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	<title>clima &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Giorni della merla, tra tradizione e realtà meteorologica</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 11:54:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) torna puntuale la tradizione dei “giorni della merla”, considerati nel folklore italiano il momento più freddo dell’anno. L’origine del nome viene spiegata da diverse leggende: la più nota racconta di una merla, un tempo bianca, che per ripararsi dal gelo si rifugiò in un camino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="295" data-end="789">Negli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) torna puntuale la tradizione dei “giorni della merla”, considerati nel folklore italiano il momento più freddo dell’anno. L’origine del nome viene spiegata da diverse leggende: la più nota racconta di una merla, un tempo bianca, che per ripararsi dal gelo si rifugiò in un camino e ne uscì annerita dalla fuliggine. Altre varianti narrano di un inverno “offeso” dagli sberleffi dell’animale, deciso a intensificare il freddo proprio a fine mese.</p>
<p data-start="791" data-end="1035">Oltre al racconto popolare, questi giorni sono diventati simbolici perché, secondo la credenza, anticiperebbero l’andamento della primavera: freddo intenso oggi, stagione mite domani; temperature più “dolci” ora, primavera più tardiva o rigida.</p>
<p data-start="1037" data-end="1369" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Dal punto di vista dei dati, fine gennaio rientra effettivamente nel periodo statisticamente più freddo in Italia, che spesso si colloca tra metà gennaio e metà febbraio, con differenze tra aree e regioni. In sostanza: la tradizione ci mette la poesia, le statistiche la cornice. E il termometro, come sempre, dà il verdetto finale.</p>
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		<title>Febbraio, possibile svolta meteo: più variabilità e rischio di episodi freddi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 06:35:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra fine gennaio e l’inizio di febbraio il quadro meteorologico europeo potrebbe cambiare, con effetti anche sull’Italia. I segnali principali arrivano dall’andamento dell’indice NAO (Oscillazione Nord Atlantica), visto in progressiva diminuzione verso valori negativi: una configurazione che, in genere, favorisce uno spostamento più a sud della corrente a getto e aumenta la possibilità che perturbazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="91" data-end="574">Tra fine gennaio e l’inizio di febbraio il quadro meteorologico europeo potrebbe cambiare, con effetti anche sull’Italia. I segnali principali arrivano dall’andamento dell’indice NAO (Oscillazione Nord Atlantica), visto in progressiva diminuzione verso valori negativi: una configurazione che, in genere, favorisce uno spostamento più a sud della corrente a getto e aumenta la possibilità che perturbazioni atlantiche o masse d’aria più fredde riescano a raggiungere il Mediterraneo.</p>
<p data-start="576" data-end="994">Questo non significa automaticamente gelo diffuso, ma un incremento della variabilità: fasi più stabili potrebbero alternarsi a passaggi perturbati e a rapide incursioni fredde. In un contesto simile, il Centro-Sud e le Isole rischiano di vedere più spesso condizioni instabili, con piogge anche intense nelle fasi più dinamiche, mentre sulle aree montuose tornerebbe concreta l’ipotesi di nevicate a quote medio-alte.</p>
<p data-start="996" data-end="1340" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Al Nord, invece, potrebbe prevalere una tendenza più asciutta per diversi tratti, ma eventuali ingressi freddi ben strutturati potrebbero riportare la neve a quote più basse, localmente fino in pianura, qualora si creassero le condizioni ideali. In sintesi: febbraio potrebbe rivelarsi un mese “a scatti”, con scenari in continuo aggiustamento.</p>
