe affacciata alla finestra chiedendo ai giovani di abbassare la voce.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal gruppo sarebbe arrivata una risposta minacciosa: «Vieni giù che ti sfondo». La donna avrebbe quindi deciso di scendere in strada per affrontare i ragazzi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo la sua ricostruzione, uno dei giovani si trovava a bordo di un’Ape con lo sportello aperto. Quando la donna si sarebbe avvicinata, il ragazzo l’avrebbe colpita con entrambi i piedi all’altezza delle costole, facendola cadere sull’asfalto.</p>
<h2>Il racconto della 65enne: «Una violenza selvaggia»</h2>
<p class="isSelectedEnd">La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Altri giovani, arrivati con alcuni motorini, avrebbero circondato la donna, trascinandola sull’asfalto e colpendola ripetutamente mentre si trovava a terra.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno scooter, sempre secondo la testimonianza della vittima, le sarebbe passato sulle gambe. La 65enne avrebbe anche cercato di trattenere uno dei mezzi per individuare la targa, ma sarebbe stata colpita alle mani e costretta a lasciare la presa.</p>
<p class="isSelectedEnd">«<em>Una violenza selvaggia. Ho sette costole fratturate e un polmone perforato. Respiro a fatica</em>», ha dichiarato la donna al Corriere Adriatico descrivendo le conseguenze dell’aggressione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le dichiarazioni costituiscono il racconto della persona ferita e dovranno essere confrontate con gli elementi raccolti dagli investigatori.</p>
<h2>L’intervento di un vicino interrompe l’aggressione</h2>
<p class="isSelectedEnd">A fermare il gruppo sarebbe stato un vicino di casa, attirato dalle urla provenienti dalla strada.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’uomo avrebbe iniziato a gridare contro i giovani, invitando la donna ad allontanarsi perché la situazione stava diventando estremamente pericolosa. Poco dopo, i ragazzi sarebbero fuggiti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La 65enne è stata soccorsa e trasportata in ospedale. Gli accertamenti medici avrebbero evidenziato sette costole fratturate e la perforazione di un polmone.</p>
<h2>Due minorenni identificati, proseguono le indagini</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il caso è stato affidato ai carabinieri della stazione di Pollenza, competenti per territorio. Due minorenni sarebbero stati identificati.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli investigatori dovranno ora chiarire quante persone abbiano partecipato all’episodio, quale sia stato il ruolo di ciascun giovane e se siano disponibili immagini registrate da telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.</p>
<p class="isSelectedEnd">Restano inoltre da verificare alcuni passaggi della ricostruzione, comprese le modalità con cui la donna è caduta e le circostanze nelle quali ha riportato le gravi lesioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Considerata la minore età delle persone coinvolte, eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’autorità giudiziaria minorile competente.</p>
<p>La vicenda ha suscitato forte preoccupazione nella comunità locale. Al centro dell’inchiesta resta una notte di schiamazzi trasformata, secondo la denuncia della 65enne, in una brutale aggressione conclusa con il ricovero in ospedale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.</p>
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		<title>Orrore a Medjugorje: vernice nera sulla Madonna e fiamme all’altare, fermato il presunto responsabile</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/07/28/orrore-a-medjugorje-vernice-nera-sulla-madonna-e-fiamme-allaltare-fermato-il-presunto-responsabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 13:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[atti vandalici]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia Erzegovina]]></category>
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		<category><![CDATA[Collina delle Apparizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Croce Blu]]></category>
		<category><![CDATA[incendio doloso]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna di Medjugorje]]></category>
		<category><![CDATA[Medjugorje]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Podbrdo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli atti vandalici hanno colpito nella notte la Collina delle Apparizioni, la Croce Blu e l’altare esterno della chiesa di San Giacomo. Il santuario resta aperto e il programma di preghiera prosegue regolarmente.  Statue della Madonna profanate e altare in fiamme a Medjugorje Medjugorje si è risvegliata martedì 28 luglio 2026 davanti alle immagini delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli atti vandalici hanno colpito nella notte la Collina delle Apparizioni, la Croce Blu e l’altare esterno della chiesa di San Giacomo. Il santuario resta aperto e il programma di preghiera prosegue regolarmente. </strong></p>
