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	<title>Salvatore Perillo &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Nov 2025 15:07:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Chiarelli (UDC): “Vent’anni di fallimenti del centrosinistra sull’istruzione: giovani pugliesi abbandonati e Taranto condannata alla dipendenza da Bari”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 15:07:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il commissario regionale dell’UDC e candidato al Consiglio regionale denuncia il crollo del sistema formativo pugliese e l’assenza di una vera autonomia universitaria per Taranto. La fuga dei giovani pugliesi verso le università di altre regioni italiane è, per Gianfranco Chiarelli, il simbolo più evidente del fallimento politico del centrosinistra: «La Puglia è la regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il commissario regionale dell’UDC e candidato al Consiglio regionale denuncia il crollo del sistema formativo pugliese e l’assenza di una vera autonomia universitaria per Taranto.</em></strong></p>
<p>La fuga dei giovani pugliesi verso le università di altre regioni italiane è, per Gianfranco Chiarelli, il simbolo più evidente del fallimento politico del centrosinistra: «La Puglia è la regione italiana con il più alto numero di studenti costretti a lasciare la propria terra per iscriversi a un’università. Oltre 40mila giovani pugliesi studiano fuori regione. È un’emorragia silenziosa ma devastante, che racconta un ventennio di incapacità e disinteresse da parte dei governi regionali di centrosinistra. E oggi &#8211; sottolinea Chiarelli &#8211; il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Puglia perde i suoi figli migliori, le famiglie si indebitano per garantire loro un futuro, e i territori si svuotano».</p>
<p>Al centro della denuncia, l’assenza di un’università autonoma a Taranto, promessa più volte e mai realizzata: «È inaccettabile che dopo anni di promesse da parte dei politici di centro-sinistra, Taranto non abbia ancora ottenuto una vera autonomia universitaria. È l’ennesimo proclama politico di una classe dirigente che parla di sviluppo ma mantiene tutto sotto il controllo di Bari, impedendo a Taranto di crescere. Hanno propagandato “decentramento” e “autonomia”, ma nei fatti hanno costruito una Puglia a una sola velocità, con Bari che accentra risorse e potere e il resto della regione è ridotto a mera periferia amministrativa».</p>
<p>Chiarelli richiama poi l’attenzione sul peso economico e sociale che le famiglie pugliesi sopportano a causa dell’assenza di un sistema universitario diffuso e competitivo: «Intanto, le famiglie pugliesi pagano il prezzo più alto. Mandare un figlio a studiare fuori regione significa affrontare costi insostenibili per affitti, trasporti e spese quotidiane. Significa sacrificare stipendi e risparmi, spesso senza la possibilità di vedere quei ragazzi tornare. Perché chi parte, nella maggior parte dei casi, non torna più. E così perdiamo ogni anno migliaia di giovani, un capitale umano prezioso che va ad arricchire altre regioni mentre la Puglia si impoverisce».</p>
<p>Il commissario regionale dell’UDC non risparmia accuse alla lunga gestione politica del centrosinistra: «Questa è la Puglia di Michele Emiliano e Nichi Vendola, una regione guidata per vent’anni da una politica che ha pensato solo al consenso e mai alla programmazione, che ha disperso risorse europee senza una visione strategica. Decaro parla di una Puglia “attrattiva per gli investimenti”. Ma attrattiva per chi? Per Bari, e solo per Bari. Perché nel resto della regione le imprese chiudono, i giovani emigrano, i servizi arretrano. Taranto ne è l’esempio più evidente: è stata tradita e marginalizzata, ridotta a semplice appendice di un capoluogo di regione che assorbe tutto».</p>
<p>Per Chiarelli, è tempo di cambiare rotta: «Se la Puglia vuole davvero essere attrattiva, deve restituire dignità e potere ai suoi territori. Serve una vera autonomia universitaria, con sedi indipendenti, risorse proprie e una governance locale in grado di progettare corsi di laurea legati all’industria, all’ambiente, all’innovazione e alla transizione energetica. Serve un piano regionale per la permanenza dei giovani, con incentivi a chi sceglie di studiare e lavorare qui, borse di studio adeguate e politiche abitative per gli studenti. L’UDC porterà in Consiglio regionale una proposta chiara: fermare l’esodo dei giovani, valorizzare i poli universitari del territorio, creare un sistema formativo diffuso e competitivo, che offra qualità, prospettive. Il centrosinistra ha avuto vent’anni per farlo. Hanno fallito. Ora tocca a noi restituire dignità e opportunità ai pugliesi».</p>
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		<title>Sanità, l’allarme dell’UDC Puglia: «Sostituire gli infermieri nelle RSA è un errore che pagheranno i pazienti»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 21:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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		<category><![CDATA[UDC Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento congiunto del commissario regionale UDC Gianfranco Chiarelli e del responsabile del dipartimento Sanità UDC Puglia, Emiliano Messina. Il commissario regionale dell’UDC e candidato al Consiglio regionale della Puglia, on. Gianfranco Chiarelli, e il responsabile del Dipartimento Sanità dell’UDC Puglia, Emiliano Messina, intervengono congiuntamente sulla deliberazione della Giunta regionale che prevede la possibilità di sostituire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Intervento congiunto del commissario regionale UDC Gianfranco Chiarelli e del responsabile del dipartimento Sanità UDC Puglia, Emiliano Messina.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il commissario regionale dell’UDC e candidato al Consiglio regionale della Puglia, on. Gianfranco Chiarelli, e il responsabile del Dipartimento Sanità dell’UDC Puglia, Emiliano Messina, intervengono congiuntamente sulla deliberazione della Giunta regionale che prevede la possibilità di sostituire fino al 50% degli infermieri con operatori socio-sanitari (OSS) nelle RSA, per l’assistenza ai pazienti autosufficienti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Emiliano Messina denuncia con forza il rischio connesso a questa decisione: «La deliberazione approvata dalla Regione Puglia rappresenta un grave arretramento nella qualità dell’assistenza sanitaria e mette a repentaglio la sicurezza dei pazienti. È innegabile la carenza di infermieri, ma pensare di risolvere il problema sostituendoli con gli OSS significa indebolire il sistema e compromettere la qualità delle cure, in particolare nelle strutture dove vivono soggetti fragili e vulnerabili. Una scelta del genere, oltre a creare un impoverimento professionale, espone gli stessi OSS a possibili conseguenze legali, fino al rischio di denunce per esercizio abusivo della professione».</p>
<p style="font-weight: 400;">L’on. Chiarelli prosegue evidenziando la necessità di un cambio di metodo: «Le criticità del settore non si risolvono con decisioni unilaterali, ma con un confronto serio tra Regione, organizzazioni sindacali, ordini professionali e rappresentanze datoriali. Serve un tavolo tecnico permanente che affronti in modo strutturale il tema della carenza di personale, definendo nuovi modelli organizzativi e assistenziali. È questa una delle motivazioni più profonde che mi hanno spinto a candidarmi: ritengo indispensabile rivedere il regolamento regionale e ridefinire il budget destinato alle RSA, per rendere i contratti del personale sanitario più attrattivi e competitivi. Solo valorizzando le professionalità e garantendo condizioni di lavoro dignitose si potrà costruire un sistema sanitario realmente efficiente».</p>