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		<title>Neve a Bergamo: primi fiocchi della stagione tra disagi e ironia metropolitana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 15:37:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La nevicata che ha interessato Bergamo e le aree montane ha portato i primi rallentamenti della stagione, creando problemi soprattutto ai collegamenti ferroviari con Milano. Fin dal mattino si sono registrati guasti e ritardi significativi sulle tratte più utilizzate dai pendolari, con diverse corse cancellate e l’attivazione di bus sostitutivi. Nelle valli la situazione non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="255" data-end="602">La nevicata che ha interessato Bergamo e le aree montane ha portato i primi rallentamenti della stagione, creando problemi soprattutto ai collegamenti ferroviari con Milano. Fin dal mattino si sono registrati guasti e ritardi significativi sulle tratte più utilizzate dai pendolari, con diverse corse cancellate e l’attivazione di bus sostitutivi.</p>
<p data-start="604" data-end="926">Nelle valli la situazione non è stata meno complessa: in Val Serina un autobus con studenti a bordo ha perso aderenza e si è fermato di traverso, costringendo i ragazzi a proseguire a piedi. Non si sono verificati feriti, ma l’episodio ha messo in evidenza le difficoltà della viabilità locale nelle prime ore di nevicata.</p>
<p data-start="928" data-end="1185">Intanto, in altre zone della Lombardia si sono registrati fenomeni nevosi, mentre Milano è stata raggiunta da un’ondata di freddo intenso accompagnata da deboli precipitazioni. La perturbazione, secondo le previsioni, dovrebbe attenuarsi nel fine settimana.</p>
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		<title>Ue, via libera al nuovo piano per ridurre le emissioni entro il 2040</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 05:44:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione sul nuovo quadro climatico dell’Unione, confermando l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni nette entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Una maggioranza composita — Popolari, Socialisti, Renew e Verdi — ha sostenuto un testo che mantiene l’ambizione climatica ma introduce elementi di flessibilità richiesti da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="88" data-end="480">Il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione sul nuovo quadro climatico dell’Unione, confermando l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni nette entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Una maggioranza composita — Popolari, Socialisti, Renew e Verdi — ha sostenuto un testo che mantiene l’ambizione climatica ma introduce elementi di flessibilità richiesti da diversi governi.</p>
<p data-start="482" data-end="866">Tra le misure confermate spicca la possibilità, dal 2036, di utilizzare crediti internazionali di carbonio fino a un massimo di cinque punti percentuali. Prevista anche una fase di prova fra il 2031 e il 2035 per verificarne l’efficacia. Rinvio di un anno, invece, per l’ETS2, il nuovo mercato delle emissioni che interesserà carburanti e riscaldamento domestico, ora atteso nel 2028.</p>
<p data-start="868" data-end="1183">La Commissione europea dovrà inoltre produrre una valutazione biennale sui progressi, affiancata a una revisione più ampia ogni cinque anni. Con questo voto, l’Eurocamera ottiene il mandato ufficiale per aprire il negoziato con Consiglio e Commissione che porterà alla versione definitiva della normativa sul clima.</p>
<p data-start="1185" data-end="1355" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un passaggio politico che apre la strada alla fase decisiva del confronto, destinato a stabilire la traiettoria europea per la transizione ecologica dei prossimi decenni.</p>
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		<title>Neve d’autunno a Chicago: lo zoo di Brookfield si risveglia sotto 30 centimetri di bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 11:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione fredda è arrivata in anticipo negli Stati Uniti: una copiosa nevicata ha sorpreso Chicago e lo zoo di Brookfield, dove i primi fiocchi hanno trasformato recinti e viali in un paesaggio da fiaba. In poche ore la metropoli dell’Illinois è stata coperta da oltre 30 centimetri di neve. Mentre il traffico cittadino rallentava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="391" data-end="603">La stagione fredda è arrivata in anticipo negli Stati Uniti: una copiosa <strong data-start="464" data-end="519">nevicata ha sorpreso Chicago e lo zoo di Brookfield</strong>, dove i primi fiocchi hanno trasformato recinti e viali in un paesaggio da fiaba.</p>