<h3>Statue della Madonna profanate e altare in fiamme a Medjugorje</h3>
<p class="isSelectedEnd">Medjugorje si è risvegliata martedì 28 luglio 2026 davanti alle immagini delle statue della Madonna ricoperte di vernice nera e dell’altare esterno della chiesa di San Giacomo danneggiato da un incendio doloso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli atti vandalici hanno interessato tre luoghi simbolici per i pellegrini: il Podbrdo, conosciuto come Collina delle Apparizioni, la Croce Blu e l’area esterna della parrocchia di San Giacomo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La polizia ha successivamente arrestato un cittadino polacco di 31 anni nella zona di Cerno, nei pressi di Ljubuški. L’uomo è sospettato di aver compiuto almeno una parte degli episodi registrati durante la notte. Gli investigatori stanno verificando il movente e l’eventuale collegamento del fermato con tutti i danneggiamenti.</p>
<h3>La scritta “Devil in a skirt” sulla statua della Madonna</h3>
<p class="isSelectedEnd">La statua della Madonna presente sul Podbrdo è stata imbrattata con vernice spray nera sul volto, sul busto e su parte del mantello.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sul basamento è comparsa la frase in inglese “Devil in a skirt”, traducibile come “diavolo con la gonna” o “diavolo vestito da donna”.</p>
<p class="isSelectedEnd">Accanto alla statua è stato inoltre esposto uno striscione scritto in polacco contenente i nomi dei veggenti di Medjugorje e un messaggio che li accusava di essere impostori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Anche la statua della Madonna situata presso la Croce Blu è stata ricoperta di vernice nera. Su una lapide vicina sarebbe stata tracciata la parola inglese “Evil”, che significa “male” o “malvagità”. Le immagini diffuse dai mezzi di informazione mostrano chiaramente la vernice sul volto e sull’abito della Vergine.</p>
<h3>L’incendio all’altare della chiesa di San Giacomo</h3>
<p class="isSelectedEnd">Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso un uomo mentre entrava nell’area della parrocchia di San Giacomo e appiccava il fuoco all’altare esterno situato dietro la chiesa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le fiamme sono state domate prima che potessero propagarsi all’edificio religioso. L’incendio ha comunque provocato danni materiali alla struttura esterna, recentemente sottoposta a lavori di sistemazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo le prime ricostruzioni, la polizia di Čitluk avrebbe ricevuto una prima segnalazione intorno alle 4:30 per il danneggiamento della statua sul Podbrdo e una seconda comunicazione, circa mezz’ora dopo, per l’incendio sviluppatosi nell’area dell’altare.</p>
<h3>Arrestato un cittadino polacco di 31 anni</h3>
<p class="isSelectedEnd">Il sospettato è stato rintracciato e arrestato nella località di Cerno, nel territorio di Ljubuški, a diversi chilometri da Medjugorje.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le informazioni raccolte dalle agenzie e dai mezzi di informazione croati indicano che si tratta di un cittadino polacco di 31 anni, nato a Varsavia. L’uomo si trova in custodia mentre proseguono gli accertamenti delle autorità della Bosnia-Erzegovina.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli investigatori dovranno stabilire se abbia agito da solo, quale sia stato il movente e se sia responsabile di tutti gli episodi avvenuti nei luoghi di preghiera.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nelle prime ore successive ai fatti, le autorità non avevano ancora diffuso informazioni ufficiali complete sull’identità dell’arrestato. I dati sulla nazionalità e sull’età sono emersi successivamente attraverso fonti di polizia citate dall’agenzia croata Hina.</p>
<h3>Il santuario resta aperto ai pellegrini</h3>
<p class="isSelectedEnd">La parrocchia di Medjugorje ha condannato gli atti vandalici e ha invitato i fedeli a reagire con la preghiera, il digiuno e il perdono.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il santuario resta aperto e il programma delle celebrazioni e degli incontri di preghiera continua regolarmente. Le operazioni di pulizia e ripristino delle aree danneggiate sono cominciate subito dopo gli episodi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La parrocchia ha spiegato che gli ambienti vengono preparati affinché possano tornare rapidamente a essere luoghi di preghiera e di incontro per i pellegrini.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’invito rivolto ai fedeli è quello di non rispondere al male con altro male, ma di mantenere un atteggiamento di raccoglimento e riconciliazione.</p>