<p style="font-weight: 400;">Chiarelli richiama la responsabilità politica della Regione e del presidente Emiliano, proponendo soluzioni concrete in chiave programmatica: «Ancora una volta la Regione Puglia dimostra di affrontare i problemi con misure tampone, rinunciando a pianificare una politica sanitaria seria. La sostituzione degli infermieri con gli OSS non è una soluzione, ma il sintomo di una gestione miope. È necessario che la Regione istituisca un piano straordinario per il reclutamento e la valorizzazione del personale sanitario, anche attraverso incentivi economici. Contestualmente, va rivisto il modello di finanziamento delle RSA, incrementando le risorse per garantire standard assistenziali adeguati e servizi realmente sicuri. Con Emiliano Messina, continueremo a chiedere che le scelte in materia di sanità siano orientate alla tutela della qualità delle cure e non alla logica del risparmio sul paziente».</p>
<p style="font-weight: 400;">Messina conclude sottolineando la gravità della situazione e l’impegno politico del partito: «La sanità pugliese ha bisogno di un cambio di passo profondo, fondato sulla competenza e sulla responsabilità. Non possiamo permettere che decisioni superficiali mettano in pericolo i pazienti e umilino i professionisti della salute. L’UDC sarà in prima linea per costruire una sanità che rimetta al centro la persona, la sicurezza e la dignità del lavoro».</p>
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		<title>Nel 2025 cala la capacità di risparmio delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 10:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dato preoccupante: solo il 41% riesce a mettere da parte qualcosa La capacità di risparmiare degli italiani continua a erodersi. Nel 2025 solo il 41% delle famiglie è riuscito a mettere da parte parte del proprio reddito, contro il 46% del 2024. Il resto dei nuclei familiari consuma tutto ciò che guadagna o è costretto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="252" data-end="768">Dato preoccupante: solo il 41% riesce a mettere da parte qualcosa</p>
<p data-start="252" data-end="768">La capacità di risparmiare degli italiani continua a erodersi. Nel 2025 solo il <strong data-start="332" data-end="354">41% delle famiglie</strong> è riuscito a mettere da parte parte del proprio reddito, contro il <strong data-start="422" data-end="438">46% del 2024</strong>. Il resto dei nuclei familiari consuma tutto ciò che guadagna o è costretto ad attingere ai risparmi accumulati in passato.<br data-start="562" data-end="565" />È il <strong data-start="570" data-end="597">dato più basso dal 2018</strong>, secondo l’indagine annuale <strong data-start="626" data-end="640">Acri–Ipsos</strong> intitolata <em data-start="652" data-end="695">“Risparmio: Tutela, Inclusione, Sviluppo”</em>, presentata in occasione della <strong data-start="727" data-end="767">101ª Giornata Mondiale del Risparmio</strong>.</p>
<p data-start="770" data-end="1225">L’indagine fotografa un peggioramento diffuso: aumenta la quota di chi <strong data-start="841" data-end="869">consuma tutto il reddito</strong> (37%, contro il 34% dello scorso anno) e di chi <strong data-start="918" data-end="952">ha dovuto intaccare i risparmi</strong> (15%, dal 12% del 2024).<br data-start="977" data-end="980" />Il clima economico percepito si fa più cupo: dopo un 2024 improntato a un moderato ottimismo, nel 2025 tornano <strong data-start="1091" data-end="1116">sfiducia e incertezza</strong>. Il <strong data-start="1121" data-end="1143">57% delle famiglie</strong> segnala un <strong data-start="1155" data-end="1191">peggioramento del tenore di vita</strong>, rispetto al 51% di un anno fa.</p>
<p data-start="1227" data-end="1614">Anche la soddisfazione personale risente del contesto: <strong data-start="1282" data-end="1322">uno su due si dichiara insoddisfatto</strong>, mentre <strong data-start="1331" data-end="1388">uno su cinque vive una condizione di seria difficoltà</strong> (20%, contro il 13% nel 2024). In crescita anche le famiglie colpite da <strong data-start="1461" data-end="1487">problemi occupazionali</strong>: il 29% nel 2025, rispetto al 21% dell’anno precedente, spesso a causa di perdita del lavoro o riduzione delle retribuzioni.</p>
<p data-start="1616" data-end="2099">Sul piano delle aspettative, gli italiani si dividono: <strong data-start="1671" data-end="1688">38% ottimisti</strong>, <strong data-start="1690" data-end="1705">39% stabili</strong>, <strong data-start="1707" data-end="1726">16% preoccupati</strong> per i prossimi tre anni. Una prudenza che si riflette nelle scelte finanziarie: la <strong data-start="1810" data-end="1856">propensione alla liquidità resta dominante</strong>, con il <strong data-start="1865" data-end="1872">64%</strong> che preferisce mantenere il denaro sul conto corrente (in crescita rispetto al 63% del 2024 e al 62% del 2023).<br data-start="1984" data-end="1987" />Si riduce invece la quota di chi investe parte dei propri risparmi, scesa al <strong data-start="2064" data-end="2071">32%</strong> dal 34% dell’anno scorso.</p>
<p data-start="2101" data-end="2468">Meno fiducia negli strumenti finanziari e ritorno al “mattone”: cresce la propensione verso gli <strong data-start="2197" data-end="2225">investimenti immobiliari</strong>, mentre resta alta la quota di chi <strong data-start="2261" data-end="2311">non individua soluzioni di investimento adatte</strong> al proprio profilo familiare.<br data-start="2341" data-end="2344" />In calo infine l’interesse per il mercato <strong data-start="2386" data-end="2399">azionario</strong>, percepito da sempre meno italiani come fonte di rendimenti elevati.</p>
<p data-start="2101" data-end="2468"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-18059" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg" alt="" width="676" height="381" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1024x576.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-768x432.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1536x864.jpg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-150x84.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-696x392.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1068x601.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
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		<title>Il SIULM al Governo: “fermare l’emorragia di Volontari dalle Forze Armate”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Minaudo]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato Unitario Lavoratori Militari]]></category>
		<category><![CDATA[SIULM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una rappresentanza del Sindacato Unitario Lavoratori Militari ha incontrato l’On. Antonino Minardo, Presidente della 4ª Commissione Difesa della Camera dei deputati. Oggi il dramma che vivono le nostre Forze Armata è il flusso dei giovani Volontari che preferiscono transitare in altri Corpi dello Stato, si tratta ormai di più del 50%, un fenomeno che può [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/politica/2025/10/30/il-siulm-al-governo-fermare-lemorragia-di-volontari-dalle-forze-armate/">Il SIULM al Governo: “fermare l’emorragia di Volontari dalle Forze Armate”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><i>Una rappresentanza del Sindacato Unitario Lavoratori Militari ha incontrato l’On. Antonino Minardo, Presidente della 4ª Commissione Difesa della Camera dei deputati.