<p data-start="607" data-end="979">In poche ore la metropoli dell’Illinois è stata coperta da oltre 30 centimetri di neve. Mentre il traffico cittadino rallentava e i mezzi spazzaneve entravano in azione, allo zoo la scena era ben diversa: gli orsi polari sembravano nel loro elemento, i pinguini si muovevano con agilità e perfino le tigri dell’Amur si godevano il freddo pungente con una certa eleganza.</p>
<p data-start="981" data-end="1376">I custodi, abituati ai repentini cambi di clima del Midwest, hanno predisposto misure di sicurezza per proteggere gli animali meno avvezzi alle basse temperature, garantendo riscaldamento e rifugi adeguati.<br data-start="1187" data-end="1190" />Il risultato? Un raro equilibrio tra bellezza naturale e cura umana, con lo <strong data-start="1266" data-end="1284">zoo di Chicago</strong> che, per un giorno, è diventato simbolo della resilienza di fronte ai capricci del meteo.</p>
<p data-start="1378" data-end="1667">La neve, arrivata prima del previsto, ha regalato alla città un’atmosfera insolita e quasi natalizia, suscitando stupore tra residenti e turisti. In un periodo in cui il clima cambia con sempre maggiore imprevedibilità, questo episodio ricorda quanto la natura sappia ancora sorprendere.</p>
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		<title>L’autunno italiano stretto nella morsa del blocco anticiclonico europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 06:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’autunno 2025 sta mostrando un volto tutt’altro che tradizionale. L’Europa, e con essa l’Italia, è finita sotto l’influenza di un vasto blocco anticiclonico che si estende dall’Atlantico fino alla Scandinavia, creando una barriera capace di deviare le perturbazioni e di alterare il normale equilibrio atmosferico. Mentre il Nord Italia vive giornate sorprendentemente miti e stabili, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="93" data-end="466">L’autunno 2025 sta mostrando un volto tutt’altro che tradizionale. L’Europa, e con essa l’Italia, è finita sotto l’influenza di un vasto <strong data-start="282" data-end="306">blocco anticiclonico</strong> che si estende dall’Atlantico fino alla Scandinavia, creando una barriera capace di deviare le perturbazioni e di alterare il normale equilibrio atmosferico.</p>
<p data-start="468" data-end="897">Mentre il Nord Italia vive giornate sorprendentemente miti e stabili, il Centro e il Sud devono fare i conti con un clima ben diverso. Il contrasto tra aria calda e umida e correnti fredde in quota sta infatti alimentando aree di instabilità sul Mediterraneo, in particolare intorno alla Sardegna, al Tirreno meridionale e allo Ionio. In queste zone non si escludono temporali violenti, forti raffiche di Scirocco e mareggiate.</p>
<p data-start="899" data-end="1123">Secondo le ultime proiezioni, se la struttura anticiclonica dovesse mantenersi anche nella seconda metà di novembre, potrebbero verificarsi persino i primi episodi freddi sul versante adriatico, con nevicate a bassa quota.</p>
<p data-start="1125" data-end="1365">Gli esperti ricordano che il <strong data-start="1154" data-end="1186">blocco anticiclonico europeo</strong> non è un evento raro, ma la sua durata e intensità possono incidere in modo significativo sul clima stagionale, influenzando temperature, piogge e venti in tutto il continente.</p>
<p data-start="1367" data-end="1667">In sintesi, l’Italia resta divisa: il Nord godrà ancora di un clima quasi primaverile, mentre il Sud dovrà fare i conti con un autunno turbolento e piuttosto instabile. Un equilibrio fragile, destinato a cambiare appena il flusso atlantico riuscirà a farsi strada tra le maglie dell’alta pressione.</p>
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		<title>Europa, accordo sul clima: riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 10:19:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo lunghe trattative notturne, i ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea hanno raggiunto un’intesa che fissa l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni entro il 2040. Il compromesso, approvato a maggioranza qualificata, introduce una certa flessibilità per i Paesi membri, consentendo di contabilizzare fino al 10% di crediti di carbonio – metà internazionali e metà domestici – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lunghe trattative notturne, i ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea hanno raggiunto un’intesa che fissa l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni entro il 2040. Il compromesso, approvato a maggioranza qualificata, introduce una certa flessibilità per i Paesi membri, consentendo di contabilizzare fino al 10% di crediti di carbonio – metà internazionali e metà domestici – per alleggerire il percorso verso la neutralità climatica.</p>