<h3>Medjugorje, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio mariano</h3>
<p class="isSelectedEnd">Medjugorje è una località della Bosnia-Erzegovina diventata uno dei più conosciuti centri di pellegrinaggio cattolico al mondo dopo gli eventi riferiti da sei ragazzi nel giugno del 1981.</p>
<p class="isSelectedEnd">I veggenti raccontarono di aver assistito ad apparizioni della Madonna sulla collina del Podbrdo. Da allora milioni di fedeli hanno visitato la località per partecipare alle celebrazioni, confessarsi e raggiungere a piedi la Collina delle Apparizioni e il monte Križevac.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha riconosciuto i frutti spirituali legati all’esperienza di Medjugorje, autorizzando il culto pubblico e i pellegrinaggi senza dichiarare soprannaturali le presunte apparizioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">La decisione del Vaticano non certifica quindi l’autenticità delle apparizioni, ma riconosce il valore pastorale e spirituale maturato nel corso degli anni.</p>
<h3>Medjugorje riparte dopo la profanazione</h3>
<p class="isSelectedEnd">Le statue e l’altare danneggiati rappresentano alcuni dei luoghi più importanti per i pellegrini che ogni anno raggiungono Medjugorje da numerosi Paesi.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’arresto del sospettato costituisce un primo sviluppo dell’indagine, ma restano da chiarire il movente e la dinamica completa degli episodi.</p>
<p>Nel frattempo, la risposta della comunità religiosa è stata immediata: pulizia dei luoghi colpiti, prosecuzione delle celebrazioni e un invito alla preghiera e al perdono.</p>
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		<title>Finestrino si stacca sul volo Ryanair, la moglie salva il marito: «Ho pensato che saremmo morti insieme»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marito resta sospeso fuori dall’aereo, lei lo trattiene per le gambe: il racconto dopo l’incidente Ryanair. &#160; Svetlana Grković ha raccontato di essersi aggrappata al marito Ljubiša Karović dopo il distacco di un finestrino sul volo Salonicco-Memmingen. Il 61enne serbo è ancora ricoverato per le ferite riportate. Svetlana Grković ha trattenuto per le gambe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il marito resta sospeso fuori dall’aereo, lei lo trattiene per le gambe: il racconto dopo l’incidente Ryanair.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isSelectedEnd">Svetlana Grković ha raccontato di essersi aggrappata al marito Ljubiša Karović dopo il distacco di un finestrino sul volo Salonicco-Memmingen. Il 61enne serbo è ancora ricoverato per le ferite riportate.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Svetlana Grković ha trattenuto per le gambe il marito Ljubiša Karović mentre parte del suo corpo veniva trascinata fuori da un finestrino dell’aereo.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>L’incidente è avvenuto venerdì 10 luglio 2026 sul volo FR1879 partito da Salonicco e diretto a Memmingen, in Germania.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Il 61enne serbo, salvato dalla cintura di sicurezza e dall’intervento della moglie e degli altri passeggeri, è stato ricoverato dopo il rientro d’emergenza in Grecia.</strong></p>
<h2>«Gli ho afferrato le gambe e non l’ho lasciato»</h2>
<p class="isSelectedEnd">Svetlana Grković ha rotto il silenzio quattro giorni dopo l’incidente avvenuto a bordo del volo operato da Malta Air per Ryanair.</p>
<p class="isSelectedEnd">La donna era seduta accanto al marito quando un finestrino della cabina si è improvvisamente staccato durante il volo. La conseguente depressurizzazione ha trascinato Ljubiša Karović verso l’apertura, lasciandolo con la testa e le spalle fuori dall’aereo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Svetlana ha reagito d’istinto e si è aggrappata alle gambe del marito, cercando di impedirgli di essere trascinato completamente all’esterno.</p>
<p class="isSelectedEnd">«Gli ho afferrato le gambe. Ho pensato che, se fossimo morti, saremmo morti insieme», ha raccontato la donna descrivendo quei momenti come interminabili.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo la sua testimonianza, la cintura di sicurezza indossata dal marito ha avuto un ruolo decisivo. Dopo alcuni minuti, altri passeggeri sono intervenuti e hanno aiutato la donna a riportare il 61enne all’interno della cabina.</p>