</i></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Oggi il dramma che vivono le nostre Forze Armata è il flusso dei giovani Volontari che preferiscono transitare in altri Corpi dello Stato, si tratta ormai di più del 50%, un fenomeno che può e deve essere arrestato dal Governo con provvedimenti in grado di restituire attrattività alla divisa e garantire percorsi di crescita e valorizzazione professionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’allarme è stato lanciato da una delegazione congiunta del SIULM Aeronautica e del SIULM Marina (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) in occasione dell’incontro con l’On. Antonino Minardo, Presidente della 4ª Commissione Difesa della Camera dei deputati.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’On. Minardo è stato avviato un confronto costruttivo su alcune delle principali problematiche che vive il personale delle Forze Armate; durante l’incontro, in particolare, sono stati trattati sia argomenti che interessano tutte le Forze Armate, sia altri che invece attengono questioni specifiche legate alle peculiarità delle singole componenti della Difesa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i temi condivisi, il SIULM ha evidenziato la necessità di un intervento concreto sulla previdenza dedicata al personale militare, ancora in attesa di piena attuazione., per evitare che in un prossimo futuro nascano “nuove povertà”: oggi, infatti, il personale con le stellette va in pensione con il 60% circa dell’ultimo stipendio lordo.</p>
<p style="font-weight: 400;">È stato chiesto, inoltre, di aprire un nuovo tavolo per la contrattazione e di stanziare da subito adeguati fondi per le indennità accessorie, ovvero le risorse necessarie per gli straordinari, per il personale in navigazione e per consentire più turni notturni alle forze dell’ordine.</p>
<p style="font-weight: 400;">È stato sottolineato come sia necessario un riordino delle carriere, da completare in modo equo e funzionale alle reali esigenze operative delle Forze Armate, e, infine, intervenire sulla condizione dei volontari in ferma iniziale e triennale che necessitano di maggiore tutela e prospettive stabili.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro, svoltosi in un clima di viva attenzione e cordialità, ha registrato la comune volontà di individuare soluzioni concrete a favore delle donne e degli uomini in uniforme, risolvendo finalmente le istanze che il SIULM porta avanti con determinazione con l’unico obiettivo di tutelare la dignità, la professionalità e il futuro del personale militare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda i temi specifici, il SIULM Aeronautica ha posto l’attenzione sulla necessità di un inquadramento e un riconoscimento più adeguato degli infermieri militari della Forza Armata, sulla particolare situazione degli “aerosoccorritori”, su cui il SIULM si è impegnato a far pervenire all’On. Minardo una relazione dettagliata, e, infine, l’equiparazione delle indennità del personale del Poligono di Capo Frasca a quelle di chi opera negli altri poligoni nazionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il SIULM Marina, dal canto suo, ha portato all’attenzione dell’On. Minaudo temi di particolare rilievo, quali il riconoscimento per il personale della Guardia Costiera delle funzioni di Pubblica sicurezza, che andrebbero ad affiancarsi a quelle attuali di Polizia giudiziaria, la valorizzazione dei turnisti impegnati nei servizi continuativi e la necessità di una indennità accessoria per il personale imbarcato a fronte delle responsabilità e dei sacrifici che tale servizio comporta, con lunghi periodi lontano da casa.</p>
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		<title>Sala gremita e consenso unanime: l&#8217;abbraccio dell&#8217;UDC alla candidatura di Gianfranco Chiarelli</title>
		<link>https://newsitalynews.it/politica/2025/10/27/sala-gremita-e-consenso-unanime-labbraccio-delludc-alla-candidatura-di-gianfranco-chiarelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[centro-destra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali Puglia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Chiarelli]]></category>
		<category><![CDATA[UDC Martina Franca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incontro partecipato e sentito al Park Hotel San Michele, dove cittadini e amministratori hanno espresso sostegno compatto alla candidatura del Vice Segretario Nazionale Gianfranco Chiarelli. Una sala gremita, un entusiasmo corale e un lungo applauso che ha accompagnato l’ingresso dell’on. Gianfranco Chiarelli. Così si è aperto, al Park Hotel San Michele, l’incontro pubblico organizzato dall’UDC di Martina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Un incontro partecipato e sentito al Park Hotel San Michele, dove cittadini e amministratori hanno espresso sostegno compatto alla candidatura del Vice Segretario Nazionale Gianfranco Chiarelli.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Una sala gremita, un entusiasmo corale e un lungo applauso che ha accompagnato l’ingresso dell’on. <strong>Gianfranco Chiarelli</strong>. Così si è aperto, al <strong>Park Hotel San Michele</strong>, l’incontro pubblico organizzato dall’<strong>UDC</strong> <strong>di Martina Franca</strong>, che ha presentato ufficialmente la candidatura di Chiarelli al <strong>Consiglio Regionale della Puglia</strong> nella coalizione di centro-destra con Lobuono Presidente.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’evento, dal titolo “<em>Martina Franca presenta il suo candidato</em>”, si è trasformato in una grande manifestazione di affetto e partecipazione popolare. Tanti i cittadini, simpatizzanti e amministratori che hanno gremito la sala in ogni ordine di posto per testimoniare il proprio sostegno a una candidatura che parla di territorio, competenza e concretezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">A introdurre i lavori è stata la dott.ssa <strong>Roberta Zaccaria</strong>, vice commissario provinciale e moderatrice dell’incontro, che ha sottolineato l’importanza di “un momento di unità e di condivisione, in cui il territorio sceglie di tornare protagonista, nel segno della concretezza e della buona politica”. A seguire, la <strong>coordinatrice cittadina dell’UDC, Donatella Castellana</strong>, ha evidenziato “la grande partecipazione e la voglia di riscatto che Martina Franca sta esprimendo intorno a questa candidatura. Un entusiasmo che nasce dal riconoscimento del lavoro, della serietà e dell’ascolto che Gianfranco Chiarelli ha sempre dimostrato nei confronti del territorio”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-18331" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-300x169.jpg" alt="" width="683" height="385" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-1024x576.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-768x432.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-1536x864.jpg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-150x84.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-696x392.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA-1068x601.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/PUBBLICO-MARTINA.jpg 1920w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Significativo l’intervento di <strong>Mauro Bello</strong>, capogruppo UDC in Consiglio comunale a Martina Franca, che ha parlato di “una comunità che ritrova nella figura di Chiarelli un punto di riferimento autorevole, capace di coniugare esperienza politica e sensibilità umana”. Bello ha poi rimarcato l’importanza di riportare al centro del dibattito regionale “le vere urgenze dei cittadini: quelle che emergono nei quotidiani incontri che facciamo con i colleghi consiglieri comunali”. <strong>Francesco D’Errico</strong>, commissario provinciale dell’UDC ha richiamato “il valore dell’impegno politico di un uomo dalla grande esperienza come antidoto alla rassegnazione”. Accanto a lui, <strong>Emiliano Messina</strong>, coordinatore cittadino di Taranto e consigliere comunale, ha voluto sottolineare “la capacità dell’UDC di costruire ponti, di creare alleanze fondate sui valori, non sugli interessi”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al momento dell’intervento dell’on. <strong>Gianfranco Chiarelli</strong>, la platea ha seguito con attenzione e trasporto, interrompendo più volte il discorso con calorosi applausi.