<p>L’Italia, rappresentata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso soddisfazione per l’accordo, ritenuto “equilibrato” e in linea con le richieste avanzate dal nostro Paese: rinvio di un anno dell’applicazione del sistema Ets, riconoscimento dei biocarburanti e maggiore libertà nell’uso dei crediti di carbonio.</p>
<p>Non sono mancate le opposizioni: Slovacchia, Ungheria e Polonia hanno votato contro, mentre Belgio e Bulgaria si sono astenute. Ciononostante, la misura è passata con il sostegno del 81,9% della popolazione europea rappresentata nel voto.</p>
<p>Il nuovo piano europeo prevede una revisione biennale delle strategie climatiche, per monitorare i progressi e adattare le politiche alle esigenze economiche e ambientali dei singoli Paesi. L’obiettivo resta ambizioso ma realistico: un’Europa più verde, capace di conciliare sostenibilità, crescita e pragmatismo politico.</p>
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		<title>Allarme nel Pacifico: una bolla d’acqua calda preoccupa gli scienziati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 14:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’Oceano Pacifico è comparsa una vasta area di mare insolitamente calda, ribattezzata bolla calda del Pacifico. Il fenomeno, osservato da mesi tra l’Asia orientale e le coste americane, sta destando allarme nella comunità scientifica per le conseguenze sul clima e sulla vita marina. Secondo le prime analisi, le temperature superficiali in quella zona [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="359" data-end="659">Nel cuore dell’Oceano Pacifico è comparsa una vasta area di mare insolitamente calda, ribattezzata <em data-start="458" data-end="484">bolla calda del Pacifico</em>. Il fenomeno, osservato da mesi tra l’Asia orientale e le coste americane, sta destando allarme nella comunità scientifica per le conseguenze sul clima e sulla vita marina.</p>
<p data-start="661" data-end="985">Secondo le prime analisi, le temperature superficiali in quella zona superano di diversi gradi la media stagionale. Un’anomalia così estesa non può essere liquidata come un semplice effetto del riscaldamento globale: tra le ipotesi più accreditate emerge un possibile collegamento con il cambiamento dei carburanti navali.</p>
<p data-start="987" data-end="1387">Da qualche anno, infatti, le grandi compagnie di navigazione hanno ridotto il contenuto di zolfo nei combustibili per rispettare le norme ambientali internazionali. Una scelta positiva per la qualità dell’aria, ma che ha avuto un effetto inatteso: la diminuzione delle particelle riflettenti nell’atmosfera ha permesso ai raggi solari di penetrare più facilmente, riscaldando le acque superficiali.</p>
<p data-start="1389" data-end="1651">Il risultato è un oceano che trattiene più calore, con ripercussioni sulle correnti e sulla fauna marina. Alcune specie ittiche si stanno già spostando verso acque più fredde, mentre gli scienziati monitorano i possibili effetti sul meteo e sui cicli oceanici.</p>
<p data-start="1653" data-end="1921">La <em data-start="1656" data-end="1682">bolla calda del Pacifico</em> rappresenta un nuovo campanello d’allarme sul fragile equilibrio tra interventi umani e reazioni naturali. In nome della sostenibilità, potremmo aver innescato un effetto collaterale che richiede ora ulteriori studi e misure correttive.</p>
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		<title>Frutta a peso d’oro: rincari estivi e famiglie in difficoltà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 02:04:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’estate 2025 la frutta fresca è diventata sempre più inaccessibile per molte famiglie italiane. Le albicocche hanno registrato un aumento dei prezzi del 40%, mentre le ciliegie hanno raggiunto i 20 euro al chilo, con rincari medi tra il 7% e il 100% anche per pesche e nettarine. A determinare questa impennata ci sono fattori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="80" data-end="552">Nell’estate 2025 la frutta fresca è diventata sempre più inaccessibile per molte famiglie italiane. Le <strong data-start="212" data-end="273">albicocche hanno registrato un aumento dei prezzi del 40%</strong>, mentre le <strong data-start="285" data-end="332">ciliegie hanno raggiunto i 20 euro al chilo</strong>, con rincari medi tra il 7% e il 100% anche per pesche e nettarine. A determinare questa impennata ci sono fattori concatenati: cambiamenti climatici estremi, produzione agricola in calo e speculazione lungo la filiera.</p>