<h2>Il volo partito da Salonicco e diretto in Germania</h2>
<p class="isSelectedEnd">L’emergenza si è verificata venerdì 10 luglio, pochi minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Salonicco.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Boeing 737-800, diretto a Memmingen, si trovava a circa 20mila piedi di altitudine quando i passeggeri hanno sentito un forte rumore. Il distacco del finestrino ha provocato una rapida perdita di pressione e l’attivazione delle maschere per l’ossigeno.</p>
<p class="isSelectedEnd">La compagnia ha confermato che il finestrino di un passeggero si è staccato durante il volo e che l’equipaggio ha deciso di tornare a Salonicco. L’aereo è atterrato regolarmente e i viaggiatori sono rientrati nel terminal.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un velivolo sostitutivo è stato successivamente predisposto per completare il collegamento verso la Germania.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le autorità aeronautiche stanno ricostruendo le cause dell’accaduto. Alcune testimonianze e immagini hanno fatto ipotizzare un problema al motore e il possibile impatto di un componente contro il finestrino, ma questa dinamica non è stata ancora confermata ufficialmente.</p>
<h2>Ljubiša Karović ha perso conoscenza più volte</h2>
<p class="isSelectedEnd">Durante l’emergenza, Ljubiša Karović avrebbe perso conoscenza diverse volte. Alcuni passeggeri hanno riferito di averlo visto sanguinare dalla testa mentre le maschere per l’ossigeno scendevano nella cabina.</p>
<p class="isSelectedEnd">La moglie ha spiegato che il marito conserva pochi ricordi dell’incidente. La violenza della depressurizzazione, l’esposizione all’aria esterna e il contatto con l’apertura del finestrino gli hanno provocato ferite al collo, alle spalle e a una mano, oltre a ustioni da attrito.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il 61enne è stato trasferito in ospedale dopo l’atterraggio. Secondo quanto riferito dalla moglie, è ancora profondamente sotto shock e, quattro giorni dopo l’incidente, non riesce a parlare normalmente a causa delle lesioni riportate.</p>
<h2>Perché la cintura di sicurezza è stata decisiva</h2>
<p class="isSelectedEnd">La depressurizzazione rapida si verifica quando l’aria presente in una cabina pressurizzata fuoriesce improvvisamente attraverso un’apertura.</p>
<p class="isSelectedEnd">La differenza di pressione genera un intenso spostamento d’aria verso l’esterno. Le persone e gli oggetti che si trovano vicino al punto danneggiato possono essere trascinati in direzione dell’apertura.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel caso di Ljubiša Karović, la cintura allacciata ha impedito che il suo corpo venisse espulso completamente. L’intervento immediato della moglie e degli altri viaggiatori ha poi consentito di riportarlo nella cabina.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli esperti ricordano per questo motivo l’importanza di mantenere la cintura allacciata anche quando il relativo segnale luminoso è spento.</p>
<h2>L’indagine sull’incidente</h2>
<p class="isSelectedEnd">L’aereo coinvolto era un Boeing 737-800 operato da Malta Air, compagnia appartenente al gruppo Ryanair.</p>
<p class="isSelectedEnd">Poiché l’emergenza si è verificata mentre il velivolo attraversava lo spazio aereo della Macedonia del Nord, le autorità del Paese hanno aperto un’indagine. Anche il National Transportation Safety Board statunitense ha designato un proprio rappresentante per collaborare agli accertamenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli investigatori dovranno stabilire l’origine del problema al motore, la sequenza esatta degli eventi e la causa del distacco del finestrino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ryanair ha comunicato che l’aereo è rientrato senza ulteriori conseguenze per gli altri passeggeri. Per Svetlana Grković e suo marito, tuttavia, il viaggio si è trasformato in un’esperienza destinata a lasciare conseguenze fisiche e psicologiche profonde.</p>
<p>La prontezza della donna, l’aiuto degli altri passeggeri e una cintura rimasta allacciata hanno evitato che l’emergenza si trasformasse in una tragedia.</p>