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Martina Franca &#8211; ha detto &#8211; non è solo la mia città, ma il cuore di un territorio che merita ascolto e rispetto. Troppe volte abbiamo visto decisioni calate dall’alto, lontane dalle persone. Io voglio riportare in Regione la voce di chi lavora, di chi ha cura della propria comunità, di chi fatica ogni giorno per costruire il proprio futuro”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel suo intervento, Chiarelli ha toccato con forza i grandi temi che animano il dibattito pubblico: <strong>sanità, sicurezza, lavoro e politiche sociali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sulla <strong>sanità</strong>, ha denunciato “la distanza sempre più evidente tra cittadini e servizi, le liste d’attesa infinite, gli ospedali depotenziati e il personale stremato”, proponendo “una rete sanitaria più vicina ai territori, che valorizzi la medicina di prossimità e le competenze professionali”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sul fronte della <strong>sicurezza</strong>, Chiarelli ha invocato “più attenzione per i quartieri dimenticati, un controllo del territorio che garantisca serenità a famiglie e commercianti, e una collaborazione più stretta tra forze dell’ordine e amministrazioni locali”. Ampio spazio è stato dedicato al tema del <strong>lavoro</strong>, che Chiarelli ha definito “la prima vera emergenza del nostro tempo”. “Dobbiamo creare opportunità qui, dove i giovani nascono e crescono &#8211; ha detto &#8211; non costringerli a partire. La Puglia ha talento e risorse, ma servono investimenti mirati e meno burocrazia per chi vuole fare impresa”. Infine, un ‘attenzione speciale è stata dedicata al <strong>sociale</strong>, con un passaggio importante dedicato ai <strong>disabili e agli ultimi</strong>: “Una comunità si misura da come tratta i più fragili. La politica deve essere uno strumento di equità, non un privilegio. Nessuno deve restare indietro”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il lungo applauso che ha accompagnato le parole finali del candidato ha suggellato un incontro denso di emozione e partecipazione. Il salone del Park Hotel San Michele si è trasformato in un abbraccio collettivo: quello di una città che riconosce in Gianfranco Chiarelli non solo un rappresentante politico, ma un interprete autentico dei bisogni del territorio.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro si è chiuso con un messaggio chiaro: Martina Franca ha scelto di credere nel cambiamento, partendo da casa propria, partendo dall’esperienza e dall’autorevolezza di Gianfranco Chiarelli.</p>
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		<title>Crisi d&#8217;impresa: in tredici anni chiude 193mila imprese guidate da under 35</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2025/10/24/crisi-dimpresa-in-tredici-anni-chiude-193mila-imprese-guidate-da-under-35/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 07:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[#crisidimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[#under35]]></category>
		<category><![CDATA[CONFCOMMERCIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confcommercio: “Senza giovani imprenditori, il Paese invecchia anche economicamente” Tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso quasi duecentomila imprese fondate o gestite da under 35. A rivelarlo è l’Ufficio Studi di Confcommercio, che nel rapporto “L’importanza dei giovani imprenditori per la crescita economica”, presentato al XVI Forum nazionale dei Giovani Imprenditori a Milano, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="437" data-end="883"><em><strong>Confcommercio: “Senza giovani imprenditori, il Paese invecchia anche economicamente”</strong></em></p>
<p data-start="437" data-end="883">Tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso quasi duecentomila imprese fondate o gestite da under 35. A rivelarlo è l’Ufficio Studi di Confcommercio, che nel rapporto <em data-start="600" data-end="667">“L’importanza dei giovani imprenditori per la crescita economica”</em>, presentato al XVI Forum nazionale dei Giovani Imprenditori a Milano, fotografa un fenomeno preoccupante: in tredici anni sono scomparse <strong data-start="805" data-end="834">193mila imprese giovanili</strong>, di cui oltre <strong data-start="849" data-end="880">87mila solo nel Mezzogiorno</strong>.</p>
<p data-start="885" data-end="1320">Nel complesso, il numero delle imprese under 35 si è ridotto del <strong data-start="950" data-end="959">30,6%</strong>, contro un calo del <strong data-start="980" data-end="988">4,2%</strong> del totale delle imprese italiane. La loro incidenza sul sistema produttivo è passata dall’<strong data-start="1080" data-end="1098">11,9% del 2011</strong> all’<strong data-start="1103" data-end="1119">8,7% attuale</strong>, con una contrazione di <strong data-start="1144" data-end="1169">3,2 punti percentuali</strong>.<br data-start="1170" data-end="1173" />Secondo le stime, <strong data-start="1191" data-end="1249">se la quota di imprese giovani fosse rimasta invariata</strong>, il Pil nazionale sarebbe oggi <strong data-start="1281" data-end="1319">più alto di 49–65 miliardi di euro</strong>.</p>
<p data-start="1322" data-end="1595">Le analisi evidenziano inoltre che la <strong data-start="1360" data-end="1397">presenza di imprenditori under 35</strong> ha un impatto statisticamente rilevante sulla crescita economica: <strong data-start="1464" data-end="1489">un incremento dell’1%</strong> nella quota di imprese giovanili determinerebbe, in media, <strong data-start="1549" data-end="1592">una crescita dello 0,7–1% per provincia</strong>.</p>
<h3 data-start="1597" data-end="1659">La radice del declino: meno giovani, più tasse, più debito</h3>
<p data-start="1661" data-end="2096">Dietro il crollo dell’imprenditoria giovanile pesano diversi fattori. Anzitutto la <strong data-start="1744" data-end="1769">questione demografica</strong>: l’Italia ha <strong data-start="1783" data-end="1816">10 milioni di giovani in meno</strong> rispetto agli anni Ottanta — erano 32,3 milioni nel 1982, oggi sono 22,5 milioni — mentre gli <strong data-start="1911" data-end="1922">over 65</strong> sono quasi <strong data-start="1934" data-end="1949">raddoppiati</strong> (da 7,5 a 14,6 milioni).<br data-start="1974" data-end="1977" />Il Mezzogiorno, meno attrattivo per l’immigrazione qualificata, concentra oltre metà di questa perdita generazionale.</p>
<p data-start="2098" data-end="2618">A ciò si aggiunge il peso della <strong data-start="2130" data-end="2150">finanza pubblica</strong>: in quarant’anni il <strong data-start="2171" data-end="2194">rapporto debito/Pil</strong> è più che raddoppiato. Un trentenne del 1982 si portava sulle spalle <strong data-start="2264" data-end="2306">280 euro di debito pubblico pro capite</strong>, oggi l’importo è <strong data-start="2325" data-end="2348">quasi quadruplicato</strong>. Anche la <strong data-start="2359" data-end="2380">pressione fiscale</strong> è cresciuta di oltre 8 punti, passando dal <strong data-start="2424" data-end="2442">34,1% al 42,8%</strong>.<br data-start="2443" data-end="2446" />Un contesto che, sottolinea Confcommercio, <strong data-start="2489" data-end="2545">riduce il rendimento del capitale umano e produttivo</strong> e frena la propensione dei giovani a intraprendere percorsi d’impresa.</p>
<h3 data-start="2620" data-end="2664">Giovani imprenditori, giovani lavoratori</h3>