<p data-start="554" data-end="900">Eventi climatici sempre più frequenti e distruttivi – come le gelate primaverili e le grandinate estive – hanno compromesso i raccolti, in particolare in regioni chiave come la Puglia. La produzione ortofrutticola è in calo costante da anni, con un netto taglio di ettari coltivati e una progressiva uscita dal settore da parte degli agricoltori.</p>
<p data-start="902" data-end="1253">Il risultato è drammatico: per mantenere un livello di consumo di frutta e verdura analogo all’anno scorso, una famiglia media dovrebbe spendere fino a 290 euro in più. Molti, invece, sono costretti a ridurre o eliminare questi alimenti dal proprio carrello, con un impatto diretto sulla salute e sulla dieta mediterranea, un tempo orgoglio nazionale.</p>
<p data-start="1255" data-end="1608" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Infine, la forbice tra ciò che viene pagato ai produttori e ciò che i consumatori spendono nei supermercati si allarga sempre più, mentre la frutta si trasforma da bene essenziale a prodotto d’élite. Un fenomeno che, se trascurato, rischia di compromettere non solo l’economia agricola italiana, ma anche il benessere alimentare di milioni di cittadini.</p>
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		<title>Emergenza caldo: agricoltura e allevamenti italiani in ginocchio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 04:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le alte temperature che stanno colpendo l’Italia in queste settimane stanno causando gravi conseguenze al comparto agricolo e zootecnico. A soffrire non sono solo i raccolti, anticipati o compromessi in molte regioni, ma anche gli allevamenti, dove la produzione di latte registra cali significativi, fino al 30% in alcune aree. In Lombardia, ad esempio, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/italia/2025/07/14/emergenza-caldo-agricoltura-e-allevamenti-italiani-in-ginocchio/">Emergenza caldo: agricoltura e allevamenti italiani in ginocchio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="447">Le alte temperature che stanno colpendo l’Italia in queste settimane stanno causando gravi conseguenze al comparto agricolo e zootecnico. A soffrire non sono solo i raccolti, anticipati o compromessi in molte regioni, ma anche gli allevamenti, dove la produzione di latte registra cali significativi, fino al 30% in alcune aree.</p>
<p data-start="449" data-end="884">In Lombardia, ad esempio, il crollo della produzione è stato del 10-15%, con notevoli ricadute economiche per gli allevatori, costretti a sostenere spese extra per mitigare gli effetti del caldo sugli animali. Nel Sud Italia, Puglia in primis, si evidenzia anche una grave emergenza idrica: oltre 164 milioni di metri cubi d’acqua in meno nei bacini rendono difficile l’irrigazione, con impatti anche su uova, miele, foraggi e cereali.</p>
<p data-start="886" data-end="1186">Anche le colture soffrono: frutta e ortaggi bruciano sotto il sole, come in Piemonte e Toscana, dove meloni, pesche e pomodori risultano spesso invendibili. In Sardegna e Sicilia, a complicare il tutto si aggiungono problemi legati all’interruzione dell’irrigazione e al rischio malattie nei vigneti.</p>
<p data-start="1188" data-end="1597">La risposta arriva da misure di adattamento agronomico e scientifico: nuove tecniche di coltivazione, trattamenti per semi e foglie e selezione di varietà più resistenti al calore. Sul fronte del lavoro, è stato attivato un protocollo che sospende le attività agricole nelle ore più calde, mentre si chiede l’estensione della cassa integrazione anche agli stagionali per fronteggiare eventi climatici estremi.</p>
<p data-start="1599" data-end="1766" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il caldo record in Italia, insomma, non è solo un fenomeno meteorologico, ma un’emergenza economica, sociale e produttiva che richiede risposte immediate e coordinate.</p>
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