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		<title>Mario Adinolfi ai domiciliari, la Procura di Roma contesta truffa ed evasione fiscale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:14:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza ha eseguito la misura nei confronti del giornalista ed ex parlamentare. Secondo la Procura di Roma, il presunto sistema avrebbe generato un danno vicino ai 5 milioni di euro. Mario Adinolfi è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su un presunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Guardia di Finanza ha eseguito la misura nei confronti del giornalista ed ex parlamentare. Secondo la Procura di Roma, il presunto sistema avrebbe generato un danno vicino ai 5 milioni di euro.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Mario Adinolfi è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma su un presunto sistema di raccolta di denaro legato alle scommesse sportive.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il giornalista, ex parlamentare e leader del Popolo della Famiglia, è indagato per truffa ed evasione fiscale. Gli investigatori contestano anche l’esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e l’abusivismo finanziario.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo la ricostruzione della Procura, il circuito denominato “Scommessa Collettiva” avrebbe prodotto un danno vicino ai 5 milioni di euro. Altri 400mila euro sarebbero invece collegati all’evasione fiscale contestata dagli inquirenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il gruppo, promosso anche attraverso i social network, avrebbe raccolto somme da privati ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. In alcuni casi, secondo le denunce raccolte dalla Guardia di Finanza, le somme versate non sarebbero state restituite, in tutto o in parte.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per aderire al circuito sarebbero state previste quote annuali o trimestrali comprese tra 3mila e 10mila euro. Alcune vittime, secondo gli investigatori, avrebbero consegnato importi anche superiori a 100mila euro, confidando nella promessa di rendimenti elevati e garantiti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Guardia di Finanza ha ricostruito movimentazioni finanziarie per oltre 4,7 milioni di euro nell’ultimo quinquennio. Solo una parte delle somme, secondo l’accusa, sarebbe risultata collegata ad attività di scommesse sportive.</p>
<p class="isSelectedEnd">La parte restante dei fondi sarebbe stata destinata ad altri utilizzi, tra cui trasferimenti a soggetti terzi e spese personali. Nella nota investigativa si fa riferimento anche all’acquisto di beni di lusso, viaggi, orologi, lingotti, monete straniere, quadri e imbarcazioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’inchiesta resta nella fase delle contestazioni cautelari. Adinolfi, come ogni persona indagata, deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.</p>
<p>Il caso riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema delle promesse di rendimento elevato e garantito, soprattutto quando vengono presentate fuori dai canali finanziari autorizzati. Per gli investigatori, proprio l’affidamento nella figura del promotore avrebbe spinto numerosi partecipanti a consegnare somme rilevanti.</p>
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		<title>Il marito torna dal viaggio e rifiuta l’intimità: la moglie chiama il 112</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:08:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Livorno una donna ha chiamato il 112 dopo che il marito ha rifiutato di avere un rapporto intimo al rientro da un lungo viaggio. La vicenda, insolita ma trattata dagli agenti come una normale lite domestica, ha richiesto l’intervento della polizia dopo le urla sentite dai vicini. Secondo quanto ricostruito, la coppia, di origine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A Livorno una donna ha chiamato il 112 dopo che il marito ha rifiutato di avere un rapporto intimo al rientro da un lungo viaggio. La vicenda, insolita ma trattata dagli agenti come una normale lite domestica, ha richiesto l’intervento della polizia dopo le urla sentite dai vicini.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto ricostruito, la coppia, di origine nigeriana, non si vedeva da circa un mese. L’uomo era appena rientrato dalla Nigeria e avrebbe chiesto soltanto di poter riposare, probabilmente provato dal viaggio.</p>
<p class="isSelectedEnd">La moglie avrebbe interpretato quel rifiuto come un segnale di distanza nella relazione. La discussione è cresciuta rapidamente, passando dalle proteste alle urla, fino alla chiamata al numero di emergenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli agenti della squadra volante sono arrivati sul posto anche perché alcuni residenti, sentendo la lite, avevano temuto che la situazione potesse peggiorare. Dopo i controlli, la polizia non ha rilevato particolari criticità e ha riportato la calma nell’abitazione.</p>