<p data-start="2666" data-end="3162">Un’altra evidenza dello studio riguarda il legame diretto tra <strong data-start="2728" data-end="2753">età dell’imprenditore</strong> e <strong data-start="2756" data-end="2781">occupazione giovanile</strong>: dove ci sono imprenditori giovani, lavorano più giovani.<br data-start="2839" data-end="2842" />Le imprese fondate da under 35 — spesso nate negli ultimi cinque anni — mostrano <strong data-start="2923" data-end="2948">produttività più alta</strong>, <strong data-start="2950" data-end="2979">maggiore uso del digitale</strong> e una <strong data-start="2986" data-end="3013">capacità di adattamento</strong> superiore alla media. Durante la pandemia, proprio queste realtà hanno reagito meglio grazie alla digitalizzazione e alla flessibilità gestionale.</p>
<h3 data-start="3164" data-end="3202">Dove i giovani fanno la differenza</h3>
<p data-start="3204" data-end="3546">La presenza di capitale umano giovane incide positivamente non solo sulla <strong data-start="3278" data-end="3298">digitalizzazione</strong>, ma anche su <strong data-start="3312" data-end="3353">occupazione, fatturato e produttività</strong>. Non a caso, nei <strong data-start="3371" data-end="3393">servizi di mercato</strong> — dai settori creativi al turismo — si concentra la quota più consistente di giovani imprenditori, vero motore dell’innovazione e della competitività.</p>
<h3 data-start="3548" data-end="3586">Le soluzioni secondo Confcommercio</h3>
<p data-start="3588" data-end="3950">Per invertire la rotta, Confcommercio indica <strong data-start="3633" data-end="3662">due direzioni strategiche</strong>.<br data-start="3663" data-end="3666" />La prima riguarda <strong data-start="3684" data-end="3722">incentivi e fiscalità di vantaggio</strong>, capaci di premiare chi avvia nuove attività.<br data-start="3768" data-end="3771" />La seconda punta a <strong data-start="3790" data-end="3825">migliorare l’accesso al credito</strong>: poiché le start up comportano rischi più elevati, è necessario rafforzare i <strong data-start="3903" data-end="3947">meccanismi pubblici di garanzia parziale</strong>.</p>
<blockquote data-start="3952" data-end="4308">
<p data-start="3954" data-end="4308">“L’Italia deve tornare a investire sui giovani imprenditori se vuole ritrovare crescita, occupazione e fiducia” — afferma <strong data-start="4076" data-end="4094">Carlo Sangalli</strong>, presidente di Confcommercio.<br data-start="4124" data-end="4127" />“Servono condizioni favorevoli, incentivi mirati e una tassazione più leggera: solo così potremo stimolare il coraggio di intraprendere e rinnovare il nostro tessuto economico”.</p>
</blockquote>
<p data-start="4310" data-end="4401">Sulla stessa linea <strong data-start="4329" data-end="4347">Matteo Musacci</strong>, presidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio:</p>
<blockquote data-start="4402" data-end="4725">
<p data-start="4404" data-end="4725">“Le imprese guidate da giovani assumono più under 35, investono maggiormente in tecnologie digitali e crescono più rapidamente. Che si tratti di raccogliere un’eredità familiare o di fondare qualcosa di nuovo, i giovani imprenditori rappresentano la forza vitale del Paese, la sua energia più innovativa e sostenibile”.</p>
</blockquote>
<p data-start="4727" data-end="4936">Un “desiderio di futuro” — come lo definisce lo stesso Musacci — che oggi rischia di spegnersi sotto il peso di un Paese che invecchia non solo demograficamente, ma anche <strong data-start="4898" data-end="4933">culturalmente ed economicamente</strong>.</p>
<p data-start="4727" data-end="4936">
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		<title>Povertà assoluta, Italia ferma a livelli record</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2025/10/20/poverta-assoluta-italia-ferma-a-livelli-record/</link>
					<comments>https://newsitalynews.it/economia/2025/10/20/poverta-assoluta-italia-ferma-a-livelli-record/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 13:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi sei milioni di persone sotto la soglia minima: boom tra stranieri, famiglie con figli e lavoratori operai. In Italia cresce il numero di persone che non riescono a sostenere nemmeno le spese fondamentali per vivere. Secondo i dati Istat 2024, sono 5,7 milioni gli individui in condizione di povertà assoluta, pari all’8,4% della popolazione, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="448" data-end="948"><em><strong>Quasi sei milioni di persone sotto la soglia minima: boom tra stranieri, famiglie con figli e lavoratori operai.</strong></em></p>
<p data-start="448" data-end="948">In Italia cresce il numero di persone che non riescono a sostenere nemmeno le spese fondamentali per vivere. Secondo i dati Istat 2024, sono <strong data-start="589" data-end="652">5,7 milioni gli individui in condizione di povertà assoluta</strong>, pari all’<strong data-start="663" data-end="689">8,4% della popolazione</strong>, distribuiti in <strong data-start="706" data-end="733">2,2 milioni di famiglie</strong>. Un quadro che fotografa un Paese ancora fragile, dove milioni di cittadini faticano a garantire a sé e ai propri figli l’accesso a beni e servizi essenziali come cibo, abitazione, salute, istruzione e trasporti.</p>
<h3 data-start="950" data-end="1013">Stranieri i più penalizzati: uno su tre è povero assoluto</h3>
<p data-start="1014" data-end="1831">Tra le categorie più colpite emergono gli <strong data-start="1056" data-end="1069">stranieri</strong>, per i quali la povertà assume dimensioni drammatiche: <strong data-start="1125" data-end="1157">oltre 1,8 milioni di persone</strong>, pari al <strong data-start="1167" data-end="1176">35,6%</strong>, vivono in condizioni di povertà assoluta — un’incidenza quasi cinque volte superiore rispetto agli italiani (7,4%).<br data-start="1293" data-end="1296" />Se si considerano le <strong data-start="1317" data-end="1366">famiglie composte esclusivamente da stranieri</strong>, la quota di povertà raggiunge il <strong data-start="1401" data-end="1410">35,2%</strong>; scende leggermente al <strong data-start="1434" data-end="1443">30,4%</strong> quando è presente almeno un componente straniero, mentre tra le <strong data-start="1508" data-end="1537">famiglie di soli italiani</strong> l’incidenza si ferma al <strong data-start="1562" data-end="1570">6,2%</strong>.<br data-start="1571" data-end="1574" />Nonostante ciò, la maggior parte dei nuclei poveri (circa <strong data-start="1632" data-end="1639">67%</strong>) è costituita da famiglie italiane: <strong data-start="1676" data-end="1721">1,49 milioni di famiglie di soli italiani</strong> contro <strong data-start="1729" data-end="1755">733 mila con stranieri</strong>, di cui l’<strong data-start="1766" data-end="1773">82%</strong> (600 mila) formate interamente da persone non italiane.</p>
<h3 data-start="1833" data-end="1881">1,28 milioni di minori in povertà assoluta</h3>
<p data-start="1882" data-end="2495">La situazione appare particolarmente preoccupante per <strong data-start="1936" data-end="1961">bambini e adolescenti</strong>: in Italia <strong data-start="1973" data-end="1999">1,28 milioni di minori</strong>, pari al <strong data-start="2009" data-end="2029">13,8% del totale</strong>, vivono in povertà assoluta — il dato più alto dal 2014.<br data-start="2086" data-end="2089" />Le <strong data-start="2092" data-end="2132">famiglie con almeno un minore povero</strong> sono circa <strong data-start="2144" data-end="2156">734 mila</strong> (12,3%), e l’intensità della povertà in questi casi è più elevata (21%) rispetto alla media nazionale del 18,4%.<br data-start="2269" data-end="2272" />Il fenomeno si accentua nel <strong data-start="2300" data-end="2315">Mezzogiorno</strong>, dove la quota di minori poveri raggiunge il <strong data-start="2361" data-end="2370">16,4%</strong>, contro il <strong data-start="2382" data-end="2391">12,1%</strong> del Centro. Tra i <strong data-start="2410" data-end="2453">bambini di età compresa tra 7 e 13 anni</strong>, la percentuale sale fino al <strong data-start="2483" data-end="2492">14,9%</strong>.</p>
<h3 data-start="2497" data-end="2576">Operai, famiglie numerose e basso titolo di studio: i profili più esposti</h3>
<p data-start="2577" data-end="3287">L’incidenza della povertà cresce con il numero dei componenti familiari: si passa dall’<strong data-start="2664" data-end="2672">8,6%</strong> nelle famiglie di tre persone al <strong data-start="2706" data-end="2715">21,2%</strong> in quelle con <strong data-start="2730" data-end="2753">cinque o più membri</strong>.<br data-start="2754" data-end="2757" />Il rischio è maggiore anche per chi svolge lavori manuali: tra le famiglie in cui il capofamiglia è un <strong data-start="2860" data-end="2891">operaio o figura assimilata</strong>, la povertà assoluta tocca il <strong data-start="2922" data-end="2931">15,6%</strong>, quasi il doppio rispetto alla media dei lavoratori dipendenti (8,7%).<br data-start="3002" data-end="3005" />Decisivo anche il livello d’istruzione: se la persona di riferimento possiede almeno un <strong data-start="3093" data-end="3124">diploma di scuola superiore</strong>, l’incidenza scende al <strong data-start="3148" data-end="3156">4,2%</strong>; al contrario, sale al <strong data-start="3180" data-end="3189">12,8%</strong> con la sola licenza media e raggiunge il <strong data-start="3231" data-end="3240">14,4%</strong> tra chi ha al massimo la licenza elementare.</p>
<h3 data-start="3289" data-end="3329">Il divario Nord-Sud resta profondo</h3>
<p data-start="3330" data-end="3763">Le disuguaglianze territoriali restano marcate. Il <strong data-start="3381" data-end="3396">Mezzogiorno</strong> registra l’incidenza più elevata di povertà assoluta tra le famiglie (<strong data-start="3467" data-end="3476">10,5%</strong>), seguito dal <strong data-start="3491" data-end="3512">Nord-Ovest (8,1%)</strong>, dal <strong data-start="3518" data-end="3537">Nord-Est (7,6%)</strong> e infine dal <strong data-start="3551" data-end="3568">Centro (6,5%)</strong>, che resta l’area meno colpita.<br data-start="3600" data-end="3603" />In termini assoluti, tuttavia, <strong data-start="3634" data-end="3698">quasi la metà delle famiglie povere (44,5%) risiede nel Nord</strong>, contro il <strong data-start="3710" data-end="3727">39,8% nel Sud</strong> e il <strong data-start="3733" data-end="3760">15,7% nel Centro Italia</strong>.</p>
<h3 data-start="3765" data-end="3821">Povertà stabile, ma più alta del periodo pre-Covid</h3>
<p data-start="3822" data-end="4284">Rispetto al 2023, i livelli di povertà risultano complessivamente stabili, ma restano ben superiori ai valori pre-pandemia. “<strong data-start="3947" data-end="4023">In cinque anni, il numero di individui poveri è aumentato di 1,1 milioni</strong>”, denuncia il Codacons.<br data-start="4047" data-end="4050" />L’Unione Nazionale Consumatori parla di “<strong data-start="4091" data-end="4109">record storico</strong>” e di “<strong data-start="4117" data-end="4168">dati da Terzo Mondo, indegni di un Paese civile</strong>”, a testimonianza di una fragilità strutturale che continua a minare la coesione economica e sociale dell’Italia.</p>
<p data-start="3822" data-end="4284"><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-18059" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg" alt="" width="685" height="386" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1024x576.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-768x432.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1536x864.jpg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-150x84.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-696x392.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1068x601.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></p>
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		<title>Il mercato immobiliare tira il freno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 13:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[gestione immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[mercato immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[raffreddamento]]></category>
		<category><![CDATA[rischio bolla]]></category>
		<category><![CDATA[tassi d'interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo UBS Global Real Estate Bubble Index segnala un calo dei valori residenziali per il terzo anno consecutivo. Restano aree critiche a Miami, Tokyo e Zurigo, mentre Milano, Londra e Parigi appaiono più stabili. La lunga fase di euforia immobiliare globale sta perdendo slancio. Secondo l’ultimo UBS Global Real Estate Bubble Index, il rischio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="470" data-end="687"><em><strong>Il nuovo UBS Global Real Estate Bubble Index segnala un calo dei valori residenziali per il terzo anno consecutivo. Restano aree critiche a Miami, Tokyo e Zurigo, mentre Milano, Londra e Parigi appaiono più stabili.</strong></em></p>
<p data-start="526" data-end="805">La lunga fase di euforia immobiliare globale sta perdendo slancio. Secondo l’ultimo <strong data-start="610" data-end="649">UBS Global Real Estate Bubble Index</strong>, il rischio bolla resta alto in diverse metropoli, ma il mercato residenziale mostra segnali di <strong data-start="746" data-end="772">raffreddamento diffuso</strong> per il terzo anno consecutivo.</p>
<p data-start="807" data-end="1128">In molte città i valori delle abitazioni risultano ormai <strong data-start="864" data-end="906">scollegati dai redditi e dagli affitti</strong>, con squilibri strutturali sempre più evidenti. Il futuro dipenderà dall’andamento dei <strong data-start="994" data-end="1015">tassi d’interesse</strong> e dalle politiche pubbliche volte ad ampliare l’offerta di alloggi, oggi insufficiente in molti centri urbani.</p>
<hr data-start="1130" data-end="1133" />
<h3 data-start="1135" data-end="1180"><strong data-start="1139" data-end="1180">Miami guida la classifica del rischio</strong></h3>
<p data-start="1181" data-end="1445"><strong data-start="1181" data-end="1190">Miami</strong> si conferma la città con il livello di rischio più alto, seguita da <strong data-start="1259" data-end="1268">Tokyo</strong> e <strong data-start="1271" data-end="1281">Zurigo</strong>. Elevate tensioni anche a <strong data-start="1308" data-end="1351">Los Angeles, Dubai, Amsterdam e Ginevra</strong>, mentre <strong data-start="1360" data-end="1402">Singapore, Sydney, Vancouver e Toronto</strong> si mantengono su valori più equilibrati.</p>
<p data-start="1447" data-end="1782">In Europa, <strong data-start="1458" data-end="1501">Madrid, Francoforte e Monaco di Baviera</strong> si collocano nella fascia intermedia, mentre <strong data-start="1547" data-end="1574">Londra, Parigi e Milano</strong> risultano relativamente stabili.<br data-start="1607" data-end="1610" />Fuori dal continente, <strong data-start="1632" data-end="1682">Hong Kong, San Francisco, New York e San Paolo</strong> appaiono meno vulnerabili, con quest’ultima ai livelli di rischio più bassi dell’intero campione.</p>
<hr data-start="1784" data-end="1787" />
<h3 data-start="1789" data-end="1822"><strong data-start="1793" data-end="1822">Mercati in raffreddamento</strong></h3>
<p data-start="1823" data-end="2117">Negli ultimi dodici mesi i rapporti <strong data-start="1859" data-end="1877">prezzo/affitto</strong> sono diminuiti nella maggior parte delle metropoli europee e asiatiche, fatta eccezione per Tokyo. Il <strong data-start="1980" data-end="2002">credito ipotecario</strong> resta debole: i tassi medi sono ancora il doppio rispetto al periodo 2020-2022, frenando le nuove compravendite.</p>