<p>L’episodio resta una vicenda privata dai toni curiosi, ma conferma anche quanto le tensioni familiari possano trasformarsi rapidamente in richieste di intervento alle forze dell’ordine.</p>
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		<title>Ruba l’orologio a un turista sotto le telecamere dei Carabinieri: bloccato in pochi secondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Milano i Carabinieri hanno arrestato un 18enne accusato di rapina in concorso. Il complice è riuscito a fuggire con l’orologio sottratto a un turista americano. A Milano i Carabinieri hanno arrestato un 18enne dopo la rapina a un turista americano avvenuta davanti alla caserma della Stazione Milano Duomo. L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Milano i Carabinieri hanno arrestato un 18enne accusato di rapina in concorso. Il complice è riuscito a fuggire con l’orologio sottratto a un turista americano.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">A Milano i Carabinieri hanno arrestato un 18enne dopo la rapina a un turista americano avvenuta davanti alla caserma della Stazione Milano Duomo.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio del 4 luglio, all’angolo tra via Fosse Ardeatine e via Zecca Vecchia. La vittima stava camminando insieme alla moglie quando due giovani si sarebbero avvicinati con l’obiettivo di strappargli l’orologio dal polso.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scena è stata notata in tempo reale dai militari attraverso il sistema di videosorveglianza della caserma. I Carabinieri sono usciti immediatamente e hanno raggiunto il luogo dell’aggressione in pochi secondi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno dei presunti responsabili, un 18enne nato in Spagna e di origini nordafricane, è stato bloccato e arrestato con l’accusa di rapina in concorso. Il complice è invece riuscito a fuggire portando con sé il bottino: un orologio del valore stimato di circa 500 euro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il turista non si aspettava di essere aggredito proprio a pochi metri da una caserma. L’intervento immediato dei militari ha evitato conseguenze peggiori e ha permesso di fermare almeno uno dei presunti autori della rapina.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli accertamenti proseguono per identificare il complice fuggito. Le immagini delle telecamere potrebbero risultare decisive per ricostruire l’intera dinamica e rintracciare il secondo giovane.</p>
<p>La vicenda riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree centrali di Milano, frequentate ogni giorno da residenti, pendolari e turisti. In questo caso, la presenza della videosorveglianza e la rapidità dell’intervento hanno fatto la differenza.</p>
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		<title>Fentanyl sparito da una cassaforte a Roma: il furto che fa scattare l’allarme nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Mantovano]]></category>
		<category><![CDATA[droga sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Fentanyl]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[nas]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Israelitico]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma il furto di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico ha fatto scattare l’allarme sanitario e investigativo. Il potente oppioide, utilizzato in ambito medico per il trattamento del dolore grave, sarebbe stato sottratto dalla cassaforte della struttura ospedaliera nel quartiere Magliana. La scoperta sarebbe stata fatta dal personale dell’ospedale al momento dell’apertura della cassaforte. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A Roma il furto di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico ha fatto scattare l’allarme sanitario e investigativo. Il potente oppioide, utilizzato in ambito medico per il trattamento del dolore grave, sarebbe stato sottratto dalla cassaforte della struttura ospedaliera nel quartiere Magliana.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scoperta sarebbe stata fatta dal personale dell’ospedale al momento dell’apertura della cassaforte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze del personale e degli addetti alla sicurezza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un elemento rende il caso ancora più delicato: sulla cassaforte non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di effrazione. La chiave, secondo quanto emerso, sarebbe stata nella disponibilità di più dipendenti. Proprio per questo gli investigatori stanno verificando accessi, procedure interne e responsabilità nella custodia del medicinale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono affidate ai carabinieri del NAS. Le ipotesi di reato al momento riguardano furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Governo ha seguito il caso con attenzione immediata. A Palazzo Chigi è stata convocata una riunione d’urgenza presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Al centro del vertice ci sono il rispetto dei protocolli per i medicinali ad alto rischio, la sicurezza delle farmacie ospedaliere e la prevenzione di nuovi episodi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto delle procedure previste. Nei prossimi giorni sarà riconvocato anche il tavolo di monitoraggio sul Piano anti-fentanyl.