<p data-start="2119" data-end="2451">La scarsità di <strong data-start="2134" data-end="2155">nuove costruzioni</strong> aggrava tuttavia la carenza di alloggi, sostenendo i prezzi nelle aree più dinamiche.<br data-start="2241" data-end="2244" />In media, i punteggi di rischio bolla sono <strong data-start="2287" data-end="2328">in calo per il terzo anno consecutivo</strong>. Toronto e Hong Kong registrano i progressi più significativi, mentre <strong data-start="2399" data-end="2417">Dubai e Madrid</strong> mostrano un aumento dei rischi.</p>
<p data-start="2453" data-end="2601">Nel caso di <strong data-start="2465" data-end="2474">Dubai</strong>, l’espansione economica ha riportato i prezzi ai livelli del 2014, ma su un mercato che appare <strong data-start="2570" data-end="2598">sempre più surriscaldato</strong>.</p>
<h6 class="sr-only"><span style="color: #222222; font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 15px;">L’Università ISFOA prepara figure altamente qualificate per operare nel settore della gestione e valorizzazione immobiliare, un ambito in costante evoluzione che richiede competenze tecniche, economiche e manageriali di alto livello.</span></h6>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-18059" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg" alt="" width="687" height="387" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1024x576.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-768x432.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1536x864.jpg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-150x84.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-696x392.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1068x601.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 687px) 100vw, 687px" /></p>
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		<title>Il secolo del dragone: perché il libro di Cervino spiega la Cina al XXI secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 14:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e identità]]></category>
		<category><![CDATA[Egemonia globale]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Cervino]]></category>
		<category><![CDATA[In the Mind of the Dragon]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In the Mind of the Dragon di Giancarlo Cervino è un saggio narrativo che si distingue per la capacità di penetrare nella logica profonda del pensiero strategico cinese, offrendo una chiave di lettura inedita sul ruolo che la Cina intende giocare nel mondo contemporaneo. Con un linguaggio limpido ma preciso, Cervino accompagna il lettore in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="657"><a href="https://www.amazon.it/MIND-DRAGON-GIANCARLO-CERVINO/dp/B0FH4LM23P/ref=sr_1_1?dib=eyJ2IjoiMSJ9.R9W2Ok7j_7_S6HnwL1cuXKp3_kbiBwZhNzZMgWSiJq-pbywEzf38TFCP1q-HKj6a_i9ZBbQFAoyInadpWmN3pJ6ZknUjmFbBcT3KEcUwG8I.WJQSKCPBSHPaFX7v8vS212nedCedgYWe1_Ya8gbnCV8&amp;dib_tag=se&amp;qid=1760365396&amp;refinements=p_27%3AGiancarlo+Cervino&amp;s=books&amp;sr=1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="0" data-end="29">In the Mind of the Dragon</strong></a> di <strong data-start="33" data-end="54">Giancarlo Cervino</strong> è un saggio narrativo che si distingue per la capacità di penetrare nella logica profonda del pensiero strategico cinese, offrendo una chiave di lettura inedita sul ruolo che la Cina intende giocare nel mondo contemporaneo. Con un linguaggio limpido ma preciso, Cervino accompagna il lettore in un percorso di comprensione della visione del “drago”, evitando tanto le formule accademiche quanto le semplificazioni giornalistiche. Il risultato è un testo accessibile e insieme denso, che aiuta a interpretare le mosse di una potenza capace di ridefinire gli equilibri globali con discrezione e metodo.</p>
<p data-start="659" data-end="1584">Il volume si struttura come un viaggio attraverso l’identità storica e strategica della Cina. L’autore analizza come il Paese abbia costruito la propria forza non attraverso l’espansione militare, ma grazie a continuità interna, capacità commerciale e influenza culturale. A questa prospettiva storica si affianca un’analisi lucida delle trasformazioni più recenti: dalle conseguenze della politica del Figlio Unico e del calo demografico, fino al passaggio da un’economia agricola a una superpotenza tecnologica. Ampio spazio è riservato anche alla <strong data-start="1209" data-end="1237">Belt and Road Initiative</strong>, osservata nei suoi risvolti geopolitici e infrastrutturali, e al nodo di <strong data-start="1312" data-end="1322">Taiwan</strong>, letto alla luce della storia e delle tensioni militari attuali. Il libro si chiude con una riflessione sulle ambizioni globali della Cina e sulla possibilità di un futuro predominio, fondato più sull’influenza economica e digitale che sulla forza delle armi.</p>
<p data-start="1586" data-end="1992">Pur mantenendo un tono divulgativo, l’opera si distingue per rigore e profondità analitica. Cervino integra ogni sezione con mappe, grafici e riferimenti storici, costruendo un racconto che coniuga chiarezza e sostanza. La sua scrittura unisce ritmo narrativo e precisione documentaria, offrendo al lettore una prospettiva che si colloca a metà strada tra il saggio accademico e il reportage geopolitico.</p>
<p data-start="1994" data-end="2550">L’aspetto più originale del volume è l’approccio concettuale: comprendere la Cina <strong data-start="2076" data-end="2094">“dall’interno”</strong>, attraverso la mente che guida il drago. Cervino invita a osservare il mondo con lo sguardo di Pechino, decifrando la continuità del suo pensiero strategico e la capacità di integrare elementi stranieri in un sistema coerente e identitario. Tra i concetti più interessanti spicca quello di <strong data-start="2385" data-end="2415">“assimilazione sincretica”</strong>, con cui l’autore descrive la tendenza cinese a incorporare e trasformare gli influssi esterni senza mai perdere la propria essenza.</p>
<p data-start="2552" data-end="2995" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel complesso, <em data-start="2567" data-end="2594">In the Mind of the Dragon</em> è un’opera di grande valore divulgativo e interpretativo. Rigoroso ma coinvolgente, il saggio si rivolge a chi desidera comprendere la logica profonda di una potenza che agisce più con la strategia che con la forza. È un testo che parla al lettore curioso di geopolitica, economia o cultura, ma anche a chi, semplicemente, vuole capire come pensa il Paese destinato a influenzare il futuro del mondo.</p>
<p data-start="2552" data-end="2995" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un’epoca in cui la Cina non è più solo un attore globale ma l’ago della bilancia del XXI secolo, <em data-start="218" data-end="245">In the Mind of the Dragon</em> è una lettura indispensabile per chi non vuole limitarsi a osservare i cambiamenti del mondo, ma desidera comprenderli davvero. Cervino non racconta semplicemente la Cina: ne decodifica la mente, le strategie, la visione del tempo e del potere. È un libro che si legge come un viaggio e si ricorda come una rivelazione &#8211; perché conoscere il modo in cui pensa il drago significa anticipare le mosse del futuro.</p>