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il fentanyl è un oppioide sintetico molto potente. In ambito sanitario viene utilizzato sotto stretto controllo medico, soprattutto nella terapia del dolore intenso. Fuori dai circuiti autorizzati, però, può diventare una sostanza estremamente pericolosa per la salute pubblica.</p>
<p>Il furto avvenuto a Roma non riguarda quindi soltanto la sicurezza di un ospedale. Riguarda la capacità del sistema sanitario e dello Stato di proteggere farmaci ad alto rischio da possibili traffici illegali.</p>
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		<title>Non si ferma all’alt e fugge in scooter: l’inseguimento finisce con un morto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[118]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Città Sant’Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[incidente scooter]]></category>
		<category><![CDATA[Inseguimento Pescara]]></category>
		<category><![CDATA[polizia stradale]]></category>
		<category><![CDATA[Silvi]]></category>
		<category><![CDATA[Statale 16]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 43 anni è morto nella serata di mercoledì 1 luglio dopo un inseguimento con i carabinieri tra Città Sant’Angelo e Silvi. Lo scooter su cui viaggiava non si sarebbe fermato all’alt ed è finito fuori strada dopo un impatto con un’auto dei militari. Uno scooter con due persone a bordo non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un uomo di 43 anni è morto nella serata di mercoledì 1 luglio dopo un inseguimento con i carabinieri tra Città Sant’Angelo e Silvi. Lo scooter su cui viaggiava non si sarebbe fermato all’alt ed è finito fuori strada dopo un impatto con un’auto dei militari.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Uno scooter con due persone a bordo non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri nella serata di mercoledì 1 luglio.<br />
L’inseguimento è partito tra Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, e Silvi, in provincia di Teramo. Nello schianto è morto un uomo di 43 anni; il conducente trentenne è stato preso in custodia dai militari.  Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo viaggiava con due persone a bordo quando i militari hanno intimato l’alt. Il conducente non si sarebbe fermato e avrebbe proseguito la corsa, facendo scattare l’inseguimento.</p>
<p class="isSelectedEnd">La fuga sarebbe andata avanti ad alta velocità fino alla zona al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi, nei pressi della rotatoria dell’Expo 2000, poco oltre il ponte sul torrente Piomba.</p>
<p class="isSelectedEnd">In quel punto lo scooter sarebbe finito fuori strada dopo un impatto frontale con una gazzella dei carabinieri arrivata in supporto per bloccare il tentativo di fuga.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ad avere la peggio è stato il passeggero, un uomo di 43 anni. Nell’impatto sarebbe stato sbalzato a terra e avrebbe perso il casco. Per lui non c’è stato nulla da fare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Il decesso, però, sarebbe avvenuto sul colpo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il conducente dello scooter, un uomo di 30 anni, è stato preso in custodia dai carabinieri. I militari stanno ricostruendo ogni fase dell’inseguimento e della collisione.</p>
<p class="isSelectedEnd">I rilievi sono stati affidati alla polizia stradale e alla polizia locale di Silvi. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica esatta, la velocità del mezzo e le ragioni della mancata sosta all’alt.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’episodio riporta al centro il tema dei controlli su strada e dei rischi legati alle fughe dalle forze dell’ordine, soprattutto lungo arterie trafficate come la statale 16.</p>
<p>Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo. La ricostruzione definitiva arriverà solo dopo il completamento dei rilievi e l’esame degli elementi raccolti sul posto.</p>
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