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		<title>Italia, la crescita che non basta: dietro i record occupazionali un Paese che si impoverisce lavorando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Perillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 10:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[#SalariReali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio ISFOA su dati OCSE, il mercato del lavoro italiano mostra segnali positivi solo in apparenza: salari reali in caduta, giovani esclusi, produttività ferma e un futuro demografico che minaccia la sostenibilità del sistema. L’ultimo rapporto OCSE sul lavoro fotografa un’Italia che si muove, sì, ma in salita.I numeri dell’occupazione sembrano incoraggianti: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="451" data-end="716"><em><strong>Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio ISFOA su dati OCSE, il mercato del lavoro italiano mostra segnali positivi solo in apparenza: salari reali in caduta, giovani esclusi, produttività ferma e un futuro demografico che minaccia la sostenibilità del sistema.</strong></em></p>
<p data-start="744" data-end="1099">L’ultimo rapporto OCSE sul lavoro fotografa un’Italia che si muove, sì, ma in salita.<br data-start="829" data-end="832" />I numeri dell’occupazione sembrano incoraggianti: disoccupazione in calo, occupazione ai massimi storici, inattività in discesa. Ma sotto la superficie, avverte l’<strong data-start="995" data-end="1017">Osservatorio ISFOA</strong>, continuano a ribollire fragilità strutturali che minano la tenuta del sistema.</p>
<p data-start="1101" data-end="1586">Il mercato del lavoro “corre” solo sulla carta. I <strong data-start="1151" data-end="1167">salari reali</strong>, al netto dell’inflazione, <strong data-start="1195" data-end="1244">valgono oggi il 7,5% in meno rispetto al 2021</strong>, segnando il peggior dato tra tutte le principali economie avanzate. Un crollo che erode il potere d’acquisto delle famiglie e smonta le narrazioni ottimistiche legate agli aumenti nominali derivanti dai rinnovi contrattuali. Troppo poco, troppo tardi: <strong data-start="1500" data-end="1586">un lavoratore su tre nel settore privato è ancora coperto da un contratto scaduto.</strong></p>
<p data-start="1588" data-end="2057">Nel frattempo, la forbice con il resto dell’area OCSE si allarga. Mentre altrove i salari reali cominciano a risalire dopo la fiammata inflazionistica post-pandemia, in Italia la ripresa è lenta e incerta. Per il biennio <strong data-start="1813" data-end="1826">2025-2026</strong> l’OCSE stima una crescita dei salari nominali del <strong data-start="1877" data-end="1894">+2,6% e +2,2%</strong>, valori che consentiranno – forse – appena di pareggiare un’inflazione attesa rispettivamente al <strong data-start="1992" data-end="2000">2,2%</strong> e <strong data-start="2003" data-end="2011">1,8%</strong>. Un pareggio, nella migliore delle ipotesi.</p>
<p data-start="2059" data-end="2591">Eppure, i dati occupazionali sembrano da record: <strong data-start="2108" data-end="2134">disoccupazione al 6,5%</strong>, pur restando sopra la media OCSE del 4,9%, e <strong data-start="2181" data-end="2220">crescita dell’occupazione dell’1,7%</strong> nell’ultimo anno. Ma si tratta di una crescita che parla soprattutto la lingua degli <strong data-start="2308" data-end="2319">over 55</strong>, mentre i giovani restano ai margini. Il tasso di occupazione complessivo, <strong data-start="2397" data-end="2406">62,9%</strong>, resta ben al di sotto della media OCSE (<strong data-start="2448" data-end="2457">70,4%</strong>). Un divario che fotografa un’Italia ancora incapace di includere <strong data-start="2526" data-end="2558">donne, giovani e Mezzogiorno</strong> nel proprio sviluppo produttivo.</p>
<p data-start="2593" data-end="3034">Il dato più allarmante, tuttavia, arriva dal fronte demografico: da qui al <strong data-start="2670" data-end="2678">2060</strong>, la popolazione in età lavorativa <strong data-start="2713" data-end="2733">crollerà del 34%</strong>, mentre l’indice di dipendenza degli anziani – il numero di pensionati per ogni persona in età da lavoro – <strong data-start="2841" data-end="2866">salirà da 0,41 a 0,76</strong>, ovvero <strong data-start="2875" data-end="2910">un anziano ogni 1,3 lavoratori. </strong>Un equilibrio insostenibile, che fa tremare i conti pubblici e rende urgente una riflessione sul modello pensionistico.</p>
<p data-start="3036" data-end="3591">L’OCSE avverte: <strong data-start="3052" data-end="3094">alzare l’età pensionabile non basterà.</strong><br data-start="3094" data-end="3097" />Servono politiche di <strong data-start="3118" data-end="3150">occupabilità a lungo termine</strong>, <strong data-start="3152" data-end="3175">formazione continua</strong>, <strong data-start="3177" data-end="3218">transizioni graduali al pensionamento</strong> e una cultura del lavoro che valorizzi anche la maturità professionale. Oggi, solo il <strong data-start="3307" data-end="3351">9,9% degli italiani tra i 50 e i 69 anni</strong> continua a lavorare dopo il pensionamento, contro il <strong data-start="3405" data-end="3439">22,4% della media europea OCSE</strong>. Un segnale di rigidità del mercato e, forse, di un modello culturale che vede il lavoro in età avanzata più come un fallimento che come una risorsa.</p>
<p data-start="3593" data-end="4057">Infine, la vera zavorra strutturale: la <strong data-start="3633" data-end="3649">produttività</strong>.<br data-start="3650" data-end="3653" />Se continuerà a crescere al ritmo anemico degli ultimi vent’anni (<strong data-start="3719" data-end="3735">+0,31% annuo</strong>), il <strong data-start="3741" data-end="3759">PIL pro capite</strong> italiano rischia di <strong data-start="3780" data-end="3813">scendere dello 0,67% all’anno</strong>. Non basta lavorare di più: bisogna <strong data-start="3852" data-end="3872">lavorare meglio. </strong>E questo richiede <strong data-start="3893" data-end="3916">investimenti mirati</strong>, <strong data-start="3918" data-end="3947">infrastrutture efficienti</strong>, <strong data-start="3949" data-end="3976">innovazione tecnologica</strong>, ma soprattutto <strong data-start="3993" data-end="4057">capitale umano motivato, formato e adeguatamente retribuito.</strong></p>
<p data-start="4059" data-end="4359">Dietro le cifre rassicuranti di un’occupazione in crescita si nasconde dunque un Paese che <strong data-start="4150" data-end="4163">invecchia</strong>, <strong data-start="4165" data-end="4200">non valorizza il proprio lavoro</strong> e rischia di <strong data-start="4214" data-end="4245">impoverirsi anche lavorando</strong>. Un Paese che tutela chi è già uscito dal mondo produttivo e fatica, invece, a premiare chi prova a entrarvi.</p>
<p data-start="4361" data-end="4508">L’Italia non ha bisogno soltanto di più occupati. Ha bisogno di un lavoro che torni <strong data-start="4447" data-end="4459">a valere</strong> — economicamente, socialmente e culturalmente.</p>
<p data-start="4361" data-end="4508"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-18059" src="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg" alt="" width="659" height="371" srcset="https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-300x169.jpg 300w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1024x576.jpg 1024w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-768x432.jpg 768w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1536x864.jpg 1536w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-150x84.jpg 150w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-696x392.jpg 696w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1-1068x601.jpg 1068w, https://newsitalynews.it/wp-content/uploads/2025/10/I.S.F.O.A.-Hoschule-fur-Sozialwissenschaften-und-Management-proprio-per-questo-motivo-ha-cercato-di-rafforzare-il-proprio-ruolo-ed-intervento-istituzionale-accademico-creando-appositi-percorsi-di-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/economia/2025/10/09/italia-la-crescita-che-non-basta-dietro-i-record-occupazionali-un-paese-che-si-impoverisce-lavorando/">Italia, la crescita che non basta: dietro i record occupazionali un Paese che si impoverisce lavorando</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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